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#K-living: dating culture

Sono sicura che almeno una volta a tutti noi sia capitato di vedere qualche video con l’hashtag #국제커플 (#internationalcouple) e di aver pensato a come sia frequentare un/una coreano/a: in questo articolo vi parlerò di tutti gli aspetti che riguardano la dating culture coreana.

Primo punto: come e dove ci si conosce?

I coreani, o più in generale gli asiatici, difficilmente vi verranno a parlare o vi fermeranno per strada per chiedervi di uscire, se volete incontrare qualcuno le app di incontri fanno al caso vostro: Tinder, Meef, come anche le app per gli scambi linguistici (HelloTalk per esempio) sono i modi più diretti per incontrare un possibile appuntamento.

Ci sono però un paio di cose alle quali dovete prestare attenzione: evitate i profili con sole foto di animali, sfondi tutti neri e quelli nei quali i soggetti sembrano troppo belli per essere veri, perché infatti non lo sono. Consiglio a tutti di chiedere il contatto instagram o kakaotalk non appena iniziate a scrivervi con qualcuno. Nel caso in cui vi dicano di non averli e sul loro profilo ci sono scritte del tipo FWB o ONS, vi consiglio di chiudere la conversazione all’istante.

Purtroppo, molte delle persone che vi contatteranno sono solamente in cerca dell’avventura con una/un occidentale perché vogliono “provare” qualcosa di differente: i coreani tra di loro difficilmente usano Tinder, solitamente ci si conosce tramite amici di amici.

E se incontrassi qualcuno in un pub? In Italia spesso succede, no?

Per quella che è stata la mia esperienza i club sono dei grandi NO, in particolare a Seoul. Gran parte dei ragazzi che incontrerete nelle discoteche sono lì per un solo motivo, ovvero, “hunting”: le ragazze bianche, o comunque occidentali, sono letteralmente un “trofeo” ambito da molti, dunque, se cercate una relazione, non fatelo nei club.

P.S. i coreani non sono gli unici ai quali fare attenzione in discoteca, abbiate un occhio di riguardo anche per le uniformi a stelle e strisce (chi vuole intendere intenda).

Secondo punto: l’appuntamento

Quasi sicuramente vi chiederanno di andare a mangiare fuori per poi spostarvi in qualche pub: normalmente in Corea si divide il conto, ma generalmente per il primo appuntamento il ragazzo paga la cena e la ragazza i drink. Se non andate al ristorante, vi inviteranno in un cafè o per un picnic.

Finito il vostro date, una cosa che i coreani tendono spesso a fare è scrivere per dire che si sono trovati bene non appena vi siete salutati (e intendo letteralmente 5 minuti dopo), se non lo fanno probabilmente vogliono ghostarvi.

Se arrivate fino al terzo appuntamento, consideratelo come un punto di svolta! I coreani, infatti, considerano la regola dei “three dates” come uno step abbastanza fondamentale, oltre al quale ci si inizia a considerare quasi come fidanzati.

Non stranitevi se il vostro partner o la vostra partner vi chiederanno ufficialmente di mettervi assieme: gli anniversari in Corea sono molto importanti (specialmente i 100 giorni) e stabilire la data nella quale vi siete ufficialmente fidanzati è obbligatorio.

Una cosa che nelle relazioni in Corea vedrete spesso sono i vestiti di coppia: dalle felpe alle scarpe, i #coupleclothes sono un vero e proprio simbolo delle coppie, infatti, spesso nei negozi vedrete abbinati il capo femminile e quello maschile.

Un altro elemento simbolo delle relazioni sono gli anelli di coppia: a noi potrebbe sembrare strano, a meno che non ci si stia preparando per un futuro matrimonio, ma in Corea di certo non è così perché essere fidanzati, per i coreani, rappresenta un vero e proprio status sociale, e quale miglior modo per farlo notare se non con le fedine?

Ultimo punto: non aspettatevi di vivere la vostra storia d’amore come i K-drama

Se vi dovessero mai chiedere di incontrarvi in posti strani ad orari strani evitate! Potrebbe sembrare scontato ma purtroppo si tende a romanticizzare troppo questo Paese, dunque tenete bene a mente che tutto il mondo è paese!

Detto questo, uscire con qualche local sicuramente sarà un plus della vostra permanenza in Corea: che sia per una cena, un caffe o degli scatti nei photoboot, l’esperienza del dating va fatta.

A un possibile appuntamento parlerete probabilmente voi per la maggior parte del tempo, ma una cosa è certa, i coreani adorano l’Italia e gli italiani: oltre ad essere un punto a favore non appena vi presenterete, può anche essere un buon argomento di discussione, provare per credere!

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#K-living: Korea on the road!

Bella Seoul, vero? Tranquilli, già la so la risposta. La Corea però non è solo Seoul, ma offre altrettante città che meritano di essere visitate e in questo articolo vi parlerò di cosa potrete fare a Gangneung, Sokcho, Jeonju, Busan, Daegu, Gyeongju e l’isola di Jeju.

가자!

Partiamo dalle mete più “vicine” alla capitale: Gangneung e Sokcho.

Essendo molto vicine tra loro potete tranquillamente visitarle in un unico viaggio. Partendo da Seoul ci metterete circa due ore con il treno e tre con l’autobus, vi consiglio quest’ultimo, essendo i bus davvero ben organizzati e puliti in Corea. Per l’alloggio vi direi di cercare qualcosa vicino alle spiagge per entrambe le città, essendo i punti di interesse vicino a queste. Cosa si può visitare in queste città quindi?

Partiamo da Gangneung. Questa piccola cittadina non è solo rinomata tra i surfisti per le sue onde, ma anche dagli amanti dei k-drama, infatti vicino al porto di Jumunjin, è stato girato una delle serie TV più famose di tutti i tempi, Goblin! Come dimenticarsi la scena in cui Eun-Tak invoca Kim Shin e i due si incontrano sulla scogliera? Non sarà difficile da trovare, i coreani amano questo scorcio per farsi sempre qualche foto!

Se vi viene fame, questo è il posto giusto per mangiare qualcosa, infatti essendo Gangneung una città di mare, troverete molti piatti a base di crostacei e molluschi: se volete entrare nel pieno spirito questa cittadina, non potete andarvene senza aver prima assaggiato l’hemul jjim, piatto tradizionale a base di frutti di mare e germogli di soia, il tutto ben condito con della salsa piccante! Questo piatto non è per tutti, io l’ho provato perché la foto mi ricordava gli spaghetti allo scoglio ma il sapore, chiaramente, era tutt’altro, tuttavia, se siete lì vale di certo la pena provare!

Gangneung è conosciuta anche per un altro motivo: se vi dicessi “you never walk alone”?

Gli ARMY sicuramente avranno già capito, sto parlando della panchina usata come copertina dell’album dei BTS: questa si trova sulla spiaggia di Jumunjin (più spostata rispetto al porto) ma anche il lungomare merita decisamente una visita, infatti qui potrete trovare spiaggia e mare pulito, numerosi i locali presenti (stile Jesolo) e clima ideale anche per un bagno!

#Consiglidiviaggio: a differenza di Seoul, i mezzi di trasporto qui sono davvero poco efficienti, dunque assicuratevi che il vostro alloggio sia vicino a questi due posti.

A non più di 40 minuti da Gangneung, troverete Sokcho, città molto piccola ma che ospita uno dei parchi nazionali più belli e grandi di tutta la Corea, Seoraksan: numerosi sono i trekking che potete fare in questo parco, ma quello di Ulsanbawi è di sicuro il più famoso. Sicuramente farete un po’ di fatica, ma il panorama del quale potrete godere non appena raggiungerete la cima vi ripagherà di tutto.

Essendo Sokcho una città “piccola” e concentrando tutti i punti d’interesse nella zona centrale della città, potete noleggiare una bici e recarvi prima al padiglione Yeonggeumjeong, per poi sposarvi al lago Yeongnangho. Ultima tappa di questo primo viaggio è il villaggio Abai, poco distante dal padiglione troverete questo piccolo villaggio abitato da soli rifugiati della Corea del Nord: il complesso si trova a pochi metri dalla spiaggia e potrete concedervi una piccola pausa gustandovi un buon ojingeo-sundae, ovvero, un calamaro ripieno di maiale, noodles e verdure.

Dalla East coast… Alla West coast!
Hanok village, Jeonju – @imagineyourKorea via Pinterest

Dopo questi due/tre giorni passati sulla costa est, è ora di spostarsi verso ovest: prossima tappa Jeonju, situata a circa tre ore da Seoul, culla della cultura coreana ed è conosciuta come la “capitale del bibimbap”! Per l’alloggio vi consiglio di cercarlo all’interno dell’hanok village, non solo perché i maggiori punti di interesse sono per la maggior parte concentrati al suo interno, ma anche per vivere l’essenza di questa città. Jeonju, infatti, fu la capitale del regno Baekje durante l’era dei Tre Regni ed è la città natale di Yi Seong-gye, fondatore della dinastia Joseon. Ma prima di pensare ai monumenti, cosa si mangia in questa città?

Beh, sicuramente il bibimbap: non potete assolutamente perdervelo, ha un sapore totalmente unico qui! Un altro piatto decisamente interessante è il kongnmul gukbap, ovvero, una zuppa di germogli di soia piccante. E per dolce? In Corea, come in generale in Asia, è davvero difficile trovare dei dolci che siano tali, tuttavia Jeonju vi farà ricredere: qui, infatti, è nata la choco pie, due strati di pan di spagna al cioccolato che avvolgono un cuore di marmellata e panna, uno snack davvero molto amato dai coreani e poco conosciuto dagli stranieri. Dopo questo pranzo da re, dove si va?

Iniziamo dal sepolcro di Gyeonggijeon dove è custodito il ritratto di re Taejo. Poco distante da questo troverete la porta di Pungnam e il mercato Nambu, dove potrete gustare altrettante specialità locali: uscendo da quest’ultimo e proseguendo verso destra arriverete sul lungo fiume dove potrete passeggiare fermandovi a dare un’occhiata al museo della calligrafia e al ponte Namcheon, fino ad arrivare alla scuola confuciana Hyanggyo; da qui potrete raggiungere facilmente il villaggio dei murales Jaman-Okryu.

… E poi giù al sud!

Dopo essere stati ad est e ad ovest, siete pronti per un tour del sud della penisola, ovvero, Busan, Daegu e Gyeongju.

Partiamo subito col botto, Busan: i più esperti sapranno che questa è la città natale dei due membri dei BTS Jungkook e Jimin!

Agli ARMY farà di sicuro piacere sapere che proprio qui a Busan c’è il caffè gestito dal papà di Jimin, il Magnate: leggermente overpriced, ma merita decisamente una visita, avendo esposti anche i cappelli indossati da Jimin! Un’altra tappa a tema BTS che i fan non possono perdere è il murales raffigurante Jimin e Jungkook all’interno del villaggio Gamcheon: questo quartiere merita decisamente una visita, non vi è un percorso esatto da seguire, infatti, la cosa migliore da fare è perdersi al suo interno così da poter godere della variopinta architettura delle case fino a trovare la statua del piccolo principe.

Gamcheon culture village, Busan – @pinterest

Come prossimo step ci spostiamo sulla spiaggia di Songdo: qui troverete una cabinovia che vi porterà direttamente in cima alla scogliera Hyeolcheongso dalla quale potrete avere accesso allo Skypark e al parco Anman. Le scogliere sono decisamente un pezzo forte di questa città ma se volete godere di un panorama decisamente degno di nota Sinseondae, Igidae e lo sky walk Oryukdo di certo non vi deluderanno, soprattutto in orario tramonto!

Ultima tappa non può che essere il tempio buddhista Haedong Yonggungsa, costruito anche questo su una scogliera.

#Consiglidiviaggio: il tempio si trova fuori dal centro, dunque ritagliatevi due o tre ore per visitarlo, contando il viaggio.

Busan non solo è famosa per le scogliere che la circondano, ma anche per le spiagge: Heundae e Gwangalli sono i principali punti di ritrovo dei giovani e qui caffè e pub di certo non mancano, inoltre non molto lontano troverete anche la Busan Tower, dalla quale potrete avere una bella panoramica della città. In queste zone numerosi sono anche i ristoranti nei quali poter gustare alcune specialità locali, tra cui dwaeji hukbap (zuppa di maiale), milmyeon (noodles freddi) e l’hemul pajeon. Se vi piace il pesce potete farvi un giro al mercato del pesce Jachalgi, dove troverete numerosi ristoranti dove poter gustare qualche prelibatezza.

“A to the G to the U to the STD / I’m d boy because I’m from D”. Dove ci troviamo ora? Mi sembra ovvio, siamo a Daegu, distante solo 40 minuti da Busan! Purtroppo devo essere onesta, questa città non ha molto di speciale, una giornata basta e avanza per visitarla, soprattutto se avete poco tempo vi consiglierei di dedicarlo a visitare qualche altro posto. Tuttavia, se siete di passaggio ci sono un paio di posti che potete visitare come per esempio la 83 Tower, la casa del poeta Lee Sang-Hwa e i murales Mabijeong. La pausa pranzo potete farla gustandovi dei buoni napjiak mandu (ravioli piatti) oppure i jjolmyoen (noodles freddi piccanti).

Passiamo ora all’ultima meta di questo tour del sud, Gyeongju. Questa città si trova nel sud-est della penisola e, come Jeonju, ha un enorme valore storico: infatti, questa città è considerata un vero e proprio museo a cielo aperto e custodisce l’importante eredità culturale del regno di Silla. Anche a Gyeongju troverete un villaggio hanok completo di ristoranti, caffè e negozi, così come gli edifici circostanti il villaggio. Vicino al villaggio sorge l’enorme complesso di tombe appartenenti ai re di Silla chiamato Daereungwon. Cosa ci sarà di speciale in delle tombe?

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Vista aerea sul complesso di tombe Daereungwon, Gyeongju

La risposta è molto semplice: l’architettura! Ogni tomba, infatti, è rappresentata da una collinetta e. nel mezzo di questo vasto parco, troverete anche l’osservatorio Cheomseongdae, il più antico di tutta l’Asia; vi consiglio di visitarlo di notte, in quanto viene illuminato di un bel rosa. Poco lontano da questo parco troverete il museo di Silla e il Donggu Gwa Wolji, il palazzo secondario del regno di Silla.

Un altro punto che merita decisamente una vostra visita è il ponte Woljeonggyo costruito secondo l’architettura tradizionale.

In una seconda giornata potete visitare un paio di siti un po’ più lontani rispetto al centro città come la tomba sommersa nel mare del re Munmu, il tempio buddhista Bulguksa e la grotta Seokguram.

Ultima, ma non per importanza: l’isola di Jeju!
Jeju – @pinterest

Raggiungerla è davvero semplice, infatti basterà prenotare uno dei numerosi voli di Jeju Air per non più di 30-40€. Essendo i vari punti di interesse dislocati in zone disparate dell’isola, consiglio a tutti di richiedere la patente internazionale per poter noleggiare un’auto perché i mezzi di trasporto sono davvero poco efficienti e un’auto è il miglior e unico mezzo che vi permetterà di visitare l’isola.

A soli 10 minuti dall’aeroporto c’è il più grande e antico mercato dell’isola, il Dongmun traditional market. Qui troverete i famosi mandarini di Jeju, souvenir e innumerevoli piatti locali, tra cui il famoso black pork di Jeju.

Proseguendo verso ovest troverete il parco Hallim, ovvero, un giardino botanico; l’entrata è a pagamento, ma merita comunque una vostra visita. Poco più lontano si trova la spiaggia Hyeopjae: che visitiate l’isola in inverno oppure in estate, questa spiaggia dalla sabbia bianca e dal mare cristallino va assolutamente visitata.

A circa 20 minuti di auto da qui ci sono i flagship store di Innisfree e O’sulloc: in quest’ultimo potrete gustarvi torte, gelati, croffle ecc. al thè verde, assolutamente un must della vostra gita a Jeju.

Sempre muniti della vostra 4 ruote, il secondo giorno potete farvi un bel giro sulla costa sud dell’isola passando per la spiaggia Yongmeori, la scogliera di Oedolgae e la grotta lavica Manjaggul. A poco più di 15 minuti di auto troverete il caffè Gongbech, ovvero, il caffè che aveva in gestione il fratello di Suga.

Agli appassionati di montagna farà piacere sapere che a Jeju c’è il monte più alto di tutta la Corea, Hallasan: si tratta del vulcano che sorge nel punto centrale dell’isola. La passeggiata richiede la prenotazione, inoltre se volete raggiungere la cima dovete arrivare il rifugio intermedio prima delle 12, altrimenti non vi faranno passare.

Come ultima tappa vi potete dirigere verso est fino al monte Seongsan: si tratta della punta del cratere di un vulcano ormai spento e sommerso dall’acqua. Qui vicino potrete assistere anche allo spettacolo delle donne subacquee Haenyeo. In questa località numerosi sono i ristornati che servono il jeonbok-juk, ovvero, il porridge di abalone: alla vista forse non molto appetibile, ma il sapore è davvero buono.

Il nostro giro della Corea finisce qui e, come avrete notato, c’è molto da vedere, da fare e da mangiare! Armatevi di un paio di scarpe comode, tanta curiosità e soprattutto di NAVER MAP: per quanto efficienti siano le mappe di Google e dell’I-phone in Italia, in Corea decisamente non lo sono. Consiglio a tutti di imparare un po’ di coreano di “sopravvivenza”, sia per farvi capire da chi non parla inglese (purtroppo in tanti) sia per utilizzate Naver.

Che ve ne pare di questo tour? Siete pronti a partire con Mondocoreano?

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#K-living: c’era una notte a Seoul

La giornata in giro per Seoul a scoprire tutte le sue bellezze, nascoste e non, volge al termine, è tempo di tornare al vostro alloggio per prepararvi, fare una doccia veloce, cambio d’outfit e pronti a tornare in giro. Perché tutto questo trambusto?

Beh, è ovvio: perché è sabato sera!

Ma cosa si fa il sabato sera a Seoul?

Vi saranno già forse familiari le serate all’insegna del soju viste in qualche K-drama, infatti i coreani amano andare al BBQ e brindare a suon di shot: che sia Seoul, Busan o qualsiasi altra città della Corea, le serate al BBQ saranno un must del vostro soggiorno!

Se il barbecue vi dovesse stufare, potete rimediare con un buon 지맥, pollo fritto e birra, un altro must-have per vivere la vostra esperienza come i veri locals!

Ok, ma dopo aver mangiato che si fa?

Finita la cena, è ora di spostarsi nei club. La meta preferita dei giovani (sia coreani, sia stranieri) è Hongdae e tra i club più popolari ci sono sicuro “FF“, “Sinkhole“, “La Bamba” (per gli amanti del reggaeton), “Seoul Pub” e “GoGo” e qui non mancheranno di certo divertimento e musica per rilassarsi con gli amici dopo una lunga settimana!

#Mondocoreanoconsiglia: tutte le ragazze all’ascolto, state molto attente! Essere una ragazza occidentale, alle volte, potrebbe farvi passare per un “obiettivo facile“, quindi occhi sempre aperti e non fidatevi troppo!

La “giungla di Hongdae“, dopo un po’, potrebbe risultare noiosa, ma non preoccupatevi perché quartieri come Itaewon vi faranno subito tornare la voglia di far festa, infatti il suo carattere multietnico e i numerosi club rendono Itaewon una valida alternativa ad Hongdae: un locale da visitare ad Itaewon è sicuramente il “Fountain“, situato nella via principale dei club!

Amanti della musica techno, a rapporto: segnatevi quanto appena detto perché ad Itaewon potreste trovare proprio quello che cercate!

E se avessimo un budget un po’ più elevato?

Come Itaewon e Hongdae, anche Gangnam rappresenta una valida alternativa per il sabato sera, però qui i prezzi per entrare nei club sono decisamente più elevati (30-40K won = un equivalente di 25/30 euro) e l’atmosfera nelle discoteche è un po’ più fancy, infatti alcuni chiedono anche un dress code, nonostante ciò, il clima di festa non manca affatto!

E se non ci piace andare a ballare, che facciamo?

Seoul, in generale, è una città molto viva, sia di giorno che di notte, molti ristoranti e sale giochi sono aperti 24/7, dunque se volete trascorrere una serata più “tranquilla” i 노래방 (karaoke) fanno proprio al vostro caso: li troverete letteralmente ad ogni angolo delle città!

Non sapete il coreano? Non importa! Il 90% dei karaoke hanno canzoni in inglese, alle volte anche italiane!

Insomma, se non fosse chiaro: il weekend non accetta scuse, se siete a Seoul, si esce! Non importa che sia una cena tra amici, una serata in discoteca o un’intera nottata ad urlare canzoni – inventando tre quarti delle parole -, l’importante è che usciate perché Seoul saprà regalarvi delle gran belle serate che difficilmente dimenticherete!

Dopo aver visto Seoul di giorno e di notte, dove vi porterà la rubrica #K-living? Rimanete sintonizzati perché vi attendono grandi sorprese!

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#K-living: Seoul, una città tutta da scoprire

Sono sicura che almeno una volta, mentre guardavi un K-drama, ti sia capitato di voler fare le valige in quattro e quattr’otto e prendere il primo volo per Seoul. Ma nella realtà, cosa c’è da vedere in questa città che negli ultimi anni ha fatto molto parlare di sé? Scopriamolo assieme!

Partiamo un attimo dalle basi: Namsan Tower e Gyeongbokgung. Vi dicono qualcosa? A me piace definirli come i due simboli più importanti di Seoul, i quali rappresentano un perfetto esempio di modernità e tradizione, principali caratteristiche di Seoul. Due tappe imperdibili nel vostro #SeoulTour, ma cosa sono di preciso?

La Seoul Tower (meglio conosciuta come Namsan Tower) fu costruita nel 1969 ed è una torre di comunicazione. Cosa ci sarà di speciale vi chiederete? La torre si trova su una collina, raggiungibile sia a piedi che con i mezzi, ed offre una vista mozzafiato della città, dove i più romantici potranno aggiungere un lucchetto alla già numerosa collezione. Non a caso, infatti, molti film e K-drama sono stati girati proprio in questo posto.

Se il panorama della Namsan tower non vi è bastato, quello della Lotte Tower vi farà innamorare di questa città una volta per tutte. I suoi 123 piani, infatti, la rendono il quinto grattacielo più alto al mondo (554.55 m) ed è considerata una delle attrazioni preferite non solo dagli stranieri, ma dagli stessi coreani.

Piccolo consiglio: se volete andarci prenotate da siti come Trazy o Clook, vi permetteranno di acquistare il biglietto con uno sconto di circa 20€!

A non più di 500m di distanza troverete il Lotte World, uno dei parchi divertimento più famosi delle Corea. Piccolo di dimensioni, ma non per questo meno divertente, infatti, potrete noleggiare le famose school uniforms che sicuramente avrete viste indossate da qualche idol.

Il Gyeongbokgung è il palazzo reale. Situato nel quartiere Jongno, il Gyeongbokgung rappresentava e rappresenta il centro della città, non a caso numerose sono le strutture governative che sorgono nelle sue vicinanze. Ciò che rende ancora più magico questo posto, è la possibilità di noleggiare, per non più di 15€, l’hanbok (vestito tradizionale coreano) e sentirvi dei veri reali a corte. Inoltre, se indossate l’hanbok l’entrata è gratuita!

Il palazzo reale o Gyeongbokgung

Non molto lontano dal palazzo reale potrete visitare (parzialmente) la residenza del Presidente della Repubblica, meglio conosciuto come Blue House. Blu di nome e di fatto e costruito secondo l’architettura hanok, la Blue House ospita non solo il Presidente e la First Lady, ma anche i vari uffici amministrativi dove vengono prese le decisioni fondamentali per il Paese.

Piccolo consiglio: se volete andarci pensateci per tempo, i coreani amano visitare la Blue House, infatti, i primi biglietti disponibili solitamente sono a distanza di un mese.

Poco distante dal palazzo reale troverete il villaggio Bukchon: quest’ultimo è l’hanok village (villaggio tradizionale) più famoso di Seoul. Passeggiando per le sue vie, oltre ad ammirare la particolare struttura delle case, potrete notare i numerosi negozi, tea house, ristoranti e mostre che rendono questo villaggio un vero e proprio centro culturale.

Bukchon

Se il Bukchon village vi è piaciuto, vi consiglierei di farvi un giro anche al villaggio Eunpyeong, più piccolo ma davvero grazioso.

Sempre nel distretto di Jongno, tra i vari grattacieli, sorge un piccolo quartiere chiamato Ikseondong, particolarmente apprezzato dai giovani coreani e poco conosciuto dagli stranieri: diversi caffè, ristoranti, teahouse fanno in modo che in questo quartiere tradizione e modernità si incontrino creando un’atmosfera adatta a tutte le età.

Ikseongdong

Simile e non molto distante da Ikseondong, troverete Insadong, anche conosciuto come “quartiere degli artisti”, dove i numerosi negozi di oggettistica locale e dipinti su tela rendono questo quartiere un luogo decisamente adatto per fare dei regali o comprare dei souvenir.

Rimanendo in tema arte, a Ihwadong troverete numerosi murales variopinti tra le case di questo quartiere: nel 2006 il Ministro della cultura, dello sport e del turismo, tramite il progetto “Art in the city” rilevò alcuni sobborghi decadenti della città per migliorarne le condizioni, tra cui Ihwadong.

Tra i numerosi quartieri nei quali vi perderete quando visiterete Seoul, ce ne sono un paio che non potete proprio perdere.

Il più famoso è sicuramente Hongdae, che ospita una delle fashion street più famose della città, numerosi nightclub e altrettanti caffè instagrammabili, non a caso è uno dei quartieri preferiti da giovani coreani! Poco più in là troverete Sinchon che, dopo Hongdae, è di sicuro uno dei quartieri più amati dai ventenni. Questa zona è particolarmente rinomata in quanto ospita quattro università molto prestigiose della Corea, tra cui Yonsei, Sogang, Ewha a Honggik, i cui campus sono decisamente diversi da quelli ai quali siamo abituati in Europa. Uno in particolare merita di sicuro un’occhiata: si tratta del campus della Yonsei Univeristy. La struttura in stile europeo degli edifici centrali e i colori autunnali, lo rendono una metà molto apprezzata anche solo per una passeggiata. Non è una sorpresa che questa location sia stata scelta come dei set principali di un famoso K-drama (a voi indovinarlo).

Yonsei university

Un’altra zona decisamente famosa è quella di Itaewon, anche nota come “quartiere degli stranieri”, infatti, se vi stufate di kimchi e tteokbokki non c’è posto migliore per cercare qualcosa di alternativo. Itaewon, a differenza degli altri quartieri, non è noto solo a chi risiede in Corea, ma anche a chi non ha ancora messo piede nel Pease, grazie all’omonimo K-drama “Itaewon Class”: qui potrete infatti trovare alcune delle location nelle quali è stato girato il drama.

Non molto più lontano della stazione di Itaewon troverete il Museo della Guerra di Corea. Forse andare per musei non piace a molti, tuttavia, qui troverete dettagli molto interessanti su un capitolo di storia estremamente delicato e importante del Paese; per gli appassionati di arte e cultura anche il Museo Nazionale può essere una valida alternativa a un pomeriggio passato in un caffè, insieme al DDP (Dongdaemun Design Plaza), centro culturale e sede di numerose esposizioni.

Arriviamo ora a uno dei quartieri più esclusivi della città, ovvero Gangnam. Essendo una zona relativamente nuova, non ha molto di tradizionale, tuttavia, rispetta quella che è l’immagine odierna della Corea: centri commerciali, hotel, cliniche estetiche, boutique e molto altro rendono Gangnam un centro dedicato al lusso più che al turismo.

Tuttavia, ci sono un paio di posto che sicuramente vi farà piacere visitare.

Il primo è la celebre libreria Starfield all’interno del Coex Mall, dove chiunque può liberamente sedersi e godersi una bella pausa dallo shopping mentre legge uno dei 50.000 libri presenti. Un altro posto che sicuramente merita un’occhiata è il gigantesco centro commerciale sotterraneo della stazione delle metro, dove è davvero facile perdersi (provare per credere). Rimanendo in tema centri commerciali sotterranei, gli amanti del K-pop non possono non andare a quello della stazione di Myeongdong: questo, infatti, è famoso per vendere qualsiasi tipo di gadget (qualsiasi per davvero) a tema K-pop a prezzi decisamente più vantaggiosi rispetto ad altri rivenditori.

A Gangnam sorge uno dei centri buddhisti più grandi della città, ovvero, il Tempio Bogeunsa. Ve lo dirò onestamente, i tempi buddhisti sono pressoché tutti uguali, ma questo merita decisamente una visita, non essendo solo un tempio, ma un vero e proprio complesso di strutture!

Poco distante da Gangnam si trova il Parco Olimpico, decisamente un must della vostra visita a Seoul. Il parco è un’ottima meta per una gita domenicale proprio perché l’ampio spazio verde si presta bene per passeggiate e picnic. Inoltre, se lo visiterete in autunno, potrete assistere alla bellissima fioritura della Muhlenbergia, una pianta dal colore rosa molto popolare in Corea.

Se una mezza giornata non sapete cosa fare (dubito), una tappa da fare è di sicuro il tour della DMZ, dalla quale potrete anche osservare la Corea del Nord. Le agenzie che offrono questo servizio sono davvero molte e il costo si aggira introno ai 40€: consiglio vivamente di affidarvi a un tour organizzato in quanto arrivare per conto vostro può risultare molto più complicato e costoso.

Vista sul confine con la Corea del Nord

NB: Non confondete la DMZ (zona demilitarizzata) con la JSA (Join security area), ovvero, l’effettivo confine tra Corea del Sud e Corea del Nord: questa zona anche è possibile visitarla ma sarà necessario prenotare un tour separato e più costoso (circa 100€) con molto anticipo. Se non volere fare il tour della DMZ, potete in alternativa recarvi all’Osservatorio dell’Unificazione (5€) situato al di fuori della zona demilitarizzata dal quale potrete osservare la Corea del Nord grazie ai binocoli. Consiglio vivamente a tutti quanti di fare questa esperienza!

Agli amanti dello sport e del movimento outdoor farà sicuramente piacere sapere che Seoul è circondata da montagne, non a caso il trekking è un’attività decisamente amata dai coreani di tutte le età, infatti sia in città che fuori, troverete numerosi percorsi di montagna, alcuni più facili e altri più impegnativi. A soli 40 minuti da Hongdae, troverete uno dei 22 parchi nazionali della Corea del Sud, ovvero, Bukhansan; in alternativa Achansan, Gwanaksan e Inwangsan offrono percorsi meno impegnativi senza però togliere il piacere di una bella passeggiata.

Piccolo consiglio: portatevi dietro del buon makgeolli e degli snack da gustarvi in cima, non c’è niente di meglio una gustosa ricompensa con vista su Seoul dopo aver faticato!

Se volete fare un po’ di movimento, ma non necessariamente una passeggiata in montagna, potrete noleggiare un citybike e pedalare lungo l’Han river e godervi il panorama: andare sul lungo fiume dell’Hangang è un’attività molto popolare tra i giovani coreani. Il Parco di Yeouido è una delle mete preferite di chi decide di passeggiare o andare in bici lungo il fiume Han, soprattutto per le numerose bancarelle di street food lì presenti.

Per i “buon gustai” Seoul sicuramente offre molto sotto questo punto di vista. Come già anticipato, Hongdae, Sinchon e Itwaeon sono i quartieri maggiormente frequentati dai giovani e dunque i migliori dove trovare del buon cibo (coreano e non), tuttavia, se volete avere un assaggio della “vera Seoul” vi consiglio di andare al mercato di Mangwon, dove le numerose bancarelle di street food vi faranno immergere nella cultura culinaria di questo straordinario Paese.

Mercato di Mangwon

Siete quindi pronti per il vostro viaggio a Seoul? Spero che questo articolo vi sia stato utile per organizzare il vostro #SeoulTour!

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#K-living: quanto costa vivere a Seoul?

Ami la Corea del Sud e vorresti visitarla, ma ti preoccupa quanto potrebbe venire a costarti? Questo articolo fa proprio al caso tuo!

Se stai pianificando un viaggio in Corea, che sia di piacere, studio o lavoro, ci sono un paio di cose che forse ti sarà utile sapere.

Dove alloggiare?

Per prima cosa, avrai sicuramente bisogno di un alloggio. Se viaggi in gruppo, Airbnb è sicuramente la soluzione migliore! Per poco più di 50€-60€ (in totale) a notte, potete trovare un appartamento nelle zone più popolari della città, come per esempio Hongdae o Itaewon. Se volete invece soggiornare nei quartieri più esclusivi di Seoul, come Gangnam e Seocho, i prezzi variano dagli 80€ ai 100€ a notte.

Ai viaggiatori solitari consiglierei di utilizzare Booking o Agodà, dove il prezzo medio per una stanza di un 3 stelle si aggira intorno ai 30€.

Se decidete di scegliere un hotel, ricordate che le formule “mezza pensione” o “pensione completa” non esistono e la colazione non è detto sia inclusa nel prezzo.

Se siete studenti o lavoratori ed avete bisogno di un alloggio per un periodo prolungato, la soluzione più vantaggiosa è quella della “sharehouse”. Per evitare di pagare un deposito eccessivo, potete affidarvi ad Airbnb o ai vari gruppi Housing su Kakao, come per esempio “Housing in Korea”. Il prezzo medio di una camera doppia varia dai 250€ ai 350€ mensili, mentre una singola intorno ai 400€.

Se volete solamente un letto e un tetto sopra testa, la soluzione più budget-friendly è quella della “guesthouse”, nelle quali vi verrà offerto un letto in dormitorio per un prezzo di circa 10€ a testa: se siete studenti e dunque il vostro soggiorno sarà di più mesi, alcune guesthouse potrebbero proporvi di lavorare per loro in cambio di vitto e alloggio gratuito.

Come comunicare?

Trovato l’alloggio, una delle prime cose alle quali pensare appena arrivati è un piano telefonico, infatti che siate studenti, turisti o lavoratori avere una sim coreana faciliterà di molto la vostra permanenza: purtroppo, in Corea le tariffe telefoniche sono molto più costose di quanto lo siano in Italia, infatti i piani più vantaggiosi si aggirano intorno ai 25-30€ mensili.

Tenete a mente che per alcune offerte vi servirà l’ARC (alien registration card) che vi verrà data solo se il vostro soggiorno sarà maggiore di 90 giorni: proprio per questo motivo chiedete sempre che vi vengano proposte offerte per le quali basta solo il passaporto.

Piccolo consiglio, non fate la sim in aereporto, prezzi eccessivi e poco vantaggiosi!

Come spostarsi?

In Corea non esistono gli abbonamenti mensili, tutti quanti utilizzano la T-money card. Che cos’è?

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Si tratta di una carta ricaricabile disponibile in ogni convenient store al prezzo di circa 8€: non essendoci un abbonamento per i mezzi di trasporto, se dovete fare 2-3 spostamenti durante la giornata, in un mese andrete a spendere più o meno 100€, tuttavia questa carta potete utilizzarla in qualsiasi paese o città della Corea e anche per pagare nei convenient store.

Piccolo consiglio, portatevi sempre dei contanti perché è l’unico metodo di pagamento accettato per ricaricare la carta!

Cosa mangiare?

Ultimo punto, ma decisamente non meno importante, il cibo. Fare la spesa in Corea è conveniente? Purtroppo, la risposta è no: i prezzi di frutta e verdura raggiungono livelli spropositati, pensate che una confezione di pomodori può venirvi a costare anche 6-7€ e un’anguria 20€! Proprio per questo motivo, vi consiglio di andare negli alimentari locali (마트), più piccoli rispetto alle grandi catene, ma molto più convenienti. Per frutta e verdura potete anche andare nei mercati (시장), prezzi onesti e qualità buona.

Se fare la spesa in Corea è costoso, mangiare fuori decisamente non lo è, infatti il cibo coreano è davvero economico: tteokbokki 3.50€, gimbap 3€, noodles 5€, bibimbap 6€, mandu 2.50€, BBQ 12€ e così via.

Una soluzione davvero budget-friendly è quella dei convenient store, infatti in alcuni CVS, solitamente quelli un po’ più grandi, sono presenti i tavolini e, dopo aver acquistato ciò che volete mangiare, potete gustarvelo direttamente nel negozio: con 2-3€ potete avere noodles istantanei, gimbap, insalate, sandwich, riso, patate e molto altro, il tutto comodamente scaldabile nei microonde messi a disposizione dagli store.

Se vi stufate del cibo coreano, potete tranquillamente trovare ristoranti occidentali ovunque: il cibo italiano chiaramente costa molto di più, tuttavia ai nostalgici farà di sicuro piacere sapere che per 7€ potranno gustarsi una buona pizza napoletana (#italianapproved) proprio nel cuore di Hongdae.

In generale, il cibo occidentale vi verrà a costare di più di quello coreano, ma solitamente con meno di 15€ riuscirete sempre a cavarvela.

Le app di delivery possono essere molto convenienti alle volte, ma per utilizzarle vi servirà l’ARC, dunque, se pianificate una visita per solo turismo, purtroppo non potrete usufruire di questo servizio: l’unica app utilizzabile senza ARC è “Shuttle”, tuttavia rispetto agli altri sistemi di delivery ha una scelta decisamente limitata, è disponibile solo a Seoul e nemmeno in tutti i distretti.

Se volete fare i famosi “cafè tour” tenete a mente che minimo 10 euro li spenderete: qualsiasi bevanda che non sia un americano solitamente costa 4-5€, una fetta di torta all’incirca 5€, un croffle 8€, i fluffly pancake 7-8€ e così via.

Piccolo consiglio, i caffè sono carini, ma la qualità dei dolci spesso non vale il prezzo pagato, piuttosto spendete gli stessi soldi per qualche attività particolare in città!

Come pagare?

Per quanto riguarda i metodi di pagamento, in Corea accettano ovunque le carte di credito e le carte prepagate, ma solo i circuiti Visa e Mastercard funzionano. Aprire un conto bancario non è assolutamente necessario per visite di breve periodo.

Vi consiglio di evitare grandi somme di contanti, essendo davvero poco utilizzati, però ricordatevi di averne sempre un po’ con voi nel caso (poco probabile) che la vostra carta non funzioni.

Vivere in Corea, in particolare a Seoul, non è eccessivamente costoso, ma se avete un budget è fondamentale darsi delle priorità!

Se, come noi, avete dovuto posticipare di nuovo il vostro viaggio in Corea del Sud ma avete proprio voglia di sentirne l’atmosfera, vi consigliamo di dare un’occhiata alla nostra Guida alla Corea, gestita e aggiornata costantemente dal team di Mondocoreano, e vedere dove potete trovare “la Corea più vicina a voi”!

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Uno sguardo al folklore coreano: tra fantasia e scenografia

Fin dai primi tempi, la storia della Corea è caratterizzata da numerose leggende narranti la creazione del Regno, come numerose sono le creature mitologiche presenti in svariati racconti.

E voi ne conoscete già alcune? Se vi dicessi Dokkaebi o Gumiho? Vi ricordano qualcosa? I fan dei kdrama sicuramente li conosceranno. Prima però facciamo un passo indietro!

Qual è dunque la storia della creazione Corea? La tradizione vuole che circa duemila anni a.C. il figlio del Signore del Cielo Hwanin, Hwanung, disse al padre di voler vivere tra gli esseri umani. Egli lo accontentò e così Hwanung discese sulle cime del monte Taebaek, accompagnato da tremila seguaci. Assieme al Ministro delle nuvole, il Ministro della pioggia e il Ministro del vento istruirono gli umani insegnando loro codici morali, arte, medicina e agricoltura. (1)

Un giorno un orso e una tigre fecero visita a Hwanung, pregandolo di farle diventare umane. Il figlio del Cielo acconsentì, tuttavia le due creature dovettero prima superare una prova di lealtà. Egli diede loro venti spicchi d’aglio e dell’artemisia con cui avrebbero dovuto passare cento giorni lontane dalla luce del sole, cibandosi esclusivamente di questi due cibi sacri. Dopo soli venti giorni la tigre rinunciò, a differenza dell’orso che alla fine fu premiato e venne trasformato in una donna, prendendo il nome di Ungnyeo.

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In preda allo sconforto e alla solitudine, Ungnyeo pregò Hwanung di darle un figlio. Egli decise allora di sposarla e il loro primogenito fu chiamato Dangun Wanggeom, fondatore della città di Asadal (vicino l’odierna Pyongyang) e del Regno Gojoseon.

Dal mito della creazione fino ad oggi, le leggende coreane hanno affascinato diverse generazioni, tanto che alcune figure mitologiche hanno addirittura ispirato delle serie TV, andiamo dunque a scoprirne alcune!

Tra le figure più popolari del folklore coreano troviamo Gwishin (fantasma). Gwishin è di fatto un’anima che vaga nel mondo terreno per finire una missione incompiuta in vita. Esistono quattro tipi di Gwishin: Cheonyeo gwishin (il fantasma vergine), Chonggak gwishin (il fantasma celibe), Dalgyal gwishin (il fantasma uovo) e Mul gwishin (il fantasma acquatico).

Cheonyeo gwishin raffigura una giovane ragazza dai lunghi capelli neri e vestita con una tunica bianca. La tradizione vuole che la donna dovesse servire il padre, il marito e figlio, e coloro che non fossero riuscite a portare a termine questo compito, sarebbero state destinate a vivere una vita ultraterrena vagando in cerca di vendetta, spesso verso giovani coppie appena sposate.

Chonggak gwishin è l’equivalente maschile di Cheonyeo gwishin. Alle volte, tramite riti sciamanici, le due figure venivano unite in matrimonio, in maniera tale che i due potessero compiere la loro missione terrena e avere così accesso al paradiso. (2)

Dalgyal gwishin è un fantasma la cui figura richiama quella di un uovo. Non ha occhi, naso, bocca e alle volte nemmeno le gambe. Si dice sia il più terribile dei fantasmi, infatti chi lo vede muore all’istante. (3)

Mul gwishin è lo spirito di una persona annegata. L’anima vive nell’acque dove è morta e trascina a fondo chiunque si aggiri nelle sue vicinanze. 

Le storie sui Gwishin sono talmente appassionanti che anche qualche serie TV è stata girata a riguardo, come “Oh my Ghost”, “Hotel del Luna”, “Bring it on, Ghost” che vede protagonista l’attore Ok Taecyon.

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IU e Yeo Jin-goo in “Hotel del Luna”

Una tra le figure più popolari, anche grazie all’omonimo kdrama, è il Goblin. Questa creatura, a differenza dei Gwishin, non è un’anima intrappolata tra la vita e la morte, bensì nasce da oggetti inanimati o macchiati di sangue. La natura del Dokkaebi (Goblin) è benevola, egli aiuta coloro che se lo meritano e punisce chi compie malefatte. I libri lo raffigurano con una gamba sola, alle volte con occhi sporgenti, corna lunghe, corpo peloso e artigli affilati. I Goblin amano fare scherzi e sfidare i viaggiatori a ssireum (lotta coreana), spesso portano con loro un cappello che li rende invisibili e un bastone in grado di evocare oggetti. (4) La serie TV più celebre riguardo i Dokkaebi è sicuramente “Guardian: The Lonely and Great God” con protagonisti Gong Yoo e Kim Go-eun.

Il sopracitato kdrama presenta un’altra figura molto popolare della tradizione coreana, ovvero, il Cupo Mietitore. JeoSeung Saja ha una connotazione differente da quella spesso attribuitagli in Occidente. Secondo la leggenda, infatti, egli ha solo il compito di accompagnare le anime decedute sulla stada per l’aldilà, chiamata Hwangcheong. Si crede che lavori per Yunma (Re degli Inferi) e che vada a prendere i defunti direttamente sul luogo dove sono morti. La leggenda li ritrae vestiti con un hanbok nero e il cappello tradizionale coreano gat. (5)

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Gong Yoo, Kim Go-eun e Lee Dong-wook in “Guardian: the lonely and great god”.

Al contrario delle precedenti figure, Gumiho (Volpe a nove code) ha una connotazione negativa nella società coreana. La leggenda narra che una volpe che vive più di cento anni (o mille, a seconda del racconto) diventi una Gumiho. Essa si trasforma in una giovane e seducente donna, e sopravvive nutrendosi della carne delle sue vittime, per la maggior parte giovani uomini ai quali ruba la loro essenza vitale. Nonostante si trasformino in esseri umani, le Gumiho mantengono comunque qualche caratteristica volpina, come le orecchie o le nove code. (6) La tradizione vuole che se scoperte, le Gumiho fuggano e che i cani siano in grado di vedere la loro vera forma. Anche Gumiho è stata protagonista di alcuni kdrama, come per esempio “My roommate is a Gumiho” oppure “Tale of the Nine Tailed”.

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Jang Ki-yong e Lee Hye-ri in “My roommate is a Gumiho”.

Tra le varie creature mitologiche coreane, troviamo anche i Draghi. Queste figure dai lunghi copri serpenteschi e variopinti, rappresentano un simbolo di moralità e virtù. I re li usavano per simboleggiare il loro potere, mentre il popolo li vedeva come divinità della pioggia e della fortuna. I draghi venivano spesso rappresentati con una sfera tra i denti chiamata yeouiju, simbolo di onnipotenza. (7)  La maggior parte dei draghi vaniva chiamata Imugi e solamente quando afferravano una yeouiju caduta dal paradiso potevano diventare dei veri draghi.

Merita una menzione anche la figura di Haetae o Haechi. La forma ricorda quelle di un leone con un corno sulla testa. Questa creatura la si ritrova in numerose architetture a partire dalla dinastia Joseon. In passato, infatti, i coreani credevano che proteggesse la città dalle calamità naturali e dal fuoco. Uno di grandi dimensioni lo ritroviamo tutt’ora davanti al palazzo Gyeongbokgung e proprio per le sue qualità di animale protettore, dal 2008 è anche simbolo della città di Seoul. (8)

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La lista delle figure leggendarie della Corea è molto ampia e ognuna di esse ha un significato preciso nei racconti popolari. Oltre a quelle già descritte troviamo anche Daltokki (Coniglio Lunare), Bulgae (Cane di fuoco), Samjoko (Corvo a tre zampe) e molte altre. Una di queste tre compare anche in un MV dei BTS, a voi scoprire quale!

Sitografia:

1. https://en.wikipedia.org/wiki/Dangun

2. https://gwangjunewsgic.com/arts-culture/korean-myths/behind-the-myth-korean-ghosts/

3. ibidem

4. https://snackfever.com/blogs/magazine/the-myths-and-legends-of-korea

5.https://aminoapps.com/c/korean-language/page/blog/korean-folklore-characters-the-joseung-saja-grim-reapers/vdYW_wDwhnu1DYJ6nJXkmjmJm4NJ2XpJGKG

6. https://it.wikipedia.org/wiki/Kumiho

7. https://en.wikipedia.org/wiki/Korean_dragon

8.http://english.seoul.go.kr/seoul-views/seoul-symbols/3-symbol/

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K-Culture Korea

La cultura del 빨리빨리 (palli-palli)

Vi è mai capitato di andare in Corea e sentirvi dire “palli-palli”, senza avere la benché minima idea di cosa volesse dire? Tranquilli vi stanno solo dicendo di sbrigarvi! Due semplici parole che incarnano alla perfezione l’essenza della cultura coreana, caratterizzata da routine frenetiche e uno stile di vita rapido.

In Corea non è solo la rete internet a viaggiare velocemente, il “palli-palli” si applica letteralmente a ogni singolo momento della vita dei coreani. Studio, lavoro, uffici pubblici e qualsivoglia tipologia di servizio risultano essere veloci e volti ad un efficiente problem solving.

Ma voi vi chiederete, è sempre stato così? La risposta è no! Poco più di un secolo fa circa, le vite dei coreani erano tutt’altro che frenetiche. Il Paese era conosciuto come “Terra della calma mattutina”, dove paesaggi mozzafiato e natura incontaminata, trasmettevano a chi li contemplava un senso di pace e tranquillità.

Il cambiamento arrivò dopo la Guerra di Corea. Le difficoltà economiche e l’instabilità politica furono il punto di partenza per quello che sarà in seguito chiamato il “Miracolo sul fiume Han”. Il boom economico portò un vero e proprio cambio di ritmo nelle vite dei cittadini, facendo sì che la Corea realizzasse in soli 40 anni quello che le potenze del Vecchio continente avevano fatto in centinaia. (1)

Il “palli-palli” non è solo un’esclamazione, ma un vero e proprio fattore culturale. Una sorta di impazienza visibile anche nei più piccoli gesti, come per esempio il continuo girare la carne affinché si cuocia, premere il pulsante dell’ascensore fino che le porte non si aprono o mangiare i noodles prima ancora che si raffreddino. (2)

Una velocità estranea a noi italiani, abituati invece a fare le cose con più calma e spensieratezza. Quando andrete in Corea dunque, mi raccomando, bando alle ciance e 빨리빨리!

A cura di Francesca Demattio

Sitografia:
1. https://overseas.mofa.go.kr/by-ko/brd/m_20435/view.do?seq=158
2. https://m.post.naver.com/viewer/postView.nhn?volumeNo=18243483&memberNo=15460571

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MBTI in Corea: match o non match?

Vuoi sapere se la tua personalità è compatibile con quella del tuo idol preferito? Tutto quello che ti serve è il tuo MBTI, ovvero, il Myers-Briggs Type Indicator. In Corea, la tradizione vuole che per valutare l’affinità di coppia si guardi al gruppo sanguigno, tuttavia questo metodo è ormai considerato demodé dalle generazioni più giovani. Ciao ciao gruppo AB, benvenuto MBTI, quattro semplici lettere che descrivono il nostro essere in base ad un semplice test della personalità.

Come funziona, dunque? Si tratta di un test studiato nei minimi dettagli sviluppato da Katherine Cook Briggs e Isabel Briggs Myers, basato sulla teoria della personalità dello psicologo svizzero Carl Jung, per comprendere come ci rapportiamo con le persone e in generale il nostro atteggiamento verso la vita. L’indicatore prevede 16 tipi di personalità raggruppate in quattro dicotomie: estroversione (E)- introversione (I), sensitività (S)- intuizione (N), ragionamento (F)- sentimento (F), giudizio (J)-percezione (P). (1)

Il MBTI ha ormai spopolato tra i netizen di tutto il mondo, in particolar modo in Corea del Sud. La stessa app di messaggistica Kakao Talk fornisce idee regalo basate sul tipo di personalità ed anche sui profili Tinder il proprio MBTI non può mancare. Un vero e proprio biglietto da visita nelle vite dei giovani coreani, tanto che varie compagnie di marketing le usano per stimolare l’interesse dei consumatori verso i propri prodotti. (2)

Il continente asiatico vede nuovamente protagonista la Corea del Sud, ma perché voi chiederete? La pandemia anche in questo caso ha giocato un ruolo fondamentale. Meno contatti sociali e più interesse verso il proprio essere. Il voler “conoscere sé stessi” diventa un elemento chiave grazie all’enorme flusso di informazione alle quali abbiamo accesso ogni giorno, spiega il professore di psicologia della Yonsei University Lee Dong-gwi. (3)

Anche alcuni dei più celebri idol hanno reso pubblico il loro MBTI, andiamo dunque a scoprirne alcuni! BangChan, Felix e Hyunjin degli StrayKids sono rispettivamente ENFJ, ENTP e ENFP. Come non citare il gruppo coreano più celebe del momento, i BTS. Da Jin a Jungkook, i sette membri sono in ordine INTP, INFP, ESFJ, ENFP, ENFJ, ENFP e INFP. Tra gli idol che hanno rivelato il loro MBTI troviamo anche Kai degli EXO (INFJ), BamBam dei GoT7 (ESTJ), Soobin dei TXT (ISFP), Cha Eun Woo degli Astro (INFJ) e molti altri. (4)

Idol o non Idol una cosa è certa, il MBTI ha letteralmente fatto impazzire una generazione, e tu? Quale MBTI sei?

Autrice: Francesca Demattio

Sitografia:

1. https://it.wikipedia.org/wiki/Indicatore_Myers-Briggs

2. https://songdochronicle.com/2240/latest-posts/hot-topic-in-korea-now-mbti-knowing-my-personality/

3. https://songdochronicle.com/2240/latest-posts/hot-topic-in-korea-now-mbti-knowing-my-personality/

4. https://www.creatrip.com/en/blog/7496/MBTI-Fad-in-Korea-Celebrity-MBTI-Types