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K-Drama Recensioni

La casa di carta: Corea

Titolo: La casa di carta: Corea (종이의 집: 공동경제구역)

Genere: azione, drammatico

Anno: 2022

Stagioni: 1

Episodi: 12

Dove guardarlo: Netflix

Voto: 8/10

Era già dal giugno 2020 che si vociferava la possibilità che la BH Entertainment, sussidiaria della Kakao Ent., e la Zium Content, sussidiaria della JTBC, fossero in contatto con i vertici di Netflix per fare un remake della pluripremiata e famosissima serie originale Netflix, la Casa de papel e oggi, a distanza di un anno e mezzo, ci troviamo davanti a questo nuovo prodotto: la casa di Carta: Corea.

Il cast de La casa di carta: Corea – @hancinema

Trama

Essendo un remake, è chiaro che l’intento degli autori sia stato quello di rimanere il più possibile legati alla trama originale, mantenendo buona parte dei nomi dei personaggi, ma senza perdere l’occasione per dare quel tocco “coreano” in più che segna la netta differenza tra le serie coreane e quelle occidentali.

Questa volta la storia è ambientata nella penisola coreana in un ipotetico futuro intorno alla metà del 2020, dove le due Coree sono state riunite, dopo anni e anni di conflitti, sotto un’unica zona economica e moneta comune: tuttavia, seppure i presupposti fossero dei migliori e le intenzioni le più buone, come spesso ci ha insegnato la storia, non tutto va per il verso giusto e di questa unificazione ne beneficiano soltanto i più ricchi.

Sarà proprio per questo che il Professore, interpretato da Yoo Ji-Tae, attore di cinema e regista coreano, deciderà di mettere su una squadra di criminali per portare a termine un colpo alla zecca di Stato coreana.

Il Professore (Yoo Ji-tae) – @hancinema

Le Coree unite: sogno o realtà?

It was clear that everyone on the train smelled the same thing. It was the smell of hope.

Tokyo – Ep.1

Era chiaro che tutti [quelli che erano] sul treno sentivano lo stesso odore. Era l’odore della speranza.
Tokyo – Ep.1

Con questa frase, oltre che un paradossale ma simpatico discorso sul ruolo dei BTS nell’esportazione della cultura coreana ma anche dei valori dei quali si fanno portatori nel mondo, si entra subito dal primo episodio nell’argomento clou della serie: l’unificazione delle due Coree.

In effetti, la serie non racconta uno scenario così improbabile. Perché?

Perché, dopo la guerra di Corea (1950-1953) e l’armistizio firmato da entrambi i paesi – armistizio che ha portato alla costituzione della zona demilitarizzata -, ci sono stati vari tentativi di riunificazione negli anni, tentativi spesso falliti a causa delle continue ostilità e controversie tra la Corea del nord e la comunità internazionale.

Nel 2007 sono riusciti a firmare un accordo comune ma già nel 2009 la situazione era nuovamente degenerata.

Nel 2018, però, c’è stata una grande svolta e, per la prima volta nella storia della Corea del Nord, Kim Jong-un, Leader Supremo della Repubblica popolare democratica di Corea, ha varcato il confine tra i due paesi per incontrare l’ex presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, in occasione di un summit inter-coreano tenutosi proprio nella zona demilitarizzata che separa i due paesi.

Quello che la serie mostra, in maniera abbastanza illuminante, è il contrapporsi di due situazioni: da un lato, la voglia di rivalsa e di ricchezza che accomuna tanti coreani, dall’altro la paura – e talvolta la certezza – che, di quel sogno di libertà, ne avrebbero beneficiato soltanto in pochi.

Questi temi, in effetti, sono cari alla produzione coreana, non a caso li troviamo ricorrenti in molti K-drama, pensiamo a Squid Game, ultimo per uscita ma non per importanza, ma anche Itaewon class, Fight for my way, The sound of magic: la critica sociale e l’analisi della società sono un must have delle serie coreane che, con attenzione e senza troppi fronzoli, mettono lo spettatore davanti ad una, purtroppo triste, verità e visione della vita.

Critica sociale: ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri

Nonostante i migliori intenti legati all’unificazione, la natura “perfida e ingorda” degli uomini non tarda a palesarsi e la stessa protagonista, Tokyo (interpretata da Jeon Jong-seo, The call), si trova a dover affrontare molte difficoltà e si troverà coinvolta in alcuni eventi spiacevoli.

Tokyo (Jeon Jong-seo) – @hancinema

Tuttavia, proprio quando pensa di non poter più sopportare quella vita, il Professore entrerà nella sua vita, proponendole di aggregarsi alla sua squadra per fare un ultimo colpo alla zecca di stato, prima di “svanire nel vento“.

La squadra messa su dal Professore, a dirla tutta, è composta quasi al cento per cento da disagiati, da persone che non hanno nulla da perdere, oltre alla loro vita, e sono quindi disposte a compiere anche i gesti più folli, pur di avere una chance di redenzione: vi ricorda qualcosa questa premessa?

Ex galeotti, immigrati dalla Corea del nord, membri di gang pericolose, scapestrati di vario genere e ladri: la squadra ha tutte le carte in regola per essere definita come “quelli che la mamma ti dice di non frequentare” e, a dirla tutta, la mamma avrebbe anche ragione.

Però, questi personaggi, seppur abbiano le caratteristiche per essere i classici “cattivi” della vicenda, non sono altro che l’ennesima prova di quanto, talvolta, la vita sappia essere crudele e non faccia altro che mettere i bastoni tra le ruote di alcune persone: ad esempio, una delle regole fondamentali del gruppo è quello di non uccidere nessuno nell’esecuzione del loro piano e interessante appare il paragone con i membri della “high-society” che, spesso, vengono descritti come senza scrupoli e senza coscienza.

I personaggi

Essendo un remake, i nomi dei personaggi sono stati lasciati come nella versione originale, quindi assistiamo al ritorno dei nomi delle capitali come modo per proteggere le identità di tutti i membri.

Tra gli attori, oltre ad alcuni nomi grossi della scena coreana, come Park Hae-soo (Squid game, Prison playbook, Racket boys), che interpreta il ruolo di Berlino, Lee Won-jong (Ms. Hammurabi, Delayed justice), che interpreta Mosca, e Kim Ji-hoon (Flowers of evil), che interpreta Denver, abbiamo anche l’occasione di vedere alcune facce nuove dell’intrattenimento coreano. Per esempio?

Per esempio, l’attrice che interpreta Tokyo, ma anche lo stesso Lee Hyun-woo (Rio) così come l’attrice Yang Joon-ju (Nairobi).

Rio (Lee Hyun-woo) – @hancinema

Meritano un plauso anche gli attori Kim Yun-jin (Lost, Mistress, Ms. Ma) e Kim Sung-oh (The great shaman Ga Doo-shim), che interpretano rispettivamente la team leader dell’unità di crisi della polizia sudcoreana Seon Woo-jin e il Capitano Cha Moo-hyuk, un ex agente, incaricati di risolvere il caso.

Seon Woo-jin e il Capitano Cha Moo-hyuk – @hancinema

La recitazione è, qualitativamente, molto molto valida, gli attori sono in grado di mostrare a 360° i caratteri e le peculiarità dei vari personaggi, rendendoli molto credibili, non solo nelle scene di follia generale ma anche in quelle più lucide e, a volte, anche emotive.

In amore e in guerra tutto è lecito?

Gli internazionalisti e gli esperti di diritto internazionale di guerra avrebbero da ridire, ma questo non lo diciamo agli sceneggiatori di questo K-drama. Perché?

Perché questa serie ci mostra come l’amore possa essere un’arma molto potente, capace di compiere le gesta più eroiche ma anche i più grandi tradimenti, trasformandosi in un’arma a doppio taglio: tra amori impossibili, sindrome di Stoccolma, amori nati per il solo scopo di ottenere più informazioni, questa serie ci darà la possibilità di osservare tutte le varie sfumature di questo strano sentimento.

Tuttavia, abbiamo una domanda: ma che problema hanno i coreani con le isole dove andare a rilassarsi insieme alle persone che amano?

Conclusioni

Che dire? Finora sembra un prodotto molto valido, non ha niente da invidiare alla versione originale ma, al tempo stesso, non pecca di mancanza di originalità, rendendo la serie piacevole da guardare, tiene incollati allo schermo e permette comunque di riflettere su quella che è la società moderna: unica pecca, è un tantino lenta ma niente che un x1.25 non possa risolvere!

Ultimo, ma non per importanza: i colori scelti sono molto interessanti, aiutano a creare bene l’atmosfera e le stesse scelte di regia sono astute, facendo spesso paragoni e richiami alla versione originale della serie.

Per ora, questo è il nostro commento sui primi sei episodi de La casa di Carta: Corea. Voi che ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti!

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#K-living: c’era una notte a Seoul

La giornata in giro per Seoul a scoprire tutte le sue bellezze, nascoste e non, volge al termine, è tempo di tornare al vostro alloggio per prepararvi, fare una doccia veloce, cambio d’outfit e pronti a tornare in giro. Perché tutto questo trambusto?

Beh, è ovvio: perché è sabato sera!

Ma cosa si fa il sabato sera a Seoul?

Vi saranno già forse familiari le serate all’insegna del soju viste in qualche K-drama, infatti i coreani amano andare al BBQ e brindare a suon di shot: che sia Seoul, Busan o qualsiasi altra città della Corea, le serate al BBQ saranno un must del vostro soggiorno!

Se il barbecue vi dovesse stufare, potete rimediare con un buon 지맥, pollo fritto e birra, un altro must-have per vivere la vostra esperienza come i veri locals!

Ok, ma dopo aver mangiato che si fa?

Finita la cena, è ora di spostarsi nei club. La meta preferita dei giovani (sia coreani, sia stranieri) è Hongdae e tra i club più popolari ci sono sicuro “FF“, “Sinkhole“, “La Bamba” (per gli amanti del reggaeton), “Seoul Pub” e “GoGo” e qui non mancheranno di certo divertimento e musica per rilassarsi con gli amici dopo una lunga settimana!

#Mondocoreanoconsiglia: tutte le ragazze all’ascolto, state molto attente! Essere una ragazza occidentale, alle volte, potrebbe farvi passare per un “obiettivo facile“, quindi occhi sempre aperti e non fidatevi troppo!

La “giungla di Hongdae“, dopo un po’, potrebbe risultare noiosa, ma non preoccupatevi perché quartieri come Itaewon vi faranno subito tornare la voglia di far festa, infatti il suo carattere multietnico e i numerosi club rendono Itaewon una valida alternativa ad Hongdae: un locale da visitare ad Itaewon è sicuramente il “Fountain“, situato nella via principale dei club!

Amanti della musica techno, a rapporto: segnatevi quanto appena detto perché ad Itaewon potreste trovare proprio quello che cercate!

E se avessimo un budget un po’ più elevato?

Come Itaewon e Hongdae, anche Gangnam rappresenta una valida alternativa per il sabato sera, però qui i prezzi per entrare nei club sono decisamente più elevati (30-40K won = un equivalente di 25/30 euro) e l’atmosfera nelle discoteche è un po’ più fancy, infatti alcuni chiedono anche un dress code, nonostante ciò, il clima di festa non manca affatto!

E se non ci piace andare a ballare, che facciamo?

Seoul, in generale, è una città molto viva, sia di giorno che di notte, molti ristoranti e sale giochi sono aperti 24/7, dunque se volete trascorrere una serata più “tranquilla” i 노래방 (karaoke) fanno proprio al vostro caso: li troverete letteralmente ad ogni angolo delle città!

Non sapete il coreano? Non importa! Il 90% dei karaoke hanno canzoni in inglese, alle volte anche italiane!

Insomma, se non fosse chiaro: il weekend non accetta scuse, se siete a Seoul, si esce! Non importa che sia una cena tra amici, una serata in discoteca o un’intera nottata ad urlare canzoni – inventando tre quarti delle parole -, l’importante è che usciate perché Seoul saprà regalarvi delle gran belle serate che difficilmente dimenticherete!

Dopo aver visto Seoul di giorno e di notte, dove vi porterà la rubrica #K-living? Rimanete sintonizzati perché vi attendono grandi sorprese!

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#K-living: Seoul, una città tutta da scoprire

Sono sicura che almeno una volta, mentre guardavi un K-drama, ti sia capitato di voler fare le valige in quattro e quattr’otto e prendere il primo volo per Seoul. Ma nella realtà, cosa c’è da vedere in questa città che negli ultimi anni ha fatto molto parlare di sé? Scopriamolo assieme!

Partiamo un attimo dalle basi: Namsan Tower e Gyeongbokgung. Vi dicono qualcosa? A me piace definirli come i due simboli più importanti di Seoul, i quali rappresentano un perfetto esempio di modernità e tradizione, principali caratteristiche di Seoul. Due tappe imperdibili nel vostro #SeoulTour, ma cosa sono di preciso?

La Seoul Tower (meglio conosciuta come Namsan Tower) fu costruita nel 1969 ed è una torre di comunicazione. Cosa ci sarà di speciale vi chiederete? La torre si trova su una collina, raggiungibile sia a piedi che con i mezzi, ed offre una vista mozzafiato della città, dove i più romantici potranno aggiungere un lucchetto alla già numerosa collezione. Non a caso, infatti, molti film e K-drama sono stati girati proprio in questo posto.

Se il panorama della Namsan tower non vi è bastato, quello della Lotte Tower vi farà innamorare di questa città una volta per tutte. I suoi 123 piani, infatti, la rendono il quinto grattacielo più alto al mondo (554.55 m) ed è considerata una delle attrazioni preferite non solo dagli stranieri, ma dagli stessi coreani.

Piccolo consiglio: se volete andarci prenotate da siti come Trazy o Clook, vi permetteranno di acquistare il biglietto con uno sconto di circa 20€!

A non più di 500m di distanza troverete il Lotte World, uno dei parchi divertimento più famosi delle Corea. Piccolo di dimensioni, ma non per questo meno divertente, infatti, potrete noleggiare le famose school uniforms che sicuramente avrete viste indossate da qualche idol.

Il Gyeongbokgung è il palazzo reale. Situato nel quartiere Jongno, il Gyeongbokgung rappresentava e rappresenta il centro della città, non a caso numerose sono le strutture governative che sorgono nelle sue vicinanze. Ciò che rende ancora più magico questo posto, è la possibilità di noleggiare, per non più di 15€, l’hanbok (vestito tradizionale coreano) e sentirvi dei veri reali a corte. Inoltre, se indossate l’hanbok l’entrata è gratuita!

Il palazzo reale o Gyeongbokgung

Non molto lontano dal palazzo reale potrete visitare (parzialmente) la residenza del Presidente della Repubblica, meglio conosciuto come Blue House. Blu di nome e di fatto e costruito secondo l’architettura hanok, la Blue House ospita non solo il Presidente e la First Lady, ma anche i vari uffici amministrativi dove vengono prese le decisioni fondamentali per il Paese.

Piccolo consiglio: se volete andarci pensateci per tempo, i coreani amano visitare la Blue House, infatti, i primi biglietti disponibili solitamente sono a distanza di un mese.

Poco distante dal palazzo reale troverete il villaggio Bukchon: quest’ultimo è l’hanok village (villaggio tradizionale) più famoso di Seoul. Passeggiando per le sue vie, oltre ad ammirare la particolare struttura delle case, potrete notare i numerosi negozi, tea house, ristoranti e mostre che rendono questo villaggio un vero e proprio centro culturale.

Bukchon

Se il Bukchon village vi è piaciuto, vi consiglierei di farvi un giro anche al villaggio Eunpyeong, più piccolo ma davvero grazioso.

Sempre nel distretto di Jongno, tra i vari grattacieli, sorge un piccolo quartiere chiamato Ikseondong, particolarmente apprezzato dai giovani coreani e poco conosciuto dagli stranieri: diversi caffè, ristoranti, teahouse fanno in modo che in questo quartiere tradizione e modernità si incontrino creando un’atmosfera adatta a tutte le età.

Ikseongdong

Simile e non molto distante da Ikseondong, troverete Insadong, anche conosciuto come “quartiere degli artisti”, dove i numerosi negozi di oggettistica locale e dipinti su tela rendono questo quartiere un luogo decisamente adatto per fare dei regali o comprare dei souvenir.

Rimanendo in tema arte, a Ihwadong troverete numerosi murales variopinti tra le case di questo quartiere: nel 2006 il Ministro della cultura, dello sport e del turismo, tramite il progetto “Art in the city” rilevò alcuni sobborghi decadenti della città per migliorarne le condizioni, tra cui Ihwadong.

Tra i numerosi quartieri nei quali vi perderete quando visiterete Seoul, ce ne sono un paio che non potete proprio perdere.

Il più famoso è sicuramente Hongdae, che ospita una delle fashion street più famose della città, numerosi nightclub e altrettanti caffè instagrammabili, non a caso è uno dei quartieri preferiti da giovani coreani! Poco più in là troverete Sinchon che, dopo Hongdae, è di sicuro uno dei quartieri più amati dai ventenni. Questa zona è particolarmente rinomata in quanto ospita quattro università molto prestigiose della Corea, tra cui Yonsei, Sogang, Ewha a Honggik, i cui campus sono decisamente diversi da quelli ai quali siamo abituati in Europa. Uno in particolare merita di sicuro un’occhiata: si tratta del campus della Yonsei Univeristy. La struttura in stile europeo degli edifici centrali e i colori autunnali, lo rendono una metà molto apprezzata anche solo per una passeggiata. Non è una sorpresa che questa location sia stata scelta come dei set principali di un famoso K-drama (a voi indovinarlo).

Yonsei university

Un’altra zona decisamente famosa è quella di Itaewon, anche nota come “quartiere degli stranieri”, infatti, se vi stufate di kimchi e tteokbokki non c’è posto migliore per cercare qualcosa di alternativo. Itaewon, a differenza degli altri quartieri, non è noto solo a chi risiede in Corea, ma anche a chi non ha ancora messo piede nel Pease, grazie all’omonimo K-drama “Itaewon Class”: qui potrete infatti trovare alcune delle location nelle quali è stato girato il drama.

Non molto più lontano della stazione di Itaewon troverete il Museo della Guerra di Corea. Forse andare per musei non piace a molti, tuttavia, qui troverete dettagli molto interessanti su un capitolo di storia estremamente delicato e importante del Paese; per gli appassionati di arte e cultura anche il Museo Nazionale può essere una valida alternativa a un pomeriggio passato in un caffè, insieme al DDP (Dongdaemun Design Plaza), centro culturale e sede di numerose esposizioni.

Arriviamo ora a uno dei quartieri più esclusivi della città, ovvero Gangnam. Essendo una zona relativamente nuova, non ha molto di tradizionale, tuttavia, rispetta quella che è l’immagine odierna della Corea: centri commerciali, hotel, cliniche estetiche, boutique e molto altro rendono Gangnam un centro dedicato al lusso più che al turismo.

Tuttavia, ci sono un paio di posto che sicuramente vi farà piacere visitare.

Il primo è la celebre libreria Starfield all’interno del Coex Mall, dove chiunque può liberamente sedersi e godersi una bella pausa dallo shopping mentre legge uno dei 50.000 libri presenti. Un altro posto che sicuramente merita un’occhiata è il gigantesco centro commerciale sotterraneo della stazione delle metro, dove è davvero facile perdersi (provare per credere). Rimanendo in tema centri commerciali sotterranei, gli amanti del K-pop non possono non andare a quello della stazione di Myeongdong: questo, infatti, è famoso per vendere qualsiasi tipo di gadget (qualsiasi per davvero) a tema K-pop a prezzi decisamente più vantaggiosi rispetto ad altri rivenditori.

A Gangnam sorge uno dei centri buddhisti più grandi della città, ovvero, il Tempio Bogeunsa. Ve lo dirò onestamente, i tempi buddhisti sono pressoché tutti uguali, ma questo merita decisamente una visita, non essendo solo un tempio, ma un vero e proprio complesso di strutture!

Poco distante da Gangnam si trova il Parco Olimpico, decisamente un must della vostra visita a Seoul. Il parco è un’ottima meta per una gita domenicale proprio perché l’ampio spazio verde si presta bene per passeggiate e picnic. Inoltre, se lo visiterete in autunno, potrete assistere alla bellissima fioritura della Muhlenbergia, una pianta dal colore rosa molto popolare in Corea.

Se una mezza giornata non sapete cosa fare (dubito), una tappa da fare è di sicuro il tour della DMZ, dalla quale potrete anche osservare la Corea del Nord. Le agenzie che offrono questo servizio sono davvero molte e il costo si aggira introno ai 40€: consiglio vivamente di affidarvi a un tour organizzato in quanto arrivare per conto vostro può risultare molto più complicato e costoso.

Vista sul confine con la Corea del Nord

NB: Non confondete la DMZ (zona demilitarizzata) con la JSA (Join security area), ovvero, l’effettivo confine tra Corea del Sud e Corea del Nord: questa zona anche è possibile visitarla ma sarà necessario prenotare un tour separato e più costoso (circa 100€) con molto anticipo. Se non volere fare il tour della DMZ, potete in alternativa recarvi all’Osservatorio dell’Unificazione (5€) situato al di fuori della zona demilitarizzata dal quale potrete osservare la Corea del Nord grazie ai binocoli. Consiglio vivamente a tutti quanti di fare questa esperienza!

Agli amanti dello sport e del movimento outdoor farà sicuramente piacere sapere che Seoul è circondata da montagne, non a caso il trekking è un’attività decisamente amata dai coreani di tutte le età, infatti sia in città che fuori, troverete numerosi percorsi di montagna, alcuni più facili e altri più impegnativi. A soli 40 minuti da Hongdae, troverete uno dei 22 parchi nazionali della Corea del Sud, ovvero, Bukhansan; in alternativa Achansan, Gwanaksan e Inwangsan offrono percorsi meno impegnativi senza però togliere il piacere di una bella passeggiata.

Piccolo consiglio: portatevi dietro del buon makgeolli e degli snack da gustarvi in cima, non c’è niente di meglio una gustosa ricompensa con vista su Seoul dopo aver faticato!

Se volete fare un po’ di movimento, ma non necessariamente una passeggiata in montagna, potrete noleggiare un citybike e pedalare lungo l’Han river e godervi il panorama: andare sul lungo fiume dell’Hangang è un’attività molto popolare tra i giovani coreani. Il Parco di Yeouido è una delle mete preferite di chi decide di passeggiare o andare in bici lungo il fiume Han, soprattutto per le numerose bancarelle di street food lì presenti.

Per i “buon gustai” Seoul sicuramente offre molto sotto questo punto di vista. Come già anticipato, Hongdae, Sinchon e Itwaeon sono i quartieri maggiormente frequentati dai giovani e dunque i migliori dove trovare del buon cibo (coreano e non), tuttavia, se volete avere un assaggio della “vera Seoul” vi consiglio di andare al mercato di Mangwon, dove le numerose bancarelle di street food vi faranno immergere nella cultura culinaria di questo straordinario Paese.

Mercato di Mangwon

Siete quindi pronti per il vostro viaggio a Seoul? Spero che questo articolo vi sia stato utile per organizzare il vostro #SeoulTour!