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Tattoos culture in Korea

I tatuaggi sono, ormai, una parte fondamentale della cultura mainstream odierna e, a tutti gli effetti, sono diventati un vero e proprio simbolo di libertà e appropriazione del proprio corpo. Ma è sempre stato così? E soprattutto, vi siete mai chiesti se i tatuaggi in Corea siano visti di buon occhio?

Al giorno d’oggi l’arte dei tattoo è una pratica estremamente diffusa in tutto il mondo, così come lo sono anche i pregiudizi legati ad essi, dunque, in questo articolo parleremo un po’ di come sono visti dai i cittadini della penisola!

Cenni storici

Avere un tatuaggio in Corea è tutt’altro che una novità. Com’è possibile?

La storia dei tatuaggi inizia svariati secoli fa quando venivano utilizzati dai pescatori delle regioni costiere del Paese per allontanare gli spiriti maligni e portare fortuna nelle loro imprese.

La vera e propria connotazione negativa legata ad essi compare durante la dinastia Joseon, quando chiunque commettesse un reato veniva marchiato in maniera indelebile con il nome del crimine che aveva commesso, fino ad arrivare al 20esimo secolo quando i gangster si tatuavamo così da far capire il clan di appartenenza.

In effetti, se notiamo l’evoluzione dei tatuaggi in Corea, ci rendiamo conto sin da subito che la connotazione negativa legata ai tatuaggi non è chiaramente propria della Corea, ma risulta molto più incisiva essendo un Paese la quale cultura è stata fortemente influenzata dal Confucianesimo.

Non a caso, la stessa idea legata alla malavita è stata percepita e continua a essere percepita in altri Paesi strettamente legati ai valor confuciani come Cina e Giappone, secondo i quali si è tenuti a “restituire” il proprio corpo alla terra come l’hanno dato i genitori, intatto, senza piercing o tatuaggi.

Il tatuatore: ruolo e attività

La professione del tatuatore, secondo la legge, è considerata illegale, infatti legalmente la potrebbe esercitare solamente un medico abilitato!

Sappiate dunque, che se mai farete un tatuaggio in Corea, chi ve lo sta facendo starà infrangendo la legge: non vi preoccupate, dunque, se recandovi da un tatuatore, non doveste trovare insegne o indicazioni specifiche perché gli studi dei numerosi tattoo artist presenti in Corea sono tutti in seminterrati, garage, retrobotteghe e qualsiasi altro posto sia lontano da occhi indiscreti.

Tattoo e società

In Corea, avere un tatuaggio visibile e di modeste dimensioni può rappresentare un ostacolo, non soltanto a livello sociale, ma possono anche rappresentare motivo di esclusione da alcuni ambiti lavorativi.

Come hanno potuto allora i tatuaggi diventare così popolari? Come spesso succede, molte mode, inclusi i tatuaggi, vengono in gran parte dall’occidente: un tatuaggio rappresenta nella maggior parte dei casi il voler essere “cool”, sentimento che in Asia spesso viene associato all’America/Occidente. 

In una società estremamente conservativa come quella coreana, farsi un tatuaggio rappresenta alle volte un motivo per esprimere la “ribellione” contro un sistema estremamente pressante socialmente, soprattutto per i giovani.

Questa nuova ondata di apprezzamento verso i tatuaggi parte proprio dai giovani, ormai stanchi del puritanesimo e del proibizionismo (emotivo e sociale) tipico di una Corea d’altri tempi che, però, non rispecchia più quella di oggi: una Corea moderna, che si affaccia al mondo con nuovi valori e obiettivi, ma soprattutto con una consapevolezza nuova, non più come paese vittima d’oppressione e chiuso a riccio ma come una nazione forte del suo potenziale e capacità.

Ad esempio, VICE ha condotto un’ottima indagine in merito alla questione dei tatuaggi illegali in Corea e delle contraddizioni sociali ad essi connesse, ed ha evidenziato che sono proprio i giovani che, tramite un sondaggio promosso da Gallup Corea, hanno fatto sentire la propria voce circa la volontà di eliminare tutte le leggi contro i tatuaggi; posizione fortemente supportata anche dalla Korea Tattoo Federation.

Quello che emerge, però, è che il valore del tatuaggio in Corea spesso è sminuito proprio da chi decide di farseli (e, spesso, questa tesi è usata da parte di coloro che sono contrari ai tatuaggi come ulteriore motivazione per mantenere questo regime proibitivo).

Durante i mesi in Corea spesso mi è capitato di chiedere ai numerosi coreani tatuati quale fosse il significa legato a quelle forme disegnate in maniera permanente sulla loro pelle. La risposta spesso ricevuta era “non so, mi sembrava carino”. Saremmo forse noi troppo legati al valore personale dei tatuaggi?

Grande aiuto alla diffusione dei tatuaggi lo si deve, ancora una volta, agli idol. Celebrità come Jungkook e Jay Park sono stati dei veri e propri pionieri in questo campo e con i loro tatuaggi hanno alleviato lo stigma che da anni influenza la società coreana.

Se siete dei tattoo lovers e cercate dei tatuatori in Corea, questi sono alcuni suggerimenti:

E voi avete mai notato i tatuaggio degli idol? Cosa ne pensate dei tatuaggi: siete a favore o contro?

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