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K-Drama Recensioni

“Rookie cops” – Poliziotti alle prime armi

Titolo: Rookie Cops (너와 나의 경찰수업), conosciuto anche come “Poliziotti alle primi armi”

Episodi: 16

Genere: Romance, Life, Youth, Drama.

Cast principale: Kang Daniel, Chae Soo Bin, Lee Shin Young, Cheon Young Min, Park Sung Joon, Kim Woo Seok, Min Do Hee.

Dove guardarlo. Dramacool ; Rama Oriental fan sub

Voto: 8.5/10

La serie, distribuita da Disney+, è composta di 16 episodi e ruota attorno a Wi Seung-hyun (Kang Daniel) e ai suoi altri sette compagni di classe, tra cui Ko Eun-Kang (Chae Soo-bin), matricole della National Police University: Seung-hyun e i suoi compagni, durante il loro percorso universitario, commetteranno molti errori e affronteranno problemi inaspettati per diventare agenti di polizia a tutti gli effetti!

Rookie Cops è un drama fresco e giovanile che racconta di crescita personale, di amicizia, d’amore, integrazione e rivoluzione all’interno del sistema gerarchico di un università a stampo militare, ma anche di molto altro, che scoprirete solo guardando la serie! Il prodotto vi farà venir voglia di divorare le puntate una dopo l’altra ma la vera domanda è: un drama con attori giovanissimi e senza una lunga carriera alle spalle riuscirà a soddisfare le grandi aspettative del pubblico?

Trama e personaggi

Diretto da Kim Byung-soo, noto per aver diretto la serie romantica “Queen & I” e la serie fantasy “The Bride of Habaek“, la nuova serie segue la vita delle matricole della Korean National Police University e il regista ha spiegato che la serie è l’abbinamento perfetto per il servizio di streaming globale, che tende ad avere un target più giovanile.

Rookie Cops parla di  come i ventenni dovrebbero andare avanti durante la loro vita , rifacendosi al tema della crescita. Per i più adulto, la serie offrirà la possibilità di ripercorrere il viale della memoria della propria giovinezza.

Kim Byung-soo

Il drama segna il debutto di Kang Daniel (main dancer e lead rapper dei Wanna One, sciolti nel 2018) come attore protagonista con il ruolo di Wi Seung Hyun, una giovane matricola che inizia il percorso di studi presso l’Università di Polizia Nazionale coreana: il ragazzo, mosso da sentimenti di ammirazione verso il padre, commissario dell’agenzia di polizia Gyeonggi Dongbu, decide di seguire le sue orme scegliendo di diventare poliziotto per combattere il crimine al suo fianco. La produzione lo descrive con un ragazzo innocente ma con una forte integrità e un forte senso di giustizia e questa sua caratteristica emerge in tutta la narrazione, infatti è un ragazzo carismatico e brillante che attira tutti verso di lui e viene quindi descritto con la  tipica personalità ISTJ.

Ndr: in questo K-drama si parla spesso dell’MBTI, quindi, se ve lo siete persi o non vi ricordate più quale sia il vostro, vi consigliamo di andare a leggere il nostro articolo in proposito di test della personalità!

Chae So Bin (Im not a Robot; A Piece of Your Mind) interpreta la protagonista Ko Eun Kang, un personaggio con una natura energica e un grande cuore, che decide di iscriversi alla KNPU per inseguire quello che è un amore non corrisposto, in tal caso viene da chiedersi: il cuore può influenzare questo tipo di scelte?

Ebbene sì, questo è quello che si dice “per amore si è disposti a tutto” ed è proprio grazie a questa decisione che ci viene rivelata fin da subito una delle caratteristiche principale di questo personaggio: l’essere decisa, e il voler portare a termine gli incarichi a qualunque costo! Proprio per questa sua caratteristica, invece di piangere per il suo cuore spezzato, non si abbatte e si apre a cose nuove e a conoscere nuove persone.

Gli autori la descrivono come una tipica ESFP: Ko Eun Kang  è desiderosa di imparare e non si guarda indietro quando corre verso i suoi sogni.

Tuttavia, mentre si gode la vita frenetica e dinamica da matricola all’interno del Campus, si trova faccia a faccia con il suo opposto polare, Wi Seung Hyun, con il quale dopo vari avvenimenti andrà subito d’accordo.

Ko Eun Kang condivide un dormitorio con Shin A Ri (Cheon Young Min), Gi Han Na (Park Yoo Na) e Woo Ju Young (Min Do Hee).

Lee Shin Young (Crash Landing on You) interpreterà Kim Tak,il ragazzo di campagna”, un ex atleta nazionale di judo che diventa una matricola all’università di polizia: Kim Tak è un ragazzo che è stato costretto a diventare uomo troppo presto, a seguito della perdita prima dei genitori e poi del fratello maggiore – anch’egli studente alla KNPU – e, proprio in ragione di questi traumatici eventi, è sempre stato abituato a stare solo ma Wi Seung Hyun diventa quasi da subito il suo unico vero amico con il quale, non a caso, condividerà la stanza all’interno del dormitorio.

Insomma, Kim Tak è proprio un ISFP, come ci suggerisce il poster della serie!

Park Yoo Na (True Beauty, Hotel del Luna) avrà il ruolo di Ki Han Na, una matricola impeccabile nello studio che non si lascia mai andare, non ha mai tempo per lo svago, per niente socievole e con l’unico obiettivo di studiare: il suo personaggio aggiungerà un livello di tensione a causa dei conflitti che derivano dalla sua natura individualistica, natura che si scontra con la cultura centrata sul team dell’università.

È, in qualche modo, simile a Kim Tak, probabilmente per il suo background, infatti anche lei è stata costretta a crescere troppo in fretta e a badare a cose di cui una ragazzina non dovrebbe occuparsi, in particolare a fare da madre a una madre che, in realtà, è più adolescente della figlia stessa.

Bullizzata e derisa da tutti fino alle superiori, decide di allontanarsi dai compagni di corso prima che qualcuno si avvicini troppo e quindi scopra il suo passato, ciò denota la poca fiducia che prova nei confronti delle altre persone.

Nel poster viene descritta come individualista ed energetica, è la studentessa più intelligente dell’università, le piace molto il suo tempo da sola e, per queste sue caratteristiche, è una ISTP.

Park Sung Joon sarà Yoo Dae Il (Run on), un super fan dei drama a tema poliziesco ed è grazie questa sua passione che deciderà di iscriversi alla KNPU, sognando di diventare come uno dei protagonisti che tanto ammira, proprio per questo per la maggior parte del tempo tiene in mano un walkie-talkie: fa amicizia facilmente, è divertente, ingenuo, testardo e permaloso ma ha anche un gran cuore e cerca di aiutare sempre le persone che ama, facendo di tutto per strappare un sorriso quando le cose non vanno come ci si aspetta. Queste caratteristiche fanno di lui un ENFP!

Min Dohee sarà Woo Joo Young (Clean whit passion for now), una studentessa diplomata in un liceo scientifico che sogna di diventare un tecnico di scienze forensi, proprio per questo motivo la sua più grande abilità riguarda il campo tecnologico ed informatico: è sempre indaffarata vicino ad un computer, apparecchi acustici o fotografici, non le sfugge mai nulla ed è una ragazza molto intuitiva. È una studentessa dallo spirito libero che ha una grande curiosità ed è proprio questo che fa di lei una INFJ

Kim Woo Seok (Military Prosecutor Doberman) interpreterà la matricola Seo Beom Joo, un ragazzo semplice, diligente, molto attento e pianificatore ma, dietro questo rigore, nasconde una straordinaria bravura per la danza che verrà rivelata durante il festival dell’università: quindi, sebbene sia un uomo da manuale, ha un talento nascosto che lascia tutti a bocca aperta. È un personaggio che, a primo impatto, può quasi sparire accanto alle personalità esuberanti del resto del gruppo ma, nel corso della narrazione, dimostrerà di avere carattere e, nel poster rilasciato, i produttori lo descrivono come un ESTJ.

Cheon Young Min (The Devil Judge) sarà la matricola Shin Ah Ri, vanitosa, la classica ragazza di città, nella foto del poster viene ritratta con in mano uno specchio, per mostrare quanto ci tenga all’aspetto.

Al contrario degli altri personaggi, lei ha comportamenti talvolta infantili, spesso non riesce ad assumersi la responsabilità delle sue azioni per paura di conseguenze future, è permalosa, testarda ed egoista ma anche furba, sa quel che vuole e sa come ottenerlo: nel corso della narrazione il suo personaggio cambierà e maturerà molto, o meglio, si scopriranno i lati nascosti del suo carattere, infatti è una ragazza molto sensibile, premurosa e attenta alle persone che ama.

Nel poster viene anche descritta come una volpe e un bambina adulta e, sebbene abbia un viso carino e innocente, ha ancora dei dubbi su se stessa, il che la rende una INFP.

Protagonista indiscussa della serie è l’ambiente in cui si svolge la storia, cioè l’università di polizia, caratterizzata da rapporti gerarchici severi quanto quelli militari, un luogo in cui gli atti contro l’individualità e i diritti umani sono dati per scontati “per una causa più grande”: tuttavia, i nostri personaggi si ribelleranno alla disumanità e alla violenza della Cheongram Education (formazione per matricole), che rappresenta un primo ostacolo da affrontare all’intero del campus.

Il drama descrive in modo coinvolgente il processo in cui i protagonisti all’interno del Campus infrangono le usanze, trovano i propri sogni, affrontano costantemente sfide e imparano i valori di amicizia, amore, cooperazione e fiducia: proprio per questo i due protagonisti, Kang e Chae, definiscono Rookie Cops una storia di formazione positiva e piena di speranza.

“Anche se può sembrare un dramma poliziesco, la serie parla di studenti dell’accademia, quindi mentre alcuni dei suoi temi sono seri, è anche uno spettacolo molto giocoso e delizioso con un po’ di sollievo comico per il pubblico.”

In cosa è diverso da altri K-drama?

La vita del campus è messa particolarmente in luce in Rookie Cops e, grazie al background originale, ci sono delle piccolezze che permettono a questo drama di differenziarsi da altre serie del genere “Youth”: gli eventi si svolgono in ambienti unici nel loro genere, fanno vedere allo spettatore come si svolge la vita all’interno del campus poliziesco mostrando esercitazioni fisiche e lezioni di scienze forense, giurisprudenza, criminologia e tanto altro.

Dopo aver raggiunto il punto di svolta, Rookie Cops svelerà la “morte dello studente universitario dell’accademia di polizia”, vi ricordate, quando abbiamo presentato il personaggio di Kim Tak, abbiamo detto che questi aveva deciso di iscriversi alla KNPU per seguire le orme del defunto fratello, anch’egli studente presso la stessa università! Ma cos’era successo?

Il caso, avvenuto dieci anni prima della narrazione, aveva coinvolto il fratello maggiore di Tak, Kim Hyun Soo (Kwang Si Yang), il padre di Seung Hyun Wi Ki Yong (Son Chang Min), il mentore di Han Na Kang Nam Gi (Kang Nam Gi) e il professor Cha Yoo Gon e, per molto tempo, era rimasto sepolto nelle memorie dei soli presenti, tuttavia, una notte, il caso riemerge a causa di un incidente avvenuto nel club in cui  le matricole sono andate per divertirsi nel fine settimana di concedo: questo avvenimento creerà varie incomprensioni, vicende drammatiche e momenti indimenticabili che aiuteranno gli studenti nella loro crescita e nel loro percorso di studi, dovranno mettere in campo per superare questo ostacolo, qualità proprie e conoscenze apprese durante l’anno scolastico.    

La storia e gli eventi avanzano quindi ad un livello imprevedibile, trasmettendo emozioni ed esperienze speciali allo spettatore, permettendogli così di immedesimarsi nelle vicende degli otto “rumorosi ed eccentrici” ragazzi.

Opinioni finali

La narrazione di questo K-Drama non è dissimile da quella di altre commedie romantiche, tuttavia, pone una prospettiva seria su di esso, nascondendo, però, molta suspense: nel complesso, basandovi già sulla visione i primi episodi, potete intuire che si tratterà di un drama fantastico e con molti colpi di scena e, guardandolo, non potrete che affezionarti ai ragazzi della stanza 304 ma anche alle ragazze che mostrano da subito un legame saldo che si rafforzerà nel corso degli episodi.

Rookie Cops è un drama positivo che fa venir voglia di maturare e migliorare insieme ai protagonisti, fa emergere il senso di giustizia che è in ognuno di noi: oltre a ciò, è un drama emozionante, che indaga nelle storie d’amore adolescenziali, nelle preoccupazioni e nei sogni dei personaggi; inoltre, ricordate che si tratta di un prodotto Disney e il suo stampo è più che evidente ma, forse, è proprio grazie a questo che il drama risulta poco banale e molto coinvolgente.

Altro segno riconoscibile in casa Disney è la morale che si cela dietro tutto il K-drama ma anche dietro ogni singolo episodio, da cui ognuno di noi può trarne una riflessione propria ma che, in generale, viene riassunta brevemente nella frase che chiude i  16 episodi:          

“Non sappiamo ancora che tipo di persone siamo, ma sappiamo una cosa per certo: siamo persone migliori di ieri e diventeremo ancora migliori domani.

Ora ci dirigiamo verso il futuro, che sembra impossibile da raggiungere…tenendoci per mano per sostenerci a vicenda.

Non importa quanto sarà difficile il nostro viaggio… Se tu ed io staremo insieme.

Tocca a noi! non fermiamoci! Andiamo!”                                          

Piccola curiosità: la K-pop star Kang Daniel ha dato un ulteriore contributo alla serie cantando una delle OST del drama, “Hush Hush“, feat. Miyavi!

Cosa ne pensate di questa serie? Voi l’avete vista? Qual è il vostro personaggio preferito? Il vostro MBTI a quale personaggio è più affine? Fatecelo sapere lasciando un commento!

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K-Drama Recensioni

“SNOWDROP”: l’amore che sboccia nelle avversità

Nome : Snowdrop (설강화)

Anno: 18 dicembre 2021-30 gennaio 2022

Genere: Romance, commedia noir, melodramma, storical.

Episodi: 16

Cast principale: Jung Hae-in, Jisoo, Yoo In-na, Jang Seung-jo, Yoon Se-ah, Kim Hye-yoon, Jung Yoo-jin.

Casa di produzione: Drama House, JTBC Studios

Dove vederlo: Disney+ Italia (da quest’estate), Dramacool

Un successo nato tra le proteste

ll drama storico della JTBC Snowdrop è diventato una patata bollente suscitando infuocate reazioni da parte di tutti i versanti politici e queste critiche e proteste erano già nate all’inizio della sua produzione, in un anno che ha visto molti drama vittime di cancellazioni, modifiche e boicottaggi per ragioni culturali e politiche: in questo caso, lo spinoso dibattito verte su fino a che punto possa spingersi la finzione di una storia, specialmente quando si sta trattando un periodo storico delicato come la democratizzazione della Corea. Quali erano i motivi delle proteste?

Snowdrop è ambientato a Seoul nel 1987, quando la Corea era nel pieno delle proteste per la democratizzazione contro la dittatura militare e vede come protagonisti Jisoo, del gruppo femminile k-pop BLACKPINK, che interpreta la studentessa universitaria sudcoreana Young Ro mentre l’attore Jung Hae In interpreta Soo Ho, una spia nordcoreana che viene scambiata per uno studente in lotta per la democrazia: sebbene il protagonista non partecipi ad alcuna protesta, molti spettatori hanno trovato intrinsecamente problematica la premessa di una spia nordcoreana nascosta tra gli studenti universitari.

Inoltre, il regime all’epoca giustificava la sua brutale repressione contro i manifestanti pro democrazia col pretesto di dare la caccia alle spie nordcoreane o ai simpatizzanti del comunismo, dunque i critici di Snowdrop hanno espresso preoccupazione per il fatto che tale rappresentazione potesse giustificare il modo in cui il regime ha arrestato attivisti con false accuse di spionaggio per poi torturarli o addirittura ucciderli: non a caso, ogni episodio di Snowdrop inizia con un disclaimer che annuncia che ogni personaggio, organizzazione ed evento della serie è completamente fittizio, tuttavia, gli spettatori hanno sottolineato numerose somiglianze specifiche tra il drama e gli eventi storici realmente accaduti.

Tutti i personaggi e gli eventi rappresentati in questo drama sono frutto di finzione.

Le controversie su Snowdrop sono esagerate?

E’ difficile per noi occidentali farci un’idea precisa su eventi che ci sono così poco famigliari, questo periodo storico piuttosto recente è un tasto sensibile per la Corea e soprattutto per la generazione che l’ha vissuta in prima persona e, seppur non sia la prima volta che fatti storici vengono romanticizzati da un drama (Crash landing on you), evidentemente in questo caso la questione è più delicata: infatti, non solo i critici della serie hanno fatto sentire la loro voce ma anche molte persone hanno dichiarato che le proteste erano esagerate e non del tutto corrette; c’è da dire, però, al di là dell’opinione pro o contro il drama in questione, è comunque molto difficile prendere posizioni nette su quanto accaduto, considerata la complessità degli eventi storici.

A causa della popolarità globale degli attori principali Jisoo e Jung, la controversia si è diffusa immediatamente in tutto il mondo e la protesta ha ricevuto una copertura mediatica internazionale, accendendo un dibattito anche tra gli spettatori stranieri.

Una petizione e un’ingiunzione per cancellare la serie

Nel marzo del 2021 è apparsa una petizione sul sito web della Blue House che chiedeva la cancellazione dello show raccogliendo ben oltre 350.000 firme online in una settimana e, contestualmente, diversi sponsor in seguito alle proteste si sono ritirati dal drama: inoltre, un gruppo civico chiamato The Declaration of Global Citizen in Korea ha presentato un’ingiunzione contro la JTBC il 22 dicembre, per imporre l’interruzione della messa in onda ma la Corte distrettuale occidentale di Seoul si è pronunciata a favore della JTBC e le ha dato il via libera per continuare a trasmetterlo anche perché, vista la premessa che il protagonista maschile sia una spia nordcoreana, qualsiasi cambiamento significativo alla storia sarebbe stato praticamente impossibile da apportare.

Come mai già a marzo si chiedeva la cancellazione del drama?

Stando a quanto gira per in rete, pare che il copione del drama sia trapelato online generando critiche sulla trama a proposito di spie nordcoreane infiltrate nei movimenti studenteschi e al fatto che i nomi dei personaggi richiamino dei veri attivisti dell’epoca e venne segnalato che il drama pareva fosse ispirato dalle note scritte da un prigioniero politico in un campo di prigione in Nord Corea, e questo potrebbe aver influito sul diffondersi delle speculazioni sulla trama e sulla polemica: di fronte all’aggravarsi della situazione, l’emittente JTBC è stata costretta a rilasciare un comunicato in merito.

Contesto storico

Snowdrop non ha nulla a che fare con il movimento di democratizzazione del 18 maggio 1980, così come non ha nulla a che fare con la Rivolta democratica (o Rivolta di giugno) del 10 giugno 1987, dal momento che si diceva che le elezioni presidenziali si sarebbero svolte il 16 dicembre e che le elezioni presidenziali fossero “a meno di 20 giorni di distanza”: Snowdrop è ambientato a novembre 1987, le elezioni presidenziali erano il 16 dicembre e  mancavano solo 20 giorni a queste, quindi il background di Snowdrop è novembre 1987.

JTBC ha dichiarato ufficialmente che Snowdrop non si occupa del movimento pro-democratizzazione, lo sfondo storico sul quale si erge il drama sono le elezioni presidenziali del 1987, come accennato in precedenza, ed è una storia di fantasia secondo cui il governo militare sudcoreano e l’ANSP (Agenzia per la pianificazione della sicurezza nazionale) collaborano con il governo della dittatura nordcoreana per pianificare le elezioni presidenziali.

Trama

Prodotto dal regista Jo Hyun-tak e dello scrittore Yoo Hyun-mi (Sky Castle ),Snowdrop è il primo drama coreano ad approdare sulla piattaforma di streaming di Disney+.

Kim Jisoo delle BLACKPINK è affiancata da Jung Hae In in questo drama storico che racconta la storia d’amore di due studenti universitari in una Corea del Sud del 1987, un anno drammatico in cui un movimenti e proteste di massa a favore della democrazia scuotono politicamente il paese, portando a nuove elezioni e alla fine della dittatura. 

Eun Yeong-ro (Jisoo), figlia del Ministero della Pianificazione della Sicurezza Nazionale (Ministero della Segretezza) e studentessa della Hosoo Women’s University,  si innamora del Lim Soo-ho (Jung Hae-in), apparentemente uno studente laureato in economia a Berlino (ricorda alla gente l’incidente di Dongbaekrim, aka incidente di Berlino Est, dove studenti internazionali e coreani che vivevano in Germania venivano bollati come spie) pacato ed enigmatico, ma che in realtà è una spia nordcoreana infiltrata in Corea del Sud a seguito di una missione e, a dargli la caccia, ci sono gli agenti dell’ANSP Jang Han-na (Jung Yoo-jin) e Lee Kang-moo (Jang Seung-jo), che faranno di tutto per catturarlo.

Yeong-ro e Soo-ho si incontrano per la prima volta durante un appuntamento al buio organizzato da altri studenti, ed il loro incontro si trasforma immediatamente in un amore a prima vista.

Dopo il primo incontro i due si rivedono in un negozio di dischi ma, non sarà l’ultima occasione di incrociarsi perché i due sono destinati ad incontrarsi nuovamente quando la missione di Soo-ho prende una svolta inaspettata.

Il protagonista, per una serie di eventi, entra di nascosto all’interno dormitorio femminile e viene curato dalle ragazze della stanza207, inclusa Eun Young-ro che fa di tutto per tenerlo nascosto alla direttrice Pi Seung-hee e all’ ANSP che gli da la caccia.

La situazione all’interno del dormitorio si farà sempre più tesa fino ad quando il protagonista non sarà costretto a rivelare la sua identità, il che porterà tutto il dormitorio ad essere preso in ostaggio da Soo-ho e dalla sua squadra nord coreana.

                                                                                

Tra vari patti e accordi stipulati da spie nord coreane, ANSP e rappresentanti del governo, quale sarà il destino dei ragazzi usati come pedine su una scacchiera per arrivare alle elezioni?

Personaggi e menzioni speciali

Considerando che questo è il suo debutto come attrice in un ruolo da protagonista, Jisoo delle BLACKPINK dimostra sicuramente il suo carisma: dall’essere una matricola del college innamorata a una giovane donna devastata e spaventata dall’essere tradita e tenuta in ostaggio dall’uomo che ama, la gamma di Jisoo qui è encomiabile.

Merita una menzione speciale anche Kim Hye-yoon (Extraordinary You, Sky Castle) per il ruolo dell’avida Gye Boon-ok, infatti Boon-ok non è una brava persona e, ogni volta che appare sullo schermo, ci riempie di rabbia irrazionale: interpretazione 10+!

FUN FACT: L’attore Jung Hae-in ha detto di essere molto affezionato al drama perché è stato girato per molto tempo , “dal freddo inverno alla primavera fino alla calda estate”. Forse è per questo che è così divertente guardare il dietro le quinte di Snowdrop?

Sad fact: una perdita che ha spiazzato tutti.

Durante la messa in onda del drama, purtroppo la Landscape Entertainment, agenzia che si occupava di rappresentare l’attrice Kim Mi-soo, ha diffuso un comunicato per annunciarne ai fan la morte (la cui causa non è stata ancora rivelata): la giovane aveva solo 29 anni e, in Snowdrop, interpretava l’attivista Yeo Jungmin e nel corso della sua carriera aveva recitato anche nella serie Hellbound, disponibile su Netflix, ma anche nelle pellicole Memories e Kyungmi’s World.

Al momento della sua morte, Kim stava girando un altro k-drama, Kiss Six Sense, le cui riprese sono state al momento interrotte, e seppur svolgesse un ruolo secondario in Snowdrop, al momento della sua scomparsa, la produzione era già terminata, consegnando ai fan l’ultima interpretazione dell’attrice.

Un “moderno” Romeo e Giulietta

Oh Romeo, Romeo, perché sei tu Romeo? Rinnega tuo padre, e rifiuta il tuo nome! O, se non lo vuoi, tienilo pure e giura di amarmi, ed io non sarò più una Capuleti.

[Giulietta: atto II, scena II]

L‘amore condannato tra Yeong-ro e Soo-ho sembra irrealistico e incoerente, infatti quella che inizia come una relazione eseguita in fretta – un paio di appuntamenti e alcuni appuntamenti nascosti in una soffitta – diventa più disordinata durante il corso degli episodi, principalmente a causa di una dinamica malsana che non solo somiglia spesso alla sindrome di Stoccolma (riguarda vittime di un sequestro, le quali, in maniera apparentemente paradossale, cominciano a nutrire sentimenti positivi verso il proprio aguzzino che possono andare dalla solidarietà all’innamoramento), ma mette anche visibilmente in pericolo altri personaggi nella storia.

Queste gioie violente hanno fini violente.
Muoiono nel loro trionfo, come la polvere da sparo e il fuoco,
che si consumano al primo bacio

William Shakespeare

Un nome, una garanzia?

Il nome originale della protagonista femminile non era quello poi passato alla storia, infatti inizialmente avrebbe dovuto chiamarsi Eun Young Cho, tuttavia, quando sono emerse critiche sul fatto che prendesse il nome da Cheon Young Cho, la martire patriottica del movimento, sopravvissuta a interrogatori e torture presso la famigerata Agenzia di polizia nazionale di Namyeong-dong, che era nota per ospitare la “camera di tortura più perfettamente nascosta” dell’epoca, ed eroina del libro ” Young Cho Unni “, i produttori hanno deciso di cambiare il nome alla protagonista del drama.

Tuttavia, questa vicenda lascia un sapore sgradevole alle spalle perché, in effetti, il marito di Cheon Young Cho, Jung Moon Hwa, all’epoca era classificato tra i primi 3 geni di SNU e giornalista del movimento, fu incastrato per essere una “spia nordcoreana e cospiratore del governo” morì giovane dopo essere stato torturato.    

Il personaggio più “problematico”, però, è rappresentato da Gye Boon Ok (Kim Hye Yoon) perché il suo nome ricorda Suzy Kim, alias Kim Ok Boon, vittima di un tentato rapimento: nella storia reale, Kim Ok Boon fu uccisa da suo marito nel 1987 e, subito dopo, suo marito e l’ANSP fabbricarono delle prove per bollarla come una spia nordcoreana, il che di conseguenza portò alla persecuzione della sua famiglia.

Nel drama, la sorella di Gye Boon Ok viene presa di mira dall’ANSP come spia, ricordandoci ulteriormente il caso Suzy Kim, eppure questo personaggio è solo rappresentato come qualcuno che crede a ogni parola che dicono gli agenti ANSP ed è attratta dal denunciare chiunque sia sospettoso solo per soldi grazie ai quali potrà salvare la sua famiglia; inoltre, Gye Boon Ok appare come una ragazza gelosa delle altre studentesse, in quanto non può vivere la vita che vuole e molti critici, in questa rappresentazione, vi hanno trovato della malizia oltre che cattivo gusto.  

                                                                                                                     Anche la descrizione degli agenti ANSP è controversa: l’ANSP fu criticata per varie violazioni dei diritti umani contro cittadini innocenti, testimoniate dalle vittime dei loro crimini che esistono ancora, ed è facile intravedere la loro crudeltà e crimini in opere che hanno ricevuto recensioni entusiastiche per aver interpretato correttamente gli anni ’80 della Corea, inclusi i film “1987: Quando arriva il giorno“, “18 maggio” e il dramma “Youth of May”: eppure, in Snowdrop, sono ritratti esattamente l’opposto di come è mostrato in altri media.

                                                                                           Lee Kang Moo (Jang Seung Jo), l’agente ANSP che insegue il “vero cattivo” perché stanco di tutte le manipolazioni che stanno avvenendo nell’organizzazione, osserva il giusto protocollo anche quando indaga sui dormitori e cerca in ogni modo, del corso della storia, di proteggere persone e studenti innocenti: questo fa sembrare che, all’interno dell’organizzazione, ci fossero effettivamente “persone decenti“.

Ancora peggio, Eun Chang Soo ( Heo Joon Ho ), il direttore dell’ANSP, è descritto con parole come “docile” e “mite” e gli viene fatta dire la frase: “Non sai che dobbiamo proteggere la vita delle persone piuttosto che quella dei nostri colleghi?” ai propri subordinati: proprio con il fatto che il dramma mostra costantemente l’esatto opposto di ciò che la storia racconta, non può sfuggire alle critiche.

E le OST?

Il 9 febbraio, Jisoo durante una diretta ha sorpreso i fan quando ha rivelato che le era stato chiesto di cantare l’OST “Friend” per Snowdrop, tuttavia, Jisoo  ha spiegato di aver rifiutato l’offerta perché pensava che se avesse cantato l’OST per il drama, avrebbe distratto gli spettatori che non sarebbero stati in grado di concentrarsi sulla sua interpretazione della protagonista Young-ro e per tale motivo il regista ha rispettato la sua opinione: ma i fan erano dispiaciuti nel sentire che Jisoo, così facendo, ha perso la sua prima opportunità di cantare una OST di un drama;  tuttavia, sono stati comunque d’accordo sul fatto che questa fosse la decisione giusta da prendere.

Conclusioni

Se volete vedere un drama con un lieto fine Snowdrop NON fa per voi! Anche se l’ultima scena che ci viene mostrata può rappresentare un finale alternativo, il drama non ha un lieto fine: non mancano al suo interno scene che cercano di strapparti un sorriso e sdrammatizzare le vicende, o personaggi che nonostante tutto faranno divertire, ma è anche vero che in ogni episodio versare almeno “una lacrima” è d’obbligo.

Tra triangoli amorosi, storie d’amore impossibili, tradimenti, enigmi da scoprire con i personaggi nel corso della narrazione e tanto altro, Snowdrop merita di essere visto, in quanto in mezzo ad una bufera di critiche è riuscito comunque a restare in piedi e ad essere un prodotto ben riuscito. 

Cosa ne pensate di tutto questo retroscena? Avete intenzione di vederlo? Se l’avete già visto, vi è piaciuto? Come vi è sembrata Jisoo nel suo debutto da attrice? Fatecelo sapere nei commenti!

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K-Culture Korea

San Valentino in Corea: come funziona?

Il 14 Febbraio in tutto il mondo si celebra “la festa degli innamorati”, il giorno nel quale per noi occidentali ci si scambia cioccolatini, rose e regali di vario tipo… Vi siete mai chiesti come passano questa giornata in Corea e quali sono le differenze rispetto ai nostri festeggiamenti?

Siete capitati nel posto giusto, proviamo a scoprirne di più!

Partiamo, innanzitutto, dal fatto che in Corea del sud non si festeggia solo il 14 Febbraio ma i festeggiamenti e le dimostrazioni d’amore sono allargati ad ogni 14 del mese!

Ebbene sì, ogni 14 del mese cade una ricorrenza speciale, utile per dimostrare ancora una volta i propri sentimenti alla persona amata: diamogli un’occhiata!

  • 14 Gennaio Diary Day, i partner si comprano a vicenda agende annuali sulle quali appuntare e tenere traccia di tutti i loro futuri appuntamenti e annotare bei ricordi sulle pagine vuote del diario: i negozi di cancelleria sono molto popolari in Corea e ciò rende il tutto più semplice!
  • 14 Febbraio San Valentino
  • 14 Marzo White Day
  • 14 Aprile Black Day
  • 14 Maggio Rose Day/Yellow Day, le feste Coreane tendono spesso ad avere temi che corrispondono alle stagioni e questo è il caso del Rose Day, infatti quando i fiori di maggio sono in piena fioritura le coppie indossano abiti gialli (possibilmente coordinati) e si scambiano mazzi di rose, preferibilmente gialle. I single, invece, possono prendere parte alla festa mangiando del curry Coreano di colore giallo, nel tentativo di sentirsi meno soli!
  • 14 Giugno Kiss Day, una scusa in più per riempirsi di baci!
  • 14 Luglio Silver Day: è tempo di scambiarsi anelli color argento per la promesse, il che indica l’impegno della coppia! Per questa giornata le coppie si recano insieme in gioiellerie e scelgono anelli abbinati, spesso si fa incidere anche il nome all’interno dell’anello: il Silver Day tende ad essere anche un occasione per incontrare i genitori dell’uno e dell’altro, in quanto spesso la cultura Coreana enfatizza l’approvazione della famiglia in queste questioni.
Scena del k-drama “What’s wrong with secretary Kim” con Park Seo-joon e Park Min-young
  • 14 Agosto Green Day, durante il quale le coppie si vestono di verde, mentre i single possono consolarsi bevendo del soju, il più famoso alcolico coreano, che per restare in tema si trova in una bottiglia di colore verde.
  • 14 Settembre Photo Day e Music Day, durante il quale si scattano foto di coppia e si va a cantare al noraebang (노래방), il karaoke coreano.
  • 14 Ottobre Wine Day, una scusa per brindare con dei buoni calici di vino in coppia o, in questo caso per i single, tra amici.
  • 11 Novembre Pepero Day, i Pepero sono dei bastoncini di biscotto ricoperti di cioccolato (molto simili ai  Mikado) e sono così famosi in Corea da avere una propria giornata dedicata. Questa festa, nonostante sia stata diffusa dal brand Pepero e sia dunque la più commerciale, è molto popolare, quasi da essere considerata un altro San Valentino e durante questa giornata le coppie (ma anche gli amici) si regalano assolutamente pacchetti di Pepero.
  • 14 Novembre Movie Day, le coppie vanno al cinema insieme o guardano anche da casa una commedia romantica insieme.
Scena del k-drama “Run on” con Im Si-wan e Shin Se-kyung
  • 14 Dicembre Hug Day/Sock Day, un caldo abbraccio è particolarmente gradito nel freddo mese di Dicembre! E mentre le coppiette si scambiano calorosi abbracci, i single discutono online su quale celebrità Coreana sia più degna di coccole. Dal momento che gli abbracci sono gratuiti, le aziende incoraggiano le coppie a regalarsi paia di calzini come altro modo per “tenersi al caldo”.

Ma quali sono le ricorrenze principali? Il 14 Febbraio (San Valentino), il 14 Marzo (White Day) e il 14 Aprile (Black Day)!

Come funzionano queste tre feste?

Partendo dal 14 Febbraio, “cioccolato” è la parola d’ordine del San Valentino in Corea ma state attenti, perché non è l’uomo che regala del cioccolato alla donna né è un regalo che ci si fa reciprocamente: durante questa ricorrenza è sempre e solo la donna che regala del cioccolato al partner o alla persona che le interessa!

Può sembrare strano, ma la motivazione è semplice: invece di scambiarsi un regalo lo stesso giorno, l’uomo ricambierà il 14 del mese successivo, cioè durante il White Day.

Ultimamente, però, regalare il cioccolato a San Valentino non è più soltanto una questione di coppia, ma si tende a fare un piccolo pensiero anche ad altre persone con cui si ha una qualsiasi relazione, infatti molte donne regalano del cioccolato “di cortesia” cioè “in amicizia” anche a colleghi o amici: ovviamente la consistenza del regalo sarà diversa, lasciando il regalo migliore per la persona che si ritiene più importante dal punto di vista sentimentale.

Lettori e lettrici, state ben attenti!

State cercando di conquistare la vostra crush oppure il vostro bias?

Beh, sappiate che il regalo che più viene apprezzato dai ragazzi coreani, così come dai giapponesi, è la cioccolata preparata direttamente dalla ragazza, la quale con il suo amore nella preparazione e nell’abbellimento del regalo, farà facilmente breccia nel cuore del suo amato: il successo è garantito, parola di Mondocoreano! Tuttavia, questa voglia di differenziarsi dalla massa crea una corsa pazza all’acquisto degli ingredienti e di tutto l’occorrente che serve a personalizzare i propri dolci, rendendo non esattamente semplice la missione.

Parlando sempre di cose carine da fare a San Valentino per il proprio partner, una delle usanze più “kawaii” in Corea del Sud è quella di scrivere il proprio nome e quello del proprio partner in un messaggio che viene poi attaccato su delle pareti dedicate alle coppie nella Namsan Tower di Seoul, oppure incidere le iniziali dei due innamorati su un lucchetto.

Altre simpatiche usanze sono quelle di recarsi nei cafè come quello di Mustory di Hongdae dove si possono acquistare bambole da decorare e regalarsi o andare  al centro commerciale di Ssamziegil dove si può fare lo stampo delle proprie labbra e regalarlo al compagno in modo che si porti dietro tutti i giorni, come porta chiavi o porta fortuna, una parte della propria dolce metà!

La “sorella gemella” della festa di San Valentino è il White Day, che ricorre il 14 Marzo. Quali sono le sue origini?

Il White Day è nato in Giappone decenni fa e, successivamente, è entrato a far parte delle nuove tradizioni coreane, infatti nel 1977, un pasticcere giapponese di nome Ishimura Manseido proclamò il 14 marzo “Giorno del Marshmallow” e, anche se questa iniziativa non prese esattamente piede, la National Confectionery Industry Association le diede una svolta e così si venne a creare il White Day, offrendo agli uomini la possibilità di “rispondere” ai doni ricevuti dalle ragazze il ​​14 Febbraio.

Durante questa giornata sono gli uomini a regalare del cioccolato o altri dolciumi alle donne e il regalo deve in genere essere tre volte tanto quello ricevuto il giorno di San Valentino e, inizialmente, era previsto si regalasse principalmente cioccolato bianco (ecco il perché del nome White Day). Perché proprio il cioccolato bianco?

Il bianco stava a simboleggiare la purezza dell’amore ma era anche un associazione allo zucchero, quindi una sorta di omaggio a Manseido per ricordare la sua iniziativa; dunque, uno degli aspetti più importanti di questa festa consiste nell’usare il più possibile il colore bianco nei regali e ciò potrebbe significare regalare cioccolato bianco o incartare regali in eleganti confezioni bianche, regalare fiori bianchi etc… Più si usa il colore bianco, meglio è!

Ultimo, ma non per importanza, abbiamo il Black Day, che cade il 14 Aprile, ed è una festa interamente dedicata ai single: il nome deriva proprio dal fatto che, durante questa giornata, tutti i single si ritrovano insieme a loro amici altrettanto single a mangiare i jjajangmyeon (짜장면), un piatto cinese-coreano a base di noodles in salsa di fagioli neri.

In origine, il Black Day era un momento in cui i single si riunivano e “piangevano nel loro cibo preferito” e, questo momento, ha anche un significato sociologico, in quanto ciò avviene perché  c’è molta pressione da parte dei genitori, specialmente sui figli ventenni, perché si sposino e abbiano figli: quindi, i coreani si sentono tristi non solo per essere single, ma perché non hanno adempiuto al loro obbligo sociale, che è davvero importante nelle culture dell’Asia orientale, non a caso alcuni arrivano al punto di vestirsi di nero quel giorno.

Ma qualcosa è successo, almeno in Corea del Sud, negli ultimi anni, infatti per una piccola e crescente minoranza il Black Day non rappresenta più un giorno per lamentarsi o piangersi addosso ma una celebrazione dell’unicità, libertà, del riconoscimento e dell’apprezzamento di sé e, magari, per prendersi del tempo per se stessi in quel giorno e rilassarsi!

E voi sapevate già dell’esistenza di tutti questi giorni all’insegna dell’amore per i coreani? Quale vorreste festeggiare con la vostra dolce metà? Anche voi pensate che si nascondano solo questioni economiche dietro queste feste?

                                                                                                                                                           

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K-Drama Recensioni

“Bad and crazy” – La coppia che scoppia

Nome: Bad and Crazy (배드 앤 크레이지)

Network: iQiyi, tvN

Episodi : 12

Genere: Action, Thriller, Mystery, Fantasy

Cast principale: Lee Dong-wook, Wi Ha-joon, Han Ji-eun, Cha Hak-yeon

Dove vederlo: Dramacool

Voto: 8.5/10

Con il solo casting di Lee Dong Wook, Wi Ha Joon e Han Ji Eun, siamo orgogliosi di dare alla luce un eroe unico e un rinfrescante drama d’azione che serve la giustizia.  La piacevole ma eccitante sinergia completata dai tre attori darà agli spettatori un divertimento pazzesco e un’eccitazione che può essere vista solo in “Bad and Crazy”, quindi per favore aspettatelo.

È questa la premessa che i conduttori del drama hanno rilasciato prima dell’uscita di Bad and Crazy. Ma sono riusciti a mantenere quanto detto?

Bad and Crazy sarà il primo drama in cui Lee Dong-wook apparirà come protagonista principale dopo ‘The Tale of the Nine-Tailed’, mentre Wi Ha-joon, che è stato visto e amato come Junho nel fenomeno globale “Squid Game”, avrà il suo primo ruolo da protagonista con Bad and Crazy: che ne pensiamo di quest’accoppiata?

La chimica tra Lee Dong Wook e Wi Ha Joon è sorprendente e questo bromance promette di divertire molto il pubblico ma anche di far riflettere su molti temi interessanti della vita quotidiana.

Trama

Il drama è diretto da Yoo Sun Bong e scritto da Kim Sae Bom, che hanno lavorato insieme al drama di successo della OCN “The Uncanny Counter”.

Bad and Crazy racconta le vicissitudini del detective capace ma “cattivo”, Ryu Soo Yeol, disposto a fare qualsiasi cosa per soldi e per entrare nelle grazie dei suoi superiori per ricevere una promozione, e del suo incontro con K, un ragazzo un po’ fuori dal comune e con qualche rotella fuori posto, intollerante verso le ingiustizie e disposto a tutto per riuscire a realizzare il suo sogno: diventare l’eroe dei suoi tempi.

Perché “Bad and Crazy”?

Perché rappresenta i due caratteri predominanti dei protagonisti!

Soo Yeol è il “bad” della vicenda, non nel senso di cattivo come antagonista ma come personaggio dalla dubbia morale, infatti è un detective corrotto e opportunista: esperto nel razionalizzare le cose, si impegna nel lavoro solo se può soddisfare i suoi desideri egoistici. È disposto a chiudere un occhio per la maggior parte delle ingiustizie, e la sua natura discreta lo aiuta sopravvivere in una società competitiva.

Dall’altro lato abbiamo K, il “matto” della narrazione, che entrerà a gamba tesa nella vita di Soo Yeol, perché proprio mentre Soo Yeol sta per ricevere la promozione che aspettava da tempo, K stravolgerà la sua esistenza con il suo essere “pazzo per la giustizia”: K crede di esistere per portare giustizia al mondo corrotto e la prima persona che ha scelto per iniziare questo percorso è proprio il detective corrotto Yeol, in quanto si trova sopra il crimine ma spesso è egli stesso ad “infrangere” la legge per trarne un guadagno personale.

K è irascibile e aggressivo nella misura in cui i suoi pugni partono prima delle sue parole ma è anche una figura pura e divertente che vive all’insegna della giustizia.

Come in tutti i K-drama che si rispettino, anche Bad and Crazy ha la sua “quota rosa“, in questo caso rappresentata da una fantastica Han Ji Eun nelle vesti di Lee Hee Kyum, una “bad bitch” dal carattere forte ma amabile: abile nel judo al punto da essere al livello della squadra nazionale, non riuscendo a dimenticare la sensazione di euforia provata quando ha sopraffatto i bulli durante i suoi giorni di scuola, sceglierà di fare domanda per entrare nell’unità investigativa anti droga, un reparto che richiede più coraggio degli altri. Proviene da un ambiente ricco e ha avuto una buona educazione, ma all’interno della sua famiglia è considerata la “pecora nera”.

Soo Yeol e Lee Hee Kyum erano una volta una coppia e, prima che di frequentarsi, erano già colleghi di lavoro, infatti il protagonista era il superiore della ragazza: ironia della sorte, i due si imbatteranno ripetutamente sulle stesse scene del crimine.

Cha Hak Yeon interpreta l’ufficiale di polizia Oh Kyung Tae il più giovane membro del dipartimento investigativo anticorruzione dell’agenzia nazionale di polizia: talmente gentile al punto che la gente si chiede se una persona del genere possa esistere a questo mondo, ha anche un ardente senso della giustizia e del dovere. Avendo realizzato il suo sogno di diventare l’ufficiale che ammirava, decide di mettere la sua vita nelle mani della giustizia piuttosto che implorare la sua vita dall’autorità corrotta.

Le varie disavventure e i vari casi che il protagonista dovrà affrontare nel corso della storia lo porteranno a maturare sia sulle sue scelte di vita sia nel suo atteggiamento verso gli altri, in particolare verso K: Soo Yeol, all’inizio, farà di tutto per liberarsi di K ma col tempo le cose cambieranno, portando i due protagonisti a collaborare.

CORRUZIONE E DROGA

Il drama ruota attorno al tema della corruzione e della droga.

Inizialmente Ryu Soo Yeol risolveva i casi che gli venivano assegnati con freddezza e distacco, ma dopo l’incontro con K tutto cambierà perché durante i 12 episodi il protagonista dovrà risolvere molti casi di omicidio legati principalmente allo spaccio di una nuova droga sul mercato: a risolvere ed investigare sui vari casi non sarà da solo ma sarà affiancato, oltre che dalla sua squadra, anche da K e grazie a lui acquisirà più umanità e sarà in grado di risolvere tutti i casi con un atteggiamento diverso.

Soo Yeol scoprirà solo più tardi grazie al suo intuito infallibile, che non si tratta di semplici casi collegati alla droga perché dietro questi crimini vi è molto di più! Tutti i casi che analizzerà sono connessi tra loro da due fili conduttori: uno che riguarda il denaro sporco e la corruzione nel mondo delle forze di polizia e un altro rappresentato dalla manipolazione mentale.

LA DOPPIA PERSONALITA’ DEL DRAMA

Le scene del drama sono comiche ma non ridicole e l’orrore e il dolore delle vittime emerge nel corso degli episodi che, man mano, acquistano maggiore profondità: fornisce implicazioni sociali affrontando casi di criminalità che si verificano effettivamente, e impressiona lo spettatore con sequenze delicate, riflessioni metaforiche e figurative sulla psicologia criminale.

Basato su storie di crimini, fa satira sulla realtà dei circoli legali e di polizia coreani, spesso corrotti e governati da un sistema patriarcale come in tutti i Paesi.

FERMI TUTTI: FREUD AVEVA RAGIONE!

Soo Yeol soffre del disturbo della personalità multipla o disturbo dissociativo dell’identità: cosa implica questo disturbo?

Il soggetto che ne soffre presenta due o più identità e vuoti di memoria rispetto a eventi quotidiani, importanti informazioni personali ed eventi traumatici o stressanti, così come numerosi altri sintomi… Proprio come il nostro protagonista!

Durante il corso degli episodi scopriremo che il nostro Detective deve fare i conti con un passato oscuro del quale non ricorda granché e il quale gli ha provocato non pochi traumi!

Come ci ricorda in nostro vecchio Freud, sappiamo che i traumi infantili possono essere rimossi e dimenticati, causando nella vita adulta diversi sintomi che danneggiano il benessere psicofisico, ma che possono riaffiorare grazie a delle sedute di ipnosi: probabilmente anche Soo Yeol conosce gli studi di Freud, dal momento che si sottopone a delle sedute ipnotiche che tiene con il suo fidato “guaritore di cuori”, Yum Geun-Soo (Choi Kwang-Je), per scoprire di più sul suo passato e su se stesso.

Ma non è solo durante la narrazione che incontriamo riflessioni e associazioni alla psicologia! La fotografia di questo drama è ben realizzata attraverso l’utilizzo della color grading. Cos’è?

Ci si serve dei colori per descrivere emozioni e riuscire a coinvolgere al meglio lo spettatore: un esempio è l’uso che si fa del colore blu associato a Soo Yeol, per rappresentare l’idea di solitudine, razionalità o stupore.

Il blu, spesso, è contrapposto al rosso utilizzati per K, a rappresentazione della follia e dell’aggressività ma anche della passione.

Il colore nero, invece, è utilizzato in entrambi i protagonisti ed è di per se un colore cupo che rappresenta tristezza, paura e infelicità ma anche il lato oscuro che si cela dietro questi personaggi: è il colore ci accompagna in ogni episodio diventando quasi uno dei personaggi!

COSA SI NASCONDE DIETRO LE PORTE?

La porta è spesso associata a significati simbolici: può indicare il concreto attraversamento di un luogo o il più astratto varco dall’età infantile a quella adulta ma vi è un’ulteriore declinazione, che indica il cambiamento socio-culturale di un individuo, come il passaggio da uno stato sociale ad un altro.

Nell’arte e in ogni espressione trascendentale, la porta è intesa come un limite ed assume un valore negativo: nel drama questo concetto viene ripreso quando Soo Yeol cerca di aprire delle porte ma queste non si aprono o K glielo impedisce, anche se nella realtà esse indicano una divisione degli ambienti ed una tutela della nostra intimità; da un lato, quindi, sono un ostacolo, dall’altro una protezione.

All’interno di Bad and Crazy tutte queste dimensioni convergono nelle porte dell’inconscio del protagonista che cerca continuamente di aprile talvolta ostacolato da K altre aiutato.

CONCLUSIONE

Se volte guardare un drama leggero che vi farà morir dalle risate, ma allo stesso tempo in grado di farvi emozionare Bad and Crazy è fatto su misura per voi!

L’avete già visto e se no, lo vedrete? Cosa ne pensate? Vi è piaciuto? Fateci sapere nei commenti!

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K-Drama Recensioni

“D.P.”: una complicata realtà

Nome: D.P.

Anno: 2021

Stagioni: 1

N° puntate: 6

Generi: Drammatico, Military fiction

Cast principale: Jung Hae-in ,Koo Kyo-hwan, Kim Sung-kyun ,Son Seok-koo .

Dove trovarlo: NETFLIX

Voto finale: 10

Come molti dei prodotti originali Netflix, D.P. (Deserter Pursuit) si discosta dalla maggior parte dei drama ai quali siamo abituati: scegliendo una tematica difficile e delicata, offre allo spettatore la possibilità di ascoltare storie profondamente commoventi di soldati schiacciati da un’istituzione opprimente, dal bullismo e dall’effetto che questo ha sulla salute mentale fino alle più ampie questioni sociali sul servizio militare obbligatorio in Corea.

Con coraggio Netflix denuncia un sistema di potere e di abusi che rimane nascosto all’interno dell’esercito ma che rispecchia anche molte delle strutture interne alla società coreana, aprendo un dialogo sulla necessità di importanti cambiamenti.

Durante la visione della seria potresti chiederti se questi avvenimenti sono davvero accaduti, se le storie sono state raccontate dalle più importanti testate giornalistiche… dunque D.P. è tratto da una storia vera?

No, ‘D.P.’ non è basato su una storia vera. Tuttavia, sebbene i personaggi e le loro storie specifiche abbiano una base fittizia, sembrano modellarsi su alcuni esempi di vita reale: la serie è un adattamento di ‘D.P: ‘Dog Days’, un popolare webtoon di Kim Bo-tong, che ha anche co-creato la serie insieme al regista Han Jun-hee, infatti quando Bo-tong ha creato il webtoon, si è ispirato ai suoi tempi nell’unità D.P.

Ogni persona di genere maschile della Repubblica di Corea deve svolgere fedelmente il servizio militare obbligatorio, come prescritto dalla Costituzione della Repubblica di Corea e da questo atto. Articolo 3 della legge sul servizio militare.”

Trama

Han Jun-ho, interpretato da Jung Hae-in, è un ragazzo costretto ad arruolarsi al servizio militare come tutti i giovani coreani, è calmo e distaccato con un occhio attento ai dettagli: il sergente Park Beom-Goo (Kim Sung-kyun) nota la sua tenacia e capacità di osservazione e decide di trasferirlo nel team D.P. (Deserter Pursuit), una squadra speciale il cui scopo è di arrestare i disertori e riportarli alla base.

Jun-ho verrà messo in squadra con il caporale Han Ho-yeol (interpretato da Koo Kyo-hwan) un uomo molto esuberante ma con le migliori conoscenze e competenze in campo di diserzione .

I due, durante le loro missioni, faranno presto i conti con la realtà, scoprendo che dietro la figura dei “disertori” c’era molto più di semplici uomini svogliati o pigri, infatti alcuni hanno una vera ragione per compiere questa scelta: hanno persone che vogliono proteggere, alcuni sono vittime di bullismo da parte di soldati anziani e altri vogliono disperatamente cambiare il sistema di corruzione e ingiustizia che apparentemente non è in grado di cessare nell’organizzazione.

Con il caporale Han al suo fianco, Jun-Ho scopre presto il lato oscuro dell’esercito.

Il dilemma se sia giusto disertare e, allo stesso tempo, se sia giusto riportarli indietro, costituisce il conflitto centrale della narrazione: il drama porta alla luce le varie forme di bullismo e nonnismo che, spesso, purtroppo i soldati sono costretti a subire, dall’aggressione al contraccolpo verbale; inoltre, D.P. pone l’attenzione anche sul sistema giudiziario inesistente e sui doppi standard applicati nei confronti dei disertori, da un lato, e di coloro che hanno commesso atti di bullismo e maltrattamenti vari.

Al rientro da queste operazioni di “caccia al disertore” li aspetta, però, la normale vita da caserma, alla mercé di militanti di alto grado che possono rendere la vita un inferno ai giovani commilitoni: questo è il caso del capitano Im Ji Sup (Son Seok Koo) vittima e carnefice di quegli stessi abusi che infliggeva ai suoi compagni e subiva, al tempo stesso, dai suoi superiori.

Capiamo, quindi, che la storia di Han Jun-ho è un loop inarrestabile, un perenne alternarsi di casi, persone da stanare e storie da raccontare, tutto scandito soltanto dal passare dei giorni e dall’avvicinarsi della data del congedo.

Dati e curiosità sul lato oscuro rivelato dalla serie (TRIGGER WARNING)

In Corea del Sud, disertare l’esercito disonora il soldato e le loro famiglie ed è illegale: vittime di bullismo, i soldati subiscono anche gravi danni fisici e mentali da parte dei loro superiori e questo è spesso motivo di diserzione.

Nel 2014, la CNN ha riferito che un soldato è morto per asfissia dopo essere stato forzato a nutrirsi di cibo congelato e costretto a mangiare la sua bile dai suoi ufficiali superiori.

Mentre alcuni sfuggono a queste condizioni disumanizzanti, in alcuni casi, le azioni degli ufficiali superiori, direttamente o indirettamente, finiscono per costare ad un soldato la sua vita: queste morti sono registrate come vittime non in combattimento e diventano semplici statistiche in un’istituzione militare oppressiva e, nonostante i casi siano diminuiti negli ultimi anni (se si deve credere ai rapporti), nel 2019 ben 62 persone hanno preferito il suicidio alla disumanizzazione, mentre quelli che non riescono ad adattarsi alla vita militare vengono inseriti in una “lista di controllo”.

Con i brandelli di prove a portata di mano, si può concludere che le storie oscure che popolano la serie sono abbastanza vicine alla realtà, anche se non documentano i singoli casi.

Cosa rende questo K-drama diverso dagli altri?

D.P. porta sullo schermo un livello di realismo e di crudeltà inaudito, svelando alcuni dei terrificanti segreti di un aspetto della cultura sudcoreana che non è stato visto prima in una serie televisiva.

I nostri due protagonisti si trovano a inseguire i tipi più diversi di disertori, ragazzi violenti, disperati, o confusi: l’ idea di abuso è molto profonda e infetta ogni parte di questa storia, ogni vicenda è ben scritta e mai scontata e la regia equilibrata riesce a gestire molto bene sia le scene più drammatiche e crude, che quelle più tranquille o “divertenti” arricchite da un pizzico di black humor per alleggerire la narrazione.

Primi pian claustrofobici, scene oniriche e sequenze di azione frenetiche con zuffe corpo a corpo perfettamente coreografate fanno di D.P. un drama coreano di grande qualità, sicuramente tra i migliori del 2021: in attesa della seconda stagione, tutte le storie della prima stagione di D.P. sono disponibili solo su Netflix, con soli 6 episodi, questa serie incisiva lascia sensazioni che vanno decisamente oltre i titoli di coda.

PS: assicurati di guardare la sequenza post-credit!

Se vuoi avere maggiori informazioni sul servizio militare in Corea del sud:

Tu hai già visto questa serie? Cosa ti ha colpito di più? Quali domande ti sei posto/a? Faccelo sapere lasciando un commento!

                                                                                                                                                                                    

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K-Culture Korea

Il servizio militare in Corea del Sud

Tutti almeno una volta abbiamo sentito parlare del servizio militare in Corea del Sud, ma ne sappiamo abbastanza? Come funziona?

Il servizio militare in Corea è stato proclamato ufficialmente nel 1957 e fonda i suoi principi nell’art 39 della Costituzione della Repubblica di Corea secondo il quale “ogni cittadino è ritenuto responsabile della difesa del proprio paese e dei suoi abitanti”; è stabilito, inoltre, che tutti i cittadini maschi della Corea del Sud debbano adempiere sinceramente ai doveri del servizio militare come definito dalla Costituzione e dal comma 3 della medesima legge.

Una questione storica

Nel periodo dei tre regni di Baekje, Silla e Goguryeo (18 a.C.- 660 d.C.) esisteva una sorta di servizio militare: in tempi di pace ognuno viveva la propria vita ma in previsione di guerra tutti i cittadini erano chiamati ad arruolarsi. Durante la dinastia Koryo, quella che succede ai tre regni, furono create 2 potenze militari, una professionale e una obbligatoria di riserva. In questo periodo i cittadini dovevano iscriversi all’anagrafe militare indipendentemente dall’età o dal sesso, ciò implicava che anche gli anziani potevano essere chiamati a prestare servizio per la nazione. Vi era però un eccezione: si poteva evitare il servizio militare in cambio di una somma di denaro. Durante la fine della dinastia Chosŏn il gli aristocratici furono esentati da prestare tale servizio. Dopo l’invasione Nipponica del 1592-1598 il servizio militare venne ulteriormente rafforzato.

Anche la durata del servizio militare è cambiata nel tempo infatti si è passati dai 5 anni ad attualmente 1 anno e 6/9 mesi.

Il servizio militare, al giorno d’oggi, si suddivide principalmente in due modalità: obbligatorio e volontario.

Di questo sistema fanno parte le seguenti forze armate (대한민국 국군, 大韓民國 國軍 o Daehanminguk Gukgun):

  • Esercito (18 mesi),
  • Corpo dei Marines (18 mesi)
  • Marina militare (20 mesi)
  • Aeronautica militare (21 mesi).

Il sistema obbligatorio può essere suddiviso in sistema di arruolamento e sistema di milizia:

  • Il sistema di arruolamento fonda le sue basi nel principio secondo il quale tutti gli uomini coreani, raggiunti i 18 anni, devono prestare servizio militare: in questa occasione vengono formati e istruiti per un periodo prestabilito di tempo per diventare soldati d’élite e successivamente trasferiti nelle unità di riserva (che, in tempo di guerra o d’emergenza, vengono mobilitate).
  • Il sistema di milizia, come il sistema di arruolamento, si basa sul sistema di coscrizione universale e, anche in questo caso, le reclute ricevono una formazione militare ma di base e a breve termine: alla fine del periodo di formazione, le reclute possono tornare a casa e non vi è nessun inserimento nell’unità di riserva, anche se in caso di emergenza o in tempi di guerra, possono comunque essere convocati direttamente per il servizio militare.

Tra le tante opzioni di servizio, per quanto risulti difficile, vi è anche la possibilità di entrare nell’esercito militare americano (KATUSA), difatti solo l’1% dei candidati ogni anno riesce ad accedervi, infatti per entraci è indispensabile avere un alto livello di inglese e i candidati ritenuti idonei verranno estratti a sorte.

Come funziona per chi ha la doppia cittadinanza?                               I giovani coreani con una doppia cittadinanza dovranno scegliere quale delle due prediligere entro il 31 Marzo dei loro 18 anni: se la scelta ricade sulla cittadinanza coreana sarebbero esenti dall’obbligo di servizio, ma nel caso in cui la scelta non dovesse arrivare prima della scadenza prevista il servizio militare diventerebbe obbligatorio anche per loro; chi sceglie, invece, di  mantenere una cittadinanza diversa da quella coreana non potrà richiedere il visto lavorativo di tipo F sino al compimento dei 40 anni ma sarà possibile ottenere solo un visto di tipo E.

Quando inizia il servizio militare?

Al compimento dei 18 anni tutti i ragazzi devono registrarsi negli elenchi degli abili a svolgere il servizio militare: compiuti i 19 anni (seguendo il conteggio alla coreana) si viene chiamati dal governo per effettuare esami fisici e psicologici approfonditi per determinare l’idoneità al servizio e che tipo di servizio si dovrà rendere al paese.

NB: ogni cittadino è obbligato ad iniziare il servizio militare entro il 28esimo anno d’età ma è possibile ottenere un rinvio dall’entrata in servizio a causa del proseguimento o conclusione degli studi universitari!

Come si divide il servizio militare?

Il servizio militare vero e proprio si divide principalmente in cinque categorie in base al voto che ottenuto all’esame fisico/psicologico: l’esito dei test viene suddiviso in 7 classi e coloro che appartengono alle prime 4 classi sono idonei per il servizio militare.

La prima categoria è la “first citizen service” o “primo stato di coscrizione ammissibile”, dove vengono registrati tutti i cittadini maschi al compimento dei 18 anni, il cittadino è consapevole che deve adempiere al servizio militare ma non è ancora obbligato a prestare servizio.

La seconda categoria è la “Active Duty Service” e si fa riferimento al periodo di addestramento per il servizio di arruolamento militare.

La terza categoria è costituito dal supplemental service e questa è la tipologia di servizio che può svolgere chi ha scelto di seguire la modalità di servizio volontario, dove le maggiori posizioni ricoperte sono nel servizio pubblico (ad esempio in municipio, agenzie governative e strutture pubbliche dov’è richiesto un servizio di sicurezza come la polizia ferroviaria o metropolitana): in questa categoria possono venire inseriti anche medici, avvocati, veterinari o ricercatori esperti che rientrano nella categoria dei curatori della nazione e, pertanto, i  loro servizi sono importanti a livello sociale e dunque viene prediletto il loro indirizzamento al servizio civile.

La quarta categoria è costituita dal “reserve service” o “forze di riserva“.

La quinta categoria è la “second citizen service” di cui fanno parte tutti quei ragazzi che non hanno superato l’esame fisico-psicologico ma hanno abilità per svolgere il servizio civile; in realtà, possiamo trovare altre due categorie sottostanti a questa, alle quali possono accedere tutti coloro che risultano inabili psicologicamente e fisicamente a svolgere servizio a causa di malattie progressive o incidenti e quelli che dovranno sottoporsi ad un nuovo test fisico psicologico entro due anni.

Come si svolge la vita all’interno della base militare?

Le prime 4-5 settimane, circa, sono definite di “training”, durante le quali ogni nuovo cadetto viene allenato alla vita militare e sottoposto a lezioni teoriche ed allenamenti molto intensi: questo periodo è il più duro del servizio militare anche perché è vietato avere contatti con l’esterno, fatta eccezione per alcuni permessi straordinari dovuti a genitori malati o altre situazioni specifiche. Al termine di questo periodo ogni cadetto verrà inviato nella propria forza armata ed inizierà la vera e propria leva.

Durante il periodo militare l’utilizzo del cellulare era vietato fino a non molto tempo fa mentre ora sono stati creati dei regolamenti che ne prevedono l’utilizzo ma con delle limitazioni. Invece, per quello che riguarda le vacanze e i giorni di permesso, questi vengono concessi ma variano in base al corpo armato di appartenenza e lo stesso vale per le visite che si possono ricevere (queste ultime, però, sono concesse più frequentemente rispetto ai primi).

Esenzioni

Il servizio militare in Corea è ancora oggi motivo di controversie infatti, oltre a chi non risulta essere idoneo allo svolgimento del servizio militare, esistono casi eccezionali nei quali è prevista un’esenzione per merito e questo può essere il caso di ragazzi che hanno contribuito in modo rilevante al prestigio della nazione: questo è quanto è stato previsto nel 1973 quando il presidente dell’epoca, Park Chung-hee, introdusse l’esonero per gli artisti e per gli atleti che ottenevano grandi risultati o medaglie. Questo legge è in vigore tutt’oggi ma, nonostante ciò, questo tipo di concessioni scaturiscono un’indignazione pubblica ed è per questo che vengono concesse raramente. 

Come funziona per gli Idol o per gli attori?

Secondo una nuova legge dello scorso dicembre, è stata data agli artisti la possibilità di richiedere una deroga di due anni che permetterebbe, qualora la richiesta fosse accettata, di iniziare il servizio militare entro i 30 anni invece che i canonici 28.

Di recente si era parlato di un possibile esonero per i BTS, infatti molti sostengono che la boy band abbia notevolmente contribuito alla diffusione della cultura coreana nel mondo e, per questo, meriterebbe l’esonero dal servizio militare: i membri stessi del gruppo, però, hanno comunicato di essere pronti a servire il Paese, in quanto la quasi totalità delle celebrità di solito svolge senza problemi questo tipo di dovere.

Questo è un esempio ricorrente in Corea, dove famose band maschili K-Pop sono costrette a sciogliersi momentaneamente per il servizio militare e infatti, sebbene ci siano già stati esoneri nei confronti di grandi artisti nel campo della musica classica e del balletto, le star del K-Pop, gli attori e i registi non sono esonerati.

Cosa succede se si decide di trasgredire la legge?

Fino a qualche anno fa era impossibile per un coreano rifiutarsi di adempiere al servizio militare e la pena per aver infranto l’articolo 39 era la detenzione: tuttavia, per questo motivo il 28 giugno 2018 la Corte Costituzionale della Corea ha dichiarato la legge sul servizio militare incostituzionale ordinando al governo di prevedere il servizio civile per gli obiettori.

Donne e servizio militare

Le donne coreane possono decidere volontariamente di partecipare al servizio militare in quanto per loro non vi esiste alcun obbligo: attualmente non ci sono molte donne che decidono di parteciparvi e, per lo più, quelle che vogliono intraprendere una percorso del genere frequentano la scuola di ufficiali ROTC (Reserve Officers’ Training Corps) che è un corso di laurea presente nella maggior parte delle università.

Comunità LGBT nell’esercito

In Corea l’omosessualità è vista come uno dei criteri che rendono un ragazzo inabile al servizio militare, infatti purtroppo la Corea non sembra ancora pronta ad accettare ciò che reputa “diverso”: un esempio tra i tanti è la recente notizia del suicidio di Byun Hee-soo, soldatessa transgender di 22 anni costretta a lasciare l’esercito a seguito dell’operazione chirurgica per la riassegnazione sessuale poiché, secondo la legge militare coreana, così facendo sarebbe rientrata a far parte della categoria di persone con disabilità.

Come si può ben intuire, il servizio militare ha delle forti influenze sociali, ad esempio nei colloqui di lavoro infatti, molto spesso, le aziende coreane, quando cercano nuovo personale, mettono tra i vari requisiti l’aver svolto il servizio militare o possono decidere di aumentare il punteggio di competenza in base a tale requisito.

Un’altra curiosità riguarda un’espressione molto utilizzata nel linguaggio corrente: spesso i ragazzi fidanzati, quando partono per il servizio militare sono impauriti dal fatto che la propria ragazza possa lasciarli o tradirli e questo timore viene descritto con un’unica frase, ovvero “고무신을 거꾸로 신다” (gomusineul geokkuro shinda)che, letteralmente, vuol dire “indossare le scarpe di gomma al contrario” ma che, in realtà, significa “lasciare il proprio ragazzo mentre sta svolgendo il servizio militare”.

Anche tu eri a conoscenza di tutte queste informazioni riguardo il servizio militare? Conosci qualche altra informazione? Credi siano giuste le esenzioni per merito? Secondo te i BTS  partiranno per il servizio militare? Faccelo sapere lasciando un commento!

                                                                                                                                   

                                                                                                                                                  

                                                                                                                             

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K-Pop K-Skin Care

Make-up da K-star: i loro segreti e come ricrearli

Come la skincare, anche il make-up coreano ha conquistato in fretta l’occidente e per capire cos’è questo look, vi basterà osservare immagini di famose celebrità coreane. Cosa hanno in comune? È la loro pelle impeccabile, radiante e l’atmosfera giovanile che rendono davvero il look coreano così desiderabile e apprezzato.

L’aspetto “girly”, da bambolina, è dunque l’obiettivo del loro trucco: un make-up delicato, che valorizzi l’aspetto naturale e che al tempo stesso renda il viso perfettamente luminoso e levigato.

I cosmetici coreani si concentrano sulla ricerca dell’incarnato perfetto, sull’utilizzo di tonalità naturali che, applicate con tecniche particolari, riescano a ingrandire occhi e labbra: anche in questo caso, le coreane non rinunciano a prodotti che nutrono e idratano la pelle, infatti sono super gettonati i prodotti make-up con proprietà da skincare e termini tecnici come “chok-chok” e “kkul-gwang”, traducibili come “pelle luminescente”, sono entrate nel vocabolario di bellezza a livello globale.

Se anche voi siete innamorati del make-up coreano, volete saperne di più e soprattutto ricrearlo, ecco gli step da seguire!

Per quanto riguarda il pre-makeup, una giusta skincare è il passaggio obbligatorio per poter raggiungere ottimi risultati: nel caso foste nuovi all’argomento, vi consigliamo la lettura del nostro articolo sulla K-skincare (https://www.mondocoreano.it/category/k-skin-care/).

Al termine della vostra routine, uno dei passaggi fondamentali per procedere con il make-up è l’applicazione della protezione solare, infatti per i coreani è molto importante proteggere la pelle dai raggi UV ed ecco perché vedrete che molti marchi k-beauty producono anche creme solari per il viso (esclusivamente per il viso perché, applicando in viso quelle per il corpo, queste faranno aumentare le imperfezioni): spesso anche famosi make-up artist, come Pony Syndrome (https://www.youtube.com/channel/UCT-_4GqC-yLY1xtTHhwY0hA) e Risabae (https://www.youtube.com/c/RISABAE) hanno parlato dell’importanza e dell’uso dei filtri solari, non a caso i loro tutorial di make-up includono sempre un passaggio per la protezione dal sole.

Ci sono molte ragioni per cui potreste essere tentati/e a saltare questo step nella make-up routine, alcuni pensano che sia sufficiente utilizzare un fondotinta o una BB cream che contengono SPF, mentre ad altri semplicemente non piace quella sensazione appiccicosa che alcune formulazioni di creme solari lasciano sulla pelle una volta applicate: in ogni caso, vi consigliamo vivamente di applicare la crema solare prima di truccarvi, così da assicurare veramente di respingere tutti quei dannosi raggi UV che fanno invecchiare la pelle più velocemente; inoltre, i filtri solari sono disponibili in diverse consistenze e finiture, quindi non rinunciate a trovarne uno che si adatti alla vostra pelle!

Un’altra cosa importante da sapere è che la crema solare va riapplicata durante il giorno, perché questa non può effettivamente proteggere per l’intera giornata, quindi è importante riapplicarla dopo 2/4h se sei fuori casa e soprattutto se sei esposto al sotto al sole (NB: dipende dal tipo di SPF, ad esempio la protezione 50 va riapplicata dopo 3/4h!): ricordate di applicarla non solo su TUTTO il viso ma anche su collo e orecchie perché queste aree sono spesso trascurate ma è importante proteggerle per prevenire malattie della pelle.

Lo step successivo è ottenere una base perfetta, la quale è la vera protagonista del make-up coreano poiché l’ obiettivo principale è quello di rendere l’incarnato perfetto, sempre ben idratato e naturalmente luminoso e ben levigato e, non a caso, molti prodotti k-beauty combinano trucco e skincare in un’unica formula conveniente, in grado quindi di idratare la pelle nel mentre si applica il prodotto: essenziale per iniziare il make-up è, dunque, il primer viso, adatto ad ottenere una pelle liscia e senza imperfezioni, ma anche a far durare più a lungo il nostro trucco.

In seguito si passa all’utilizzo di una BB cream, anche se i “cushion” sono molto più popolari di quest’ultima in Corea già dal 2020, molte persone in tutto il mondo amano usarlo ma lo applicano in modo errato: il metodo corretto di applicazione è quello attraverso piccoli movimenti picchiettando il prodotto sulla pelle, quindi non spalmare il prodotto ma picchiettarlo, per evitare che si vengano a formare delle striature.

Se, però, preferite qualcosa di più coprente, consigliamo un fondotinta liquido con formula idratante: anche qui, ricordate di estendere la base make-up al collo per un look più naturale e compatto.

Purtoppo, molti di noi non hanno la fortuna di avere una pelle perfetta, ma non è un problema perché c’è sempre il correttore che può venire in nostro soccorso! Per ottenere un incarnato perfetto avrete bisogno di qualcosa di più coprente per quelle macchiette che sono ancora visibili dopo l’applicazione del  fondotinta, come occhiaie, cicatrici e rossori della pelle: ricordiamo, però, che il correttore non serve solo a correggere, infatti scegliendo una tonalità più chiara lo si potrà usare anche come illuminate, per mettere in risalto il naso e gli zigomi.

Infine, l’ultimo passaggio per una base perfetta sta nell’applicazione della cipria, che fissa il make-up ma senza occludere i pori regalando un effetto vellutato alla pelle.

Il tocco immancabile per ottenere l’aspetto da bambolina è il blush: esistono varie tipologie di blush, infatti questo può essere in polvere, liquido o in crema.

Consiglio della redazione: per i principianti potrebbe essere più comodo utilizzare blush in polvere in quanto sono più semplici da sfumare ma, se vi sentite abbastanza coraggiosi, tentar non nuoce!

Il blush va applicato dai punti più alti delle guance verso le tempie e sfumarlo bene in modo da far sembrare che il colorito provenga in modo naturale dalla pelle: le coreane prediligono specialmente due gamme di colore per il blush, il rosa baby e il color mandarino, che regala al volto un aria giovanile e innocente.

Passando ora al punto clou del nostro make-up da k-pop star, cioè gli occhi, la parola d’ordine è “occhi grandi”, infatti questo deve essere naturale ed essenziale, ma capace di ingrandire lo sguardo. Le palette make-up coreane sono tutte composte da una gamma di colori neutri, si preferiscono i colori shimmer o perlati che, applicati sulla palpebra, la illuminano in poche mosse.

Alcuni dei look coreani includono nel make-up l’eyeliner “puppy eyes” e  l’“aegyo sal” (graziose borse sotto gli occhi), infatti l’eyeliner dà profondità allo sguardo ma va applicato senza esagerare disegnando una linea piuttosto sottile che si allunga verso l’esterno ma mai troppo in alto. Al contrario delle occidentali, le coreane utilizzano molto anche eyeliner color marrone o con tonalità grigiastra invece che il classico nero: per ottenere i puppy eyes, bisogna seguire la linea dell’occhio e tratteggiare una linea sottile con la codina finale non verso l’alto (cosa che si fa quando si vuole allungare lo sguardo e quindi costruire un cat eye) ma verso il basso.

Molte donne asiatiche si lamentano di avere ciglia corte e dritte, ma è qui che entrano in campo piegaciglia e mascara (preferibilmente waterproof), che non possono mai mancare per donare femminilità e rendere il viso magnetico: a volte utilizzano anche ciglia finte ma mai eccessive.

Per concludere il trucco occhi, bisogna occuparsi delle sopracciglia, sapevate che le sopracciglia giocano un ruolo davvero importante nel dare forma al viso?

Un altro elemento per avere un look “girly” alla coreana è avere sopracciglia dritte con un leggero arco alla fine: se si osservano le foto di celebrità coreane, si noterà subito questa tendenza, tuttavia recentemente molte star puntano a seguire una forma più naturale per il loro look. Dovete sapere, inoltre, che alcuni coreani amano usare tinte per le sopracciglia capaci di schiarire il loro colore ed uniformarlo a quello della pelle e dei capelli, soprattutto se questi sono tinti di un colore più chiaro.

Per concludere il look mancano le labbra e, in questo caso, la parola d’ordine per le labbra è volume, infatti il trucco labbra in stile coreano viene definito “pillow lips” o effetto cuscinetto e si ottiene con l’applicazione di balsami rimpolpanti o ancora più frequentemente attraverso labbra sfumate. 

Generalmente, per creare questo look si utilizzano tinte labbra a base di acqua (uno dei brand più famoso di tinte labbra, e non solo, di origine coreana è Peripera, che potete trovare anche su shop che spediscono in Italia) o rossetti colorati che vengono tamponati con i polpastrelli al centro delle labbra in maniera intensa, per poi sfumare la texture verso l’esterno senza definire il contorno: questo gioco di sfumature regala alle labbra un look davvero particolare amatissimo in Corea, che è diventato ormai un trend anche nel resto del mondo.   

Anche voi amate il make-up coreano? Fateci sapere nei commenti se conoscevate già alcune di queste tendenze e, soprattutto, se ricreerete questo look!

                                                             

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K-Culture

Tra storia e novità: la Corea e l’alcol

La “drinking culture” rappresenta un aspetto fondamentale per la vita sociale dei coreani: quante volte abbiamo visto nei nostri amatissimi drama scene di gente che beve e si diverte circondata da una quantità infinita di bottiglie verdi (e non solo)?

Questo è solo un esempio di quanto in Corea del sud la cultura del bere sia assai presente e di come il bere non venga usato esclusivamente come mezzo di svago ma anche per instaurare nuovi rapporti lavorativi e di amicizia.

La Corea del Sud è uno dei paesi in cui viene consumato più alcol al mondo, infatti secondo una statistica della Korea Alcohol and Liquor Industry Association, nel 2010 il 93.8% dei maschi e 83.8% delle femmine consuma regolarmente alcool: si inizia a consumare alcolici a partire dalla fine delle scuole superiori, in quanto gli studenti dell’ultimo anno dovrebbero bere alcool per 100 giorni di fila prima della maturità, per evitare sfortune il giorno dell’esame, mentre una volta giunti all’università, questo diventa rito comune per incontri e feste studentesche.

Quando si entra nel mondo del lavoro, bere diviene parte integrante delle cene con supervisori e colleghi, a tal proposito si è venuto a creare un vero e proprio fenomeno culturale: pur non essendo esplicitato nel contratto, l’hoesik, cioè uscire a bere una volta alla settimana o al mese dopo una giornata di lavoro con i colleghi o superiori, fa parte della vita lavorativa stessa ed è qualcosa che non si può rifiutare con un semplice “Questa sera sono stanco” e, anche se negli ultimi anni questi incontri non avvengono più con la stessa frequenza del passato, restano comunque una pratica ancora molto diffusa.

Andiamo con ordine però, e vediamo quali sono gli aspetti più importanti da sapere riguardo la drinking culture in Corea del Sud.

Perché si beve così tanto?

I coreani credono che bere sia la via più efficace per creare e rafforzare rapporti di amicizia, lavorativi o famigliari, infatti secondo un recente sondaggio sociologico, il 71,8% degli intervistati vede il bere come un elemento necessario per la propria vita sociale: di recente, però, i coreani hanno ridotto le grandi bevute a causa di una maggiore attenzione alla salute personale e grazie alla buona riuscita delle campagne governative che spingono la popolazione a bere responsabilmente (in passato la gente beveva in 4 o 5 diversi locali in una sera, adesso probabilmente ci si ferma dopo un paio).

Un’altra spiegazione plausibile riguarda i prezzi che sono imbattibili in quanto convenienza, dunque in Corea si finisce per bere non perché si vuole, ma perché l’alcool costa davvero poco!

Una questione storica:

Le radici della drinking culture coreana risalgono all’XIV secolo, quando durante le Hyanguemjurye, le riunioni dei seguaci del confucianesimo, si discuteva e si beveva parecchio, sempre mostrando buone maniere e seguendo un’etichetta precisa: gli insegnanti invitavano i discepoli più giovani a rispettare gli anziani e a bere in modo educato, cosa che avviene tutt’oggi, infatti i genitori e i nonni coreani insegnano ai nipoti e figli le regole da seguire quando si consumano alcolici. Quando si beve tra amici si è più rilassati e meno formali, ma quando si è in compagnia di qualcuno più anziano o gerarchicamente superiore in ambito lavorativo… è bene tenerle presenti!

Galateo del bere: le 12 regole che devi seguire!

  1. Bisogna sempre versare da bere agli altri prima di bere dal proprio bicchiere.
  2. Il più anziano viene servito per primo e beve per primo (e per sapere chi è il più anziano… basta chiedere! In Corea del Sud è normale chiedere l’età di una persona anche al primo incontro).
  3. Il più giovane versa da bere.
  4. Bisogna sempre usare due mani per versare da bere a qualcuno, tenendo la bottiglia con la mano destra e sostenendo il polso destro con la mano sinistra.
  5. Quando si riceve da bere, bisogna tenere il bicchiere con due mani.
  6. Si deve aspettare che un bicchiere sia vuoto prima di riempirlo.
  7. Versarsi da bere da soli è considerato un gesto scortese.
  8. Il primo giro si beve “alla goccia”, tutto d’un sorso mentre i giri successivi si sorseggiano con più calma.
  9. Quando si brinda con qualcuno di più anziano, bisogna tenere il proprio bicchiere leggermente più in basso.
  10. I più giovani si girano di lato, si coprono la bocca e non guardano negli occhi i più anziani mentre bevono.
  11. Il modo migliore per non offendere nessuno se non si ha più voglia di bere è lasciare il bicchiere mezzo pieno.
  12. Rifiutare da bere può provocare sguardi di riprovazione, in quanto ciò viene visto come segno di maleducazione: è meglio declinare in modo educato, ciò significa avere un buon motivo, infatti non basta semplicemente un “ sono astemio” o “non ne ho voglia”, invece se si stanno assumendo farmaci, in caso di allergie, gravidanza oppure se bisogna mettersi alla guida è opportuno informare tempestivamente i propri compagni di bevuta!

Ps: Se avete dei desideri da realizzare, sappiate che in Corea ricevere l’ultimo goccio di una bottiglia porta fortuna!

Quali sono le bevande alcoliche più consumate dai Coreani?

Ci sono tanti tipi diversi di bevande alcoliche in Corea del Sud, ma la top 3 delle bevande più apprezzate vede come suoi protagonisti Soju, Makgeolli e Birra.

SOJU (소주):

Il Soju è una bevanda che di solito si ottiene dal riso, dall’orzo o dal frumento e la cui gradazione si aggira intorno al 15-20%, riconoscibile grazie alla sua tipica bottiglia di vetro in misura media e di colore verde; il Soju è prodotto da moltissime aziende diverse e, curiosità interessante, è che ogni città ne consuma una specifica marca piuttosto che un’altra, e questo si può notare viaggiando per la Corea!

In Corea, insieme a questo tipo di bevanda, si usa mangiare solitamente della carne suina che si può apprezzare nel tipico Korean Barbecue: parliamo, ovviamente, della celebre Samgyeopsal (삼겹살), ottenuta dalla pancia del maiale, ma non mancano altri tipi di carne quali Gopchang (곱창) o Makchang (막창), che sono ricavati dall’intestino di bovino o di suino.

Una bottiglia di Soju costa poco più di 1 euro e, oggi, il mercato si divide in due parti distinte: la prima è per un consumo quotidiano, con il Soju fatto miscelando il distillato con dell’acqua, la seconda utilizza la ricetta tradizionale ed è destinata ad un consumo più consapevole e degustativo in quanto vi è un aumento della gradazione alcolica.

Ai coreani piace anche mescolare il Soju con altre bevande alcoliche e il cocktail più popolare è il “drink bomba” (폭탄주 – poktanju) che è un mix di Soju e birra: in Corea si divertono a fare il drink bomba, con un rito chiamato domino shot che consiste nel mettere una serie di bicchierini di soju sui boccali di birra, e poi spingere il primo bicchierino che spingerà gli altri, facendoli cadere tutti dentro i boccali.

MAKGEOLLI (막걸리)

Il Makgeolli (막걸리) è un liquore prodotto dal riso dal colore biancastro con un tasso alcolico del 5% – 7% e, di solito, si beve con delle terrine: contiene 10 amminoacidi essenziali, vitamina B e C, fibre dietetiche e acido lattico ed ha poche calorie (solo 46 kcal per 100 ml), per cui è considerato dai coreani una bevanda molto salutare. Si dice che il Makgeolli prevenga l’alta pressione sanguigna e malattie del sangue, e sopprima la crescita di cellule di cancro e, nella società tradizionale basata sull’agricoltura, si credeva che il basso contenuto alcolico del Makgeolli potesse aiutare ad accrescere la produttività dei contadini.

Fino agli anni ’70 il Makgeolli era la maggiore bevanda alcolica consumata in Corea del Sud, venendo poi rimpiazzato dal Soju ma, recentemente, con un maggiore interesse alla salute, il Makgeolli sta tornando di moda, specialmente tra i giovani ma anche perché maggiormente apprezzato dagli stranieri per il suo sapore, che potremmo definire frizzantino.

Per via del suo colore è anche soprannominato Takju (탁주) ovvero “vino/liquore opaco” oppure Nongju (농주), “vino/liquore agricolo”: a differenza del Soju, le bottiglie in cui viene venduto sono di plastica, e possono variare di colore.

Il vino di riso solitamente si consuma mangiando i fritti coreani, preferibilmente nella stagione estiva dei monsoni, durante un bel temporale.

BIRRA

Anche la birra, in coreano “맥주” (maekju), è un altro alcolico molto consumato in Corea e, sebbene durante le cene possa anche essere gustata da sola, molto spesso ai coreani piace mischiarla con il Soju per darle un sapore più forte, ottenendo così il Somaek (소맥), parola formata dal primo carattere della parola Soju, e dal primo carattere della parola birra: ci sono diversi metodi diffusi tra i giovani, i quali prevedono di agitare le bottiglie di Soju in una particolare maniera, oppure attraverso il domino shot.

 Anju (안주): quale cibo accompagnare all’alcol?

Una importante caratteristica del bere in Corea sono gli “anju”,parola che si riferisce al cibo mangiato con gli alcolici, trattandosi sia di piatti principali che contorni. Un esempio?

  • Soju con carne alla griglia, zuppe piccanti o Jokbal (족발 – zampe di maiale marinate);
  • Makgeolli con Bindaetteok (빈대떡 – frittelle di fagiolo mungo verde) o Pajeon (파전 – frittelle di cipollotti);
  • Birra con pollo fritto, tempura o frutta;

Haejangguk (해장국): la cura coreana contro il dopo sbornia

Il metodo coreano più comune per migliorare il dopo sbornia è bere la zuppa piccante haejangguk, che può essere fatta con germogli di fagiolo (콩나물해장국 – kongnamul haejangguk) oppure con ossa di manzo o maiale con carne: si dice che i germogli di fagiolo contengano molto acido aspartico, che aiuta la decomposizione dell’alcool, inoltre la carne della haejangguk è ricca di ferro, che aiuta a far passare fatica e dolori.

Per capire quanto sia forte la cultura del bere in Corea e le conseguenti sbornie, basta pensare che sono molti i ristoranti che servono l’haejangguk come rimedio ai postumi di un’ubriacatura.

Cosa ne pensate voi di tutto questo bere? Quale alcolico vorreste provare? Qual è il vostro Anju perfetto e quale pietanza italiana potrebbe abbinarsi perfettamente con le bevande alcoliche coreane?

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K-Drama

Momento no? Comfort drama!

Capita a tutti di sentirsi giù di morale, di avere quei momenti in cui non si ha voglia di fare nulla se non guardare qualche film o serie che possa rimediare a questa sensazione ed è in serate come queste che vengono in nostro soccorso quei k-drama in grado di coccolarci e avvolgerci con il loro calore.

Mondocoreano ha preparato una lista di 6 k-drama che rientrano perfettamente in questa categoria.

Pronti? Iniziamo!

  1. WHAT’S WRONG WITH SECRETARY KIM

Cosa troverete in questo k-drama? Romanticismo e tante risate!

What’s Wrong With Secretary Kim (김비서가 왜 그럴까) è un k-drama diretto da Park Joon Hwa, andato in onda nel 2018, ed è tratto dall’omonimo romanzo di Jung Hyung Youn che ha ispirato anche un webtoon pubblicato nel 2016: la serie è attualmente disponibile sub ita sulla piattaforma streaming VIKI .

Lee Young Joon (Park Seo-Joon) è il vicepresidente dell’azienda di famiglia Yoomyung Group, è un bell’uomo, carismatico, intelligente ma oltremisura narcisista infatti è consapevole delle sue qualità e dell’effetto che fa alle persone, tuttavia ha non poche difficoltà a relazionarsi con gli altri: al suo fianco, da ben nove anni, vi è la fedelissima segretaria Kim Mi So (Park Min Young) che, a causa del suo lavoro, ha finito per rinunciare ad avere tempo da dedicare a se stessa e a vivere la sua vita, finché un giorno decide di licenziarsi.

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Dobbiamo veramente stare qui a ricordarvi il nostro amore per Park Seo-joon? E vogliamo parlare della bellezza di Park Min Young?

Elemento interessante che farà da filo conduttore nel drama è un evento del passato che ha segnato la vita dei due protagonisti, inserendo in questo calderone anche storie di personaggi secondari, come quello del fratello di Young Joon, lo scrittore Lee Sung Yeon (Lee Tao Hwan) fondamentale per ricostruire nella narrazione gli eventi passati e dare una spinta dinamica al rapporto dei due protagonisti principali.        

L’attrazione tra i due protagonisti viene rappresentata in maniera molto passionale, al contrario di altre produzioni, non escludendo scene molto romantiche: un esempio ne sono i baci tra i protagonisti che sono baci veri e propri, al contrario di altri drama in cui sono accennati o appena evocati con trucchi della fotografia o stop action.

Durante la visione del drama capiamo un aspetto fondamentale della cultura coreana: l’importanza del lavoro e di quanti sacrifici possa fare una persona per poter affermarsi e dare una stabilità alla propria famiglia. Ma fino a che punto si spingono? Sono disposti a rinunciare a tutto?

In definitiva, perché vederlo? Se alla sola presenza del fantastico Park Seo-Joon non vi abbiamo convinti, sappiate che questo è uno dei k-cult che almeno una volta bisogna vedere, quindi perché non approfittare di un momento di tristezza per riempirlo di risate e dolcezza?

2. ROMANCE IS A BONUS BOOK

Cosa imparerete da questo k-drama? La FRIENDZONE si può combattere!

Se siete amanti dei libri e delle storie d’amore, questo è il drama che fa per voi! Romance is a bonus book è una commedia romantica coinvolgente che trovate su NETFLIX, dai toni leggeri ma dai messaggi profondi.

Protagonisti del drama sono Cha Eun-ho (Lee Jong-suk), un giovane scrittore e insegnante, caporedattore di una casa editrice di successo, e Kang Dan-i (Lee Na-young), un’esperta di marketing che fatica a trovare un impiego, dopo essere rimasta fuori dai giochi per crescere la figlia: i due erano molto amici, tuttavia dopo il matrimonio di Dan-i il loro rapporto cambierà ma il destino avrà altri piani per i nostri personaggi.

Dan-i è una donna che, a prima vista, potrebbe sembrare la classica principessa da salvare, tuttavia, è poco propensa a ricoprire questo ruolo: lei vuole salvarsi da sola, perché sa che solo così si sentirà davvero felice e appagata.

Molto interessanti sono anche le storie dei personaggi secondari, come i second-lead, cioè Ji Seo-joon (Wi Ha-joon), grafico apprezzato e richiesto da molte case editrici, interessato a Dan-i, e Song Hae-Rin (Jung Yoo-jin), editor principale per lo sviluppo di vari contenuti all’interno della casa editrice, interessata da tempo al suo sunbae Eun-ho.

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Non vi abbiamo convinti neanche dopo aver visto i nostri “fantastici 4”?

Il messaggio che il drama vuole dare è espresso attraverso le parole dello scrittore Kang, il quale afferma che “una singola persona, come un libro, non cambierà il mondo, ma può essere capace di consolare gli altri e scaldare loro il cuore.

3. RUN ON

Cosa aspettarsi da questo k-drama? Un crescente di colpi di scena, unito ad un’insolita chimica tra due protagonisti atipici!

Run On, drama disponibile su NETFLIX, racconta la storia di Ki Seong Myon (Yim Si-wan), campione della squadra nazionale di atletica leggera, e di Oh Mi-Joo (Shin Se-kyung), traduttrice freelance, che si trovano a intrecciare le loro vite fino ad allora vissute come due rette parallele, impossibili a incontrarsi: come la corsa, anche il drama parte con uno sprint capace di tenere incollati allo schermo!

In questo drama vengono affrontati temi importantissimi quali la comunicazione e la disparità di genere nel mondo del lavoro e il tema principale è la comunicazione, infatti la serie viene definita come «un dramma romantico sull’intreccio di persone che hanno difficoltà a comunicare, anche se parlano la stessa lingua».

Oh Mi Joo e Ki Sun Gyeom si incontrano per caso e la ragazza avverte da subito una forte sensazione e l’incontro, infatti, per Oh Mi Joo, diventa un segno del destino e anche per Ki Sun Gyeom conoscere la ragazza sarà un evento che cambierà il suo modo di vedere le cose e lo porterà a imparare a osservare con attenzione tutto ciò che ha ignorato quando correva.

In questo drama la protagonista femminile emerge tanto, quasi da sovrastare  la personalità del protagonista maschile, invertendo più o meno i ruoli e lasciando che sia lui ad aggrapparsi a lei in un drama che possiamo definire “di crescita“.

La seconda coppia di protagonisti dà un equilibro alla serie, senza il quale il drama non sarebbe risultato lo stesso, rischiando anche (talvolta) di sfociare nella noia: Seo Dan-ah (Choi Soo-young) è la CEO di un’agenzia e, di fatto, è l’unica erede del gruppo Seomyeong ma, in quanto donna, viene esclusa dalla società e dovrà lottare con forza per riconquistare ciò che è suo per diritto di nascita e proprio attraverso il personaggio di Seo Dan-ah viene tratteggiato anche il tema della fatica che le donne fanno per affermarsi nel mondo del lavoro, invece Lee Yeong-hwa (Kang Tae Oh) è uno studente d’arte e appassionato di cinema, un tipo molto brillante e, naturalmente, anche tra questi personaggi scatterà qualcosa.

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In questo k-drama c’è l’imbarazzo della scelta: ci si innamora di più dei protagonisti maschili o delle protagoniste?

Run On ha un tipo di romanticismo a combustione lenta ma comunque molto appassionante.

4. START-UP

Parole chiave? Crescita, cooperazione, amore.

Start-up, disponibile su NETFLIX, si concentra soprattutto sull’importanza che le nuove tecnologie hanno per l’economia della Corea del Sud e ci trasporta in un k-drama sognante che dipinge un mondo capace di raccontare la storia di giovani alla ricerca di se stessi e di un lavoro.

Di cosa parla? Ambientato nella fittizia Silicon Valley della Corea del Sud, chiamata Sandbox, Start-Up racconta la crescita di piccoli imprenditori nel mondo delle startup: Seo Dal-mi (Bae Suzy) è una giovane donna brillante e ambiziosa, una ragazza che ha dovuto affrontare molte difficoltà e il suo personaggio rispecchia la classica Cenerentola che subisce ogni genere di sopruso, perché povera e per nulla raccomandata, a differenza della sorella In-jae (Kang Han-na), adottata da un ricco e potente uomo d’affari.

Idealista e onesta la prima, opportunista e “scorretta” la seconda, entrambe cercano di imporsi nel mondo del business che, specialmente in Corea, è ad appannaggio maschile, infatti Dal-mi sogna di riscattare la memoria del padre, genio delle start-up caduto nel dimenticatoio dopo la sua morte, e diventare la “prima Steve Jobs donna” del suo Paese, sfidando un sistema sciovinista fondato sulla figura del chaebol, ovvero l’erede maschio di un impero aziendale a conduzione familiare, troppo abusato nei drama.

Nam Do-san (Nam Joo-hyuk) è, invece, il fondatore delle Samsan Tech e si rifà allo stereotipo del genio timido ed insicuro: promettente stella della matematica e orgoglio della sua famiglia, ha mollato tutto per dedicarsi a un programma in grado di riconoscere cosa contiene un’immagine grazie all’AI (Intelligenza Artificiale) e, poiché la sua attività non riesce a sfondare, è considerato un “outcast” dalla società locale.

Per una serie di fraintendimenti, Dal-mi crede che il suo amico di penna di quando era piccola, del quale è da tempo innamorata, sia proprio Nam Do-san e Han Ji‑pyeong (Kim Seon Ho), investitore e genio delle start up, è pronto a fare di tutto per portare avanti questa finzione a causa di un “debito” morale da saldare nei confronti della nonna di Dal-Mi.

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Start-Up mostra come tutti abbiano bisogno di una mano nel viaggio verso il successo, infatti Sandbox, incubatore di piccole imprese, vuole aiutare le startup nella loro crescita, selezionando le più promettenti, e mettendo a disposizione i massimi esperti nel settore, per permettere loro di provare cose nuove e anche di fallire senza gravi conseguenze, un po’come cadere sulla sabbia, dove puoi alzarti illeso e pronto a riprovare.

Il drama è consigliato a chi ama le commedie romantiche e cerca una “fiaba moderna”.

5. HOMETOWN CHA-CHA-CHA

Una stimata e rispettata dentista, Yoon Hye Jin (Shin Min-a), perde improvvisamente il proprio lavoro a Seoul e si trova a dover affrontare un nuovo inizio: una serie di eventi fortuiti la porteranno ad aprire una clinica tutta sua a Gongjin, una piccola cittadina sul mare dove ha trascorso momenti indimenticabili della sua infanzia e dove la vita è totalmente diversa dalla frenetica Seoul, infatti qui la piccola comunità vive come un’unica vera e propria famiglia.

Personalità di spicco del paese è Hong Du Sik (Kim Seon Ho), un uomo intelligente e dai numerosissimi talenti, che vive di mille espedienti portando aiuto a chiunque ne abbia bisogno nella cittadina: Yoon Hye Jin sarà costretta ad adattarsi bruscamente a una vita completamente diversa da quella che ha vissuto fino a quel momento, trovandosi anche ad affrontare la curiosità e le interferenze dei suoi nuovi compaesani, ma imparando ad apprezzare il bello delle piccole cose e di una comunità impicciona ma calorosa.

La coppia di protagonisti è senza dubbio il maggiore punto di forza di questo drama: Kim Seon Ho si guadagna finalmente un ruolo da protagonista dopo aver raggiunto una fama incredibile grazie al suo ruolo in Start Up e il suo personaggio cresce con costanza all’interno del drama.

Se potessimo scegliere un nome per questa coppia quale sarebbe? Beh, sicuramente #teamfossette!

I due protagonisti vengono affiancati da un cast ampio e variegato e, come al solito, è facile innamorarsi (anche) del second-lead Ji-Seong hyun (Lee Sang Yi), amico dai tempi dell’università di Hye Jin, diventato un famosissimo regista di varietà che deciderà di girare uno show proprio a Gongjin.

Hometown Cha Cha Cha porta sullo schermo una storia semplice e piena di leggerezza che vi scalderà il cuore, riuscirete facilmente ad affezionarvi a tutti i personaggi della serie, anche quelli più anziani come ad esempio al personaggio ben caratterizzato di Kim Young-ok.

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6. YUMI’s CELLS

Cosa troverete in questo k-drama? Amore, comicità e animazione.

Yumi’s cells, disponibile su Viki, è una commedia romantica e avvincente che ha dato una nuova svolta a situazioni comuni viste spesso in altre serie dello stesso genere.

Il drama è basato sull’omonimo webtoon, scritto da Lee Dong-gun, e la sua particolarità e ben riuscita stanno sicuramente nel suo cast a dir poco eccezionale e nella presenza dell’animazione 3D alternata bene con la live-action, che mantiene sempre viva la narrazione e aggiungendo quel tocco super divertente che vi farà morire dalle risate.

Ma di cosa parla? Viene raccontata la storia di una normale impiegata, Kim Yumi (Kim Go-eun) con particolare attenzione alle sue avventure amorose.

La trama scivola serenamente tra il mondo ordinario di Yumi e la vita nel mondo animato delle sue cellule, infatti il suo cervello ospita un villaggio di cellule (un po’ come nel film Disney Inside Out), che diventano le vere e proprie protagoniste del drama, soprattutto grazie alla comicità delle cellule xxx e della cellula della fame.

Dall’ultima volta in cui Yumi è uscita con un ragazzo sono ormai passati tre anni e, a causa di un’improvvisa rottura, ha deciso che non si sarebbe più innamorata e, di fatti, la sua cellula dell’amore è caduta in coma in seguito allo shock della relazione fallita: di recente, però, un suo collega Choi Woogie (Minho, degli Shinee) ha attirato la sua attenzione e la cellula dell’amore pian piano ha iniziato a risvegliarsi ma la sua eccitazione è destinata a svanire e finisce nel momento in cui scopre il segreto di Woogie.

Tuttavia, prima che possa affrontare quest’ulteriore delusione, Woogie le propone un appuntamento al buio con un suo amico intimo e Yumi, nonostante non sia molto propensa a prendere in considerazione tale proposta, alla fine decide di parteciparvi.

Malgrado un inizio imbarazzante e una prima impressione negativa, al loro primo appuntamento Kim Yumi e Goo Woong (Ahn Bo-hyun) vanno straordinariamente d’accordo: nonostante Woong non abbia alcun senso della moda o dell’umorismo e non parli spesso, è un ragazzo molto schietto, affascinante, gentile e premuroso ma che, soprattutto, conosce tutti i ristoranti migliori della zona (un punto a favore per Yumi e la sua cellula della fame).

Il cancello del cuore di Yumi, che era stato chiuso per tanto tempo dopo la rottura con Ji U-gi (Lee Sang-yi), si apre all’amore nei confronti del nostro protagonista maschile: seppur con qualche battibecco, in particolare ogni volta che la collega di Woong, Sae-yi (Park Ji-hyun) entra in scena, la loro relazione è  “liscia come il burro” ma il diavolo è nei dettagli e, quando la coppia si avvicina rapidamente al punto di crisi, ci rendiamo conto che questi problemi sono sempre esistiti.

Un altro personaggio che fa la sua comparsa nel corso del drama è il collega di Yumi, Yoo Ba-bi/Bobby (Park Jin-young dei GOT7), premuroso e gentile nei confronti della protagonista: ma quale sarà il suo ruolo? Woong riuscirà finalmente a intascare il suo orgoglio oppure entrerà in scena qualcos’altro?

Per la risposta a queste e altre domande, dovremo aspettare il prossimo anno, quando tornerà questo dramma affascinante e di disarmante efficacia.

Qual è il vostro comfort drama del cuore? Avete già visto alcuni di questi k-drama o aggiungerete tutto alla lista di quelli da guardare? Fatecelo sapere nei commenti!

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  

                                                                                                                                                                                                                        

                                                                                                                                                                                                       

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K-Travel Korea

Next stop: Seoul! Quando andare?

Viaggiatori di tutto il mondo, unitevi! State forse pensando di voler prenotare un biglietto per la Corea per festeggiare la fine – si spera – del Covid-19? Abbiamo preparato per voi una guida per essere al 100% pronti per affrontare questa nuova avventura!

Quali documenti servono?

I viaggiatori di nazionalità italiana, così come per la maggior parte dei turisti provenienti dal resto del mondo, non hanno bisogno di un visto per soggiorni inferiori a 90 giorni. Il passaporto invece, dovrà avere una validità residua di almeno tre mesi.

Quando andare?

La Corea è caratterizzata da un’estate umida, durante la quale sono presenti i monsoni e un inverno molto freddo ma secco, che costituisce un buon periodo per visitare il Paese, in particolare se amate sciare e, in generale, data la scarsa presenza di turisti.

Il periodo migliore per visitare la Corea del Sud è generalmente quello primaverile nei mesi di aprile, maggio e giugno e autunnale di settembre, ottobre e novembre: durante queste stagioni il clima è tipicamente soleggiato e le giornate sono asciutte con temperature medie e piacevoli.

Se volete vedere i paesaggi dipingersi di giallo e arancio, allora ti consigliamo di vistare la Corea tra settembre e novembre, il fogliame autunnale sarà davvero stupendo! La primavera (aprile e maggio) può rivelarsi una stagione molto piacevole se si vuole vedere le città vestirsi del rosa dei ciliegi in fiore, ma è anche il periodo in cui il maggior numero di turisti giapponesi visita il paese; potreste in questo caso, avere problemi a trovare una sistemazione negli alberghi di fascia medio-alta. È consigliato quindi  prenotare il prima possibile.

È importante prendere in considerazione le festività locali quando si pianifica il viaggio, infatti il capodanno coreano è il primo giorno del mese lunare e Chuseok (festa del raccolto) è il quindicesimo giorno dell’ottavo mese lunare e durante questi periodi molti residenti si recano nelle loro città natali per festeggiare, dunque molte attività commerciali sono chiuse.

Quando costa meno partire?

La stagione invernale è considerata bassa stagione in Corea del Sud, per cui alberghi, voli e tour, offrono prezzi migliori, non c’è tuttavia un mese meno caro degli altri, perché ognuno ha una ricorrenza da celebrare, per questo i prezzi si mantengono sempre più o meno sullo stesso livello.

Quando non andare?

Da Luglio a Ottobre la Corea può essere un’incognita dal punto di vista climatico. Perché?

  • Luglio è in assoluto il mese peggiore dell’estate e il più nuvoloso;
  • Agosto, settembre e ottobre, precipitazioni a parte (in diminuzione a settembre-ottobre), sono quelli in cui la città è più soggetta ai tifoni.

Se, invece di prevedere un tour completo della Corea, la vostra meta sarà esclusivamente Seoul, ecco allora alcuni consigli.

Quando trovare il clima migliore?

La primavera è la stagione ideale per visitare Seoul, perché grazie alla fioritura dei ciliegi e al risveglio di tutta la vegetazione, la città si tinge di colori vivaci e brillanti. Anche l’inverno di Seoul ha il suo fascino, valida alternativa per chi ama la neve e non teme le basse temperature anche molto al di sotto dello zero. In autunno e in parte in estate invece, soprattutto tra Agosto e Ottobre, le temperature sono buone, ma il rischio di tifoni deve mettere in guardia anche il viaggiatore più esperti!

Ma vediamo più nello specifico le singole stagioni, per farci un idea più dettagliata!

PRIMAVERA (Marzo-Maggio)

E’ probabilmente una delle stagioni più belle per visitare la Corea del Sud, le temperature si aggirano tra i 15 e i 25 gradi in media e le giornate sono quasi sempre soleggiate: all’inizio di aprile comincia la fioritura dei ciliegi che regala uno spettacolo suggestivo, in occasione del quale vi sono dedicati moltissimi festival in ogni parte della Corea, mentre a maggio cade anche il compleanno di Buddha, che in Corea del Sud è una festa nazionale, durante il quale tutti i templi buddhisti vengono decorati con tantissime lanterne colorate e sul Cheonggyecheon (piccolo fiume di Seoul) viene tenuto il festival delle lanterne create da artisti coreani, dalle più svariate forme e colori, che di notte si illuminano creando un’atmosfera quasi surreale.

Ecco alcune proposte per vivere al meglio il vostro soggiorno primaverile:

  1. Visitare Seoul all’inizio della primavera, per la fioritura dei ciliegi

Seoul è una bellissima città da visitare in primavera ma attenzione! Marzo può essere un po’ fresco, ricordati quindi di mettere in valigia una giacca, le temperature salgono ad inizio Aprile, con le massime a 18°C e le minime a 13°C. Aprile è il mese più turistico, aspettati di trovare parecchia gente: se hai intenzione di viaggiare in primavera, cerca di programmare e prenotare il tuo viaggio in anticipo e in concomitanza con la fioritura.

Da dove si può ammirare bene la fioritura?

  • Yeouido Park: uno dei luoghi più famosi in cui ammirare la fioritura, che ogni anno ospita lo “Spring Flowers Festival”, un evento da non perdere.
  • Children’s Grand Park: un grande parco con uno zoo e un giardino botanico al suo interno, perfetto per rilassarsi ammirando la fioritura primaverile dei ciliegi.
  • Gyeongbokgung Palace: Noleggia un tradizionale vestito Hanbok, da indossare mentre visiti il palazzo e passeggi sotto i ciliegi.
  • Seoul Forest: punteggiata di alberi di ciliegio, ha diversi sentieri da percorrere a piedi e numerose aree picnic.
  • Seokchon Lake Park : il perimetro di questo lago è contornato di ciliegi, posto ideale per una passeggiata romantica.

2. Visitare Seoul a primavera inoltrata per i festival, il cibo e i vivaci mercati notturni

A primavera inoltrata (Maggio-Giugno) i ciliegi non sono più in fiore, ma ci sono comunque altri tipi di fiori che colorano e profumano la città e, dal punto di vista climatico, probabilmente questo è il momento migliore per visitare Seoul: il cielo è sereno, le temperature piacevoli e l’umidità contenuta, quindi anche il guardaroba si alleggerisce! Meteo a parte, non dimenticare che Seoul è una delle capitali mondiali del cibo e in primavera bar e ristoranti aprono le loro terrazze a chi vuole cenare all’aperto: questo è anche il momento giusto per scoprire i diversi mercati notturni della città e i vari festival come il Lotus Lantern Festival, che si svolge ogni anno a Maggio. Di cosa parliamo?

Il Lotus Lantern Festival è l’imponente celebrazione della nascita di Buddha. Il festival ha una storia di più di cento anni: è iniziato infatti durante il regno Silla e, seppur in origine fosse un evento principalmente religioso, oggi invece è un evento da non perdere sia per i coreani che per i visitatori di qualsiasi fede e cultura. Le festività hanno inizio con l’annuale sfilata delle lanterne, che passa dalla Porta di Dongdaemun e prosegue fino al Tempio Jogyesa e durante il festival si tengono anche una mostra di lanterne tradizionali e una serie di eventi culturali.

Dunque, per fare un breve recap, gli eventi chiave in primavera sono:

  • Festival dei fiori primaverili di Hangang Yeouido (Aprile)
  • Festival delle lanterne del loto (Maggio)

ESTATE (Giugno-Agosto)

L’estate in Corea del Sud è abbastanza umida e calda, le temperature possono superare i 30 gradi in Luglio e Agosto e, essendo influenzata dai monsoni asiatici, dalla fine di Giugno alla fine di Luglio possono capitare piogge e temporali improvvisi. Per sfuggire al calore delle grandi città ci sono svariati festival estivi sulla spiaggia tra cui il più famoso è probabilmente il Boryeong Mud Festival: questo festival si tiene in una località a circa 2 ore da Seoul sulla spiaggia di Daecheon dove centinaia di persone si divertono a fare “il bagno” in una grandissima piscina di fango, cosa che oltre ad essere molto divertente, è anche ottima per la pelle. Il festival offre anche tante altri attività come per esempio massaggi con fango e il body painting col fango colorato. Altri modi per potersi rinfrescare durante l’estate sono le varie piscine che si trovano lungo il fiume Han e che hanno un prezzo di ingresso abbastanza basso (dai 3.000 ai 5.000 won) o i parchi acquatici.

Alla fine di giugno le temperature possono raggiungere i 32°C di giorno e mantenersi piacevoli di notte, dunque se scegli questo periodo non dimenticarti un abbigliamento leggero, occhiali da sole, cappello e crema solare. Porta anche un costume per fare il bagno nell’oceano: Seoul non ha spiagge, ma puoi sempre organizzare una gita di un giorno per raggiungerne una in macchina o in autobus!

Quali sono le migliori spiagge da vedere in giornata vicine a Seoul?

  • Eurwangni beach: questa spiaggia ha sabbia bianca e acque poco profonde che la rendono l’ideale per le famiglie.
  • Naksan beach: sabbiosa e lunga più di un miglio, questa spiaggia è il luogo ideale per ammirare il tramonto e intraprendere varie attività acquatiche.
  • Daecheon beach: a circa tre ore da Seoul, nella città di Boryeong, questa spiaggia è la più spaziosa di tutta la costa occidentale della Corea del Sud.
  • Muchangpo Tideland: a 30 minuti da Daecheon beach, quella di Muchangpo è una spiaggia artificiale perfetta per ammirare il tramonto.
Daecheon beach

Se non ti dispiace l’umidità opprimente, le lunghe file, gli acquazzoni torrenziali e gli alti costi di viaggio, allora organizza un viaggio a Seoul in estate. Ma per una vacanza più confortevole, opta per le mezze stagioni!

Eventi chiave:

  • Festival internazionale del fumetto e dell’animazione di Seoul (Luglio)
  • Festival della frangia di Seoul (Agosto)

AUTUNNO (Settembre-Novembre)

Come la primavera, l’autunno è un’altra stagione bellissima per visitare la Corea del Sud. In questo periodo le temperature sono ancora miti, intorno ai 20 gradi, e si può assistere al fenomeno del cambio di colore delle foglie, chiamato “danpung” (단풍) e il modo migliore per godersi lo spettacolo è andare a fare passeggiate sulle montagne che caratterizzano il territorio. La prima settimana di Ottobre poi si può assistere al Festival Internazionale dei Fuochi d’Artificio che viene tradizionalmente tenuto sul fiume Han. Moltissima gente partecipa a questo festival quindi è consigliabile arrivare con largo anticipo e magari approfittarne per un pic-nic lungo le sponde del fiume in attesa che arrivi la sera.

Per gli appassionati di cinema, inoltre, in questo periodo si tiene il BIFF (Busan International Film Festival) dove potreste avere l’occasione, con un po’ di fortuna, di vedere i vostri attori coreani preferiti!

Per molti il periodo migliore per visitare Seoul è l’autunno perché le giornate sono soleggiate e le temperature piacevoli, con massime di 20°C ad Ottobre e 12°C a Novembre. A ottobre, specialmente la mattina, avrai bisogno di una giacca leggera, a novembre servirà invece qualcosa di più pesante: in questo periodo il costo dei voli e degli hotel è inferiore e c’è meno affollamento.

Quali sono i luoghi in cui ammirare il fogliame cambiare colore?

  • Changdeokgung Palace: il Giardino Segreto del Changdeokgung Palace è uno dei posti più magici per ammirare lo spettacolo autunnale delle foglie colorate.
  • Deoksugung Palace: la Stone Wall Road del Deoksugung Palace è contornata da alberi di ginkgo gialli ed è perfetta per una passeggiata romantica.
  • Namsan Park: il parco più grande di Seoul offre una serie di percorsi a piedi contornati da centinaia di alberi.
  • Seoul Fortress: goditi il panorama autunnale mentre passeggi lungo il perimetro della città vecchia attraverso il Wall Trail che parte dalla Fortezza di Seoul.

Eventi chiave:

  • Chuseok (settembre)
  • Ciao Seoul Festival (ottobre)

INVERNO(Dicembre-Febbraio)

L’inverno in Corea del Sud è abbastanza freddo e secco, sicuramente il periodo più freddo è quello tra gennaio e febbraio dove la temperatura può scendere anche di parecchi gradi sotto lo zero, nonostante ciò la vita è sempre presente e le cose da fare non mancano mai.

In Corea del Sud tende a nevicare abbastanza spesso quindi, per gli amanti dello sci, nella regione di Gangwon si possono trovare svariati resorts e piste per tutti i gusti. Se invece lo sci non è nelle vostre corde, potrete tranquillamente trascorrere il vostro tempo tra i numerosi musei, visitando i palazzi reali, sorseggiando una bevanda calda in uno dei tantissimi caffè, o ancora meglio, in una delle sale da tè tradizionali che si trovano nella zona di Insadong e Bukcheon. Un giro in una sauna coreana, chiamata jjimjilbang (찜질방), potrà poi aiutarvi a liberarvi dello stress e a rilassarvi nelle acque calde a un prezzo veramente basso (di solito intorno ai 10.000 won).

L’inverno non è il momento migliore per visitare la città perché il clima può rivelarsi piuttosto freddo e stare all’aperto tutto il giorno diventa poco piacevole, tuttavia anche la stagione invernale ha i suoi aspetti positivi, infatti in questo periodo dell’anno Seoul è molto meno affollata e i voli, le sistemazioni e i ristoranti costano meno, inoltre in città ci sono decorazioni natalizie da ammirare e ricorrenze da celebrare nel periodo delle festività.

Eventi chiave:

  • Seollal o Capodanno lunare coreano (gennaio-febbraio): assicurati di evitare il capodanno lunare. Durante questo periodo, i viaggi diventano costosi e inoltre molte famiglie dalle grandi città si spostano per recarsi le nella loro città natale per festeggiare.

Ora che abbiamo imparato i periodi migliori per visitare la Corea del Sud, siete pronti per un viaggio con Mondocoreano?