Categorie
K-Culture K-HipHop K-Music

#Hipstory – Frammenti di epoca Joseon

Con oggi cominciamo una breve rubrica che abbiamo deciso di intitolare “Hipstory” (dall’unione di hiphop e storia), dove canzoni scritte da artisti k-hiphop ci guideranno nella scoperta di alcuni momenti importanti della storia della Corea.

NB: Se avete perso le lezioni introduttive al mondo del k-hiphop, ecco dei link utili:

In questo primo articolo vediamo insieme due personaggi fortemente apprezzati e ricordati dal popolo coreano per aver compiuto considerevoli imprese nel corso della loro vita: Re Sejong il Grande e Yi Sun Shin.

Il primo lo esploriamo grazie alla canzone ‘When You’re Exhausted’ (지칠 때면) di Jeong Junha, Zico e Kim Jongwang.

Parliamo di Re Sejong il Grande (세종대왕), celebrato e stimato dai coreani per aver permesso loro di emanciparsi grazie all’invenzione dell’alfabeto (hangeul 한글). Infatti, prima del 1446, i coreani erano obbligati a scrivere utilizzando i caratteri cinesi e solo i nobili aristocratici (yangban, 양반) avevano l’opportunità di studiare i sinogrammi, con la conseguenza che i meno abbienti venivano considerati illetterati e posti quindi ai margini della società.

In questa canzone, oltre ad adorarlo e ringraziarlo per il lavoro svolto, gli autori gli parlano come se fosse un loro protettore, confidandogli i problemi che affliggono il popolo e chiedendogli di rimanere sempre al loro fianco.

All’inizio del video, sullo schermo viene riportato il testo della canzone con la forma originale delle lettere in pensate inizialmente da Re Sejong.

몰라보게 세상 모습이 변해도, 그때의 지혜를 빌려 사는 건 여전해.

Anche se il mondo sembra ormai irriconoscibile, viviamo ancora dei frutti che la sua saggezza ci ha donato.

In queste parole si percepisce la riconoscenza di un popolo che, nonostante ora viva in un’epoca completamente diversa e con un aspetto e consuetudini alquanto dissimili da ciò che viene riportato di quel momento storico, è ancora riconoscente per gli ideali che Re Sejong ha tanto combattuto per conquistare e, a 5 secoli di distanza, stanno ancora dando i loro frutti.

Infatti, sebbene la situazione politica e amministrativa del regno fosse solida nel momento in cui è salito al trono, il re si è rifiutato di stare in panciolle e godersi la vita, ma è stato determinato a lasciare un’eredità culturale cospicua ai suoi posteri: nonostante ciò, nella canzone viene evidenziato come alcune volte si tende a non essere grati abbastanza e non si realizza quanto lui abbia effettivamente fatto per il popolo.

뿌리 깊은 역사는 우리가 버티는 힘이지

Sono le radici della nostra storia a darci la forza di andare avanti

누구 하나 빠트리지 않은 대신평생을 고민에 잠겨 지내신

Hai trascorso tutta una vita in contemplazione, sommerso dalle preoccupazioni, per far sì che nessuno venisse più emarginato.

Durante il suo regno, Re Sejong portò avanti numerosi progetti col fine di arricchire il patrimonio culturale e scientifico della Corea. Tutti questi progressi non furono però affatto facili da raggiungere: pur essendo l’autorità massima, la sua corona non gli permetteva di prendere decisioni arbitrarie e doveva costantemente scontrarsi con le istituzioni amministrative che spesso e volentieri contestavano le sue decisioni. Ciononostante, l’ardita passione che aveva nei confronti del suo popolo lo ha spinto a lottare per le sue idee generando notevoli sviluppi in ambito umanistico, scientifico, medico-farmacologico, geografico, agricolo e persino musicale.

나의 우상 나의 영웅 나의 왕, 애민정신이 창제한 훈민정음 없었다면 과연 이 가사는 어떻게 나왔을까

Il mio idolo, il mio eroe, il mio Re. Se non ci fosse stato lo Hunmin Cheongeum, che hai creato con amore per il popolo, come avrei scritto questo testo?

우린 노비도 백성도 아닌 국민, 원만한 삶을 살고픈 게 꿈인

Non siamo più né schiavi né gente comune, siamo cittadini (un popolo unico) che sognano di avere una vita dignitosa

L’invenzione per cui viene principalmente ricordato Re Sejong il Grande è quella dell’hangeul, ossia dell’alfabeto coreano. Dal I secolo a.c. fino al XV secolo d.c i coreani hanno sempre utilizzato i caratteri cinesi per esprimere per iscritto la loro cultura. Ciò comportava disagi di diversa natura:

1. Gli ideogrammi cinesi non erano in grado di rappresentare a pieno titolo i suoni della lingua coreana e neanche la sua morfosintassi;

2. Gran parte della popolazione veniva discriminata ed esclusa da qualsiasi posizione lavorativa di medio-alto livello perché non aveva la possibilità economica di studiare il cinese.

Il sovrano, rendendosi conto dei numerosi impedimenti che comportava l’assenza di un sistema di scrittura in grado di riportare su carta in maniera precisa il coreano parlato, passò anni a studiare un alfabeto ad hoc per i suoi discepoli: nel 1443, infatti, Re Sejong ha annunciato di aver messo a punto un alfabeto di sole 28 lettere che al tempo ha preso il nome di Hunmin Cheongeum, che letteralmente significa “i suoni corretti per l’istruzione del popolo”.

Dal 1443 al 1446 il Re e un gruppo di letterati da lui designati hanno messo a punto un libro di “spiegazioni ed esempi” (Haerye) per aiutare i discepoli a comprendere ed utilizzare al meglio questa grandiosa e considerevole invenzione.

Nel 1910 prende finalmente il nome con cui lo conosciamo oggi, hangul, e con la riforma del 1993 vengono eliminate 4 delle 28 lettere ideate da Re Sejong il Grande, per facilitare maggiormente la popolazione.

절하고 있는 걸까요 묻고 싶은 게 많아요

지칠 때면 시간을 건너 당신을 찾죠

나타나 줄 순 없나요 의지할 품이 없어 이제 머물러줬으면 해요 이대로.

Sto facendo abbastanza? Ci sono così tante cose che vorrei chiederti
Quando non ho più le forze, viaggio attraverso il tempo per cercarti.
Puoi ritornare? Non ho nessuno su cui contare, spero rimarrai per sempre.

Il ritornello è un grido di aiuto, ma anche la manifestazione di quanto ancora risulti importante la figura del Re Sejong nel quotidiano dei coreani: un sovrano che ha dato tutto per il suo popolo e che non manca di rincuorare i suoi discendenti nei momenti bui, seppur a secoli di distanza.

A Gwanghwamun Square (광화문광장) viene commemorato con un’imponente statua a inizio piazza, proprio di fronte (girato di spalle) al Palazzo Reale.  


Il secondo personaggio che andiamo ad esplorare è l’ammiraglio Yi Sunshin e la sua potente invenzione, Kobukson (Turtle Ship), tramite la canzone presentata a Show Me The Money 4 da Song Mino, Jamezz e Andup ma in seguito remixata con il supporto di rapper come Paloalto, Zico e Okasian.

La Turtle Ship, definita così per via della sua corazza, è una nave ideata dall’ammiraglio Yi SunShin nel XV secolo ed utilizzata in ben 16 battaglie navali contro il Giappone, vincendole tutte. In questa canzone, proprio come nella realtà storica, la nave simbolizza il mezzo con cui i partecipanti vengono orgogliosamente trasportanti verso la vittoria della competizione (missione della puntata): ognuno dei versi scritto dai rapper racconta infatti le lotte che stanno combattendo, ma si danno forza convinti che non potranno far altro che vincerle a testa alta.

우린 거북선, 다른 배들 통통
그냥 통통, 떨어져라 똥통
커지는 네 동공, 느껴지는 고통
우린 독종, 너흰 그냥 보통

Noi siamo la Turtle Ship, tutte le altre navi sono vuote
Vuote, levati mucchio di m*
Le tue pupille si dilatano, senti il terrore
Noi siamo sopravvissuti, voi nella media

Siamo ancora in epoca Joseon, per la precisione nel 1592, quando le truppe navali del comandante giapponese Toyotomi Hideyoshi cominciano ad invadere la Corea col desiderio di arrivare in Cina, sfociando in quella che sarà ricordata come la guerra dei 7 anni e, in questo frangente, entra in gioco Yi SunShin, il quale riporta in auge una tipologia di nave utilizzata nel XIII secolo ma, per qualche oscuro motivo, caduta nel dimenticatoio.

Si tratta di una nave di struttura simile a quelle utilizzate all’epoca (panokseon), ma con la peculiarità (e vantaggio) di essere corazzate.

Vi sono stati vari modelli di questa vittoriosa nave nel corso dei vari scontri ma, in linea di massima, erano caratterizzate da una lunghezza che variava dai 30 ai 37, una base in legno spinta da vele e a remi (panokseon) ricoperta da uno scudo di ferro e presentava a prua una testa di drago con duplice valenza: nebulizzava gas e sparava fiamme per disorientare le flotte nemiche e nascondersi da esse e, in più, era dotata di un cannone per attaccare i nemici. Sotto alla testa vi era uno sperone, in grado di deturpare le navi avversarie. Inoltre, anche a poppa e sulle fiancate laterali era dotata di feritoie e spuntoni di metallo per difesa e attacco.

La brillantezza di Yi come stratega si dimostra fondamentale per la salvezza della Corea dalla possibile distruzione e dalla colonizzazione giapponese. Ancora oggi viene infatti considerato uno dei più eminenti ammiragli coreani di tutti i tempi, sinonimo di coraggio, perseveranza, forza, abnegazione e lealtà verso la patria e questo perché fu in grado di difendere un’intera nazione senza strutture idonee né addestramento adeguato, preoccupandosi anche dei rifornimenti che scarseggiavano perché non riceveva aiuto alcuno dal sovrano del tempo.

Il suo immenso talento lo si può comprendere anche dal fatto che Won Gyun, il successore di Yi, non fu mai in grado di sconfiggere una flotta nemica di simile potenza a quella giapponese, pur disponendo delle navi e dell’equipaggio addestrato dallo stesso Yi. Purtroppo, le riforme navali di Yi SunShin vennero abolite poco dopo la sua morte, così come le Turtle Ship scomparsero dagli annali, rimanendo nella storia come armamenti leggendari e iconici. E, a fare la storia, saranno anche i suoi discendenti, la maggior parte dei quali intraprenderà la carriera militare raggiungendo importanti cariche ufficiali, mentre altri diventeranno attivisti dell’indipendenza anti-giapponese.

Il titolo postumo dato a Yi Sunshin, Signore della Lealtà e della Cavalleria (Chungmu-gong, 충무공; 忠武公), è oggi la terza più alta onorificenza militare della Corea e, sempre postumo, è stato onorato anche con il titolo di Principe di Deokpoong. Chungmuro (충무로; 忠武路), un’importante strada nel centro di Seul, è stata così chiamata in suo onore. La città Chungmu, sulla costa meridionale della Corea, ribattezzata Tongyeong, porta il suo titolo postumo ed è il luogo del suo quartier generale: una maestosa statua dell’ammiraglio Yi Sunsin si erge imponente al centro di Sejongno, nel centro di Seul, a piazza Gwanghwamun, proprio insieme a Re Sejong il Grande.

Il volto dell’ammiraglio è anche quello raffigurato nella moneta da 100 won.

Tutte queste intitolazioni a lui dedicate, così come la canzone di Song Mino, Jamezz e Andup, ci fanno capire quanta ammirazione vi sia nei confronti di un personaggio storico quale Yi SunShin e le sue imprese eroiche per salvare la popolazione coreana.

Oggi abbiamo conosciuto due stimabili autorità storiche senza le quali la Corea non sarebbe probabilmente ciò che è oggi.

Al prossimo episodio di Hipstory!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.