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#K-food: Tteokgalbi (떡갈비)

Le polpettine di manzo coreane, ovvero tteokgalbi (떡갈비), sono un piatto festivo a base di costine di manzo coreane che viene preparato soprattutto per celebrare un’occasione speciale o una festività.

La ricetta prevede che la carne venga macinata e pestata sull’osso, quindi marinata in una salsa agrodolce molto saporita, e poi grigliata o cotta alla brace.

Il tteokgalbi ha un gusto speziato, è morbido e succoso e, soprattutto, è molto tenero!

Galbi” in coreano significa costine, mentre “tteok” significa torta di riso, e al piatto è stato dato questo nome perché il processo di taglio, marinatura e modellatura della carne è simile a quello della preparazione di una torta di riso.

A differenza del galbi però, che tende a essere il centro del pasto, il tteokgalbi viene sempre servito come contorno per il riso, insieme a molti altri contorni (banchan).

In tutta la Corea si trovano molte versioni diverse di questo piatto.

Alcuni ristoranti aggiungono pasta di soia o carne di maiale macinata, mentre la maggior parte dei locali taglia completamente la carne dall’osso, la trita, la mescola con il ripieno, la marina e poi rimette una manciata di carne sull’osso, per la presentazione.

La versione che vi mostro prevede che la carne venga tritata con l’osso.

Può sembrare strano come procedimento, ma l’aspetto e il sapore del piatto risultano decisamente migliori!

  • Difficoltà: Facile
  • Tempo di preparazione: 30 Minuti
  • Tempo di cottura: 20 Minuti
  • Porzioni per: 2 Persone

Ingredienti

  • 450 g Costine di Manzo
  • 30 ml Salsa di Soia
  • 15 ml Mirin (o Acqua)
  • 5 Spicchi d’Aglio, sbucciati e tritati
  • 13 g Cipolla tritata e 1 Cipollotto, tritato
  • 13 g Zucchero
  • 21 g Miele
  • 10 ml Olio di Sesamo Tostato
  • Un pizzico di Pepe
  • 4 Cipollotti Bianchi grandi (facoltativo)

Guarnizione (facoltativo):

  • 3 g Semi di Sesamo Tostati
  • Peperone Rosso tritato

Preparazione

Costine da sciacquare e asciugare
  1. Sciacquare le costine di manzo in acqua fredda per rimuovere eventuali frammenti di ossa o gocce di sangue. Scolare e asciugare con carta assorbente.
  2. Posizionare le costine sul tagliere, con l’osso rivolto verso il basso. Prendere un coltello da cucina affilato e tagliare la carne di ogni costoletta in piccoli pezzi, incidendo, pestando con il coltello e tritando (battere la carne mentre è attaccata all’osso senza staccarla). Cercare di mantenere quanta più carne possibile attaccata all’osso. Tutto ciò che si stacca va rimesso sull’osso mentre si trita.
  3. Formare la carne con l’osso in un rettangolo, con l’osso rivolto verso il basso. Sistemare le costolette in una teglia o in una griglia adatta al forno.
  4. In una ciotola unire la salsa di soia, il mirin (o l’acqua), l’aglio, la cipolla, lo zucchero, il miele e l’olio di sesamo tostato. Tritare la parte verde chiara di un cipollotto (conservare la parte verde più scura per guarnire in seguito), aggiungerla alla ciotola e mescolare bene.
Marinatura costine
  1. Prendere un po’ di cipolla e aglio dalla salsa e massaggiarla su ogni costola. Mescolare bene con le dita per far marinare il tutto. Tenere da parte un po’ di liquido della salsa, ma utilizzare tutto l’aglio e la cipolla contenuti.
  2. Grigliare i cipollotti bianchi, mescolarli con qualche goccia di olio vegetale e un pizzico di sale. Metterle in una padella. (facoltativo)
  3. Preriscaldare il forno, impostando la funzione “broiler” per 5 minuti.
  4. Mettere il tteokgalbi e i cipollotti grigliati nel forno. Cuocere per 10 minuti.
  5. Toglierli dal forno e versare il grasso e l’olio fusi. Aggiungere il resto della salsa e cuocere per qualche minuto a fuoco vivo, versando la salsa sul fondo del tteokgalbi. Girare e cuocere ancora per qualche minuto fino a completa cottura.
  6. Guarnire con cipollotto tritato, semi di sesamo e peperone rosso tagliuzzato. Servire subito.
Tteokgalbi

Avete mai assaggiato questo piatto? Quali altre ricette vorreste in questa rubrica? Fatecelo sapere nei commenti!

맛있게 드세요!

Fonti: https://www.maangchi.com/recipe/tteokgalbi

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K-Travel Korea

Cosa fare e non fare in Corea del Sud

State per partire per il vostro viaggio in Corea? Sicuri di avere tutto? Facciamo un breve riepilogo: passaporto, biglietti aerei, assicurazione, alloggio, medicine, lista di Dos and Don’tsForse quest’ultima vi è sfuggita? Non c’è problema! In questo articolo parleremo in po’ di cosa fare e non fare quando vi troverete in Corea.

Cose da NON FARE!

Ahimè, purtroppo la lista è abbastanza lunga, ma non preoccupatevi perché forse alcune le sapete già, altre invece potrebbero sorprendervi un po’. 

In cima alla lista delle più conosciute troviamo di sicuro:

  • Non soffiarsi il naso in pubblico
  • Sedersi nei posti riservati ad anziani e donne incinta
  • Parlare a voce alta sui mezzi
  • Infilare le bacchette nel riso 
  • Scrivere il nome di una persona con il colore rosso
  • Indossare vestiti scollati

Proviamo a capirne qualcosa di più?

1. Non soffiarsi il naso in pubblico

Tranquilli, potete soffiarvelo, però magari non fatelo proprio di fronte alla persona con la quale state parlando. Giratevi appena, in maniera tale che questo “fattaccio” rimanga un po’ nascosto. 

2. I posti riservati

È tutto vero: se vi sedete in quei posti, anche se la carrozza dovesse essere completamente vuota, vi guarderebbero male in ogni caso.

Qui però arriva il paradosso: se la carrozza dovesse essere piena, un giovane seduto nei posti “normali” difficilmente si alzerebbe per far sedere un anziano.

Inoltre, se siete su un mezzo pubblico ricordatevi che non siete in Italia: il tono della voce è basso, niente urla e schiamazzi e le telefonate (se potete) fatele quando uscite!

Diciamocelo, spesso noi italiani ci facciamo riconoscere all’estero per i decibel con i quali ci esprimiamo (io in prima linea), però questa è una di quelle situazioni nelle quali vi potrete giovare la “waegukin card”, ovvero, se qualcuno vi rimprovera fate finta di non capire (ops).

3. Non infilare le bacchette nel riso

L’immagine ricorda infatti i bastoncini di incenso bruciati nei funerali buddhisti e viene considerato, di conseguenza, un gesto di malaugurio.

L’etichetta a tavola è davvero molto rigorosa in Corea: il più giovane serve da bere e cuoce la carne per i più anziani; sarebbe, inoltre, buona maniera aspettare sempre che sia il più anziano ad iniziare a mangiare.

Ah, quasi dimenticavo! Il più giovane non dovrebbe bere di fronte alla persona rispetto a lui più anziane, meglio girarsi poco poco (come per soffiarsi il naso).

Queste “regole” valgono nel momento in cui siete seduti al tavolo con dei coreani di una certa età perché, tra giovani (soprattutto se tra stranieri) state tranquilli che nessuno vi metterà alla gogna se non le rispettate.  

4. Non scrivere il nome di una persona con il rosso

Avete capito bene, usate qualsiasi altro colore, ma non il rosso. Se lo fate, state augurando la morte a una persona.

5. Indossare vestiti scollati

Minigonne succinte non creano problemi, tuttavia, le maglie scollate non sono viste di buon occhio.

Anche qui, però, possiamo aprire una piccola parentesi: durante il giorno, effettivamente, non vedrete scollature profonde, la sera nei club, invece, è tutta un’altra storia. Se le stesse coreane non si fanno problemi, perché dunque dovremmo farceli noi?

Vorrei ora parlarvi di alcuni gesti e comportamenti di cui non si parla molto e che però non vengono visti di buon occhio

Partiamo da una lista per poi andare più nel dettaglio: 

  • aspettarsi che tutti parlino inglese 
  • guardare gli estranei negli occhi 
  • scattare foto a estranei
  • immischiarvi in una rissa
  • chiamare le persone per nome
  • fumare camminando
  • chiedere stupidaggini sulla Corea del Nord
  • sparlare della chirurgia

1. Pretendere che tutti parlino inglese

Purtroppo, trovare un coreano che parli in maniera fluente l’inglese è davvero difficile, dunque, prima di partire vi consiglio di imparare qualche frase standard e vocaboli di base: anche solo provare ad esprimersi in coreano è molto apprezzato e chi vi sta di fronte capirà che rispettate la loro cultura!

Se non lo avete ancora fatto, vi consiglio di acquistare il frasario di Mondo Coreano per prepararvi al meglio ad affrontare situazioni di qualunque genere.

2. Fissare gli estranei negli occhi

Se mai andrete in Corea noterete che tutti cercano di evitare il più possibile il contatto visivo.

A proposito di estranei, fate anche molto attenzione quando scattate una foto e la pubblicate: in Corea sono molto “attenti” alla privacy quando si tratta di foto, tuttavia, troverete sempre strade e vicoli tappezzati di telecamere di sicurezza (e la privacy?).

3. Le risse

Fuori e dentro i locali, soprattutto nella zona di Hongdae, capitano spesso risse sia tra coreani che tra stranieri.

Il mio consiglio è di non mettersi mai in mezzo, non importa che voi siate nel torto o nel giusto, essendo stranieri (ahimè) sarete sempre giudicati colpevoli. Perché?

Perché il sistema giudiziario coreano tende a proteggere molto i suoi cittadini, anche quando colpevoli.

4. Chiamarsi per nome

Come forse alcuni di voi sapranno, la Corea è una società estremamente gerarchica e, in base alla persona con la quale state parlando e all’età di questa, cambierà l’appellativo con il quale dovrete rivolgervi.

“Oppa”, “unni”, “hyung”, “nuna”, “ajussi”, “ajumma” sono solo alcuni degli appellativi usati per rivolgersi ad amici, anziani, fratelli, sorelle: quindi, quando vi troverete a dover avere a che fare con i coreani, ricordatevi sempre di utilizzare questi appellativi invece dei loro nomi propri!

5. Le sigarette

Se stai camminando e vuoi fumare, devi fermarti e metterti da una parte. In che senso?

In Italia, come in altre parti in Occidente, siamo abituati a fumare camminando dando poco importanza a chi ci passa di fianco, tuttavia in Corea non è così: anche in questa situazione nessuno vi metterà alla gogna se lo fate, la “waegukin card” è sempre pronta per essere giocata, ma cercate di non abusarne!

Se volete saperne qualcosa di più, date un’occhiata a questo post!

6. Fare domande sciocche sulle Corea del Nord

Diciamocelo, tutti siamo curiosi sulla Corea del Nord, ma continuare a fare domande e chiedere informazioni a riguarda può risultare un po’ fastidioso per i coreani. Come noi, anche loro non sanno molto, ed essendo le due nazioni ancora in stato di armistizio potrebbe risultare un argomento un po’ delicato.

7. Sparlare della chirurgia

Come molti di voi sanno, gli interventi chirurgici sono molto diffusi in Corea, soprattutto le operazioni di tipo non invasivo: è molto probabile, dunque, che la persona con la quale state parlando abbia fatto qualche ritocchino qua e là.

Un consiglio: evitate commenti negativi sulla chirurgia, ognuno ha diritto di sentirsi bello, anche se lo fa con un aiuto esterno. 

Cose da fare/da poter fare!

  • ricevere a due mani
  • stare alla larga dal numero 4
  • fare un leggero inchino quando entrare nei ristoranti
  • fare rumore mentre mangiate
  • togliersi le scarpe quando entrate in casa
  • chiedere l’età
  • riciclare

1. Ricevere le cose a due mani

È un gesto molto comune nei Paesi asiatici, non solo in Corea, e vi capiterà spesso quando andrete a pagare. Che sia un negozio, un ristorante, una bancarella ecc. vi daranno sempre il resto/carta con due mani. Cosa fare dunque? Prendete ciò che vi viene dato/restituito anche voi con due mani. 

2. Stare alla larga dal numero 4

In cinese questo numero vien pronunciato “sì”, che è omofono di “sǐ” e significa “morte”: essendo la cultura coreana molto influenzata da quella cinese, anche questa credenza è stata importata nella penisola e tutt’ora il numero 4 è un simbolo di malaugurio, tanto da essere persino omesso nella numerazione dei palazzi.

3. Fare un leggero inchino quando entrate nei ristoranti

L’inchino è uno di quei gesti che a noi stranieri viene condonato se non fatto, soprattutto se ci si trova tra giovani: essendo i ristoranti spesso gestiti da persone di una certa età, sarebbe buona maniera fare un leggero inchino all’entrata e all’uscita. 

4. Fare rumore mentre si mangia

Quante volte da piccoli siamo stati rimproverati perché facevamo rumori mentre mangiavamo?

In Corea è totalmente normale, vuol dire che state davvero apprezzando quello che state mangiando. Avete mai visto i video di qualche idol che mangia i noodles facendo dei rumori atroci? In Corea potete/dovete farlo anche voi!

5. Togliersi le scarpe quando si entra in casa

Anche da noi si fa, ma non è una regola fissa come lo è in Corea.

In tutte le case coreane dovrete togliervi le scarpe all’ingresso, mettervi delle ciabatte e ricambiarvele di nuovo per entrare in bagno.

Sì, avete capito bene: il bagno prevede delle ciabatte a parte. 

6. Chiedere l’età

Come già anticipato, la società coreana è estremamente gerarchica e in base all’età della persona con la quale state parlando cambierà la formalità del linguaggio e l’appellativo con il quale vi dovrete rivolgere.

Proprio per questo motivo, appena dopo avervi chiesto il nome i coreani vi chiederanno l’età: questa differenza di linguaggio chiaramente viene meno nel momento in cui parlate inglese; tuttavia, sarà utile per capire come rapportarsi con la persona che vi sta di fronte.

7. Riciclare

I coreani sono molto attenti a separare i rifiuti, come anche noi in Italia.

Plastica, carta, umido, secco, tutti prevedono un bidone differente; inoltre, in Corea è prevista la raccolta porta a porta. Attenti a non sbagliare perché non solo non ritireranno il vostro sacco, ma potrebbero anche multarvi.

Questa attenzione all’ambiente purtroppo viene meno quando di tratta di utilizzo della plastica: la Corea è tra i primi Paesi al mondo per utilizzo di plastica pro capite, pensate che alcuni frutti vengono imballati singolarmente, i servizi di delivery utilizzano strati su strati di plastica, ogni giorno vengono utilizzate tonnellate di bicchieri di plastica.

Un vero e proprio paradosso per Paese così tecnologicamente avanzato e che potrebbe decisamente migliorare.

Spero che questo articolo vi posso essere utile per evitare qualche scivolone durante la vostra permanenza in Corea! Conoscevate già queste informazioni? Fatecelo sapere nei commenti!

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K-Travel Korea

Asiana Airlines: da Roma a Seoul

Se c’è una cosa che amo fare è sicuramente viaggiare.

L’idea di andare a scoprire posti lontani, culture diverse dalla mia e nuovi luoghi dei quali innamorarmi è tra le mie più grandi passioni e, da quando il mondo ha ripreso il suo ritmo pre-covid, avete visto bene che ho colto ogni occasione disponibile per riprendere con questa stupenda abitudine.

Il primo viaggio a Seoul non si dimentica mai e, a soltanto qualche mese di distanza, sento già la mancanza di quei giorni lì in mezzo ai grattacieli di Seoul e alle sue viuzze colme di storia: eccomi, quindi, che mi trovo di nuovo a prenotare un biglietto per la Corea!

Tra le domande che mi fate più spesso è a quale compagnia mi affido per viaggiare con comodità dall’Italia alla Corea ed è per questo che ho pensato fosse il caso parlarvi meglio di Asiana Airlines.

Asiana Airlines è una compagnia aerea, nota dapprima con il nome Seoul Airlines, nata nel 1988 ed ha il suo quartier generale a Seoul: è la seconda compagnia aerea coreana per traffico e dimensioni e gestisce quasi la totalità del traffico aereo coreano; inoltre, ha importanti rotte internazionali, tra le quali l’Europa, l’America e l’Oceania.

Nel giugno di quest’anno è stato riaperto il collegamento diretto tra Roma e Seoul, operato proprio da Asiana Airlines: sarà, infatti, possibile viaggiare con volo diretto o con – al massimo – uno scalo, rendendo più facile e comodo spostarsi tra i due paesi.

Ogni quanto vola Asiana Airlines?

Fino alla fine di ottobre, Asiana Airlines propone tre giorni disponibili per viaggiare, martedì, giovedì e sabato; invece, dall’1 novembre fino al 25 marzo 2023 volerà soltanto martedì e sabato.

Dal 26 marzo, infine, dovrebbero riprendere con i soliti ritmi con almeno tre giorni papabili per la partenza.

Perché dovreste scegliere Asiana Airlines?

Nell’ultimo anno, tra un K-Drama e l’altro, ho spulciato spesso nei vari siti per cercare delle compagnie aeree che offrissero dei biglietti a prezzi accettabili anche per le tasche un po’ più ristrette: devo ammettere che Asiana è quella che, tra tutti, offre maggiori opportunità ad un costo ragionevole, a maggior ragione per un volo diretto.

Inoltre, Asiana offre la possibilità di paragonare i prezzi dei vari giorni, in modo tale da scegliere con totale serenità il giorno migliore per partire.

Per rimanere aggiornati con le ultime novità circa date disponibili per viaggiare, sconti o eventi particolari, vi consiglio di fare un giro sul loro sito web.

Se volete saperne di più della mia esperienza con Asiana e delle mie avventure alla scoperta della Corea, non perdetevi le mie storie che pubblicherò durante il prossimo viaggio!

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K-Food Korea

#K-food: Songpyeon (송편)

추석 잘 보내세요! Buon Chuseok a tutti voi, fan di Mondo coreano!

Oggi, 10 settembre, cade una delle festività coreane più importanti, che è, appunto, il Chuseok (추석)!

Il Chuseok è il principale festival del raccolto in Corea, celebrato il quindicesimo giorno dell’ottavo mese del calendario lunare, anche se anche il giorno precedente e quello successivo al Chuseok sono considerati festivi.

Per festeggiare il buon raccolto, i coreani si recano nelle città natali dei loro antenati e condividono un banchetto di cibi e bevande tradizionali, tra cui troviamo i songpyeon e i vini di riso sindoju e dongdongju.

E in questo articolo vi mostro proprio la ricetta dei songpyeon, i protagonisti indiscussi del Chuseok!

I Songpyeon (송편) sono piccole torte di riso a forma di mezzaluna, farcite con vari ripieni dolci come semi di sesamo zuccherati e tradizionalmente cotti al vapore su un letto di aghi di pino (“song” in “songpyeon” significa pino).

Tradizionalmente, si usava servire questi dolcetti in tanti colori diversi, utilizzando spezie naturali per ottenere le colorazioni desiderate, ed è ciò che proveremo a fare anche noi!

Nonostante il procedimento possa sembrare un pochino lungo e noioso, fidatevi, ne varrà la pena per il risultato!

  • Difficoltà: Media
  • Tempo di preparazione: 20 Minuti
  • Tempo di cottura: 30 Minuti
  • Porzioni per: 4 per Lotto

Ingredienti

  • 240g Farina di Riso Umida per lotto – circa 16 songpyeon (NON farina di riso glutinoso-acquistabile nella sezione surgelati dei market asiatici, la farina di riso normale non va bene)
  • 115 g Aghi di Pino, sciacquati 2 – 3 volte e asciugati all’aria o con un panno (facoltativo-volendo si trovano anche su amazon)
  • 5 ml Olio di Sesamo Tostato

Colori naturali (sceglierne uno qualsiasi per ogni lotto- facoltativo):

Base (impasto bianco)

  • 240 g Farina di Riso Umida (scongelata a temperatura ambiente se acquistata congelata)
  • 60 ml Acqua Bollente (aggiungerne altra in caso di necessità)

Impasto Verde (facoltativo)

  • 240 g Farina di Riso Umida (scongelata a temperatura ambiente se acquistata congelata)
  • 13 g Matcha/Tè Verde in polvere

Impasto Giallo (facoltativo)

  • 240 g Farina di Riso Umida (scongelata a temperatura ambiente se acquistata congelata)
  • 43 g Zucca Cotta Bollente (al vapore nel microonde per circa 5 minuti)
  • 15 ml più 10 ml Acqua Bollente

Impasto Viola (facoltativo)

  • 240 g Farina di Riso Umida (scongelata a temperatura ambiente se acquistata congelata)
  • 60 ml più 10 ml Succo di Mirtillo bollente (74 g Mirtilli freschi o congelati ridotti in purea mischiati con 119 ml di Acqua, filtrati e bolliti)

Impasto Rosa (facoltativo)

  • 240 g Farina di Riso Umida (scongelata a temperatura ambiente se acquistata congelata)
  • 60 ml Succo di Lampone (74 g Lamponi freschi o congelati ridotti in purea mischiati con 119 ml di Acqua, filtrati e bolliti)

Ripieno (per circa 16 songpyeon – un lotto)

  • 45 g Semi di Sesamo Tostati
  • 13 g Zucchero
  • 20 g Miele
  • 1 Pizzico di Sale

Preparazione

Impasto:

  1. Per ogni tipo di impasto, setacciare la farina di riso in una ciotola. Preparare gli ingredienti aromatici e liquidi (acqua/succo/matcha/zucca) per ogni colore di impasto selezionato. Aggiungere alla farina di riso la quantità specificata di ingredienti solidi e/o liquidi (assicurandosi che siano bollenti, a parte per il matcha), mescolandoli rapidamente con un cucchiaio (se l’impasto risulta troppo farinoso aggiungere poca acqua alla volta in base alla necessità).
  2. Impastare, premendo e allungando con il palmo della mano. Piegare e ruotare l’impasto. Ripetere la procedura d’impasto per 4-5 minuti (se l’impasto si attacca alle mani o alla ciotola dopo averlo impastato, significa che è troppo umido e servirà aggiungere altra farina di riso). Se l’impasto si rompe facilmente o è troppo rigido, è troppo secco (in questo caso aggiungere altra acqua bollente).
Impastare usando il palmo della mano
  1. Coprire l’impasto con pellicola di plastica o con un asciugamano umido. Lasciare riposare per 20-30 minuti.

Ripieno:

  1. Macinare i semi di sesamo in un macinino o in un frullatore. Aggiungere lo zucchero, il miele e il pizzico di sale. Mescolare bene il tutto fino a distribuire uniformemente lo zucchero e il miele.

Assemblare:

  1. Per assemblare, prendere un piccolo pezzo di pasta in modo da ottenere una pallina di circa 2/3 cm. Stendere bene tra i palmi delle mani per formare una palla.
  2. Formare un pozzetto nella palla premendo con il pollice e premere verso l’esterno, con entrambi i pollici, sulle pareti interne del pozzetto per espandere leggermente l’apertura.
  3. Inserire circa 5/6 g (una pallina) di ripieno nel pozzetto. Sigillare bene stringendo i bordi. Schiacciare leggermente l’intera torta di riso sul palmo della mano per rassodarla, quindi rotolarla delicatamente tra i palmi per lisciare la superficie. Dare la forma di una bella mezzaluna. Pizzicare per creare un’ala. Ripetere l’operazione fino ad esaurimento dell’impasto e del ripieno.
Impasto a mezzaluna

Cottura:

  1. Far bollire l’acqua in una vaporiera. Inserire nell’inserto della vaporiera un sottile strato di aghi di pino (facoltativo), o una fodera di silicone o un panno da cucina umido. Far bollire l’acqua a fuoco alto. Quando l’acqua inizia a bollire, posizionare le torte di riso nell’inserto della vaporiera senza che i pezzi si tocchino l’un l’altro. Ricoprire con uno strato sottile di aghi di pino, se disponibili. Coprire e cuocere a vapore per circa 20 minuti.
  2. Preparare una grande ciotola di acqua fredda. Con un cucchiaio o una pinza a mano lunga, togliere le torte di riso dalla vaporiera. Gettarle nell’acqua fredda per un rapido risciacquo, eliminando tutti gli aghi di pino, se presenti. Trasferire i tortini di riso in uno scolapasta per farli scolare. Passare l’olio di sesamo sulle mani e strofinarlo sulle torte di riso in pochi minuti. Servire tiepide o a temperatura ambiente.
Songpyeon

Avete mai assaggiato questo piatto? Quali altre ricette vorreste in questa rubrica? Fatecelo sapere nei commenti!

맛있게 드세요!

Fonti: https://www.koreanbapsang.com/songpyeon-half-moon-shaped-rice-cake/

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K-Culture Korea

Essere donna in Corea

In questo articolo parleremo di cosa significa essere donna nella società coreana moderna.

Prima però, faremo un piccolo passo indietro per capire qual è stato il duro percorso che le donne hanno dovuto affrontare per guadagnarsi il rispetto in una società così complessa.

Contesto storico e sviluppo

Come in altri Paesi asiatici, la figura femminile ha raggiunto uno status sociale rilevante solamente nell’ultimo secolo.

Prima della nascita della Repubblica di Corea, a causa della forte influenza della cultura cinese, la figura femminile era sottoposta alle regole della pietà filiale (孝 xiào in cinese, 효 in coreano).

Si tratta di un concetto dal carattere prettamente confuciano e che racchiude in sé la virtù del rispetto verso i genitori, gli anziani e gli antenati: in particolare, le donne nascevano seguendo gli ordini del padre, dei mariti e infine quello dei figli

A partire dal XIX secolo la situazione inizia a cambiare. Durante questo periodo furono introdotte scuole moderne, principalmente da missionari cristiani occidentali. Alcune di queste scuole sono state fondate con l’obiettivo specifico di educare le donne. Coloro che ebbero la fortuna di avere accesso all’istruzione, iniziarono a dedicarsi alle arti, all’insegnamento e all’educazione religiosa diffondendo un messaggio forte e chiaro in tutto il Paese. Queste stesse donne presero anche parte al movimento per l’indipendenza contro l’occupazione giapponese dimostrando vigore, determinazione e coraggio al pari degli uomini.

Le donne coreane oggi sono attivamente impegnate in un’ampia varietà di campi, tra cui istruzione, medicina, ingegneria, arti, diritto, letteratura e sport, dando così un contributo significativo alla società.

Nonostante però gli enormi passi avanti fatti nel corso degli anni, le donne sono ancora fortemente sottoposte ad una spietata pressione sociale: canoni estetici impossibili, matrimonio e forti discriminazioni in campo lavorativo.

Gap salariale

Il divario salariale di genere in Corea del Sud toccava il 31,5% nel 2020.

La classifica dell’OCSE vede gli Stati Uniti con la percentuale al 17,7%, seguiti da Regno Unito (12,3%), Cile (8,6%), Svezia (7,4%) e Nuova Zelanda (4,6%).

Solo quattro, inclusa la Corea del Sud, dei 38 membri hanno raggiuto più del 20% negli ultimi anni: il Paese è stato inoltre l’unico membro con una cifra superiore al 30%. 

Canoni estetici

Essere donna in Corea significa subire la costante pressione della campagna mediatica della “bellezza”.

Social media, cartelloni pubblicitari, cliniche estetiche e molto altro ricordano alle donne, e alle ragazze in particolare, quanto non siano “perfette” e che solo tramite l’aiuto dei trattamenti possano essere davvero considerate belle.

Essere presentabili è considerato un vero e proprio segno di rispetto. Se state pensando che sia tutto legato agli idol e al mondo dello spettacolo vi state sbagliando. Avete mai notato un’assistente di volo?

Il personale di volo di compagnie aeree come Korean Air o Asiana deve superare una selezione a dir poco spietata: la bellezza è tutto! Gran parte degli assistenti di volo è donna e come nella maggior parte dei lavori in Corea il fattore estetico è determinante nella scelta dei dipendenti.

Matrimonio e maternità

Se sei donna, stai per compiere i trent’anni e non sei ancora sposata in molti ti considereranno un “fallimento”.

Negli ultimi anni però, il movimento femminista coreano si è fatto sentire: persone come Baeck Ha-na, che durante la settimana ha un normale lavoro d’ufficio, mentre nei fine settimana è una star di YouTube, promuovono la “live-alone life“.

Baeck si oppone all’essere marchiata con il termine “mi-hon” (nubile). Lei, come molte altre donne, fa parte di un gruppo crescente e determinato che rifiuta il matrimonio e la maternità.

Tali decisioni sono considerate dannose per le difficoltà demografiche ed economiche del governo poiché il Paese deve affrontare uno dei tassi di natalità più bassi del mondo e una carenza di fondi pensione. Il fattore natalità è uno dei motivi che hanno spinto alla creazione dei movimenti “anti-femministi”.

Molti uomini non vedono il femminismo come una lotta per l’uguaglianza, ma come una forma di discriminazione alla rovescia, un movimento per togliere loro il lavoro e le opportunità. Affermano di non voler soffocare i diritti delle donne, ma semplicemente di amplificare le voci degli uomini (…ridiamo per non piangere).

Camminare da sole? Si può

Se sul lato sociale i diritti delle donne hanno ancora un lungo e tortuoso percorso, in termini di sicurezza, la Corea, come altri Paesi asiatici, può solo insegnare. Durante il mio periodo si studio a Seoul, camminando per strada da SOLA la NOTTE, non mi sono mai sentita così tranquilla. Ogni angolo di ogni strada e vicolo è tappezzato di telecamere, nessuno ti tocca, fischia or urla cose indecenti.

CARA ITALIA, PRENDI APPUNTI!

La Corea del Sud, come tante economie che si sono sviluppate in un arco temporale molto breve hanno dato la priorità allo sviluppo economico, trascurando le politiche sociali, ovvero, il fondamento che sta alla base di un Paese solido e prospero.

Essere donne in Corea rappresenta una continua sfida alle tradizioni, ai pregiudizi e alle discriminazioni, ma come succede in molti altri luoghi nel mondo, le nuove generazioni di giovani donne lottano affinché la loro indipendenza sia riconosciuta come un fattore positivo e non come una minaccia.

Fonti: https://hrmasia.com/south-koreas-gender-pay-gap-highest-in-oecd/

Grafica di copertina originale di Mondo coreano, Foto di StartupStockPhotos da Pixabay

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K-Food Korea

#K-food: Patbingsu (팥빙수)

Oggi vi parlo finalmente della mia ricetta coreana estiva preferita, il Patbingsu!

Il Patbingsu (팥빙수) è uno dei dessert o snack estivi più popolari in Corea.

Si tratta di una specie di granita il cui ingrediente principale è una pasta di fagioli rossi, accompagnata da tanta frutta colorata, pezzi di torta di riso e latte condensato dolce e cremoso.

Normalmente, i fagioli rossi vengono bolliti, schiacciati e poi addolciti, in modo da risultare morbidi e dolci, ma in caso voleste saltare questo passaggio sappiate che è possibile acquistare la pasta di fagioli rossi dolci in moltissimi supermercati asiatici!

In Corea, il Patbingsu si può trovare sia nei ristoranti che, più comunemente, come cibo di strada o già pronto nei convenience store.

Decideste di visitare il Paese in estate, vi capiterà sicuramente di vedere tantissimi coreani fare picnic all’ombra degli alberi dei vari parchi mentre si godono la loro granita di fagioli rossi per combattere il caldo afoso.

La cosa bella di questo piatto è che può essere personalizzato secondo i gusti di chiunque aggiungendo la frutta che più si preferisce!

Andiamo alla ricetta!

  • Difficoltà: Facile
  • Tempo di preparazione: 1 Ora e 20 Minuti
  • Tempo di cottura: 10 Minuti
  • Porzioni per: 4 Persone

Ingredienti

  • 400 g Cubetti di Ghiaccio
  • 225 g Fagioli Rossi Secchi
  • 200 g Zucchero
  • 4 g Estratto Vaniglia
  • 1 Pizzico Sale
  • 20 ml Latte Condensato dolce
  • 16 Mini-torte di Riso dolci (mochi)
  • Fragole, a pezzetti
  • Kiwi, a pezzetti
  • Banana, a pezzetti

Preparazione

Preparare la pasta di fagioli rossi dolci:

  1. Sciacquare e scolare i fagioli rossi e metterli in una pentola dal fondo spesso. (Con 225 g di fagioli rossi secchi si ottengono poco più di 500 g di fagioli rossi dolci. Per ogni porzione di patbingsu occorrono circa 110 g di fagioli rossi dolci).
  2. Aggiungere 945 ml di acqua. Coprire la pentola e portare a ebollizione a fuoco basso per 10 minuti.
Fagioli Rossi in acqua
  1. Abbassare la fiamma e cuocere a fuoco lento per 1 ora.
  2. Aprire il coperchio e controllare se i fagioli sono ben cotti o meno. I fagioli risultano ben cotti quando si riescono a schiacciare facilmente.
  3. Assaggiare i fagioli. Se la masticazione risulta dura, è necessario prolungare la cottura.
  4. Scolare l’acqua e aggiungere lo zucchero, l’estratto di vaniglia e il sale. Mescolare bene.
  5. Scoprire e mescolare i fagioli dolci a fuoco basso per altri 5 minuti.
  6. Spegnere il fuoco e lasciare raffreddare. Conservare in frigorifero.

Preparare il ghiaccio tritato:

  1. Mettere i cubetti di ghiaccio in un robot da cucina (o in una macchina per la produzione di ghiaccio tritato).
  2. Macinare il ghiaccio per circa 20 secondi fino a ottenere una consistenza liscia.
Consistenza Ghiaccio Tritato

Assemblare il Patbingsu:

  1. Aggiungere 110 g (circa) di pasta di fagioli rossi dolci sul fondo di una ciotola per dessert.
  2. Aggiungere un po’ di ghiaccio tritato (deve essere almeno metà della ciotola) sopra la pasta di fagioli.
  3. Aggiungere fragole, banane e kiwi (o frutta di vostra scelta) a pezzetti sopra il ghiaccio.
  4. Aggiungere il latte condensato (quantità a vostra scelta) sopra la frutta (o direttamente sopra la pasta di fagioli rossi)
  5. Aggiungere qualche pezzetto di torta di riso in cima al tutto.
  6. Servire subito!

맛있게 드세요!

Siamo arrivati all’ultimo episodio di questa rubrica, abbiamo scoperto tante ricette diverse e golosissime da replicare a casa… Proprio per questo abbiamo pensato: perché non fare un menù di una cena coreana da presentare ai vostri ospiti?

Cliccando nel pulsante qui sotto, troverete un link ad una grafica che abbiamo preparato per voi per rendere le vostre cene coreane home made ancora più interessanti e per sentirvi, almeno per una cena, in Corea insieme ai vostri amici più cari!

Siete pronti a mettervi ai fornelli e stupire tutti? Tutte le ricette del menù sono ricette che trovate nella sezione #K-food di questo sito, quindi potrete usarle come cartina tornasole!

Fateci sapere se userete questa grafica e non dimenticate di taggarci se postate qualche foto!

Fonti: https://www.maangchi.com/recipe/patbingsu

Grafica originale di Mondo coreano, foto e copyright di @lazyfri13th from flickr

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Korea

Jeong Kwan e la sua cucina templare

Da qualche parte lì, tra le montagne della provincia di Jeonnam, nel sud della Corea, si trova uno dei più importanti e famosi templi dell’ordine buddista Jogye: ci riferiamo al 백양사 (Baekyangsa) ed è proprio qui che inizia il viaggio della nostra protagonista.

Foto del tempio di Baekyangsa di 호석 장 da Pixabay

Nata nel 1956 a Yeongju, nella provincia di Gyeongsang, Jeong Kwan, quinta di sette figli e da sempre cresciuta nella fattoria di famiglia, all’età di 17 anni scappa da casa per andare a vivere con le suore Zen nell’eremo di Chunjinam: proprio la sua natura “campagnola” e la vita del tempio saranno la combinazione perfetta perché lei trovi il suo obiettivo nella vita, infatti inizierà la sua carriera da chef dapprima come semplice cuoca per i monaci e i visitatori del tempio.

Tuttavia, presto la voce circa le sue abilità culinarie si spargerà, fintantoché nel 2015, lo chef Éric Ripert la inviterà a cucinare a New York per alcuni ospiti appositamente selezionati, e nel 2017 apparirà in una puntata di Chef’s table, una serie di documentari prodotti da Netflix che si concentra, in ogni episodio, sulla vita, le abitudini e i segreti dei più famosi chef del mondo.

Jeong Kwan ha ricevuto il premio come una dei più prestigiosi chef asiatici, l’Asia’s 50 Best Restaurant Icon Award.

Cos’è che rende così diversa Jeong Kwan dagli altri chef?

La cucina di Jeong Kwan è una cucina spirituale, infatti nascendo come cuoca per i monaci del tempio e come suora zen, anche i suoi piatti sono intrisi della filosofia di vita che ha deciso di abbracciare da giovanissima. Di cosa parliamo?

Parliamo della cucina templare buddista, una cucina quasi totalmente vegana (non sono ammessi prodotti animali, al di fuori di alcuni latticini) e prodotti dal forte odore, come aglio, erba cipollina, cipolla, scalogno e simili perché possono interferire con la corretta meditazione: se non lo sapevate, per i buddisti mangiare è una forma di preghiera vera e propria, quindi ogni singola pietanza viene cucinata e ideata cercando di esaltare la connessione corpo-mente-spirito.

La cucina templare buddista è una tipologia di cucina che ha alla base l’obiettivo di esaltare, tramite le giuste combinazioni, le materie prime che si possono recuperare dall’orto presente nei templi.

Ma perché parliamo di questa chef?

Perché, proprio in questi giorni, Jeong Kwan è in Italia per partecipare ad una serie di eventi organizzati da chef, scuole di cucina e dall’Istituto Culturale Coreano di Roma: non è la prima volta che la chef approda sul territorio italiano, infatti era già stata qui nel 2019, sempre ospite dell’Istituto Culturale Coreano.

Mondo coreano è stato invitato a partecipare ad una di queste lezioni aperte alla stampa per avere un’occasione per conoscere questa grande chef e scoprire di più delle tradizioni coreane e buddiste. Siete pronti a saperne di più?

A cura di Bianca Cannarella e Rachel Sonnino.

Grafica di copertina originale di Mondo coreano, foto e copyright di Véronique Hoegger.

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K-book Korea

5 libri coreani da leggere sotto l’ombrellone

In spiaggia e in piscina, oltre alla crema solare, al telo e a un bel paio di occhiali scuri alla moda, non può mancare un buon romanzo. In queste roventi giornate estive, abbiamo pensato di consigliarvi 5 libri coreani da leggere sotto l’ombrellone, per scoprire autrici e autori come Han Kang e Gong Ji-young: eccoci al quarto appuntamento con #K-book!

“La guardia, il poeta e l’investigatore” di Lee Jung-myung

  • Autore: Lee Jung-myung
  • Titolo originale e anno di pubblicazione: 별을 스치는 바람, 2012
  • Edizione italiana: Traduzione di Benedetta Merlini, Sellerio 2016

Il romanzo di Lee Jung-Myung, uscito nel 2016, racconta una vicenda apparentemente semplice in cui ci sono una vittima e un omicida. La vittima è una guardia della prigione di Fukuoka, un luogo in cui i giapponesi vietano ai detenuti di parlare la loro lingua, un segno tangibile del pugno duro con cui governano la Corea occupata. L’omicida non ha ancora un nome: è un’altra guardia a condurre l’indagine, un giovane molto diverso da Sugiyama Dozan, l’uomo assassinato, famoso per la sua brutalità. L’investigatore è costretto ad agire contro la sua natura, per assolvere gli obblighi imposti dal sistema e dal ruolo che ricopre al suo interno. 

Più passano i giorni, più Watanabe Yuichi scopre che forse Sugiyama non era affatto la persona che tutti avevano conosciuto: era sensibile, con una inaspettata passione per la poesia, nata proprio durante il lavoro alla prigione. Il suo ruolo, infatti, era anche controllare la corrispondenza inviata e ricevuta dai detenuti. Con uno di loro, in particolare, Sugiyama aveva stretto un legame forte, tanto da conservare in tasca un pezzo di carta con alcuni dei suoi versi appuntati: si tratta di Yun Dong-ju, poeta sudcoreano realmente esistito, morto proprio durante la detenzione a Fukuoka, nel 1945.

“Come una sorella” di Gong Ji-young

  • Autrice: Gong Ji-young
  • Titolo originale e anno di pubblicazione: 봉순이 언니, 1998
  • Edizione italiana: Traduzione di Ombretta Marchetti, Baldini Castoldi Dalai, 2007

Dieci anni dopo la fine della guerra civile, la Corea del Sud è nel pieno del boom economico. Ma gli anni Sessanta, per il Paese, sono anche ricchi di tensioni sociali e disparità tra ricchi e poveri. Mentre una parte della popolazione riesce ad approfittare di quei profondi cambiamenti, un’altra non sa come tirare avanti. È questa la distanza che separa le due protagoniste del romanzo di Gong Ji-young, Jiang e Bongsoon, due bambine che crescono sotto lo stesso tetto ma non condividono le origini. I genitori di Jiang stanno facendo fortuna, e accolgono la piccola Bongsoon che invece è stata abbandonata da una famiglia troppo povera per occuparsi di una neonata. Le due bambine vivono come sorelle, ma a Bongsoon tocca ben presto occuparsi delle faccende domestiche: la sua storia prenderà una piega totalmente diversa da quella di Jiang, e la porterà a cercare la sua identità e il suo ruolo lontano da quella famiglia e dalla persona con cui ha condiviso l’infanzia.

“La vegetariana” di Han Kang

  • Autrice: Han Kang
  • Titolo originale e anno di pubblicazione: 채식주의자 (Chaesikjuuija), 2007
  • Edizione italiana: Traduzione di Milena Zemira Ciccimarra, Adelphi 2016

Yeong-hye è scossa da sogni disturbanti, in cui vengono macellati degli animali. Così smette non solo di mangiare carne, ma anche di cucinarla per la sua famiglia. A raccontare cosa accade è dapprima suo marito, il signor Cheong, che lo fa in prima persona, poi le voci del cognato e della sorella, in terza persona. Questi tre punti di vista provano a ricomporre la storia di una donna che scivola in una privazione del cibo sempre più drastica e radicale, in una spirale di eventi che non riguarda soltanto la protagonista, ma che travolge anche tutti quelli che la circondano.

“Kim Ji-young, nata nel 1982” di Cho Nam-joo

  • Autrice: Cho Nam-joo
  • Titolo originale e anno di pubblicazione: 82 년생 김지영, 2016
  • Edizione italiana: Traduzione di Filippo Bernardini, La nave di Teseo, 2021

Diventato un best seller in pochi mesi, il romanzo di Cho Nam-joo non ha soltanto conquistato i lettori di tutto il mondo, ma è diventato anche un simbolo della lotta per l’emancipazione. Nel 2018, infatti, è entrato a far parte della campagna femminista in Corea del Sud e dei movimenti “Escape the Corset” e #MeToo. La vicenda, infatti, racconta le difficoltà, i pregiudizi e la sofferenza di una donna, Kim Ji-young, che dopo la nascita della figlia inizia pian piano a cambiare personalità. Negli incontri con lo psichiatra, ripercorrerà l’infanzia e l’adolescenza, ma anche l’età adulta, con tutte le rinunce e le privazioni che ha dovuto subire perché, in quanto donna, il suo desiderio e il suo bisogno non erano mai al primo posto.  

PS: sapevate che questo libro è anche tra quelli consigliati da Namjoon dei BTS?

“Come l’acqua sul fiore di loto” di Hwang Sok-yong

  • Autore: Hwang Sok-yong
  • Titolo originale e anno di pubblicazione: 심청, 연꽃의 길 (Simcheong, yeonkkochui gil), 2007
  • Edizione italiana: Traduzione di Monica Capuani, Einaudi, 2013

Shim Chong viene venduta a un mercante cinese a soli quindici anni. Mentre si dirige verso questo Paese sconosciuto, il suo nome diventa Lianhua, Fiore di Loto: sarà una concubina, viaggerà per mare e visiterà altri luoghi dell’Asia, si sposerà e resterà vedova. Un’esistenza avventurosa, che si snoda durante un periodo in cui la Cina è a cavallo tra la modernizzazione e il colonialismo, aperta ai rapporti con i paesi occidentali, ma ancora legata a tradizioni che sono destinate, ben presto, a scomparire.

Conoscete o avete già letto qualcuno dei titoli che vi abbiamo consigliato? Siccome sappiamo che non vi saziate mai di letteratura coreana, qui trovate altri 4 libri che abbiamo selezionato per aiutarvi a conoscere questo Paese, attraverso romanzi e raccolte di racconti.

Buona lettura!

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K-Culture Korea

L’Italia secondo i coreani

Finora abbiamo parlato di tante cose che riguardano la Corea: viaggi, skincare, appuntamenti, ma vi siete mai chiesti cosa pensano i coreani di noi italiani? Qual è la prima cosa che potrebbe venirgli in mente se pensano al Bel Paese? Pasta? Mafia? Berlusconi? Andiamo a scoprirlo assieme!

Cinque miei cari amici si sono resi disponibili per una piccola intervista: Rachel (예정), Mary (수진), Jackson (현석), Olivia (혜린) e Giulia (경나).

Partiamo allora dalla prima domanda: come descriveresti l’Italia in tre parole?

Sarete felici di sapere che nessuno di loro ha risposto “mafia”, anzi, quasi tutti hanno nominato il cibo, la cultura, la moda e il calcio: Giulia, in particolare, descrive il nostro Paese come “antico”, “delizioso” e “bello”!

Quali sono i lati positivi e negativi dell’Italia?

Partiamo dai punti di forza: bellezza delle città e cultura del cibo sono state le risposte più gettonate. 

Rachel aggiunge anche che ciò che le piace davvero dell’Italia è l’architettura, la trova “magnifica”, soprattutto perché è molto differente dalla struttura tradizionale coreana “hanok”. Anche per Giulia, l’architettura italiana è decisamente affascinante, in particolare, i balconi italiani sono una delle cose che più ammirava durante il suo viaggio.

Fun fact: potrebbe sembravi strano, però in Corea i balconi sono una cosa molto rara, difficilmente vedrete dei panni stesi come qui in Italia!

Veniamo ora ai tasti dolenti: per Jackson, i punti deboli dell’Italia sono sicuramente la corruzione dei politici e il tasso di disoccupazione. Per Olivia invece, ciò su cui l’Italia dovrebbe lavorare è l’efficienza dei servizi pubblici, specialmente delle poste (se ne sono accorti anche in Corea, aiuto). Cosa ne pensate? Hanno ragione?

Una delle risposte che più mi ha fatto riflettere è stata quella di Mary: “un paio di miei amici sono state vittime di razzismo da parte di alcuni italiani”. Per fortuna, tutti loro sono consapevoli del fatto che non bisogna far di tutta l’erba un fascio, però l’Italia rimane un Paese molto razzista alle volte!

I coreani sono soliti mangiare al ristorante italiano?

Dato che molti nominano il cibo quando pensano all’Italia, ho chiesto se in Corea vanno nei ristoranti italiani e tutti quanti hanno risposto con un bel “Sì”; Giulia aggiunge che per i coreani è una cosa molto comune andare a mangiare italiano e io ve lo confermo: in Corea potete trovare ristoranti italiani in ogni angolo e sono tutti molto validi, a Seoul c’è addirittura un ristorante siciliano chiamato “Ciuri Ciuri”.

E le celebrità italiane? Chi sono i nostri “rappresentanti”?

Alcuni hanno detto di non conoscere alcuna celebrità italiana, ma sono sicura che almeno una la conoscono: Alberto Mondi, come ci suggerisce Olivia, il quale pur non essendo famoso in Italia, è una delle celebrità straniere più conosciute in Corea! Chi è Alberto Mondi?

Alberto Mondi è un businessman e personaggio pubblico italiano che si esibisce e abita in Corea del sud ormai da un bel po’ di anni: è stato insignito nel 2016 dell’Ordine della Stella d’Italia, un’onorificenza che viene assegnata dal Presidente della Repubblica, su suggerimento del Ministro degli Esteri, a coloro che, italiani all’estero o stranieri, hanno svolto un ruolo chiave nel mantenimento e nello sviluppo dei rapporti di amicizia tra l’Italia e gli altri paesi e nella promozione dei legami con l’Italia.

Giulia ci dice invece che una delle poche celebrità italiane che conosce è Monica Bellucci, che lei stessa ammira per la sua bellezza (come darle torto).

Una delle risposte che mi ha fatto più sorridere è stata quella di Rachel, che ha detto di non conoscere celebrità italiane, tuttavia, la prima persona che le è venuta in mente per questa domanda è stata Leonardo da Vinci: dice di averlo studiato alle elementari e che, da quel momento, le è rimasto impresso per le sue straordinarie capacità di artista, architetto e scienziato!

Devo dire che, se i coreani conoscono molto bene il nostro cibo e la nostra cultura, purtroppo non se la cavano altrettanto bene in campo cinematografico: 4 su 5 affermano di non conoscere alcun film italiano. Jackson, tuttavia, dice di aver visto L’incredibile storia della repubblica delle rose, film italiano basato sulla storia vera di Giorgio Rosa. Voi lo conoscete? 

Viaggiando all’estero mi sono resa conto di quanto il nostro gesticolare sia apprezzato/deriso in tutto il mondo.

Non importa in quale parte del globo ci si trovi, perché esiste un gesto che è diventato, ormai, un biglietto da visita che ci rende riconoscibili ovunque e la Corea non rappresenta un’eccezione. Sapete qual è?

Esatto, è proprio lui!

Ho voluto quindi chiedere ai miei amici cosa ne pensassero del nostro continuo bisogno di gesticolare ogni volta che vogliamo esprimerci. E indovinate un po’? Tutti loro hanno detto che la trovano un’abitudine bella e molto caratteristica. Giulia in particolare dice che secondo lei noi italiani siamo molto sentimentali e il fatto di riuscire ad esprimere dei concetti tramite dei semplici gesti è un tratto estremamente interessante della nostra cultura.

Come avrete capito dalla risposte, l’Italia e gli italiani sono davvero ben voluti in Corea, ho voluto quindi fare LA domanda: usciresti mai con un italiano/italiana? Sarete felici di sapere che tutti e 5 hanno detto sì! Mary ci dice che siamo considerati molti belli/belle, ma che gli uomini italiani sono dei playboy, confermiamo?

Essere italiani è quasi sempre un punto di forza all’estero, siamo un popolo davvero amato: in Corea, come anche in altri Paesi (in America per esempio), essere italiani rappresenta un vero e proprio tratto distintivo. L’Italia ha molti difetti e ne siamo consapevoli tutti, ma una cosa è certa, il bagaglio culturale che ci accompagna ogni volta che varchiamo i confini nazionali ci tornerà sempre utile in una maniera o nell’altra!

Il fatto che persone come Olivia descrivano il loro viaggio in Italia come la più bella esperienza che abbiano mai vissuto ci deve rendere orgogliosi!

Dunque, se mai andrete in Corea, o in qualsiasi altra parte del mondo, siate sempre fieri della vostra italianità e mi raccomando, continuiamo a lottare affinché la pizza con l’ananas (particolarmente apprezzata in Corea) venga bandita da qualsiasi ristorante!

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K-Travel Korea

Il sistema dei trasporti a Seoul

Con una miriade di attrazioni e bellezze che Seoul ha da offrire, sarebbe un peccato perdersene qualcuna in preda all’ansia o allo stress di non riuscire a capire come muoversi per la città!

Quindi perché non prepararsi in anticipo su come funzionano i trasporti in questa fantastica metropoli?

Vediamo insieme i tipi di mezzi di trasporto che si possono trovare a Seoul e come funzionano!

Per prima cosa, è importante sapere che esistono diversi pass di viaggio a seconda delle esigenze del singolo viaggiatore.

Funzionano tutti come abbonamenti ricaricabili, e sono più vantaggiosi rispetto ai biglietti singoli perché possono offrire diversi sconti e agevolazioni in diverse attrazioni e convenience stores!

Vediamoli uno ad uno!

T-money (Standard)

  • Prezzo d’acquisto: 2,500 won/1,90 euro
  • È il pass più comune e più acquistato
  • Dove si può acquistare? Negozi di alimentari, stazioni della metropolitana, T-money Town, Centro informazioni turistiche di Myeong-dong
  • Vantaggi? Facile da usare, vale su ogni tipo di mezzo pubblico e anche su alcuni taxi, non ha data di scadenza

È molto semplice capire come si usa e può essere utilizzata per acquistare prodotti nei minimarket, affittare armadietti nelle stazioni della metropolitana e molto altro ancora.

Negli ultimi anni, queste multi-card sono diventate anche oggetti da collezione grazie alle continue collaborazioni con personaggi popolari come Kakao Friends e idoli del K-pop come BTS e Red Velvet.

È possibile ricaricare la carta nell’unità di 1.000 won, in un intervallo compreso tra 1.000 e 90.000 won. La somma di denaro depositata nella carta T-money non dovrebbe superare i 500.000 won.

Alla fine del soggiorno in Corea, si può anche decidere di riportare la T-money in un convenience store, in cambio di una piccola somma in denaro.

M-Pass 

  • Prezzo d’acquisto: 15,000-64,500 won/11,42-49,09 euro
  • È un pass di viaggio riservato ai visitatori internazionali per l’utilizzo dei trasporti pubblici nell’area metropolitana di Seoul
  • Dove si può acquistare? Aeroporto internazionale di Incheon, T-money Town, Centro informazioni turistiche di Myeong-dong
  • Vantaggi? Tutti i trasporti (fino a 20 corse al giorno)

Sono disponibili 5 tipi di M-Pass a seconda della durata di utilizzo (1, 2, 3, 5 e 7 giorni), a partire da 15.000 won fino a 64.500 won. Inoltre, c’è uno sconto di 3.000 won se lo si acquista dopo le 17.00.

Il prezzo dell’M-pass include un deposito di 5.000 won. Quando la carta viene restituita, verranno ridati 4.500 won.

L’M-Pass non può essere utilizzato per pagare i taxi e potrebbe non venire accettato nei minimarket.

Korea Tour Card

  • Prezzo d’acquisto: 4,000 won/3,04 euro
  • Carta indispensabile per viaggiare in Corea, la Korea Tour Card offre un comodo accesso ai trasporti pubblici e sconti in vari centri commerciali, attrazioni popolari come Lotte World, Everland, il Museo Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Seoul e molto altro ancora
  • Dove si può acquistare? Negozi di alimentari, Aeroporto internazionale di Incheon, Stazioni della metropolitana, Compagnie aeree
  • Vantaggi? Tutti i trasporti, Sconti su Shopping, Duty-Free, Cibo, Attrazioni turistiche, Intrattenimento, Nessuna data di scadenza, Disponibile pass elettronico

Il processo di rimborso per importi superiori a 50.000 won può essere complicato e richiede molto tempo. Si consiglia di caricare la Korea Tour Card in piccole quantità.

Discover Seoul Pass

  • Prezzo d’acquisto: 39,900-70,000 won/30,36-53,27 euro
  • È il pass più caro di tutti, ma quasi più conveniente per i turisti che intendono visitare molte attrazioni durante il loro periodo a Seoul
  • Dove si può acquistare? Online, Aeroporto internazionale di Incheon Terminal 1 e 2, Aeroporto internazionale di Gimpo, Centro informazioni turistiche di Myeongdong
  • Vantaggi? Tutti i trasporti, Ingresso gratuito a 34 attrazioni e sconti per 29 attrazioni, Biglietto AREX (Airport Railroad Express Train) di sola andata, Voucher gratuito per il noleggio di biciclette di Seoul, Disponibile pass elettronico

Il Discover Seoul Pass è disponibile in versioni da 24 ore, 48 ore e 72 ore, in modo che i viaggiatori possano sceglierne una adatta alle loro esigenze.

Non offre solo il trasporto, ma anche l’ingresso gratuito a 34 attrazioni e sconti per 29!

Bene, ora che abbiamo visto tutti i tipi di pass acquistabili siamo pronti a vedere nello specifico le diverse reti di trasporto, sia pubblico che privato!

La metropolitana

Composta da 22 linee (in espansione), Seoul possiede una delle reti ferroviarie urbane più estese e convenienti al mondo.

In funzione dalle 4 del mattino fino all’una di notte, è uno dei modi più efficienti per spostarsi in città.

Il sistema di metropolitana di Seoul è uno dei sistemi di trasporto urbano più utilizzati al mondo, con oltre 8,4 milioni di spostamenti giornalieri.

Le tariffe sono anche relativamente economiche, a partire da una tariffa base di 1.350 won (1 euro) con uno sconto di 100 won per gli utenti T-money!

La Metropolitana di Seoul ha treni completamente climatizzati e dotati di connessione internet wireless. Inoltre, gli annunci, le mappe della metropolitana e la maggior parte delle informazioni nelle stazioni e sui treni sono forniti non solo in coreano, ma anche in inglese, cinese e giapponese.

È anche molto comoda per aggiungere l’aeroporto di Incheon!

Chi viaggia a Seoul per turismo si troverà spesso a usare le 6 linee più importanti della rete ferroviaria, che sono la blu, la verde, l’arancione, l’azzurra, la viola e la marrone.

Linea Blu

La linea blu collega Jongno, Jung e Dongdaemun.

È la linea più lunga, ha diramazioni che collegano Seoul ad altre città, tra cui Incheon e Suwon.

Linea Verde

La linea verde, circolare, collega il centro, Gangnam e alcuni importanti quartieri universitari, tra cui Hongdae (attorno all’Università Hongik).

Linea Arancione

La linea arancione collega il centro (Jongno e Jung) al distretto di Gangnam.

Linea Azzurra

La linea azzurra collega luoghi molto frequentati dai turisti: la Stazione di Seoul, Namdaemun, Myeongdong, Dongdaemun e Hyehwa

Linea Viola

La linea viola attraversa la città lungo una direttrice est-ovest. Passa dal centro e raggiunge la periferia est di Seoul.

Linea Marrone

La linea marrone offre un collegamento diretto a Itaewon, popolare quartiere della vita notturna. A ovest passa da numerosi parchi.

Gli autobus

Il sistema di autobus pubblici di Seoul è ben sviluppato e collega ogni angolo di Seoul con centinaia di linee che attraversano la città e, come la metropolitana, sono in funzione dalle prime ore del mattino fino a tarda notte.

Non avrete problemi a individuare l’autobus che dovete prendere perché sono facilmente distinguibili dal loro colore, ognuno dei quali è codificato in base all’area che serve.

In generale, gli autobus sono classificati a seconda che si tratti di autobus generali, rapidi o locali.

Generali

  • Gli autobus blu (Mainline) collegano le aree suburbane al centro di Seul.
  • Gli autobus verdi collegano le principali stazioni della metropolitana e i terminal degli autobus al di fuori del centro di Seoul.
  • Gli autobus gialli operano all’interno del centro di Seoul, fermandosi alle stazioni della metropolitana, alle attrazioni turistiche e ai quartieri commerciali.

Rapidi

  • Gli autobus rossi operano su percorsi rapidi, soprattutto per i passeggeri che si spostano tra l’area metropolitana e il centro di Seoul.

Locali

  • Gli autobus Maeul (locali) sono piccoli autobus urbani che operano soprattutto nelle zone residenziali.

ATTENZIONE!!!

Fondamentale per tutti i mezzi di trasporto pubblici, ricordatevi di convalidare l’abbonamento ANCHE quando scendete dalla fermata, altrimenti rischiate di dover pagare multe molto salate!

E ora, ultimo ma non meno importante, vediamo anche come funzionano i taxi a Seoul!

I taxi

I trasporti a Seoul sono generalmente economici e i taxi non fanno eccezione.

In Corea il modo più semplice per prenotare un taxi è attraverso le app Kakao Taxi e T-map Taxi: tramite queste applicazioni, potrete anche riuscire a controllare l’itinerario che sta seguendo il taxista e vedere il prezzo finale della corsa in anticipo.

Entrambe sono molto affidabili, tuttavia, Kakao Taxi è sicuramente più semplice da usare, perché è disponibile non solo in coreano, ma anche in inglese e giapponese per gli utenti stranieri!

La tariffa base per un taxi normale è di soli 3.800 won (circa 3 euro), quindi prenderne uno, soprattutto se si viaggia in gruppo, è una scelta intelligente.

I prezzi salgono quando si tratta di viaggi a lunga distanza, come ad esempio il tragitto dall’aeroporto al centro città.

In ogni caso, decideste di prenotarne uno per arrivare comodamente in albergo dopo un viaggio interminabile in aereo, avrete anche la possibilità di scegliere in anticipo il tipo di macchina più adatta alle vostre esigenze!

Se avete altre domande riguardo la rete di trasporti di Seoul, non esitate a chiederle nei commenti!