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Cosa fare e non fare in Corea del Sud

State per partire per il vostro viaggio in Corea? Sicuri di avere tutto? Facciamo un breve riepilogo: passaporto, biglietti aerei, assicurazione, alloggio, medicine, lista di Dos and Don’tsForse quest’ultima vi è sfuggita? Non c’è problema! In questo articolo parleremo in po’ di cosa fare e non fare quando vi troverete in Corea.

Cose da NON FARE!

Ahimè, purtroppo la lista è abbastanza lunga, ma non preoccupatevi perché forse alcune le sapete già, altre invece potrebbero sorprendervi un po’. 

In cima alla lista delle più conosciute troviamo di sicuro:

  • Non soffiarsi il naso in pubblico
  • Sedersi nei posti riservati ad anziani e donne incinta
  • Parlare a voce alta sui mezzi
  • Infilare le bacchette nel riso 
  • Scrivere il nome di una persona con il colore rosso
  • Indossare vestiti scollati

Proviamo a capirne qualcosa di più?

1. Non soffiarsi il naso in pubblico

Tranquilli, potete soffiarvelo, però magari non fatelo proprio di fronte alla persona con la quale state parlando. Giratevi appena, in maniera tale che questo “fattaccio” rimanga un po’ nascosto. 

2. I posti riservati

È tutto vero: se vi sedete in quei posti, anche se la carrozza dovesse essere completamente vuota, vi guarderebbero male in ogni caso.

Qui però arriva il paradosso: se la carrozza dovesse essere piena, un giovane seduto nei posti “normali” difficilmente si alzerebbe per far sedere un anziano.

Inoltre, se siete su un mezzo pubblico ricordatevi che non siete in Italia: il tono della voce è basso, niente urla e schiamazzi e le telefonate (se potete) fatele quando uscite!

Diciamocelo, spesso noi italiani ci facciamo riconoscere all’estero per i decibel con i quali ci esprimiamo (io in prima linea), però questa è una di quelle situazioni nelle quali vi potrete giovare la “waegukin card”, ovvero, se qualcuno vi rimprovera fate finta di non capire (ops).

3. Non infilare le bacchette nel riso

L’immagine ricorda infatti i bastoncini di incenso bruciati nei funerali buddhisti e viene considerato, di conseguenza, un gesto di malaugurio.

L’etichetta a tavola è davvero molto rigorosa in Corea: il più giovane serve da bere e cuoce la carne per i più anziani; sarebbe, inoltre, buona maniera aspettare sempre che sia il più anziano ad iniziare a mangiare.

Ah, quasi dimenticavo! Il più giovane non dovrebbe bere di fronte alla persona rispetto a lui più anziane, meglio girarsi poco poco (come per soffiarsi il naso).

Queste “regole” valgono nel momento in cui siete seduti al tavolo con dei coreani di una certa età perché, tra giovani (soprattutto se tra stranieri) state tranquilli che nessuno vi metterà alla gogna se non le rispettate.  

4. Non scrivere il nome di una persona con il rosso

Avete capito bene, usate qualsiasi altro colore, ma non il rosso. Se lo fate, state augurando la morte a una persona.

5. Indossare vestiti scollati

Minigonne succinte non creano problemi, tuttavia, le maglie scollate non sono viste di buon occhio.

Anche qui, però, possiamo aprire una piccola parentesi: durante il giorno, effettivamente, non vedrete scollature profonde, la sera nei club, invece, è tutta un’altra storia. Se le stesse coreane non si fanno problemi, perché dunque dovremmo farceli noi?

Vorrei ora parlarvi di alcuni gesti e comportamenti di cui non si parla molto e che però non vengono visti di buon occhio

Partiamo da una lista per poi andare più nel dettaglio: 

  • aspettarsi che tutti parlino inglese 
  • guardare gli estranei negli occhi 
  • scattare foto a estranei
  • immischiarvi in una rissa
  • chiamare le persone per nome
  • fumare camminando
  • chiedere stupidaggini sulla Corea del Nord
  • sparlare della chirurgia

1. Pretendere che tutti parlino inglese

Purtroppo, trovare un coreano che parli in maniera fluente l’inglese è davvero difficile, dunque, prima di partire vi consiglio di imparare qualche frase standard e vocaboli di base: anche solo provare ad esprimersi in coreano è molto apprezzato e chi vi sta di fronte capirà che rispettate la loro cultura!

Se non lo avete ancora fatto, vi consiglio di acquistare il frasario di Mondo Coreano per prepararvi al meglio ad affrontare situazioni di qualunque genere.

2. Fissare gli estranei negli occhi

Se mai andrete in Corea noterete che tutti cercano di evitare il più possibile il contatto visivo.

A proposito di estranei, fate anche molto attenzione quando scattate una foto e la pubblicate: in Corea sono molto “attenti” alla privacy quando si tratta di foto, tuttavia, troverete sempre strade e vicoli tappezzati di telecamere di sicurezza (e la privacy?).

3. Le risse

Fuori e dentro i locali, soprattutto nella zona di Hongdae, capitano spesso risse sia tra coreani che tra stranieri.

Il mio consiglio è di non mettersi mai in mezzo, non importa che voi siate nel torto o nel giusto, essendo stranieri (ahimè) sarete sempre giudicati colpevoli. Perché?

Perché il sistema giudiziario coreano tende a proteggere molto i suoi cittadini, anche quando colpevoli.

4. Chiamarsi per nome

Come forse alcuni di voi sapranno, la Corea è una società estremamente gerarchica e, in base alla persona con la quale state parlando e all’età di questa, cambierà l’appellativo con il quale dovrete rivolgervi.

“Oppa”, “unni”, “hyung”, “nuna”, “ajussi”, “ajumma” sono solo alcuni degli appellativi usati per rivolgersi ad amici, anziani, fratelli, sorelle: quindi, quando vi troverete a dover avere a che fare con i coreani, ricordatevi sempre di utilizzare questi appellativi invece dei loro nomi propri!

5. Le sigarette

Se stai camminando e vuoi fumare, devi fermarti e metterti da una parte. In che senso?

In Italia, come in altre parti in Occidente, siamo abituati a fumare camminando dando poco importanza a chi ci passa di fianco, tuttavia in Corea non è così: anche in questa situazione nessuno vi metterà alla gogna se lo fate, la “waegukin card” è sempre pronta per essere giocata, ma cercate di non abusarne!

Se volete saperne qualcosa di più, date un’occhiata a questo post!

6. Fare domande sciocche sulle Corea del Nord

Diciamocelo, tutti siamo curiosi sulla Corea del Nord, ma continuare a fare domande e chiedere informazioni a riguarda può risultare un po’ fastidioso per i coreani. Come noi, anche loro non sanno molto, ed essendo le due nazioni ancora in stato di armistizio potrebbe risultare un argomento un po’ delicato.

7. Sparlare della chirurgia

Come molti di voi sanno, gli interventi chirurgici sono molto diffusi in Corea, soprattutto le operazioni di tipo non invasivo: è molto probabile, dunque, che la persona con la quale state parlando abbia fatto qualche ritocchino qua e là.

Un consiglio: evitate commenti negativi sulla chirurgia, ognuno ha diritto di sentirsi bello, anche se lo fa con un aiuto esterno. 

Cose da fare/da poter fare!

  • ricevere a due mani
  • stare alla larga dal numero 4
  • fare un leggero inchino quando entrare nei ristoranti
  • fare rumore mentre mangiate
  • togliersi le scarpe quando entrate in casa
  • chiedere l’età
  • riciclare

1. Ricevere le cose a due mani

È un gesto molto comune nei Paesi asiatici, non solo in Corea, e vi capiterà spesso quando andrete a pagare. Che sia un negozio, un ristorante, una bancarella ecc. vi daranno sempre il resto/carta con due mani. Cosa fare dunque? Prendete ciò che vi viene dato/restituito anche voi con due mani. 

2. Stare alla larga dal numero 4

In cinese questo numero vien pronunciato “sì”, che è omofono di “sǐ” e significa “morte”: essendo la cultura coreana molto influenzata da quella cinese, anche questa credenza è stata importata nella penisola e tutt’ora il numero 4 è un simbolo di malaugurio, tanto da essere persino omesso nella numerazione dei palazzi.

3. Fare un leggero inchino quando entrate nei ristoranti

L’inchino è uno di quei gesti che a noi stranieri viene condonato se non fatto, soprattutto se ci si trova tra giovani: essendo i ristoranti spesso gestiti da persone di una certa età, sarebbe buona maniera fare un leggero inchino all’entrata e all’uscita. 

4. Fare rumore mentre si mangia

Quante volte da piccoli siamo stati rimproverati perché facevamo rumori mentre mangiavamo?

In Corea è totalmente normale, vuol dire che state davvero apprezzando quello che state mangiando. Avete mai visto i video di qualche idol che mangia i noodles facendo dei rumori atroci? In Corea potete/dovete farlo anche voi!

5. Togliersi le scarpe quando si entra in casa

Anche da noi si fa, ma non è una regola fissa come lo è in Corea.

In tutte le case coreane dovrete togliervi le scarpe all’ingresso, mettervi delle ciabatte e ricambiarvele di nuovo per entrare in bagno.

Sì, avete capito bene: il bagno prevede delle ciabatte a parte. 

6. Chiedere l’età

Come già anticipato, la società coreana è estremamente gerarchica e in base all’età della persona con la quale state parlando cambierà la formalità del linguaggio e l’appellativo con il quale vi dovrete rivolgere.

Proprio per questo motivo, appena dopo avervi chiesto il nome i coreani vi chiederanno l’età: questa differenza di linguaggio chiaramente viene meno nel momento in cui parlate inglese; tuttavia, sarà utile per capire come rapportarsi con la persona che vi sta di fronte.

7. Riciclare

I coreani sono molto attenti a separare i rifiuti, come anche noi in Italia.

Plastica, carta, umido, secco, tutti prevedono un bidone differente; inoltre, in Corea è prevista la raccolta porta a porta. Attenti a non sbagliare perché non solo non ritireranno il vostro sacco, ma potrebbero anche multarvi.

Questa attenzione all’ambiente purtroppo viene meno quando di tratta di utilizzo della plastica: la Corea è tra i primi Paesi al mondo per utilizzo di plastica pro capite, pensate che alcuni frutti vengono imballati singolarmente, i servizi di delivery utilizzano strati su strati di plastica, ogni giorno vengono utilizzate tonnellate di bicchieri di plastica.

Un vero e proprio paradosso per Paese così tecnologicamente avanzato e che potrebbe decisamente migliorare.

Spero che questo articolo vi posso essere utile per evitare qualche scivolone durante la vostra permanenza in Corea! Conoscevate già queste informazioni? Fatecelo sapere nei commenti!

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K-Travel Korea

Asiana Airlines: da Roma a Seoul

Se c’è una cosa che amo fare è sicuramente viaggiare.

L’idea di andare a scoprire posti lontani, culture diverse dalla mia e nuovi luoghi dei quali innamorarmi è tra le mie più grandi passioni e, da quando il mondo ha ripreso il suo ritmo pre-covid, avete visto bene che ho colto ogni occasione disponibile per riprendere con questa stupenda abitudine.

Il primo viaggio a Seoul non si dimentica mai e, a soltanto qualche mese di distanza, sento già la mancanza di quei giorni lì in mezzo ai grattacieli di Seoul e alle sue viuzze colme di storia: eccomi, quindi, che mi trovo di nuovo a prenotare un biglietto per la Corea!

Tra le domande che mi fate più spesso è a quale compagnia mi affido per viaggiare con comodità dall’Italia alla Corea ed è per questo che ho pensato fosse il caso parlarvi meglio di Asiana Airlines.

Asiana Airlines è una compagnia aerea, nota dapprima con il nome Seoul Airlines, nata nel 1988 ed ha il suo quartier generale a Seoul: è la seconda compagnia aerea coreana per traffico e dimensioni e gestisce quasi la totalità del traffico aereo coreano; inoltre, ha importanti rotte internazionali, tra le quali l’Europa, l’America e l’Oceania.

Nel giugno di quest’anno è stato riaperto il collegamento diretto tra Roma e Seoul, operato proprio da Asiana Airlines: sarà, infatti, possibile viaggiare con volo diretto o con – al massimo – uno scalo, rendendo più facile e comodo spostarsi tra i due paesi.

Ogni quanto vola Asiana Airlines?

Fino alla fine di ottobre, Asiana Airlines propone tre giorni disponibili per viaggiare, martedì, giovedì e sabato; invece, dall’1 novembre fino al 25 marzo 2023 volerà soltanto martedì e sabato.

Dal 26 marzo, infine, dovrebbero riprendere con i soliti ritmi con almeno tre giorni papabili per la partenza.

Perché dovreste scegliere Asiana Airlines?

Nell’ultimo anno, tra un K-Drama e l’altro, ho spulciato spesso nei vari siti per cercare delle compagnie aeree che offrissero dei biglietti a prezzi accettabili anche per le tasche un po’ più ristrette: devo ammettere che Asiana è quella che, tra tutti, offre maggiori opportunità ad un costo ragionevole, a maggior ragione per un volo diretto.

Inoltre, Asiana offre la possibilità di paragonare i prezzi dei vari giorni, in modo tale da scegliere con totale serenità il giorno migliore per partire.

Per rimanere aggiornati con le ultime novità circa date disponibili per viaggiare, sconti o eventi particolari, vi consiglio di fare un giro sul loro sito web.

Se volete saperne di più della mia esperienza con Asiana e delle mie avventure alla scoperta della Corea, non perdetevi le mie storie che pubblicherò durante il prossimo viaggio!

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K-Culture Korea

Essere donna in Corea

In questo articolo parleremo di cosa significa essere donna nella società coreana moderna.

Prima però, faremo un piccolo passo indietro per capire qual è stato il duro percorso che le donne hanno dovuto affrontare per guadagnarsi il rispetto in una società così complessa.

Contesto storico e sviluppo

Come in altri Paesi asiatici, la figura femminile ha raggiunto uno status sociale rilevante solamente nell’ultimo secolo.

Prima della nascita della Repubblica di Corea, a causa della forte influenza della cultura cinese, la figura femminile era sottoposta alle regole della pietà filiale (孝 xiào in cinese, 효 in coreano).

Si tratta di un concetto dal carattere prettamente confuciano e che racchiude in sé la virtù del rispetto verso i genitori, gli anziani e gli antenati: in particolare, le donne nascevano seguendo gli ordini del padre, dei mariti e infine quello dei figli

A partire dal XIX secolo la situazione inizia a cambiare. Durante questo periodo furono introdotte scuole moderne, principalmente da missionari cristiani occidentali. Alcune di queste scuole sono state fondate con l’obiettivo specifico di educare le donne. Coloro che ebbero la fortuna di avere accesso all’istruzione, iniziarono a dedicarsi alle arti, all’insegnamento e all’educazione religiosa diffondendo un messaggio forte e chiaro in tutto il Paese. Queste stesse donne presero anche parte al movimento per l’indipendenza contro l’occupazione giapponese dimostrando vigore, determinazione e coraggio al pari degli uomini.

Le donne coreane oggi sono attivamente impegnate in un’ampia varietà di campi, tra cui istruzione, medicina, ingegneria, arti, diritto, letteratura e sport, dando così un contributo significativo alla società.

Nonostante però gli enormi passi avanti fatti nel corso degli anni, le donne sono ancora fortemente sottoposte ad una spietata pressione sociale: canoni estetici impossibili, matrimonio e forti discriminazioni in campo lavorativo.

Gap salariale

Il divario salariale di genere in Corea del Sud toccava il 31,5% nel 2020.

La classifica dell’OCSE vede gli Stati Uniti con la percentuale al 17,7%, seguiti da Regno Unito (12,3%), Cile (8,6%), Svezia (7,4%) e Nuova Zelanda (4,6%).

Solo quattro, inclusa la Corea del Sud, dei 38 membri hanno raggiuto più del 20% negli ultimi anni: il Paese è stato inoltre l’unico membro con una cifra superiore al 30%. 

Canoni estetici

Essere donna in Corea significa subire la costante pressione della campagna mediatica della “bellezza”.

Social media, cartelloni pubblicitari, cliniche estetiche e molto altro ricordano alle donne, e alle ragazze in particolare, quanto non siano “perfette” e che solo tramite l’aiuto dei trattamenti possano essere davvero considerate belle.

Essere presentabili è considerato un vero e proprio segno di rispetto. Se state pensando che sia tutto legato agli idol e al mondo dello spettacolo vi state sbagliando. Avete mai notato un’assistente di volo?

Il personale di volo di compagnie aeree come Korean Air o Asiana deve superare una selezione a dir poco spietata: la bellezza è tutto! Gran parte degli assistenti di volo è donna e come nella maggior parte dei lavori in Corea il fattore estetico è determinante nella scelta dei dipendenti.

Matrimonio e maternità

Se sei donna, stai per compiere i trent’anni e non sei ancora sposata in molti ti considereranno un “fallimento”.

Negli ultimi anni però, il movimento femminista coreano si è fatto sentire: persone come Baeck Ha-na, che durante la settimana ha un normale lavoro d’ufficio, mentre nei fine settimana è una star di YouTube, promuovono la “live-alone life“.

Baeck si oppone all’essere marchiata con il termine “mi-hon” (nubile). Lei, come molte altre donne, fa parte di un gruppo crescente e determinato che rifiuta il matrimonio e la maternità.

Tali decisioni sono considerate dannose per le difficoltà demografiche ed economiche del governo poiché il Paese deve affrontare uno dei tassi di natalità più bassi del mondo e una carenza di fondi pensione. Il fattore natalità è uno dei motivi che hanno spinto alla creazione dei movimenti “anti-femministi”.

Molti uomini non vedono il femminismo come una lotta per l’uguaglianza, ma come una forma di discriminazione alla rovescia, un movimento per togliere loro il lavoro e le opportunità. Affermano di non voler soffocare i diritti delle donne, ma semplicemente di amplificare le voci degli uomini (…ridiamo per non piangere).

Camminare da sole? Si può

Se sul lato sociale i diritti delle donne hanno ancora un lungo e tortuoso percorso, in termini di sicurezza, la Corea, come altri Paesi asiatici, può solo insegnare. Durante il mio periodo si studio a Seoul, camminando per strada da SOLA la NOTTE, non mi sono mai sentita così tranquilla. Ogni angolo di ogni strada e vicolo è tappezzato di telecamere, nessuno ti tocca, fischia or urla cose indecenti.

CARA ITALIA, PRENDI APPUNTI!

La Corea del Sud, come tante economie che si sono sviluppate in un arco temporale molto breve hanno dato la priorità allo sviluppo economico, trascurando le politiche sociali, ovvero, il fondamento che sta alla base di un Paese solido e prospero.

Essere donne in Corea rappresenta una continua sfida alle tradizioni, ai pregiudizi e alle discriminazioni, ma come succede in molti altri luoghi nel mondo, le nuove generazioni di giovani donne lottano affinché la loro indipendenza sia riconosciuta come un fattore positivo e non come una minaccia.

Fonti: https://hrmasia.com/south-koreas-gender-pay-gap-highest-in-oecd/

Grafica di copertina originale di Mondo coreano, Foto di StartupStockPhotos da Pixabay

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K-Drama

K-Drama in arrivo – agosto 2022

Stai cercando nuovi K-drama da guardare? Allora sei nel posto giusto!

Ecco a te una lista con tutte le nuove uscite del mese di Agosto, se sei curioso di sapere quali titoli usciranno, continua a leggere!

Qual è il drama che aspetti di più? Condividilo con noi lasciando un commento!

JOSEON PSYCHIATRIST YOO SE POONG

@Hancinema

Stagioni: 1 | Episodi: 12

Genere: storico, commedia, medico

Cast: Kim Min-jae, Kim Hyang-gi , Kim Sang-kyung

Data di uscita: 1 agosto 2022

Dove vederlo: Netflix

Poong, The Joseon Psychiatrist è basato sull’omonimo romanzo di Lee Eun-so, che ha vinto l’Excellence Award nel Korea Story Contest 2016. In questa commedia drammatica storica, Kim Min-jae (Dali e Cocky Prince) interpreta Yoo Se-poong, un famoso medico e agopuntore della famiglia reale che viene espulso dal palazzo dopo essere stato coinvolto in una cospirazione.

Quando si trasferisce nel bellissimo ma strano villaggio di Gyesu, Se-poong intraprende un viaggio per diventare un vero dottore che guarisce sia i corpi che i cuori delle persone sotto la guida del suo nuovo eccentrico mentore, Gye Ji-han (Racket Boys ‘ Kim Sang-kyung) e Seo Eun-woo (Kim Hyang-gi), una giovane vedova che ascolta le storie dei loro pazienti.

HUNTED (Wild Boar Hunting)

@Hancinema

Stagioni: 1 | Episodi: 4

Genere: Azione, Drama, Mistero, Thriller 

Cast: Park Ho San, Kim Soo Jin, Lee Hyo Je, Ye Soo Jung, Lee Min Jae  

Data di uscita: 1 agosto 2022 |Nuovi episodi: lunedì e martedì

Le cose si fanno oscure nella campagna in Hunted quando Young-soo (Park Ho-san) e i suoi amici si dirigono verso le montagne per cacciare i cinghiali che danneggiano i raccolti del loro villaggio. Mentre Young-soo combatte una situazione inaspettata a caccia, suo figlio scompare improvvisamente. Quando iniziano le indagini sulla scomparsa del ragazzo, gli oscuri segreti dietro i volti apparentemente amichevoli del villaggio vengono portati alla luce uno ad uno, seminando semi di sfiducia all’interno della comunità un tempo unita. Hunted debutterà il 1° agosto su MBC e andrà in onda il lunedì e il martedì sera.

CAFE MINAMDANG

@Hancinema

Stagioni: 1 | Episodio: 18

Genere: Drammatico, Mistero

Cast: Seo In Guk, Oh Yeon Seo, Kwak Shi Yang, Kang Mi Na, Kwon Soo Hyun

Data di uscita: 1 agosto 2022 | Nuovi episodi: lunedì, martedì

Dove guardarlo: Netflix

La storia segue Nam Han-Joon, un ex profiler criminale che ora lavora come sciamano in un caffè chiamato Minamdang. Grazie al suo fascino e alle sue caratteristiche attraenti, Nam Han-Joon è in grado di truffare facilmente i suoi clienti per denaro. Ma Nam Han-Joon non lavora da solo. Ha sua sorella minore, che è un hacker d’élite, e un investigatore privato dalla sua parte. Nel frattempo, il detective Han Jae-Hee lavora per smascherare  Nam Han-Joon e la sua attività di truffa.

FORECASTING LOVE AND WEATHER (Previsioni d’amore)

@Hancinema

Stagioni: 1 | Episodio: 16

Genere: Commedia romantica 

Cast:Park Min-Young,  Song Kang, Yoon Park,  Yura, Kim Mi-Kyung, Yoon Sa-Bong 

Data di uscita: 2 agosto 2022

Dove guardarlo: Netflix

La trama segue la vicenda dei quattro personaggi principali che lavorano presso l’Ufficio meteorologico nazionale coreano, dove Park Min Young (What’s wrong with secretary Kim) lavora alle previsioni generali mentre Song Kang (Nevertheless) gestisce le allerte meteo e i disastri metereologici. I due si piacciono e iniziano una relazione inaspettata, ma intorno a loro si stanno formando nubi temporalesche.

TWENTY FIVE TWENTY ONE

@HanCinema

In arrivo il 5 agosto su Netflix!

Se volte sapere di più correte a leggere questo articolo!

CARTER

@Hancinema

Regista: Jung Byung Gil

Genere: Azione, Thriller | Durata: 133 minuti

Cast: Joo Won, Lee Sung Jae, Kim Bo Min

Data di uscita: 5 agosto 2022

Dove guardarlo: Netflix

L’agente Carter si sveglia un giorno in una stanza di un motel senza alcun ricordo sulla sua identità. Guidato da una voce misteriosa proveniente da un dispositivo che ha nell’orecchio, inizia una rischiosa missione per salvare un ostaggio.

IF YOU WISH UPON ME/ Tell Me Your Wish, If You Wish Upon Me

@Hancinema

Stagioni: 1 | Episodi: 16

Genere: Life, Drama, Medico 

Cast: Ji Chang Wook, Choi SooYoung, Sung DongIl, Won JiAn

Data di uscita: 10 agosto 2022

Dove guardarlo: Viki

Pochi mesi dopo aver recitato in The Sound of Magic di Netflix, Ji Chang-wook è tornato con un’altra storia commovente. In If You Wish Upon Me, interpreta Yoon Gyeo-rae, un giovane ex detenuto che fa volontariato in un ospizio, avendo finora condotto una vita senza speranza trascorsa in un orfanotrofio, in una struttura correzionale e infine in prigione.

HUNT

@Hancinema

Regista: Lee Jung Jae

Genere: Azione | Durata: 131 minuti

Cast: Lee Jung Jae, Jung Woo-Sung, Jeon Hye Jin

Data di uscita: 10 agosto 2022

Dove guardarlo: Netflix

Negli anni ’80, quando la dittatura militare raggiunse il suo apice, il capo dell’unità estera della KCIA Park Pyong-ho (Lee Jung-jae) e il capo dell’unità interna Kim Jung-do (Jung Woo-sung) hanno il compito di scoprire una spia nordcoreana, nota come Donlim, che è profondamente radicato nella loro agenzia. Quando la spia inizia a far trapelare informazioni top secret che potrebbero mettere a repentaglio la sicurezza nazionale, le due unità vengono ciascuna incaricata di indagare a vicenda. In questa situazione tesa in cui se non riescono a trovare la talpa, possono essere accusati loro stessi, Pyong-ho e Jung-do iniziano lentamente a scoprire la verità e vengono a conoscenza di un complotto impensabile per assassinare il presidente sudcoreano.

ANT IS RIDING (Stock Struck)

@Hancinema

Stagioni: 1 | Episodi: 12

Genere: Business, Comedy, Life, Drama

Cast: Han Ji Eun, Hong Jong Hyun, Jang Gwang, Jung Moon-Sung, Kim Sun-Young, Lee Joo-Won

Data di uscita: 12 agosto 2022

Cinque individui, che investono risorse nella borsa valori, partecipano a un misterioso incontro: in questa occasione, scopriranno tanto sulla vita, l’amore e la famiglia.

A MODEL FAMILY

@Hancinema

Stagioni: 1 | Episodio: 10

Genere: Crime, Thriller

Cast: Jung Woo, Park Hee Soon, Yoon Jin Seo, Park Ji Yeon, Kim Sung Oh

Data di uscita: 12 agosto 2022

Dove guardarlo: Netflix

Un professore al verde, sull’orlo del collasso finanziario e con una situazione famigliare allo sfascio a causa di divorzio, ruba inconsapevolmente denaro ad un cartello e scopre che l’unico modo per salvare la famiglia è lavorare come corriere della droga. Questa situazione di pericolo farà avvicinare la famiglia?

GOOD JOB

@AsianWiki

Stagioni: 1 | Episodio: 16

Genere: Thriller, Mistero, Romance

Cast: Jung Il-Woo , Kwon Yuri  Eum Moon-Suk ,Song Sang-Eun ,Jo Young-Jin ,Yoon Sun-Woo ,Lee Joon-Hyuk ,Cha Rae-Hyoung

Data di uscita: 24 agosto 2022

Dove guardarlo: Netflix

Segue l’indagine congiunta e la storia d’amore di un chaebol Eun Sun Woo che conduce una seconda vita come detective, trasformandosi in una figura completamente diversa nelle sue due vite, e donna con una specie di superpotere: visione straordinaria. Per nascondere i suoi poteri, Don Se Ra va in giro indossando uno spesso paio di occhiali che all’occorrenza toglie per usare segretamente la sua abilità. Mentre svolge numerosi lavori saltuari per aiutare le persone intorno a lei, incontra Eun Sun Woo e inizia una caotica storia d’amore.

PICCOLE DONNE

@AsianWiki

Stagioni: 1 | Episodio: 12

Genere: Drammatico

Cast: Kim Go Eun, Nam Ji Hyun, Park Ji Hoo, Wi Ha Joon, Uhm Ji Won

Data di uscita: 27 agosto 2022 | Nuovi episodi: sabato, domenica

Dove guardarlo: Netflix

L’adattamento coreano di “Piccole donne ”di Louisa May Alcott sarà ambientato ai giorni nostri,  racconta la storia di tre sorelle con uno stretto legame che sono cresciute in povertà. È l’emozionante storia delle sorelle mentre vengono coinvolte in un grave incidente e affrontano la famiglia più ricca della nazione. Sarà presentato in anteprima il 27 agosto 2022 e sarà disponibile per lo streaming in alcune regioni su Netflix.

LOVE ACCORDING TO THE LAW (The Law Café)

@HanCinema

Stagioni: 1 | Episodio: 16

Genere: Law, Romance

Cast: Lee Seung-Gi, Lee SeYoung

Data di uscita : 29 agosto 2022

Un ex pubblico ministero e ora proprietario di immobili, Kim JungHo, e un focoso avvocato, Kim YooRi, sono amici dai tempi del liceo. Dopo aver lasciato il suo lavoro come avvocato di successo, avvia un’attività unica nell’edificio di proprietà di Jung Ho, distribuendo caffè e consulenza legale, chiamandolo “The Law Cafè”.

Adattato dal romanzo web “Love Second to Law di No Seung-ah” Law Cafè seguirà gli eventi che circondano i casi che affronta presso lo studio legale .

Grafica di copertina originale di Mondo coreano, foto di copertina di Andrés Rodríguez da Pixabay

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K-Drama

Nido di vipere (Beasts clawing at straws)

Il poster ufficiale
  • Nome: Nido di vipere
  • Genere: Thriller/Black comedy
  • Anno: 2021
  • Durata: 108 minuti
  • Distribuito da: Officine UBU

Se dopo l’enorme successo internazionale di Parasite pensavamo che nessun altro film coreano sarebbe riuscito ad arrivare nelle sale italiane, ci sbagliavamo di grosso. Perché?

Perché il 15 settembre uscirà nei cinema italiani Nido di vipere (Beasts clawing at straws), un thriller diretto da Kim Yong-hoon e tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore di gialli giapponese Keisuke Sone, distribuito da Officine UBU.

La trama

In Nido di vipere, i destini di quattro personaggi ai margini della società si intrecciano in modo imprevedibile quando un umile inserviente trova una borsa piena di denaro abbandonata in un armadietto. L’inatteso tesoro diventa ben presto un’arma a doppio taglio, nascondendo dietro di sé un intreccio di storie di spietati malviventi ed esistenze miserabili. Tra omicidi, tradimenti, colpi di fortuna e sfortuna, i destini beffardi dei quattro protagonisti s’incrociano, cacciandoli in guai sempre più profondi, in un disperato gioco senza esclusione di colpi.

Esiste uno squalo chiamato “Squalo Toro”. Quando incinta, la femmina porta nel ventre circa 50 uova. I piccoli iniziano a mangiarsi a vicenda nella pancia della madre.

Solo uno nascerà e diventerà un feroce predatore.

Questo film permette di vedere, ancora una volta, personaggi di tutte le estrazioni sociali scontrarsi nell’arena di battaglia, riprendendo quello che è un classico della cinematografia coreana, espediente spesso e volentieri ripreso da molti registi e sceneggiatori non solo nei film ma anche nei K-drama, per sottolineare ancora una volta le ambiguità e le ombre della società coreana.

Così com’era stato per Parasite, e più di recente con Squid Game e La casa di carta: Corea, i protagonisti di questa pellicola sono mossi da un istinto quasi primordiale di prevalere sugli altri, nel disperato tentativo di dare una svolta alla propria vita e porre un punto all’esistenza di stenti che stavano conducendo fino a quel momento: il denaro diventa uno spiraglio di luce, una remota possibilità di felicità e i protagonisti saranno disposti a tutto pur di mettere le proprie mani su quel denaro.

Il cast

Il cast di questo film vanta alcuni nomi molto interessanti della scena coreana, non solo attori di cinema ma anche di teatro e della tv, ad esempio vediamo Jeon Do-yeon (vincitrice del premio come Migliore Attrice al Festival di Cannes per Secret Sunshine di Lee Chang-dong nel 2007) nelle vesti della proprietaria di un night club che sogna di abbandonare il suo passato turbolento e ricominciare da capo, oppure Jung Woo-sung (famoso per il suo carattere ribelle alla James Dean e per le interpretazioni magistrali di personaggi molto solitari) che interpreta un uomo messo alle strette a causa della sua ragazza, misteriosamente scomparsa dopo avergli lasciato un grosso debito da colmare con uno strozzino, oppure ancora Youn Yuh-jung (presente nella serie Netflix delle sorelle Wachowski Sense8 e vincitrice nel 2021 del Premio Oscar alla Migliore Attrice non Protagonista per la sua interpretazione in Minari di Lee Isaac Chung) nei panni di una donna diffidente che vive nei suoi ricordi.

La regia

Nido di vipere segna il debutto ufficiale alla regia di un lungometraggio di Kim Yong-hoon.

L’atmosfera creata dal regista riprende molto quella di Pulp Fiction di Tarantino o dei film noir dei fratelli Coen, il tutto condito con una sceneggiatura fresca e mai banale: la pellicola mostra uno spaccato, talvolta ironico, talvolta demotivante, della natura umana e delle sue mille sfaccettature che è possibile osservare nelle situazioni estreme, come quella nella quale sono calati i personaggi.

Anche se il film descrive personaggi che si stanno lentamente trasformando in bestie che non esitano davanti a nulla e giustificano l’immoralità, questo film racconta una storia normale che può accadere nella vita reale, quindi ho fatto il possibile per mostrare la loro disperazione. […] Il desiderio di questi personaggi di vivere vite normali e senza imprevisti risulta molto ironico agli occhi del pubblico.

Kim Yong-hoon

Gli spazi del film

Il film è stato interamente girato nella città portuale di Pyeongtaek, nella provincia di Gyeonggi, e la scelta non è stata affatto casuale perché il porto è un luogo dal quale è possibile entrare e uscire facilmente dal paese e, allo stesso modo, il denaro contenuto nella borsa tanto contesa dai personaggi non può che essere visto come un porto, dal quale partire e lasciare indietro tutte le sfortune e i dispiaceri della vita passata.

La vera particolarità di questo film, però, sta anche nelle scenografie, il cui obiettivo principe era quello di esprimere la psicologia dei personaggi attraverso gli spazi in cui si muovono, infatti lo stesso scenografo Han Ah-rum affermerà che:

“Gli spazi dei personaggi dovevano dare l’impressione che tutto si stesse sgretolando attorno a loro e la loro decisione di trasformarsi in bestie doveva sembrare una progressione naturale, un posto da cui volevano fuggire”

Uno dei soggetti che ha permesso che questa esteriorizzazione della psicologia dei personaggi fosse possibile è stato il Direttore della Fotografia Kim Tae-sung, premiato ai 38° Golden Cinematography Awards per il premio per la migliore fotografia: infatti, è merito suo se i pensieri più reconditi nelle menti di questi personaggi verranno alla luce, senza mai scatenare alcun sentimento di compassione o pietà nello spettatore ma una empatia intima e profonda.

Noi non vediamo l’ora di poter assistere alla proiezione di questo film e siamo curiose di sapere quale altra sfumatura della società coreana ci verrà mostrata. E voi? Andrete a vederlo? Fatecelo sapere nei commenti!

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K-Music K-Pop

K-pop merch: cos’è e dove trovarlo

Avete mai provato quella sensazione di voler essere ancor più connessi e vicini ai vostri idol preferiti? Quando la musica non basta e vorreste proprio averli accanto a voi per poterci chiacchierare, scambiare opinioni, abbracciarli… Ecco, breve storia triste: questo rimarrà nel 99.9% dei casi soltanto un bellissimo sogno.

Però, ehi! Mai perdere la speranza, magari fate parte di quello 0.1%: 화이팅 e non dimenticate di menzionare Mondo coreano quando incontrerete i vostri idoli!

Per tutti quelli che non fanno parte di quello 0.1%, esiste però una soluzione: sicuramente non economica, sicuramente non soddisfacente al 100% ma è un valido compromesso alla consapevolezza di non poter mai scambiare due chiacchiere con Jungkook… Ops. Di cosa parliamo?

Ovviamente del merchandise K-pop, conosciuto anche come K-pop merch!

Innanzitutto, per chi è appena entrato nel mondo del K-pop e si sta approcciando per la prima volta a termini come bias, lightstick, comeback, concept, merch, photocard, urge fare un po’ di chiarezza e la vostra unnie è qui per risolvere tutti i vostri dubbi. Iniziamo?

Innanzitutto, quando parliamo di merchandise ci riferiamo ad oggetti di vario genere (dalle foto, alle magliette, ai portachiavi e chi più ne ha più ne metta) che rappresentano un idol o un gruppo in particolare, quindi possono avere i loghi, le foto oppure altri elementi rappresentativi stampati su di essi.

La cultura del K-pop merch inizia a prendere piede nell’industria musicale a partire dalla 2nd generation (se non sapete la distinzione tra le varie generazioni K-pop, vi consigliamo di leggere prima questo nostro articolo in merito), quando poster, stickers, segnalibri e photocard verranno inclusi per la prima volta all’interno degli album: sin dal primo momento, i prodotti che riscuoteranno più successo saranno i lightstick e le photocard.

Lightstick (응원봉)

Il nome originale dei lightstick è 응원봉 (eungwonbong), tuttavia poiché non è molto facile da pronunciare, si è preferito chiamarli “bongs” (o lightstick, in inglese) e il loro prezzo può variare tra i $30 and $150.

L’invenzione dei lightstick, in sé, è geniale perché ha preso un oggetto così banale come un bastoncino luminoso e l’ha trasformato in una delle più ambite conquiste tra i fan del K-pop e, nonostante il prezzo non esattamente economico di questi prodotti, rimane comunque al primo posto tra i preferiti dei fan: alcuni di questi lightstick hanno, ormai, una fama propria, pensiamo all’ARMY bomb dei BTS o il Yellow Bang Bong dei BIG BANG, e di alcuni ne esistono anche più versioni.

Photo by MoonSeokjin on BTS Wiki

I lightstick possono essere considerati un vero e proprio segno distintivo tra i fan ed è molto importante portarli con sé ai concerti. Perché? Perché alcuni lightstick, ad esempio l’ARMY bomb, possono collegarsi tramite bluetooth e cambiare colore in base al brano, permettendo ai fan di essere ancor più inclusi e coinvolti nelle performance e nello spettacolo in sé.

Photocard (포토카드)

E se T-shirt, felpe, bucket hat e lightstick possono sembrare un po’ assurdi ma accettabili agli occhi dei non K-pop stan, quello che sicuramente appare incomprensibile è l’esistenza delle photocard: definite da alcuni (ehm ehm eretici ehm ehm) come “santini“, le photocard sono foto degli idol, spesso selfie, stampati su carta laminata e dagli angoli arrotondati.

Le photocard faranno il loro debutto in società nel 2010, incluse per la prima volta nell’album “Oh!” delle SNSD e ottennero da subito un grande successo, tant’è che da quel momento in poi saranno sempre presenti negli album K-pop e presto dilagherà tra i fan la collecting mania, infatti non sono pochi i fan che fanno vere e proprie collezioni di photocard, conservandole in appositi album (un po’ come si faceva da bambini coi deck delle carte di Yu-Gi-Oh o dei Pokémon) e andando alla ricerca delle edizioni più rare.

Le prime photocard delle SNSD nel 2010 – cc blog

Ovviamente, le agenzie di intrattenimento hanno deciso di sfruttare e cavalcare quest’onda, rilasciando delle “edizioni speciali” degli album, contenenti altre photocard particolari, al doppio o al triplo del prezzo standard per incrementare le vendite: ad esempio, l’edizione limitata dell’album da solista di Lisa delle BLACKPINK è andato sold out varie volte sui siti online ed è stato rivenduto a prezzi ancora più alti.

Edizione limitata dell’album da solista di Lisa

Con lo stesso principio delle figurine, i fan spesso scambiano, vendono e acquistano photocard tramite i social o communities online.

Se, però, non vi fidate di acquistare da sconosciuti online, Mondo coreano è qui per aiutarvi a recuperare il merch dei vostri idoli!

Negozi online K-pop internazionali

Daebak

Nato dapprima come negozio online per le Korean snack box (sotto il nome di Snack Fever) a Los Angeles nel 2015, dal 2018 si è spostato a Seoul ed ha allargato il proprio business, vendendo prodotti coreani di vario genere, compreso il K-pop merch.

Attenzione: la spedizione è gratuita per gli ordini superiori a $199, $25.99 per gli ordini a partire da $70 e $39.99 per gli ordini sotto il $70.

KPop Merchandise online

KPopmart

Kpoptown

COKODIVE

Cokodive è uno dei migliori siti online dove acquistare album online, la spedizione è gratuita per chiunque e offrono vari prodotti, sia K-pop merch ma anche fashion e beauty; in questo sito è possibile acquistare buona parte dei prodotti dei BTS o BT21, oltre al “Learn Korean with BTS Book package”.

Kpopshop

Hanno una grande varietà di prodotti K-pop, dai lightstick ufficiali, agli album e le photocard: la spedizione è gratuita e spesso regalano prodotti a chi si iscrive alla loro newsletter; inoltre, hanno anche una sezione speciale dedicata ai più piccoli, chiamata “Kpop for kids”.

Weverse shop

Weverse è un social network coreano creato dalla società di intrattenimento HYBE Corporation ed è noto per avere contenuti multimediali ma anche canali di comunicazione tra artisti e fan: la sua app di e-commerce, Weverse shop (prima Weply), provvede sia abbonamenti per contenuti su Weverse ma anche aggiornamenti e merchandise dei vari artisti.

Dapprima esclusiva dei gruppi legati alla HYBE, ora è tra i primi shop online per tutti i gruppi K-pop, infatti vi basterà cercare il vostro gruppo preferito e vi ricondurrà direttamente al loro merch ufficiale.

Negozi online K-pop italiani

Se, invece, non vi fidate a comprare da siti stranieri e preferite affidarvi a siti italiani, noi consigliamo:

No gravity

La Corea a 360°

Saranghae

Trovate tutti i link e ulteriori siti nella nostra Guida alla Corea in Italia!

Negozi K-pop a Seoul

Dato che ultimamente il traffico aereo ha ripreso i suoi ritmi del pre-pandemia, sempre più persone stanno approfittando di quest’occasione per viaggiare e coronare finalmente il sogno di visitare la Corea! Nel caso in cui voi facciate parte di questa categoria, ecco i negozi K-pop che non potete assolutamente perdervi:

Buru’s Ddeurak

Aperto nel 1979, è un negozio di musica molto famoso nell’area di Myeongdong e all’interno troverete non solo album ma anche tanti prodotti K-pop degli EXO, delle Blackpink, dei BTS e di tanti altri.

  • Address: 37-1 Myeongdong 8na-Gil, Jung-gu, Seoul, South Korea
  • Open hours: 10:00 – 22:30
  • +82-2-776-6353
  • Accepts Credit Card

Myeongdong Underground Shopping center

Considerato un po’ il paradiso del K-pop, troverete di tutto e di più, dagli album, ai vestiti, ai calendari, all’abbigliamento; per raggiungerlo dovrete prendere gli autobus numero 463, 421 o 104 oppure la linea 4 della metro e prendere l’uscita numero 6.

  • Address: 124 Toegyero, Jung-gu, Seoul, South Korea
  • Open hours: 09:00 – 23:00
  • +82-2-776-8932
  • Accepts Credit Card

SUM Market

Il Sum Market è un noto convenience store che si trova nel seminterrato della SM Entertainment, è possibile acquistare il merch ufficiale dei gruppi della SM, così come prodotti personalizzabili (ma anche gli snack alle alghe preferiti dagli EXO o il vino delle Girl’s Generation) e utensili per la casa; il modo migliore per raggiungerlo è prendere la linea verde, blu o rossa dell’autobus oppure tramite la metro ed è possibile accedervi dall’uscita 5 e 6 alla stazione di Samseong.

  • Address: 648 Samseong-ro, Gangnam-gu, Seoul, South Korea
  • Open hours: 10:00 – 22:00
  • +82-2-6240-9800
  • Accepts Credit Card

SM Town Pop-up Store

Questo è il paradiso dei fan della SM, infatti troverete il merch ufficiale delle Girl’s Generation, EXO, Super Junior, Henry, TVXQ e tanti altri: si trova a Young Plaza ed è vicino al Lotte Department Store e si può raggiungere tramite la linea 2 della metro dalla stazione di Euljiroipgu e prendere l’uscita numero 7.

  • Address: 67 Namdaemun-ro, Jung-gu, Seoul, South Korea
  • Open hours: 11:30 – 20:00
  • +82-2-771-2500
  • Accepts Credit Card

Purtroppo, come abbiamo detto all’inizio, stare dietro a tutti questi prodotti può essere dispendioso e non tutti possono permetterselo: non avere nessun prodotto originale dei vostri preferiti non significa essere “meno fan” ed è proprio per questo che noi di Mondo coreano siamo qui.

No, ancora non abbiamo trovato una soluzione alla povertà nel mondo e non abbiamo ancora organizzato un colpo alla zecca di stato (La casa di carta: Corea, chi? Cosa?) però abbiamo pensato che un modo carino per far sapere il nostro amore per i nostri gruppi preferiti è avere degli sfondi carini che li rappresentino! Quindi, che aspettate? Cliccate qui sotto!

Avete mai acquistato il merch ufficiale del vostro gruppo K-pop preferito? Se no, cosa vorreste comprare? Fatecelo sapere nei commenti!

Fonti:

Best Places to Buy K-pop Goods in Seoul – IVisitKorea

10 of Best K-Pop Albums & Goods Online Stores – Updated 2022 – IVisitKorea

What is the charm of Kpop merchandise, which has long extended outside of CDs and albums? (kbizoom.com)

A Guide to KPop Lightsticks: What to Know and Where to Get Them – The Soul of Seoul

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Korea

Jeong Kwan e la sua cucina templare

Da qualche parte lì, tra le montagne della provincia di Jeonnam, nel sud della Corea, si trova uno dei più importanti e famosi templi dell’ordine buddista Jogye: ci riferiamo al 백양사 (Baekyangsa) ed è proprio qui che inizia il viaggio della nostra protagonista.

Foto del tempio di Baekyangsa di 호석 장 da Pixabay

Nata nel 1956 a Yeongju, nella provincia di Gyeongsang, Jeong Kwan, quinta di sette figli e da sempre cresciuta nella fattoria di famiglia, all’età di 17 anni scappa da casa per andare a vivere con le suore Zen nell’eremo di Chunjinam: proprio la sua natura “campagnola” e la vita del tempio saranno la combinazione perfetta perché lei trovi il suo obiettivo nella vita, infatti inizierà la sua carriera da chef dapprima come semplice cuoca per i monaci e i visitatori del tempio.

Tuttavia, presto la voce circa le sue abilità culinarie si spargerà, fintantoché nel 2015, lo chef Éric Ripert la inviterà a cucinare a New York per alcuni ospiti appositamente selezionati, e nel 2017 apparirà in una puntata di Chef’s table, una serie di documentari prodotti da Netflix che si concentra, in ogni episodio, sulla vita, le abitudini e i segreti dei più famosi chef del mondo.

Jeong Kwan ha ricevuto il premio come una dei più prestigiosi chef asiatici, l’Asia’s 50 Best Restaurant Icon Award.

Cos’è che rende così diversa Jeong Kwan dagli altri chef?

La cucina di Jeong Kwan è una cucina spirituale, infatti nascendo come cuoca per i monaci del tempio e come suora zen, anche i suoi piatti sono intrisi della filosofia di vita che ha deciso di abbracciare da giovanissima. Di cosa parliamo?

Parliamo della cucina templare buddista, una cucina quasi totalmente vegana (non sono ammessi prodotti animali, al di fuori di alcuni latticini) e prodotti dal forte odore, come aglio, erba cipollina, cipolla, scalogno e simili perché possono interferire con la corretta meditazione: se non lo sapevate, per i buddisti mangiare è una forma di preghiera vera e propria, quindi ogni singola pietanza viene cucinata e ideata cercando di esaltare la connessione corpo-mente-spirito.

La cucina templare buddista è una tipologia di cucina che ha alla base l’obiettivo di esaltare, tramite le giuste combinazioni, le materie prime che si possono recuperare dall’orto presente nei templi.

Ma perché parliamo di questa chef?

Perché, proprio in questi giorni, Jeong Kwan è in Italia per partecipare ad una serie di eventi organizzati da chef, scuole di cucina e dall’Istituto Culturale Coreano di Roma: non è la prima volta che la chef approda sul territorio italiano, infatti era già stata qui nel 2019, sempre ospite dell’Istituto Culturale Coreano.

Mondo coreano è stato invitato a partecipare ad una di queste lezioni aperte alla stampa per avere un’occasione per conoscere questa grande chef e scoprire di più delle tradizioni coreane e buddiste. Siete pronti a saperne di più?

A cura di Bianca Cannarella e Rachel Sonnino.

Grafica di copertina originale di Mondo coreano, foto e copyright di Véronique Hoegger.

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K-book Korea

5 libri coreani da leggere sotto l’ombrellone

In spiaggia e in piscina, oltre alla crema solare, al telo e a un bel paio di occhiali scuri alla moda, non può mancare un buon romanzo. In queste roventi giornate estive, abbiamo pensato di consigliarvi 5 libri coreani da leggere sotto l’ombrellone, per scoprire autrici e autori come Han Kang e Gong Ji-young: eccoci al quarto appuntamento con #K-book!

“La guardia, il poeta e l’investigatore” di Lee Jung-myung

  • Autore: Lee Jung-myung
  • Titolo originale e anno di pubblicazione: 별을 스치는 바람, 2012
  • Edizione italiana: Traduzione di Benedetta Merlini, Sellerio 2016

Il romanzo di Lee Jung-Myung, uscito nel 2016, racconta una vicenda apparentemente semplice in cui ci sono una vittima e un omicida. La vittima è una guardia della prigione di Fukuoka, un luogo in cui i giapponesi vietano ai detenuti di parlare la loro lingua, un segno tangibile del pugno duro con cui governano la Corea occupata. L’omicida non ha ancora un nome: è un’altra guardia a condurre l’indagine, un giovane molto diverso da Sugiyama Dozan, l’uomo assassinato, famoso per la sua brutalità. L’investigatore è costretto ad agire contro la sua natura, per assolvere gli obblighi imposti dal sistema e dal ruolo che ricopre al suo interno. 

Più passano i giorni, più Watanabe Yuichi scopre che forse Sugiyama non era affatto la persona che tutti avevano conosciuto: era sensibile, con una inaspettata passione per la poesia, nata proprio durante il lavoro alla prigione. Il suo ruolo, infatti, era anche controllare la corrispondenza inviata e ricevuta dai detenuti. Con uno di loro, in particolare, Sugiyama aveva stretto un legame forte, tanto da conservare in tasca un pezzo di carta con alcuni dei suoi versi appuntati: si tratta di Yun Dong-ju, poeta sudcoreano realmente esistito, morto proprio durante la detenzione a Fukuoka, nel 1945.

“Come una sorella” di Gong Ji-young

  • Autrice: Gong Ji-young
  • Titolo originale e anno di pubblicazione: 봉순이 언니, 1998
  • Edizione italiana: Traduzione di Ombretta Marchetti, Baldini Castoldi Dalai, 2007

Dieci anni dopo la fine della guerra civile, la Corea del Sud è nel pieno del boom economico. Ma gli anni Sessanta, per il Paese, sono anche ricchi di tensioni sociali e disparità tra ricchi e poveri. Mentre una parte della popolazione riesce ad approfittare di quei profondi cambiamenti, un’altra non sa come tirare avanti. È questa la distanza che separa le due protagoniste del romanzo di Gong Ji-young, Jiang e Bongsoon, due bambine che crescono sotto lo stesso tetto ma non condividono le origini. I genitori di Jiang stanno facendo fortuna, e accolgono la piccola Bongsoon che invece è stata abbandonata da una famiglia troppo povera per occuparsi di una neonata. Le due bambine vivono come sorelle, ma a Bongsoon tocca ben presto occuparsi delle faccende domestiche: la sua storia prenderà una piega totalmente diversa da quella di Jiang, e la porterà a cercare la sua identità e il suo ruolo lontano da quella famiglia e dalla persona con cui ha condiviso l’infanzia.

“La vegetariana” di Han Kang

  • Autrice: Han Kang
  • Titolo originale e anno di pubblicazione: 채식주의자 (Chaesikjuuija), 2007
  • Edizione italiana: Traduzione di Milena Zemira Ciccimarra, Adelphi 2016

Yeong-hye è scossa da sogni disturbanti, in cui vengono macellati degli animali. Così smette non solo di mangiare carne, ma anche di cucinarla per la sua famiglia. A raccontare cosa accade è dapprima suo marito, il signor Cheong, che lo fa in prima persona, poi le voci del cognato e della sorella, in terza persona. Questi tre punti di vista provano a ricomporre la storia di una donna che scivola in una privazione del cibo sempre più drastica e radicale, in una spirale di eventi che non riguarda soltanto la protagonista, ma che travolge anche tutti quelli che la circondano.

“Kim Ji-young, nata nel 1982” di Cho Nam-joo

  • Autrice: Cho Nam-joo
  • Titolo originale e anno di pubblicazione: 82 년생 김지영, 2016
  • Edizione italiana: Traduzione di Filippo Bernardini, La nave di Teseo, 2021

Diventato un best seller in pochi mesi, il romanzo di Cho Nam-joo non ha soltanto conquistato i lettori di tutto il mondo, ma è diventato anche un simbolo della lotta per l’emancipazione. Nel 2018, infatti, è entrato a far parte della campagna femminista in Corea del Sud e dei movimenti “Escape the Corset” e #MeToo. La vicenda, infatti, racconta le difficoltà, i pregiudizi e la sofferenza di una donna, Kim Ji-young, che dopo la nascita della figlia inizia pian piano a cambiare personalità. Negli incontri con lo psichiatra, ripercorrerà l’infanzia e l’adolescenza, ma anche l’età adulta, con tutte le rinunce e le privazioni che ha dovuto subire perché, in quanto donna, il suo desiderio e il suo bisogno non erano mai al primo posto.  

PS: sapevate che questo libro è anche tra quelli consigliati da Namjoon dei BTS?

“Come l’acqua sul fiore di loto” di Hwang Sok-yong

  • Autore: Hwang Sok-yong
  • Titolo originale e anno di pubblicazione: 심청, 연꽃의 길 (Simcheong, yeonkkochui gil), 2007
  • Edizione italiana: Traduzione di Monica Capuani, Einaudi, 2013

Shim Chong viene venduta a un mercante cinese a soli quindici anni. Mentre si dirige verso questo Paese sconosciuto, il suo nome diventa Lianhua, Fiore di Loto: sarà una concubina, viaggerà per mare e visiterà altri luoghi dell’Asia, si sposerà e resterà vedova. Un’esistenza avventurosa, che si snoda durante un periodo in cui la Cina è a cavallo tra la modernizzazione e il colonialismo, aperta ai rapporti con i paesi occidentali, ma ancora legata a tradizioni che sono destinate, ben presto, a scomparire.

Conoscete o avete già letto qualcuno dei titoli che vi abbiamo consigliato? Siccome sappiamo che non vi saziate mai di letteratura coreana, qui trovate altri 4 libri che abbiamo selezionato per aiutarvi a conoscere questo Paese, attraverso romanzi e raccolte di racconti.

Buona lettura!

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K-Culture Korea

L’Italia secondo i coreani

Finora abbiamo parlato di tante cose che riguardano la Corea: viaggi, skincare, appuntamenti, ma vi siete mai chiesti cosa pensano i coreani di noi italiani? Qual è la prima cosa che potrebbe venirgli in mente se pensano al Bel Paese? Pasta? Mafia? Berlusconi? Andiamo a scoprirlo assieme!

Cinque miei cari amici si sono resi disponibili per una piccola intervista: Rachel (예정), Mary (수진), Jackson (현석), Olivia (혜린) e Giulia (경나).

Partiamo allora dalla prima domanda: come descriveresti l’Italia in tre parole?

Sarete felici di sapere che nessuno di loro ha risposto “mafia”, anzi, quasi tutti hanno nominato il cibo, la cultura, la moda e il calcio: Giulia, in particolare, descrive il nostro Paese come “antico”, “delizioso” e “bello”!

Quali sono i lati positivi e negativi dell’Italia?

Partiamo dai punti di forza: bellezza delle città e cultura del cibo sono state le risposte più gettonate. 

Rachel aggiunge anche che ciò che le piace davvero dell’Italia è l’architettura, la trova “magnifica”, soprattutto perché è molto differente dalla struttura tradizionale coreana “hanok”. Anche per Giulia, l’architettura italiana è decisamente affascinante, in particolare, i balconi italiani sono una delle cose che più ammirava durante il suo viaggio.

Fun fact: potrebbe sembravi strano, però in Corea i balconi sono una cosa molto rara, difficilmente vedrete dei panni stesi come qui in Italia!

Veniamo ora ai tasti dolenti: per Jackson, i punti deboli dell’Italia sono sicuramente la corruzione dei politici e il tasso di disoccupazione. Per Olivia invece, ciò su cui l’Italia dovrebbe lavorare è l’efficienza dei servizi pubblici, specialmente delle poste (se ne sono accorti anche in Corea, aiuto). Cosa ne pensate? Hanno ragione?

Una delle risposte che più mi ha fatto riflettere è stata quella di Mary: “un paio di miei amici sono state vittime di razzismo da parte di alcuni italiani”. Per fortuna, tutti loro sono consapevoli del fatto che non bisogna far di tutta l’erba un fascio, però l’Italia rimane un Paese molto razzista alle volte!

I coreani sono soliti mangiare al ristorante italiano?

Dato che molti nominano il cibo quando pensano all’Italia, ho chiesto se in Corea vanno nei ristoranti italiani e tutti quanti hanno risposto con un bel “Sì”; Giulia aggiunge che per i coreani è una cosa molto comune andare a mangiare italiano e io ve lo confermo: in Corea potete trovare ristoranti italiani in ogni angolo e sono tutti molto validi, a Seoul c’è addirittura un ristorante siciliano chiamato “Ciuri Ciuri”.

E le celebrità italiane? Chi sono i nostri “rappresentanti”?

Alcuni hanno detto di non conoscere alcuna celebrità italiana, ma sono sicura che almeno una la conoscono: Alberto Mondi, come ci suggerisce Olivia, il quale pur non essendo famoso in Italia, è una delle celebrità straniere più conosciute in Corea! Chi è Alberto Mondi?

Alberto Mondi è un businessman e personaggio pubblico italiano che si esibisce e abita in Corea del sud ormai da un bel po’ di anni: è stato insignito nel 2016 dell’Ordine della Stella d’Italia, un’onorificenza che viene assegnata dal Presidente della Repubblica, su suggerimento del Ministro degli Esteri, a coloro che, italiani all’estero o stranieri, hanno svolto un ruolo chiave nel mantenimento e nello sviluppo dei rapporti di amicizia tra l’Italia e gli altri paesi e nella promozione dei legami con l’Italia.

Giulia ci dice invece che una delle poche celebrità italiane che conosce è Monica Bellucci, che lei stessa ammira per la sua bellezza (come darle torto).

Una delle risposte che mi ha fatto più sorridere è stata quella di Rachel, che ha detto di non conoscere celebrità italiane, tuttavia, la prima persona che le è venuta in mente per questa domanda è stata Leonardo da Vinci: dice di averlo studiato alle elementari e che, da quel momento, le è rimasto impresso per le sue straordinarie capacità di artista, architetto e scienziato!

Devo dire che, se i coreani conoscono molto bene il nostro cibo e la nostra cultura, purtroppo non se la cavano altrettanto bene in campo cinematografico: 4 su 5 affermano di non conoscere alcun film italiano. Jackson, tuttavia, dice di aver visto L’incredibile storia della repubblica delle rose, film italiano basato sulla storia vera di Giorgio Rosa. Voi lo conoscete? 

Viaggiando all’estero mi sono resa conto di quanto il nostro gesticolare sia apprezzato/deriso in tutto il mondo.

Non importa in quale parte del globo ci si trovi, perché esiste un gesto che è diventato, ormai, un biglietto da visita che ci rende riconoscibili ovunque e la Corea non rappresenta un’eccezione. Sapete qual è?

Esatto, è proprio lui!

Ho voluto quindi chiedere ai miei amici cosa ne pensassero del nostro continuo bisogno di gesticolare ogni volta che vogliamo esprimerci. E indovinate un po’? Tutti loro hanno detto che la trovano un’abitudine bella e molto caratteristica. Giulia in particolare dice che secondo lei noi italiani siamo molto sentimentali e il fatto di riuscire ad esprimere dei concetti tramite dei semplici gesti è un tratto estremamente interessante della nostra cultura.

Come avrete capito dalla risposte, l’Italia e gli italiani sono davvero ben voluti in Corea, ho voluto quindi fare LA domanda: usciresti mai con un italiano/italiana? Sarete felici di sapere che tutti e 5 hanno detto sì! Mary ci dice che siamo considerati molti belli/belle, ma che gli uomini italiani sono dei playboy, confermiamo?

Essere italiani è quasi sempre un punto di forza all’estero, siamo un popolo davvero amato: in Corea, come anche in altri Paesi (in America per esempio), essere italiani rappresenta un vero e proprio tratto distintivo. L’Italia ha molti difetti e ne siamo consapevoli tutti, ma una cosa è certa, il bagaglio culturale che ci accompagna ogni volta che varchiamo i confini nazionali ci tornerà sempre utile in una maniera o nell’altra!

Il fatto che persone come Olivia descrivano il loro viaggio in Italia come la più bella esperienza che abbiano mai vissuto ci deve rendere orgogliosi!

Dunque, se mai andrete in Corea, o in qualsiasi altra parte del mondo, siate sempre fieri della vostra italianità e mi raccomando, continuiamo a lottare affinché la pizza con l’ananas (particolarmente apprezzata in Corea) venga bandita da qualsiasi ristorante!

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K-Drama Uncategorized

Momento no? Comfort drama 2.0

Mondo Coreano ritorna con la famosissima serie di k-drama che ci aiutano a superare i nostri momenti di sconforto. Un secondo episodio con le nuove uscite del momento e i drama più comfort del 2022!

P.S. : se non avete letto il primo “episodio” di questa serie vi consigliamo di farlo, perchè questo articolo potrebbe contenere spoiler su alcuni drama che vi consigliamo nell’articolo precedente!

Siete pronti? Iniziamo!

Indice:

YUMI’S CELLS 2

Dopo aver concluso a pieni voti la prima stagione, Yumi’s Cells è tornata con una seconda stagione che ti farà amare ancora una volta questa serie.

Le parole chiave sono: amore, comicità e animazione.

La serie, prodotta dall’emittente televisiva TvN, nella seconda stagione così come nella prima, segue la storia dell’impiegata Kim Yumi, la quale dopo anni da single a causa di una relazione fallita, aveva scelto di aprire nuovamente il suo cuore allo sviluppatore di giochi Goo Woong (Ahn Bo-hyun): tra di loro, però, le cose non vanno tutte rose e fiori, dovuto principalmente alle diversità evidenti nei loro caratteri, l’uno troppo riservato, l’altra incapace di trovare un modo per permettere al partner di capire i suoi bisogni e emozioni, e al termine della prima stagione decideranno di porre fine alla loro relazione e di proseguire separatamente con le loro vite.

La nuova stagione si concentra inizialmente sul percorso di cura di Yumi dopo la rottura con Woong, che le consentirà di riparare nuovamente il suo cure spezzato: però l’amore non ha pazienza e, come diceva Ted Mosby in How I met your mother, “l’amore è questione di tempismo” e presto Yumi si troverà un’altra volta coinvolta in un “affaire amoroso” con un personaggio che abbiamo già incontrati durante la prima stagione.

Di facile intuizione per chi ha visto la prima stagione (anche grazie ai gusti in fatto di uomini della protagonista, che per ora non ci hanno deluso), sto parlando proprio del suo collega di lavoro Yoo Ba-bi (Jinyoung – GOT7): Yoo Ba-bi, il collega d’ufficio e rappresentate del team di marketing, tanto temuto da Woong durante la prima stagione poiché dimostrava in modo velato di essere interessato a Yumi, durante questa stagione si dichiarerà alla protagonista.

Yoo Ba-bi è un uomo dolce ed educato, conosce esattamente i gusti di Yumi, la incoraggia, condivide i suoi stessi interessi e hobbies come quello per i romanzi o per la corsa o addirittura condividono gli stessi gusti musicali! Ba-bi è in definitiva il ragazzo che tutte vorremo. Bello, intelligente divertente e con infinte qualità a suo favore. Ma Yumi la penserà così?

Yumi, dopo aver scoperto che Ba-bi è interessato romanticamente a lei, però, non è ancora pronta ad avere una relazione dopo la rottura e decide di rifiutare i sentimenti di Ba-bi e inizia ad essere distaccata nei suoi confronti. Cosa succederà a questo punto tra i due? Cosa farà cambiare idea a Yumi?

La sceneggiatura mostra allo spettatore i soliti cliché romantici, ma con un tocco innovativo e per niente noioso grazie all’intervento delle simpaticissime cellule!

Il racconto della storia in Yumi in questa stagione ci mostra la crescita di ogni personaggio ed è molto più dinamico rispetto alla prima. Ci saranno infatti un sacco di cambiamenti e decisioni importanti da prendere per la nostra protagonista!

Oltre al cast principale e alla loro schiera di adorabili cellule doppiate da nomi di spicco dell’industria dell’intrattenimento coreana, durante questa stagione incontrerai nuovi volti che avranno un ruolo decisivo nella dinamica della storia:

l’attrice Shin Ye-eun Interpreterà il personaggio Yoo Da-eun, conoscente di Yoo Ba-bi o lo strambo personaggio di Pyo Ji-hoon (aka Block B’s PO) che nella seconda stagione interpreta il ruolo di Control Z .

Una chicca di questa stagione? sicuramente i numerosi riferimenti ai veri lavori dei protagonisti (attrice e idol), che solo i veri intenditori di k-drama e k-pop possono cogliere: da scene che ricordano i GOT7 a fan club creati dalle cellule di Yumi dei vari attori con i quali la protagonista ha lavorato.

Come già dicevamo per la recensione della prima stagione, questo è un drama IMPERDIBILE, uno dei migliori prodotti in questi anni se parliamo comedy. Cosa aspetti? Corri a guardarlo su Viki, Dramacool o RamaOrientalfansub!

Soundtrack #1

Non avete tempo di guardare la solita serie da molti episodi? Soundtrack#1 è il drama che fa per voi!

Miniserie prodotta da Disney+ Soundrak#1 è un drama che, in soli 4 episodi da 45 minuti l’uno, ti scalderà il cuore grazie alla sua bellissima storia di amicizia e romanticismo: questo è un prodotto breve ma efficace che sfrutta al massimo il tempo limitato sullo schermo per lasciarti desiderare di più in ogni fase del processo.

Soundtrack #1 parla di due migliori amici che hanno condiviso momenti insieme fin dai tempi del liceo: Lee Eun-Soo (Han So Hee) si guadagna da vivere lavorando come paroliere di canzoni e, al suo fianco, c’è  Han Sun-Woo (Park Hyung-sik), un fotografo emergente. Entrambe queste anime gentili si ritrovano a crescere l’uno al fianco dell’altra, a diventare grandi insieme e a sostenersi a vicenda. 

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A due settimane dalla  partenza per un progetto fotografico imperdibile, Eun-soo convince Sun-woo ad aiutarla ad una canzone a cui sta lavorando: a questo proposito, quando Sun-Woo va a vivere con Eun-Soo per 2 settimane, la coppia scopre che la loro relazione si evolve naturalmente dall’amicizia al romanticismo… ma riusciranno ad abbracciare i loro sentimenti? O li terranno nascosti a favore delle loro carriere e dell’attuale amicizia? Con la separazione prolungata che si profila all’orizzonte, come cambierà la dinamica tra Sun-woo ed Eun-soo?

Eun-soo è ottimista, effervescente, persino ingenua in alcuni momenti, presentando così un netto contrasto con il tranquillo, riflessivo e sobrio Sun-woo che rimane il malinconico migliore amico innamorato della sua amica che cammina con cautela nel timore di perderla nel caso in cui questa dovesse scoprire i suoi veri sentimenti. Allo stesso modo, Eun-soo passa dall’esibire sorrisi luminosi intorno a Sun-woo allo scoppiare in lacrime in sua assenza, dimostrando perché è il momento giusto per fare un passo in più nella loro relazione.

I due diversi viaggi e il modo in cui portano Eun-soo e Sun-woo verso la stessa destinazione è ciò che rende Soundtrack #1 una delle offerte cinematografiche migliori di questa estate.

Questo drama è paragonabile ad una poesia dolce e ad un racconto avvincente: sei così catturato dalle parole, dalle emozioni e dall’evolversi della storia che è difficile annoiarsi. Ma la storia sarebbe stata raccontata in modo più efficace per un periodo di tempo più lungo?

I quattro episodi sono sia la parte migliore che quella “peggiore” di questo dramma: da un lato, la storia non perde un secondo del suo tempo di esecuzione, mentre viene raccontata in modo efficace, infatti nella sua corsa limitata, lo spettacolo elimina tutti i convenevoli e le sottigliezze, concentrandosi solo sulle storie dei nostri due protagonisti. Allo stesso tempo, però, non ci sono abbastanza episodi per dare corpo a tutti i personaggi secondari.

È così bella che vorresti ci fossero più episodi e più tempo per rimpolpare i personaggi e l’ambientazione.

Tuttavia, è difficile non apprezzare ciò che offre Soundtrack #1. Un dramma semplice ed efficace che offre un ottimo sguardo sui contenuti coreani (tradizioni e cultura ) e che perciò consiglio a chi non ha mai visto un k-drama prima d’ora e vuole iniziare ad approcciarsi a questo mondo!

Il punto in cui eccelle è sicuramente quello di invertire la solita storia che vede amici diventare amanti in qualcosa di intimo, realistico e sensibile, infatti non si tratta tanto di due persone che imparano ad essere innamorate quanto a loro che si rendono conto che ci sono molti modi per amare qualcuno: in silenzio, da lontano, al loro fianco, o anche amare prima ancora che ci si renda conto di questo sentimento. Ci dice che innamorarsi, anche della persona giusta, è facile, è tutto il resto che è difficile! È un esercizio di pazienza e delusione. In molti modi, in questo drama viene messo in evidenza come amicizia e amore sono spesso due facce della stessa medaglia e questo è quello che possiamo definire il “dilemma” al centro di Soundtrack#1.

Questo è sicuramente uno dei migliori k-drama del 2022, disponibile su Dramacool e RamaOrientalFansub, cosa aspetti? Corri a vederlo!

Sh**ting Stars

Sh**ting Stars il cui titolo gioca mettendo “**” al centro della parola Shooting è una delle ultime uscite TvN: la serie ci offre un quadro dettagliato di quelle persone quasi invisibili che lavorano duramente alle spalle delle nostre star preferite e che cercano di rimediare ai loro disastri.

Ognuno di noi è sicuramente affascinato da ciò che avviene dietro le quinte del mondo dello spettacolo, ed è proprio per questo che Sh**ting Stars fa al caso nostro!

È un drama divertente, emozionate, e soprattutto innovativo.

Il fatto che parli delle persone che lavorano dietro le quinte dell’industria dell’intrattenimento, come team di pubbliche relazioni, manager e giornalisti che ripuliscono i pasticci creati dalle star lo rende un prodotto mai visto sugli schermi.

Passando alla trama, abbiamo Lee Sung Kyung che interpreta Oh Han Byul, capo del team di Pubbliche Relazioni della Star Force Entertainment, definita la “regina dell’aggancio” nel settore, è un personaggio con straordinarie capacità dialettiche e un eccellente capacità di affrontare le crisi e saper lavorare bene anche sotto pressione ma è così impegnata ad affrontare i problemi delle celebrità che non ha assolutamente tempo per costruirsi una vita privata.

Kim Young-dae è Gong Tae Sung , un attore molto popolare e il contributo n.1 ai profitti di Star Force Entertainment: in qualità di una delle star più amate del Paese, Gong Tae Sung è abituato a vivere sotto i riflettori e, con gli occhi del mondo costantemente puntati su di lui, Tae Sung fa del suo meglio per continuare a sorridere e tenere sotto controllo il suo carattere.

Star di punta per oltre dieci anni dal suo debutto nel settore grazie alla reputazione positiva  e alla sua immagine di ragazzo gentile ed educato, solo i suoi conoscenti più stretti sanno della sua vera personalità, spesso imprevedibile (e per questo fonte di stress per lo staff) o particolarmente litigiosa, soprattutto nei confronti di Oh Han Byul, che è responsabile della sua immagine. I due essendosi conosciuti in università non fanno altro, da allora, che stuzzicarsi sempre a vicenda. Cosa si potrebbe nascondere dietro i loro litigi infantili?

Seppur Kim Young-dae interpreti il ruolo del protagonista in modo irresistibile, è Lee Sung-kyung la vera star di questo drama. I personaggi secondari che solitamente servono da supporto alla coppia dei protagonisti, in questo drama sono approfonditi quasi quanto i due personaggi principali ed è proprio grazie a questo che si aggiunge ulteriore corpo alla storia che già di per sé è ben costruita.

Ti appassionerai alle storie dei personaggi secondari quanto a quelle dei protagonisti. Park So-jin (leader del gruppo musicale Girl’s Day) è Jo Ki-bum, Kim Yoon-hye è invece Park Ho-young; le due attrici interpretano le migliori amiche di Oh Han Byul e insieme il trio forma il quadro perfetto di ciò che questo K-drama vuole davvero rappresentare: uno sguardo onesto al dietro le quinte delle squadre di PR, dei manager e dei giornalisti dell’industria dell’intrattenimento.

Yoon Jong Hoon è Kang Yoo Sung, il capo del Management Team 1 di Star Force Entertainment, un bel leader con modi gentili che ripulisce tutti i tipi di pasticci sul lavoro, il quale viene talvolta scambiato per un attore per via del suo bell’aspetto e il suo dolce fascino: è un personaggio formidabile che a volte diventa un “pazzo educato” ed è specializzato nel fare commenti “infuocati” con una faccia sorridente.

Choi Ji Woo di Eun Si Woo, una leggendaria attrice di serie A che è stata la più grande star del 1990, la quale dopo essersi ritirata dall’industria dell’intrattenimento, è partita bruscamente per la Francia e quando finalmente torna in Corea diventa fonte di scoop.

Lee Jung Shin (bassista del gruppo rock CNBLUE) è Do so Hyuk un consulente legale della Star Force Entertainment, è perfettamente descritto dalle parole: giovane, ricco, alto e bello. Non solo è di bell’aspetto, ma è anche molto intelligente ed è noto per prendersi cura delle questioni in modo rapido e accurato in quanto la sua regola è attenersi al programma di lavoro solo dalle 9 alle 18.

Ci sono tantissimi altri personaggi secondari che sicuramente riconoscerai, o personaggi che non puoi non conoscere e apprezzare, infatti in questo drama numerosi sono i camei di attori che abbiamo già incontrato. Riesci a riconoscere qualche attore? Lasciaci un commento!

Se sei una fan di una trama in cui i personaggi litigano molto e alla fine si innamorano cioè della tipica storia “amore e odio” questo è il drama che fa per te! Con un voto di 9.5/10, cosa aspetti? Aggiungilo alla lista delle serie da guardare, lo puoi trovare su Viki Rakuten o Dramacool!

photo- @Asianwiki

LOVE ALL PLAY

Parole chiave per questo drama? sport, passione, amore e romanticismo.

Love All Play (aka – Going to You a una velocità di 493 km) è un drama romantico- sportivo fresco e facile da guardare anche grazie alla bravura dei due protagonisti, Park Ju Hyun e Chae Jong Hyeop. Love All Play si concentra sull’amore sbocciato tra Park Tae Yang e Park Tae Joon, la cosiddetta coppia “Two Parks“, e sulla loro crescita come atleti e persone. 

La storia d‘amore giovanile, la storia toccante e il genere sportivo sono tutti ben bilanciati, quindi puoi goderti ugualmente il divertimento dei tre temi.

Park Ju Hyun (Extracurricular) è Park Tae Yang, un’ex aspirante olimpionica che ha dovuto lasciare il badminton a causa di un incidente, anche se lo sport significava il molto per lei e il suo soprannome, “Queen of Smashing“, è ora solo la gloria del passato. Tre anni dopo l’incidente, si unisce a un team di lavoro e insegue ancora una volta il suo sogno: durante il periodo di allenamento si esercita più duramente di tutti gli altri per recuperare gli anni in cui è stata assente dallo sport. Perché abbia improvvisamente lasciato lo sport tre anni fa? Proprio questa è una delle domande centrali attorno a cui ruota il drama.                              

Chae Jong Hyeop (Nevertheless) è Park Tae Joon, che vede semplicemente il badminton come un lavoro, infatti è finito nel mondo del badminton a causa dell’attività di attrezzature da badminton dei suoi genitori: mentre sogna di vivere comodamente dopo il pensionamento, lascia la squadra del municipio e finisce per unirsi ad un altro team, firma infatti con l’Eunice. Come un normale impiegato, gli piace tornare a casa appena finito l’allenamento e mantenere i suoi fine settimana liberi: a differenza della passione di Park Tae Yang per questo sport, Park Tae Joon è insipido e apatico al riguardo.

Quando incontra Park Tae Yang, inizia a cambiare sia come giocatore di badminton che come persona, ha una personalità accomodante ma occasionalmente mostra un lato serio durante i momenti decisivi nell’Eunice.

I due protagonisti sono così bravi e affiatati che hanno retto quasi esclusivamente sulle loro spalle il successo del drama che è ben riuscito anche grazie al nascere di un primo amore fresco e sincero, privo di grossi patemi e di una trama artificiosa.

In definitiva, Love All Play è facile da guardare: ciò che spicca di più rispetto alla trama sono gli attori. Sebbene la maggior parte dei ruoli principali sono interpretati da attori alle prime armi, questi hanno mostrato prestazioni solide, ad esempio spicca il personaggio di Park Ju Hyun che diventa facilmente riconoscibile in quanto si dedica alla pratica per superare il dolore del passato anche quando il suo corpo e la sua mente non funzionano come vorrebbe. Chae Jong Hyeop, d’altra parte, fa tifare gli spettatori per lui mostrando come cresce il suo personaggio, sia come giocatore di badminton che come persona. 

Naturalmente, anche la loro storia d’amore semplice e dolce e l’eccezionale intesa tra i due ha un contributo  fondamentale per il successo del drama.

E poi il badminton, uno sport molto in voga in Corea e da noi praticamente quasi sconosciuto, promette di bilanciare la trama romantica donandole ritmo ed energia. Quando nel corso della narrazione si pensa di poter vedere dove va a finire la storia è proprio il momento in cui tutto si ribalta e la trama diventa più avvincente, più a lungo guardi lo spettacolo, più ti ritrovi a immerso dentro la storia!

Se ti piace questo genere un po’ simile al bellissimo Twenty five Twenty one, che riesca con i vari intrecci a farti ridere, piangere e farti innamorare questo è il drama adatto a te!

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CRAZY LOVE

Una black comedy che ti piacerà. Gli opposti si attraggono? Non c’è nulla di realmente innovativo in Crazy Love, in quanto numerosi sono i drama su un capo maleducato e narcisista che alla fine si innamora della sua segretaria: tuttavia, anche se la trama non è del tutto nuova ti farà ridere molto e inoltre, la chimica tra i due protagonisti ti farà emozionare anche guardando i soliti cliché!    

Kim Jae Wook (Her Private Life) interpreta Noh Go Jin, il CEO della società educativa GOTOP Education e il miglior istruttore di matematica del paese con un QI di 190 e, anche se ha solo un’istruzione di livello superiore, ha raggiunto tutto il suo successo grazie alla sua estrema intelligenza.  Un giorno, improvvisamente scopre che il suo omicidio è in fase di pianificazione: lui è l’istruttore di matematica più popolare in Corea, e quindi come un “essere divino” , una specie di Idol per i suoi studenti.

Krystal (pseudonimo di Chrystal Soo Jung) interpreta Lee Shin Ah, la segretaria di Noh Go Jin che ha un ruolo fondamentale nella serie, è una dipendente laboriosa, responsabile, estremamente tranquilla e introversa: è la segretaria che è resistita più a lungo affianco del CEO, infatti lotta da più di un anno con la personalità arrogante Noh Go Jin, stabilendo il record di “segretaria più duratura” ma la sua vita prende una svolta inaspettata, infatti dopo aver scoperto di avere un tumore al cervello, dirige la sua rabbia contro Noh Go Jin e cerca di vendicarsi di lui.

La serie diventa esilarante quando mette in scena i battibecchi tra i due, ma anche dolce quando iniziano ad emergere le emozioni. È leggera e ti farà distrarre e ridere un bel po’; già dal primo episodio potrai capire se è adatta a te, per il resto che stai aspettando? Corri a vederla!

LINK: EAT, LOVE, KILL

Tredici anni dopo aver lavorato insieme come “attori bambini” nella serie drammatica storica della SBS “Ja Myung Go” all’età di 12 anni e 13 , Yeo Jin-goo (Hotel Del Luna) e Moon Ga-young (True Beauty) mostrano di avere ancora un’intesa nella nuova serie thriller-fantasy di TvN e Disney+ “Link: Eat, Love, Kill“; che potete guardare in sub su Dramacool o RamaOrientalfansub.

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Link: Eat, Love, Kill è un K-drama in corso formato da 16 episodi, rilasciato  da TvN il 6 giugno, che si concluderà il 26 luglio 2022.

È una serie  fantasy e misteriosa su un uomo e una donna che condividono lo stesso stato emotivo: Eun Gye-Hoon (Yeo Jin-goo) è uno chef stellato molto famoso che, ad un certo punto, decide di aprire un ristorante nel quartiere della sua città natale, dove sua sorella gemella è scomparsa 20 anni prima. Gye-Hoon un giorno si ritrova a provare emozioni che pensava di aver seppellito nel profondo del suo cuore, emozioni che lo riportano ai bei momenti passati con la sorella gemella. Ma che sta succedendo? Bene, si scopre che queste sono le emozioni di una donna di nome Noh Da-Hyun

“Condividere le emozioni con qualcuno ed essere collegati insieme crea un ambiente molto vantaggioso per l’inizio dell’amore”, ha detto Moon in un intervista. “In altre storie d’amore, ci sono spesso incomprensioni tra due persone, ma grazie a questo legame che hanno i nostri personaggi, sappiamo cosa stanno pensando l’un l’altro anche prima che lo dica ad alta voce”.  

Nel frattempo, Noh Da-Hyun è una donna abbastanza sfortunata nella vita, nel lavoro e nell’amore. non a caso si considera la persona più sfortunata a cui accadono solo coso spiacevoli e crede fermamente di “non aver avuto alcuna fortuna con gli uomini”. Ma sarà davvero così?

Come potete notare, la premessa di questo drama è decisamente allettante, lo sceneggiatore di questa serie (che ha lavorato anche alla sceneggiatura di “Suspicious Partner“) è abituato a integrare romanticismo, commedia e suspense/omicidio nello stesso pacchetto, ha uno stile inconfondibile che possiamo riconoscere anche in questo drama.

Molto innovativo il retroscena dei fratelli e la loro connessione condivisa, la serie è costruita molto bene e analizza appieno anche la relazione complicata di Gye Hoon con sua madre.

Sicuramente la storia è ben costruita anche grazie al modo in cui lo sceneggiatore riesce a creare l’atmosfera misteriosa che si cela dietro ogni persona in quel quartiere. Il modo in cui il mistero è integrato nella storia è sicuramente un punto a favore del drama che riuscirà a crearti dei dubbi e a trasformati in un investigatore per capire chi si nasconde dietro la scomparsa della gemella del protagonista o qual è il vero volto dello stalker della protagonista!

Il drama affronta anche temi  cari in questo periodo alla Corea del Sud, come quello dell’aumento del numero di attacchi alle donne, stalking e omicidi, (sempre più in tendenza tra le notizie) di contorno alla serie ma che in realtà riescono a farti immergere ancora di più nella trama.

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Quale di questi k-drama avete già visto o avete intenzione di vedere? Qual è il vostro drama comfort di fiducia? Consigliaci nei commenti quali serie aggiungere alla lista dei “comfort drama” e qual è quello che a tuo parere riesce meglio a tirare su il morale!