K-Drama

“Itaewon Class”: una moderna lotta di classe

원하는 대로
다 가질 거야
그게 바로 내 꿈일 테니까
변한 건 없어
버티고 버텨
내 꿈은 더 단단해질 테니
다시 시작해

I’m gonna run until I reach my goal,
Doing what I want,
Getting what I want,
That is gonna be my one shining dream.
Nothing’s gonna change. I can make it through.
My big dreams will grow wherever I am.
I will start again.

(시작 (Start), Gaho – Itaewon class OST pt.2)

Itaewon Class” è un K-Drama coreano del 2020 prodotto dalla Showbox e trasmesso, in Corea, dalla JBTC e dalla piattaforma streaming Netflix per il resto del mondo, ha avuto un grandissimo successo ed è stato valutato con 8.2/10 dagli utenti di IMDb rating.

Locandina del K-Drama “Itaewon Class”

Trama

Ispirato all’omonimo webtoon ad opera di Kwang-Ji, autore coreano che ne ha curato anche la trasposizione cinematografica, narra le vicende di Park Sae-Ro-yi, un giovane dal forte temperamento e poco avvezzo alle ingiustizie, il quale a seguito della tragica morte del padre causata da un incidente, perde la testa e cerca di uccidere il colpevole di quella sciagura, procurandosi soltanto un biglietto di sola andata per il carcere, dove avrà modo di riflettere sui propri errori, sui propri demoni e sulla vendetta da mettere in atto contro l’ex datore di lavoro del padre, un magnate della ristorazione coreana.

Una volta rilasciato, deciderà di cambiare vita e di tentare il salto di qualità aprendo il proprio pub, dando inizio ad una spietatissima concorrenza a suon di pubblicità, inventiva e passione ma senza esclusione di tiri mancini.

I personaggi principali

Sae-ro-yi, interpretato dallo straordinario Park Seo-joon, si presenta agli occhi dello spettatore come il classico “bravo ragazzo cui la vita ha voluto male”, ha il volto segnato dalla disgrazia, tiene a freno la sua emotività e cerca di essere quanto più razionale possibile, anche quando potrebbe sbottonarsi un po’ e lasciarsi andare alle emozioni, ma è comprensibile come atteggiamento, lui sa perfettamente cosa voglia dire perdere tutto e rischiare di ritrovarsi con un mucchietto di polvere tra le mani.

Tuttavia, Sae-ro-yi è anche molto determinato e ambizioso e queste sue eccelse qualità lo porteranno, talvolta, sull’orlo del precipizio dal quale, nella buona e nella cattiva sorte, lo tirerà fuori la co-protagonista, l’inafferrabile ed enigmatica Jo Yi-seo (interpretata dall’attrice Kim Da-mi): lei, al contrario del suo collega, è totalmente dedita alle emozioni e all’istinto, è una perfetta calcolatrice, sa quello che vuole e farebbe di tutto per raggiungerlo, proprio per questo trasformerà il sogno di Sae-ro-yi nel suo stesso sogno, impegnandosi anima e corpo in questo progetto.

Ma non sarebbe un vero K-Drama senza la “second lead”, il “finale alternativo” che rischia di far saltare l’equilibrio dei protagonisti, e anche in questo caso abbiamo uno splendido scontro testa a testa, fino agli ultimi episodi, tra la nostra Jo Yi-seo e la sua eterna rivale, Oh Soo-ah (interpretata da Kwon Na-ra), il primo vero amore di Park Sae-ro-yi, con il quale aveva condiviso gioie e lacrime sino alla sua incarcerazione, infatti in seguito riceverà una borsa di studio proprio da Jang Dae-hee, il capo del Jangga Group, l’azienda dove lavorava il padre di Sae-ro-yi, per poi diventarne una dipendente. Il loro rapporto sarà un attacco-difesa senza sosta, entrambe determinate ad avere il primo posto nel cuore del nostro protagonista e, se in un primo momento le cose si metteranno male per Jo Yi-seo, il vento andrà anche in suo favore, cambiando le regole del gioco.

Davide contro Golia

Itaewon class è un drama dolce amaro, piacevole da vedere come semplice passatempo ma che termina per catturare l’attenzione dello spettatore e fargli provare l’uragano di sensazioni che vivono i personaggi, lasciandolo con il fiato sospeso e mai sicuro al 100% di quello che accadrà di lì a breve così come nella vita vera.

La particolarità di questo drama è la rappresentazione della classica lotta di Davide contro Golia perché Park Sae-ro-yi diventa un anti-eroe moderno, con tutte le sue difficoltà, difetti e pregi, che cerca di sovvertire un ordine al quale non vuole partecipare e che non apprezza: Sae-ro-yi è giovane, è innovativo, è arrabbiato e ha voglia di rivincita, non tanto per se stesso quanto più per l’infausta sorte del padre, e diventa in questo modo la rappresentazione del nemico per eccellenza del sistema malato nel quale viviamo anche noi e con il quale si scontrano ogni giorno tanti giovani che vogliono trovare la loro strada con i loro mezzi e non vogliono più stare alle regole di quel gioco vecchio e desueto.

L’antagonista di Sae-ro-yi è Jang Dae-hee, un uomo che ha costruito con la propria fatica e sudore il suo stesso impero e che cerca di tenersi stretto quanto ha creato, screditando gli altri e facendoli desistere dai loro sogni e tentativi vani di imporsi sulla scena di Itaewon, il quartiere degli stranieri di Seoul, colmo di negozietti e ristorantini di ogni genere: il signor Jang è un moderno Mr. Scrooge del “Cantico di Natale”, un uomo troppo impegnato a vivere nel presente e a progettare il suo futuro, aspirando a renderlo ancor più dorato e splendente, da dimenticarsi del suo passato e delle sensazioni che, involontariamente, condivide con il giovane Park Sae-ro-yi.

Forse, è proprio questa loro quasi vicinanza a renderli ancor più diversi e antagonisti, sono entrambi ambiziosi e conoscono entrambi quella terribile sensazione di dover abbandonare il proprio desiderio a causa di eventi esterni alla loro giurisdizione, ma mentre Jang Dae-hee ha l’obiettivo di rimanere l’unico re di Itaewon, Park Sae-ro-yi ha in mente solo il riscatto sociale, solo voler cercare di cancellare quella macchia dovuta al suo periodo in carcere e gli errori commessi in passato a causa del suo temperamento.

Il vero “cattivo” dell’intera vicenda non è Jang Dae-hee che, nonostante le pessime ma coerenti motivazioni, darà molto filo da torcere al nostro protagonista, bensì è il figlio del signor Jang, Jang Geun-won, un arrogante e presuntuoso giovane ricco con l’ansia da prestazione e manie di protagonismo, in eterna competizione con il fratellastro e con qualunque altro essere si immetta sulla sua stessa strada (creando non pochi problemi, in primis con lo stesso Park Sae-ro-yi) e soprattutto con il costante bisogno di dover dimostrare la propria bravura e valore al padre, con il quale ha un rapporto d’amore e odio, tentando di spodestarlo e dimostrargli una volta per tutte che anche lui sarebbe in grado di gestire lo stesso Jangga Group.

Al di là del mero dispiacere per la pessima infanzia e ambiente nel quale è cresciuto il nostro Geun-won, non possiamo esimerlo dalle sue colpe e dai tanti danni causati ai protagonisti della serie, le cui vite saranno effettivamente scosse e cambiate proprio a causa di questi.

Una forte critica sociale

Il mondo prospettato dalla serie tv, quello della ristorazione e del business d’impresa, è un mondo spietato, un mondo che non accetta e perdona i passi falsi e lo stesso Sae-ro-yi e i suoi collaboratori ne pagheranno le conseguenze, approfittandone però (dopo un momento di sconforto) per trovare la forza per rinnovarsi nuovamente, accettando la dura verità del mondo del lavoro: non c’è mai un punto d’arrivo, non c’è mai niente di certo e bisogna sempre stare al passo con i tempi o si rischia di essere sommersi dall’onda e non riuscire più a tornare a galla.

Si potrebbe definire una “moderna lotta di classe” perché si osservano dei temi ricorrenti nelle classiche battaglie sindacali, politiche e soprattutto sociali che da tempo immemore sovvertono, o cercano di sovvertire, l’ordine delle cose, osserviamo la voglia della classe più povera di farsi maggiore spazio nella società oppure la volontà di cambiamento per costruire un mondo più a misura d’uomo; dall’altra parte troviamo anche tematiche nuove, più moderne, che danno un tocco di freschezza all’intero complesso, grazie anche e in particolar modo alla componente LGBTQ+ dovuto alla presenza della giovane Ma Hyeon-yi (interpretata dall’attrice Lee Joo-young), una ragazza transgender e chef al DanBam, il ristorante di Park Sae-ro-yi, oppure ancora la tematica del reinserimento in società degli ex detenuti, nel caso concreto non soltanto Park Sae-ro-yi ma anche un suo ex compagno di cella e poi collega al ristorante, Choi Seung-kwon (interpretato da Ryu Kyung-soo).

Proprio per questo motivo, Itaewon class risulta essere una boccata d’aria fresca nel panorama cinematografico e dell’intrattenimento coreano e non solo, perché riesce a coniugare importanti questioni sociali ad una storia leggera, fatta d’intrecci, storie d’amore, incomprensioni e speranze condivise e combattute tra i vari protagonisti.

Last but not least, occorre fare un plauso finale alla scelta e varietà di OST (Original Sound Track) operata da parte della regia, sono in particolar modo 13 brani che hanno contribuito a rendere ancor più memorabile questo drama, tra i quali non soltanto spiccano la OST part 2, “시작” (Start) dell’autore coreano Gaho, ma anche la OST part 12, la canzone “Sweet night” scritta e cantata da V (Kim Taehyung), membro dei BTS.

Autrice: Bianca Cannarella

Eterna Sagittario, è capitata in questo mondo per sbaglio e non ne è più uscita, riscoprendo se stessa e ciò che la circonda. Un giorno sì e l’altro pure sogna di scappare in Corea: probabilmente lo farà molto presto. Il suo motto preferito è: 시작이 반이다, “l’inizio è la metà”.

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Eterna Sagittario, è capitata in questo mondo per sbaglio e non ne è più uscita, riscoprendo se stessa e ciò che la circonda. Un giorno sì e l’altro pure sogna di scappare in Corea: probabilmente lo farà molto presto. Il suo motto preferito è: 시작이 반이다, “l’inizio è la metà”.

(7) Commenti

  1. Condivido su tutto! È uno dei drama che una volta che lo inizi, ti travolge completamente. Un cast eccezionale, le ost sono una perfetta colonna sonora della nostra vita 😂😂

    1. Assolutamente d’accordo!

    2. Laura dice:

      Il più bel drama mai visto il mio preferito in assoluto

  2. Marinella dice:

    Bello! Lo sto guardando in questi giorni e i primi episodi mi hanno già preso tanto! Lo consiglio vivamente

    1. Vero! E’ proprio bello!

    2. Valeria dice:

      Condivido sicuramente tutto! Apprezzo che nel drama si parli di razzismo e rivalsa sociale, anche se ho notato che molto dell’impostazione della vita coreana è fatta da monetizzare il più possibile. Per spiegarmi meglio, lui da un piccolo pub arriva ad avere una multinazionale di successo, è una formula vista in molti altri KDrama (l’ultimo è Hello, me) e ho capito che la vita dei coreani è impostata molto sul successo, sui soldi e sulla posizione sociale, più sei in alto a livello economico e più merito rispetto quindi insomma favole moderne, non so se la mia è una giusta osservazione, ma in questo KDrama come in altri l, mi sembra così. 🙂

      1. Bianca Cannarella dice:

        Siamo contente che l’articolo sia di tuo gradimento! Dici bene, lo stile di vita dei coreani è molto incentrato sulla carriera e sul successo, non soltanto nel lavoro ma nella vita in generale: per questo ti consigliamo la lettura di un altro nostro articolo, “La cultura del palli-palli”, che trovi nella sezione K-culture di questo sito! Grazie per averci dedicato il tuo tempo e per il feedback!

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