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K-Travel Korea

Ready, set… 가자! Cosa fare in Corea?

Lo sappiamo, è l’ennesimo articolo che scriviamo sul nostro futuro viaggio in Corea.

Lo sappiamo, non ne potete più neanche voi. Fosse per noi, saremmo già con le valigie in mano, pronte a partire per un fantastico viaggio alla scoperta di questo paese del quale tanto parliamo e che vorremmo conoscere in ogni sua sfaccettatura.

Però, sembra proprio che gli astri stiano iniziando posizionarsi al posto giusto e forse il nostro sogno sta per realizzarsi. Ma come? Non lo sapete?

Già da un paio di giorni, la Corea ha aperto le sue frontiere agli stranieri vaccinati, permettendo una lenta riapertura del traffico turistico internazionale, dopo ben due anni di stop e di lentissime riprese!

Quando abbiamo letto questa notizia, non stavamo nella pelle e abbiamo cercato i primi voli disponibili per Seoul, immaginandoci già al gate dell’aeroporto, pronte a salire sul nostro aereo per Incheon.

Però, mentre fantasticavamo su questo momento tanto agognato, ci siamo rese conto di una cosa: cosa faremo una volta atterrate?

Proprio per questo motivo, abbiamo creato, insieme a voi una guida di #cosechefaremoincorea!

Siete pronti a partire con noi? Kajaa!

PS. Per essere sicuri e avere informazioni certe su possibili evoluzioni, vi consigliamo di consultare sempre il sito del Ministero degli Esteri!

Qui sotto, trovate la guida…

Fate un Click per averla gratuitamente!

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K-Culture

Guida alla Corea in Italia

Il Team di Mondo Coreano si è rimboccato le maniche e ha cercato di creare una guida alla Corea in Italia!

Cosa troverete al suo interno?

  • Ristoranti coreani
  • Negozi e Supermercati coreani
  • Negozi K-Pop
  • Negozi di Skin care e Beauty coreana

P.S. Ovviamente, nella sezione commenti in basso avete la possibilità di scrivere un ristorante/punto vendita coreano che conoscete e che non avete trovato all’interno della guida! 

Il Documento verrà aggiornato in tempo reale!

E ora… non vi resta che cliccare sul pulsante qui in basso e trovare la Corea, più vicina a voi!

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K-Learning Studiamo insieme!

FlashCard in coreano

Dopo il successo delle schede per studiare l’alfabeto coreano (cliccate qui per scaricarle), torniamo con un altro regalo!

FLASHCARD! Cosa sono? 

Sono delle carte che potete stampare e ritagliare, per studiare alcune parole in lingua coreana!

Le Flashcard sono utilissime per studiare il lessico e memorizzarlo facilmente!

Troverete una parole per ogni lettera dell’alfabeto coreano.

Siete curiosi? Cliccate qui sotto per scaricarle subito!

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K-Learning Studiamo insieme!

Alfabeto coreano per principianti

Qual è il vostro buon proposito per questo 2022?

Beh, il nostro è certamente quello di andare, finalmente, in Corea e poter realizzare questo sogno… Ma il Covid e le sue mille varianti ci stanno obbligando a posticipare il nostro viaggio.

Avete notato come muti forma più volte di quanto gli idol cambiano colore di capelli?

Ma non disperiamo! Perché, invece, non sfruttare questo periodo per finalmente impegnarsi e imparare il coreano? Non sia mai che, una volta giunti in Corea, non incontriate il vostro idol preferito: dovrete pur dirgli qualcosa, giusto?

Ed è qui che Mondo Coreano arriva in vostro soccorso, mettendo a vostra disposizione il freebie con l’alfabeto coreano per imparare a leggere e scrivere rapidamente e senza annoiarvi!

Se volete scaricarlo e imparare con noi, ecco a voi il link!

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K-Food K-Travel Korea

Tutto quello che devi sapere sul Kimchi – Ep. 1

Ogni Paese del mondo è famoso non solo per i monumenti o la storia che possiede, ma anche per il cibo. Ci sono ricette che vengono associate direttamente ad un determinato Paese, se pensiamo alla Corea ,uno dei piatti più famosi riconducibili a questa nazione, è proprio il Kimchi (김치). 

Ma cos’è esattamente? 

Il kimchi è un piatto tradizionale coreano i cui componenti possono variare ma di solito includono una combinazione di verdure, aglio, zenzero, peperoncino, sale e salsa di pesce. Il mix viene messo in salamoia e fermentato, che in origine era un modo per conservare le verdure per i mesi invernali. Il cavolo cinese è la verdura più comune utilizzata per prepararlo, e a seconda delle varianti può essere realizzato anche utilizzando carote, ravanelli cetrioli o scalogno. Esistono 187 modi per preparare il kimchi, piccante e non, immerso in acqua o no; che variano a seconda della regione e della stagione in cui vengono prodotti, inoltre è molto facile renderlo un piatto vegano mantenendo tutti gli ingredienti a base vegetale. 

Come si consuma?

Nella cultura coreana, il kimchi viene servito con quasi tutti i pasti, colazione inclusa, spesso viene utilizzato come contorno (banchan, 반찬) e viene abbinato a qualsiasi altro tipo di piatto. Ai coreani piace molto mangiarlo col riso e le alghe, insieme alla celebre samgyeopsal (삼겹살), carne di maiale cotta alla piastra, o accompagnandolo al ramen istantaneo. Ci sono poi piatti che come ingrediente principale utilizzano appunto questo alimento. I più diffusi sono sicuramente il kimchi-jjigae (김치찌개), uno  dei più popolari a base di stufato con carne e altre verdure, il kimchi-bokkeum-bap (김치볶음밥), riso soffritto accompagnato sempre da carne e verdure, e infine il kimchi-jeon (김치전), che a parte gli ingredienti ricorda una frittata, quindi il kimchi viene sostanzialmente usato per insaporire tutti i piatti, possiamo addirittura trovarlo sulla pizza!                 

Nella cultura coreana, è un alimento che ispira convivialità, e per questo è preparato durante il kimjang, l’occasione in cui parenti, amici e vicini di casa si riuniscono per consumarlo durante l’inverno.

Il kimchi viene conservato in frigo anche per diversi mesi. Conservandolo a lungo il sapore si intensificherà e diventerà più pungente mentre le verdure perderanno parte della loro croccantezza. Il kimchi è disponibile in commercio e non è costoso, si può comprare nei negozi specializzati in tipicità etniche e di prodotti coreani, oppure online anche su Amazon ad esempio.

Ma il modo migliore per godere delle sue proprietà e del suo sapore è prepararlo in casa con le proprie mani. 

Che sapore ha?

Il sapore del kimchi è complesso e varia ampiamente a seconda della ricetta. Le principali note aromatiche includono acido, piccante e /o dolce. Il sapore varierà anche a seconda delle verdure scelte per la preparazione, della durata della fermentazione e della quantità di sale o zucchero utilizzata. Poiché il kimchi è un piatto fermentato, il sapore più evidente è sicuramente quello aspro.

Nutrizione e benefici: il “super-kimchi”

Il kimchi è apprezzato per i suoi benefici nutrizionali, è anche considerato un “super-cibo”, in quanto è in grado di aiutare la digestione e a mantenere un sano equilibrio di batteri nell’intestino. Il coreano medio consuma quasi 40 libbre di kimchi all’anno e molti attribuiscono la buona salute dei cittadini coreani ai numerosi benefici che ne traggono mangiandolo ,essendo il kimchi un alimento estremante salutare, per tutta una serie di motivi:

  • E’ ricco di fibre, che aiutano le funzioni dell’intestino e contrastano l’assorbimento di zuccheri e grassi.
  • Il peperoncino in esso contenuto è ricco di vitamine A, B e C ,è un potente antiossidante, che combatte efficacemente l’invecchiamento cellulare ed ha proprietà anti cancro.
  • L’aglio invece favorisce la salute dell’apparato cardiovascolare ed abbassa la percentuale di colesterolo nel sangue; 
  • Il Kimchi, inoltre, essendo fermentato, contiene un’alta quantità di lattobacilli, gli stessi batteri usati per lo yogurt, indispensabili per il corretto funzionamento del nostro organismo, che aiutano la digestione e aiutano a mantenere un sano equilibrio di batteri nell’intestino: in pratica ci troviamo di fronte ad un integratore naturale per la nostra flora batterica!

A cura di Sara Policastro

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K-Interview

Intervista agli W.O.W

Mondo Coreano ha avuto la possibilità di intervistare il gruppo K-Pop W.O.W. Composto da 7 membri, il gruppo ha debuttato a Marzo 2021 con il singolo “Miss You”. Conosciamoli insieme!

Presentatevi ai vostri fan italiani e internazionali.

▶ Kwon Tae-Eun – Ciao a tutti, sono Kwon Tae Eun, modello di A.conic ballerino e cantante negli W.O.W.

▶ Lee Pan-do – Ciao, sono un attore e sono la base degli W.O.W.

▶ Yoon Da-ro – Ciao, sono Yoon Da-ro, responsabile della batteria, del centro e dei capelli negli W.O.W.

▶ Ju Won-Dae – Ciao, sono la Ju Won-Dae, il cantante e chitarrista degli W.O.W.

▶ Jeon Se-jin – Ciao, sono Jeon Se-jin, il leader degli W.O.W.

▶ Yooseong – Ciao! Sono Yooseong, responsabile della parte vocal e visual nel gruppo di ballo degli W.O.W! Piacere di conoscervi!!!

▶ Choi Yonghoon – Ciao, sono il più giovane ballerino e rapper degli W.O.W.

Chi è il tuo modello di vita?

▶ Kwon Tae-Eun – Come membro di una band, recentemente ho ascoltato molte canzoni delle band Coldplay e Silk Sonic, quindi hanno iniziato a piacermi di più.

▶ Lee Pan-do – Il mio modello di vita è l’attore è Yoo Hae-jin e mi piace ascoltare la band “The Rose” da quando hanno debuttato. 

▶ Yoon Da-ro – Voglio essere un influencer di cultura e moda come GD*. (G-Dragon*) ▶ Ju Won-Dae – NCT. È fantastico come si divertono davvero sul palco.

▶ Jeon Se-jin – Come cantante, il mio modello è G-Dragon mentre il mio modello di vita è Jung Woo-sung.

▶ Yooseong – i BTS sono il mio modello di vita! Penso che sia la danza che le canzoni siano perfette quando guardo le performance.

▶ Choi Yonghoon – Il mio modello di vita è Jang Hyunseung. È un cantante al quale voglio assomigliare di più, sia nella danza che nella musica.

Quando hai capito che il tuo sogno era quello di diventare un cantante?

 ▶ Kwon Tae-Eun – Ho potuto sperimentare il percorso dell’essere un cantante tramite un programma chiamato Produce X101, e attraverso quell’esperienza ho lasciato crescere il sogno di diventare un cantante.

▶ Lee Pan-do – Sognavo di diventare un cantante perché ascoltavo sempre le canzoni e mi sentivo a mio agio e solidale nell’imparare a suonare gli strumenti musicali.

▶ Yoon Da-ro – Penso che sia passato meno di un anno. All’inizio ho iniziato il mio lavoro come modello perché mi piaceva stare di fronte alle persone. Come DJ, ho registrato un midi. Penso che sia iniziato naturalmente.

▶ Ju Won-Dae – Mi piaceva cantare sin dal liceo e ho sempre sognato di essere un cantante nel mio cuore.

▶ Jeon Se-jin – Ho amato la musica sin da quando ero piccolo e ho cantato e ballato mentre guardavo la TV. Ero un bambino timido, ma sono cresciuto sognando di diventare un cantante.

▶ Yooseong – All’inizio non volevo fare il cantante. Mi piaceva fare qualcosa davanti agli altri sin da quando ero giovane, e quando mi è capitato di cantare e ballare sul palco, ho pensato di voler essere una cantante!

▶ Choi Yonghoon – Quando avevo 18 anni, mi sono interessato al rap e quindi, in modo naturale ho iniziato a voler essere un cantante. 

Qual è stata la prima impressione che ti hanno fatto gli altri membri?

▶ Kwon Tae-Eun – All’inizio pensavo che ci sarebbe stata un’atmosfera imbarazzante e sottile, ma poiché tutti nel gruppo erano educati e gentili, abbiamo potuto avvicinarci velocemente e facilmente.

▶ Lee Pan-do – Sentivo che potevo imparare molto da tutti i membri attivi nei loro campi.

▶ Yoon Da-ro – A differenza di me che ho debuttato tardi, è stato bello vedere i miei amici lavorare sodo da quando erano giovani.

▶ Ju Won-Dae – Ricordo ancora il primo giorno che ci siamo incontrati, erano così infantili e carini. Haha

▶ Jeon Se-jin – Siete tutti meravigliosi … Questo è quello che ho pensato. Anche prima di entrare in azienda, Tae Eun aveva il desiderio di avere successo.

▶ Yooseong – Quando li ho visti per la prima volta, ho pensato che ogni persona avesse una forte personalità. E la cosa che ho pensato subito dopo è stata che se avessimo mescolato bene la nostra individualità, saremmo potuti diventare un grande gruppo!

▶Choi Yonghoon – Sembravano tutti fantastici perché erano alti e belli. E li ringrazio sempre per essere così gentili e per essersi presi cura di me.

Prima di tutto, congratulazioni per il tuo singolo di debutto, Miss u. Per favore descrivi cosa significa per te questa canzone in 3 parole.

▶ Kwon Tae-Eun – Grazie. È musica popolare, quindi spero che quando la ascoltiate siate tranquilli e ci pensate. Questa canzone è la mia crescita, il mio orgoglio e la mia opportunità.

▶ Lee Pan-do – Grazie. Faremo del nostro meglio per mostrarvi musica e danza che confortano e simpatizzano con i fan. Questa canzone parla di empatia, conforto e riposo per me.

▶ Yoon Da-ro – Grazie. Lavorerò di più in modo da poter comunicare con voi di più nei media e nelle attività musicali. Inoltre, per me questa canzone è una sfida, comunicazione e sogno.

▶ Ju Won-Dae – Grazie. Per me, Miss U è una nuova sfida, un nuovo inizio e una comunicazione.

▶ Jeon Se-jin – Grazie. Per me, Miss U è incontrare persone nuove, ancora.
▶ Yooseong – Questa canzone significa per me l’inizio, la speranza e i ricordi.

▶Choi Yong-hoon – Per me, il significato di questa canzone è passione, vita e passi.

Hai aspirazioni per il futuro?

▶ Kwon Tae-Eun – Voglio essere una persona a tutto tondo che può distinguersi in vari campi come modello, cantante e attore. Spero che ci guardiate e che farete il tifo per noi!

▶ Lee Pan-do – Voglio sviluppare quello che ho, quello in cui sono bravo oggi piuttosto che il futuro e stare un po’ meglio.

 ▶ Yoon Da-ro – Voglio rimanere attivo per molto tempo, mostrare i vari lati di me e comunicare con voi. Voglio che questo momento difficile finisca e comunicare più da vicino con voi.

▶ Ju Won-Dae – Voglio davvero fare il giro del mondo ❤

▶ Jeon Se-jin – Faremo tutto più difficile di chiunque altro.

▶ Yooseong – Voglio diventare un modello per giovani cantanti oltre a cantare e ballare perfettamente!

▶ Choi Yonghoon – Se continuo a fare musica, voglio portare della buona musica ai miei fan.

Hai qualche talento nascosto?

▶ Kwon Tae-eun – Se sorridere senza stancarsi è un talento personale, dir che questo è un talento personale.

▶ Lee Pan-do – Dato che il mio lavoro originale è fare l’attore, posso imitare gli attori, il rap del rapper Zico e il flusso elettrico di Raewon.

▶ Yoon Da-ro – Gridare è fantastico. Il resto è un segreto! Ve li mostrerò uno per uno. 

▶ Ju Won-Dae – Posso farvi battere il cuore più forte 🙂 

▶ Jeon Se-jin – Il mio talento è imitare Lee Seung-gi.

▶ Yooseong – Penso di essere bravo a fare le imitazioni, perché recito!

▶ Choi Yonghoon – È il rap freestyle!

Raccontaci l’episodio più divertente quando eri un trainee.

▶ Kwon Tae-Eun – Piuttosto che un episodio speciale, penso che mi venga in mente la gioia e la felicità quotidiana di mangiare e chiacchierare con i membri del team dopo l’allenamento.

▶ Lee Pan-Do – C’è stato un giorno in cui abbiamo impostato tutti gli strumenti e girato il music video, e c’è stato un momento in cui Da-ro era così entusiasta che una parte del tamburo si è rotta. Ricordo ancora quanto fosse sorpreso Da-ro.

▶ Yoon Da-ro – All’inizio ballavo contemporaneamente alla parte strumentale, è stato difficile inizialmente perché era la prima volta che lo provavo, ma poi è diventato più divertente.

▶ Ju Won-Dae – Quando Da-ro e io ci stavamo esercitando a ballare, ci divertivamo così tanto! Corpo, mente, corpo, mente. Hahaha

 ▶ Jeon Se-jin – Quando ero un trainee, ho chiesto a un part-timer di mangiare cibo scaduto perché non avevo abbastanza soldi per andare in studio. Adesso posso parlarne con un sorriso. 

▶ Yooseong – Dopo la registrazione, andammo, con i membri a mangiare carne. Non vedevo l’ora di mangiare molto perché pensavo che tutti avrebbero mangiato bene, ma forse perché dato che sono un modello, dovrei prendermi cura di me stesso mangiando poco. Quindi, pensando di essere professionale, ho mangiato un po’ e mi sono sentito al caldo, ma ho mangiato dopo essere tornato a casa, ed è stato un episodio davvero divertente.

▶Choi Yonghoon – In passato, la cosa più divertente era scommettere con i membri sul mangiare velocemente i noodles di pollo piccanti.

Se potessi collaborare con un artista famoso, con chi ti piacerebbe farlo?

▶ Kwon Tae-Eun – Sarebbe bello collaborare con Bruno Mars, penso sarebbe come vincere una lotteria. 😀 Penso che ci siano troppe canzoni gioiello.

▶ Lee Pan-do – “The Rose”. Mentre mi preparo per la band, ascolto molto le loro canzoni, quindi vorrei incontrarli.

▶ Yoon Da-ro – Vorrei farlo con GD come ho risposto alla domanda 2. Voglio fare vari lavori non solo nella musica ma anche nella cultura della moda.

▶ Ju Won-Dae – DAY6 e NCT. Amo tutta la loro musica e sono fantastici sul palco.

▶ Jeon Se-jin – Collaborare con IU è un desiderio che ho da tutta la vita.

▶ Yooseong – Voglio collaborare con il mio modello di vita, i BTS!

▶Choi Yong-hoon – Voglio collaborare con Jang Hyun-seung. Se potessi rappare su una canzone di Jang Hyun-seung, mi sentirei davvero bene.

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

▶ Kwon Tae-Eun – Di solito guardo molti film, ma ne guarderò altri se i fan me ne consiglieranno.

▶ Lee Pan-do – Sto pensando di avvicinarmi ai miei fan come degli amici, passare del tempo su Netflix e sui giochi, canticchiare e scrivere canzoni che mi vengono in mente.

▶ Yoon Da-ro – Voglio studiare le lingue straniere e comunicare con voi in modo più accurato e semplice.

▶Ju Won-Dae – Di solito suono la chitarra o canto, e recentemente ho un accavallamento al nervo cervicale, quindi mi allungo e mi alleno molto durante le pause.

▶ Jeon Se-jin – Voglio fare un viaggio. Voglio andare in giro per vari paesi, vedere, mangiare e riposare. Voglio davvero andare in Italia. Spero che il mondo migliori presto.

▶ Yooseong – Voglio bere caffè americano ghiacciato mentre guardo musica o film!

▶Choi Yong-hoon – Voglio mangiare cibo delizioso da solo, guardare film o ascoltare musica.

Cosa vuoi dire ai tuoi fan in Italia e all’estero?

▶ Kwon Tae-Eun – Noi W.O.W abbiamo pubblicato una canzone intitolata “MISS U”. Spero vi piaccia e che la ascolterete. Non vedo l’ora che arrivi il giorno in cui il Corona scomparirà e ci potremo incontrare di persona, spero che voi rimaniate in buona salute. Continueremo a mostrarvi buone performance. Grazie!

▶Lee Pan-do – Grazie per amare e supportare gli W.O.W. Vi mostreremo molti balli e canzoni che possono confortavi. Ti amo!! (Ti amo!)

▶ Yoon Da-ro – Bonjour. Vi ringrazio per il vostro continuo sostegno e amore dall’Italia, voglio comunicare ed esibirmi con voi il prima possibile dopo questo momento difficile. In attesa di quel giorno, stiamo lavorando duramente per mostrarvi il meglio di noi, quindi aspettiamo e rallegriamoci. Merci!

▶ Ju Won-Dae – I tempi difficili finiranno velocemente, quindi faremo concerti all’estero … non vedo l’ora di conoscervi!!!

▶ Jeon Se-jin – Restate sempre in salute e al sicuro. Grazie per il vostro sostegno. Il prezioso supporto di ogni persona è un grande punto di forza. Grazie a voi, sto passando una piacevole giornata.

▶ Yooseong – Grazie per il vostro interesse e amore per i W.O.W! Per quanto ci amate, lavoreremo sodo per non metterci in imbarazzo come W.O.W.

▶ Choi Yonghoon – Grazie mille per averci acclamato e apprezzato da una distanza che non è vicina a noi. Torneremo in futuro con musica, performance e altro ancora. Grazie!

A cura di Rachel Sonnino.

Data dell’intervista: 20 Marzo 2021

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K-Interview

Intervista a SungHoon

Mondo Coreano ha avuto la possibilità di intervistare SungHoon, attore coreano di fama internazionale, conosciuto per aver recitato in “My Secret Romance“, “Oh my Venus” e nella sua ultima Serie Tv “Love (ftMarriage and Divorce)” composta da 2 stagioni, disponibile su Netflix.

  • Quando hai capito che volevi fare l’attore?
  • Quando ho smesso di nuotare mi sono chiesto cosa avrei potuto fare, quindi ho pensato che sarei dovuto diventare un attore. 
  • Chi è il tuo modello di vita? Qualcuno ti ha ispirato a diventare un attore?
  • Il mio modello di vita è Lee Byung-hun.
  • Qual è la cosa migliore dell’essere un attore?
  • Penso che sia veramente bello poter vivere la vita delle persone indirettamente, attraverso la recitazione.
  • Quale ruolo di quelli che hai interpretato nei drama hai preferito di più?
  • Sangmin, nel drama intitolato Five Kids.
  • Qual è stato il ruolo che hai avuto più difficoltà a interpretare?
  • È in “Faith”*. È stato il mio primo dramma storico e mi è sembrato diverso. *NDR: Sin-ui (신의) chiamato anche “Great Doctor”. 
  • Con quale attore vorresti recitare in futuro?
  • Voglio lavorare con Lee Byung-hun, un modello di vita.
  • Descriviti in tre parole.
  • Libertà, complessità, semplicità.
  • Che ruolo vorresti interpretare per un futuro drama?
  • Piuttosto che voler interpretare un ruolo, voglio fare del mio meglio nel ruolo che mi è stato assegnato.
  • Avremmo la possibilità di rivederti sui nostri schermi?
  • Stiamo esaminando e discutendo vari lavori con l’azienda. Torno presto con un buon lavoro.
  • Cosa vorresti dire ai fan italiani e internazionali?
  • Potremo rivederci un giorno, ma spero che starai bene e che il Corona finirà presto.

A cura di Rachel Sonnino.

Data dell’intervista: 25/03/2021

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K-Skin Care Korea

Korean Skin Care: dalle origini fino ad oggi

K-pop e K-drama non sono gli unici ad aver fatto breccia nel cuore di migliaia di fan negli ultimi anni, infatti, la Corea del Sud ha letteralmente conquistato l’Occidente anche grazie ai suoi prodotti di cosmetica all’avanguardia e di qualità. Tutti noi ormai siamo a conoscenza dei famosi 10 step che da anni le donne coreane eseguono con costanza nelle loro beauty routine, ma questo rituale di bellezza com’è nato? Ve lo siete mai chiesti? Scopriamolo insieme!

"La tua Beauty Routine Coreana" - MaisonLoo

I cosmetici comparvero per la prima volta durante l’epoca dei Tre Regni (57 a.C.-668 d.C.), in particolare sotto il Regno di Silla. Tra i primi a farne uso furono proprio i poeti guerrieri Hwarang, noti per le loro gesta e per la loro bellezza (1). I coreani ritenevano che l’aspetto fisico rispecchiasse la loro anima interiore, proprio per questo, hanno da sempre attribuito grande importanza alla cura della persona. 

La dinastia Goryeo (918-1392) vide l’apice della cosmetica del tempo. L’apertura al commercio internazionale favorì l’introduzione di nuovi ingredienti e tecniche nel Paese. I prodotti più popolari comprendevano olio di ricino e chiodi di garofano per conferire morbidezza e profumo ai capelli, fagioli indiani ricchi di saponina utilizzati nei detergenti e olio di albicocche o pesche per donare luminosità alla pelle (2).  

Come oggi, anche nell’antichità una tonalità di pelle chiara era una caratteristica molto apprezzata. Durante la dinastia Joseon (1392-1897) furono molte le tecniche utilizzate per schiarire l’incarnato, in particolare si parla di veri e propri bagni nel ginseng e creme composte di miglio, fiori di pesco e semi di zucca (3).

Il XX secolo vide la comparsa in Corea del primo prodotto cosmetico di massa, ovvero, la Bakgabun, nota anche come Park Powder. Si tratta di una polvere traslucida, che fu però ben presto ritirata dagli scaffali a causa dell’alto contenuto di piombo. Negli anni ‘60 il governo coreano bandì qualsiasi prodotto estero, permettendo così all’industria cosmetica locale di svilupparsi, diventando in futuro una delle più rinomate a livello mondiale (4).

Il punto di forza del K-beauty fu la BB cream, inventata in un primo momento in Germania, e poi perfezionata in Corea (5). Brand quali Sulhwasoo, The Face Shop e Etude House fecero della BB cream un prodotto di punta, arrivando prima negli USA, per poi approdare nel Vecchio Continente. Questo prodotto fu un vero e proprio trampolino di lancio per tutti i cosmetici coreani che ormai sono presenti nelle case degli appassionati di tutto il mondo.

Ma perché proprio la Corea? Cosa rende speciali questi prodotti? Come Hyram (un noto youtuber) ama spesso dire, il segreto dei cosmetici coreani sta negli ingredienti. Bava di lumaca, centella asiatica, propoli, estratto di betulla e molti altri, hanno reso questi prodotti unici nel loro genere. Ricercatezza e qualità hanno fatto sì che la skincare diventasse un vero e proprio pilastro della cultura coreana, rendendo il K-beauty parte integrante della cosiddetta Korean Wave.

A cura di Francesca Demattio

Sitografia:

1.https://aminoapps.com/c/korean-beauty/page/blog/the-history-of koreancosmetics/g0KG_oJbf6uPEMEDbGzNw5zxq3X76nkJXej

2.https://en.wikipedia.org/wiki/Cosmetics_in_Korea

3.https://www.sulwhasoo.com/my/en/experience/magazine/vol94-009.html

4.https://en.wikipedia.org/wiki/Cosmetics_in_Korea

5.https://en.wikipedia.org/wiki/BB_cream

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K-Culture Korea

Inversione di rotta
: Gli occhi del mondo sull’Oriente

L’Occidente ha sempre dettato le regole dei giochi, sin dalle origini, e questa è stata una condizione alla quale si è sempre dati seguito: ma siamo proprio sicuri che sia questa la lettura corretta?

Quante volte abbiamo sentito dire che le civiltà “altre” hanno cercato, nel corso del tempo, di avvicinarsi e di occidentalizzarsi nella speranza di diventare parte di quel fenomeno culturale che faceva corrispondere all’idea di paesi continentali quel presupposto di correttezza, come a dire che eguagliare la cultura europea avrebbe in qualche modo legittimato maggiormente un Paese agli occhi della sfera internazionale?

Negli ultimi tempi, però, le vicende mondiali stanno iniziando a cambiare percorso, anche e soprattutto grazie ad una coscienza risvegliata nelle nuove generazioni che, probabilmente, proprio a seguito di un’educazione troppo orientata all’Occidente, ora si stanno facendo promotori di nuovi ideali, di un nuovo Ius internazionale, un nuovo rispetto verso quella che è la diversità e la riscoperta delle differenze culturali con l’obiettivo di creare un mondo più a dimensione pluralistica e in questo, grazie (o a causa di) alla pandemia Covid-19, queste nuove istanze si sono rese più palesi, manifestandosi purtroppo in forme di violenza nei confronti della popolazione asiatica, un odio che non è rimasto impunito ma che ha comunque mietuto vittime.

Ma in questo scenario così apocalittico c’è ancora uno spazio per la speranza che, anche nel peggiore dei momenti, sta cercando di farsi largo e dare un nuovo volto a questo XXI secolo, infatti oltre al grande ruolo che, ormai da anni, ricopre la Cina nel panorama economico internazionale, diventando a tutti gli effetti la rivale per eccellenza all’industria americana, o lo stesso Giappone che, negli ultimi anni, sta tentando con grande forza di elevarsi in favore di una maggiore indipendenza del Paese (che, ricordiamo, essere ai ferri corti con la Cina che reclama sempre più potere in vigore di un accordo stipulato tra Cina e Regno Unito nel momento in cui si è concluso il periodo di dominazione anglosassone sul paese nipponico), c’è un paese che, oltre alla spinta economica e politica, si sta imponendo sempre di più nel contesto globale, diventando la vera capolista dell’industria dell’intrattenimento.

Ovviamente facciamo riferimento alla Corea del Sud che, a differenza della vicina Corea del Nord, sta sfruttando l’ondata occidentale a proprio favore, cogliendo i riferimenti culturali d’oltre oceano ma rimaneggiandoli con i propri strumenti, imponendo una nuova visione dell’industria musicale e cinematografica che sta portando sempre più persone a volgersi verso l’Oriente, riscoprendone la cultura e i modi: fenomeni come il K-pop, le cui origini si radicano nella seconda metà dell’800 ma sarà soltanto a partire dagli anni ’90 del XX secolo che si avrà il vero exploit di questo genere musicale consistente in basi pop accompagnati da testi in lingua coreana, e i K-drama, serial televisivi che prendono spunto dai dorama giapponesi, si stanno costruendo una fan-base sempre più ampia anche in quei paesi dove la lingua coreana non è affatto “di casa”, smontando quel preconcetto culturale per il quale è possibile godere solo di ciò che si può capire a fondo.

La vera domanda è: come hanno fatto a sorpassare il limite linguistico?

La domanda, apparentemente semplice, in un contesto globalizzato come il nostro, è in realtà il fulcro dell’intera vicenda perché sta portando sempre di più una rivoluzione culturale, specie in Occidente, specie in un mondo nel quale si è sempre ritenuto che l’unico mezzo di comunicazione univoco fosse la lingua inglese, dimostrando invece che ancora oggi, nell’era della tecnologia e del progresso, la musica e l’arte possono essere mezzo di comunicazione e unione principale, riscoprendo quella funzione sociale della musica che, almeno nei paesi più occidentali, si è persa negli ultimi anni, in favore di una cultura artistica più incentrata sul denaro e sulla vendita facile: a dimostrazione di ciò basta analizzare l’attenzione delle agenzie e etichette discografiche nei confronti delle coreografie, degli outfit, del merchandising e soprattutto dei video musicali, un’usanza ormai quasi del tutto scomparsa negli artisti del Continente che, per stare dietro ai ritmi incessanti e frenetici della musica digitale, hanno preferito sacrificare il contenuto visual.

A riprova del fatto che la scena musicale coreana è particolarmente apprezzata anche oltre Oceano, possiamo citare giusto qualche collaborazione, come la canzone “Boy with Luv” dei BTS, boyband coreana composta da 7 membri formatasi a Seoul nel 2013 sotto la costante attenzione della Big Hit Entertainment (ora HYBE), con la cantante americana Halsey, la canzone “Ice cream” delle BLACKPINK, band femminile coreana composta da 4 membri formatasi a Seoul nel 2016 dalla YG Entertainment, con la cantante americana Selena Gomez e questi due gruppi, citati solamente a puro titolo esemplificativo, vantano una fan-base a livello mondiale, non soltanto tra normali fan ma anche grandi artisti internazionali che ne esaltano le qualità e doti: gli stessi BTS, per fama e frenesia sociale generata, sono stati paragonati ai Beatles e ai Monkees e il loro successo è diventato oggetto di studi accademici.

Oppure ancora basta pensare alle innovazioni nella cinematografia apportate dai registi e scenografi coreani, pensiamo al “caso Parasite”, vincitore di 4 Oscar e una Palma d’oro, una vera e propria rivoluzione, soprattutto se riflettiamo sulla lentezza del film accompagnata, però, dall’attenzione ai minimi dettagli, che hanno trasformato questo film in un vero e proprio caso di studio e che, inevitabilmente, comporterà dei cambiamenti anche nella stessa cinematografia internazionale perché ha dimostrato che il grande pubblico è più attento alle minuzie e, al tempo stesso, allo sguardo complessivo dell’opera in sé, confermando, di nuovo, che non è necessario dover comprendere tutto al 100% per poterlo apprezzare davvero.

Gli stessi K-Drama stanno scalando non poi così lentamente le classifiche internazionali, propugnando una nuova visione della serie tv, un prodotto che non è soltanto intrattenimento ma anche e soprattutto

insegnamento morale, ad esempio il drama “It’s okay to not be okay” (사이코지만 괜찮아) si pone come capolista nell’affrontare quelli che sono i traumi e la malattia mentale, insegnando allo spettatore la necessità

di accettarsi ma anche l’importanza di fare affidamento sugli altri, non come ancora di salvataggio, ma come supporto per i momenti più bui o, ancora, il drama “Itaewon class” (이태원 클라쓰) basato sul webtoon omonimo insegna l’importanza dell’amicizia ma anche della resilienza agli eventi difficili della nostra vita.

Finalmente il panorama cinematografico internazionale sta iniziando ad apprezzare attori non “canonici” e questo è dimostrato dalla recentissima notizia sulla partecipazione dell’attore Park Seo-Joon (Itaewon class, Hwarang, What’s wrong with Secretary Kim, Fight for my way) al prossimo film Marvel “Captain Marvel” a fianco dell’attrice statunitense Brie Larson: notizia confermata o meno, la portata di questa novità è comunque eclatante perché mostra il primo grande passo verso un mondo dello spettacolo sempre più multiculturale e aperto alla diversità.

In conclusione, che la strada da percorrere sia ancora lunga è un dato certo, sono ancora tanti i pregiudizi e le tematiche che meritano di essere affrontate per poter realmente parlare di una vera e propria rivoluzione in senso totalizzante ma le nuove generazioni sono sicuramente qualche passo avanti rispetto ai loro predecessori, scardinando passo dopo passo ogni tassello di quella cultura colonizzante che sminuiva l’Oriente davanti all’imponenza dell’Occidente: che sia la volta buona che l’Occidente inizi a decolonizzare i propri standards e ad approcciarsi con occhio diverso verso l’altro?

Ai posteri l’ardua sentenza.

A cura di Bianca Cannarella

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K-Culture Korea

Perché la Corea del Sud diventerà una delle mete più gettonate del Post-Covid?

Dal film Premio Oscar “Parasite” al video musicale K-Pop più visto su YouTube “Gangnam Style“, negli ultimi anni sembra che la Corea del Sud stia prendendo sempre più piede in tutto il mondo. Ebbene sì, se pensate che sia solo tecnologia e automobili, vi sbagliate. 

A partire dagli anni 2000, si è diffuso un fenomeno chiamato Hallyu (한류) o anche detto “Korean Wave” che consiste nell’ondata di popolarità globale che ha ricevuto la Corea del Sud a 360°, grazie all’industria dell’intrattenimento. Negli ultimi anni, quest’ondata, ha iniziato a travolgere non solo i paesi asiatici, ma tutto il mondo, arrivando fino agli Stati Uniti, dove gli attori e i gruppi K-Pop sono sempre più richiesti dalla televisione americana, arrivando a pagare cifre esorbitanti.

Ma come sono riusciti, a conquistare quest’impero?Dall’inizio del fenomeno, il governo coreano ha cercato fin da subito di alimentarlo il più possibile, attraverso varie strategie. Basta pensare al programma globale di Reporter Onorari per Korea.net, dove migliaia di volontari in giro per il mondo, appassionati della cultura coreana scrivono settimanalmente decine di articoli in varie lingue per diffondere ogni sfumatura della Corea del Sud, all’estero. Inoltre, il governo sostiene le agenzie di intrattenimento e le nuove Start-Up promettenti attraverso dei finanziamenti.Non solo dalla Corea del Sud, ma anche dall’estero arrivano i sostegni: Netflix, dopo i grandi successi che hanno avuto i K-Drama (serie tv coreane) sulla sua piattaforma, all’evento online di Netflix “See What’s Next: Korea”, ha annunciato che spenderà mezzo miliardo di dollari per espandere la sua lista di film e spettacoli originali coreani, per quest’anno. 

Una delle particolarità dei Drama coreani è la lingua originale: solo pochi, dei tantissimi di contenuti presenti sui cataloghi di varie piattaforme online, sono stati doppiati in lingua italiana, quindi, gli spettatori non hanno altra scelta che godersi la visione, ascoltando ore e ore di lingua coreana… sarà per questo che l’Istituto Culturale Coreano di Roma, nell’ultimo anno, ha dovuto quadruplicare la disponibilità di corsi di lingua, grazie alle centinaia di richieste?

Nel campo del K-Pop, i vincitori indiscussi, con più di 114 milioni di fan presenti solo nell’ultimo concerto online, sono i BTS(Bangtan Sonyeondan): sette ragazzi che stanno rivoluzionando il mondo pop, più in particolare il K-Pop, tipicamente coreano. Attualmente, i BTS collezionano sette Guinness dei Primati e con il singolo “Dynamite” hanno raggiunto la vetta delle classifiche di più di 104 paesi su iTunes, nella prima settimana. Ma quanto sono importanti i BTS in questa “ondata di popolarità“? Per comprenderlo più a fondo bisogna sapere che il Presidente Moon Jae-In ha affermato in un discorso al pubblico che il gruppo, premiato nel 2018 da lui stesso con dei meriti culturali, può posticipare il servizio militare anche dopo i 30 anni. Tutto ciò ha portato a non poche polemiche tra la popolazione coreana. Infatti, in Corea del Sud, gli uomini sono tenuti a servire il paese, arruolandosi non oltre i 28 anni.

https://www.youtube.com/watch?v=BflFNMl_UWY

Grazie all’introduzione dei Social Media, questo fenomeno senza sosta sta continuando a dilagarsi globalmente senza dare nessun cenno di cedimento, anzi: dal 2007 è arrivata l’Hallyu 2.0, che definisce la “nuova” ondata di popolarità coreana. Con la rapidità e la fruibilità del web è diventata estremamente breve la distanza tra noi e il paese coreano, nonostante la reale lontananza. Tutto questo ha portato anche a un reale interesse da parte dei fan dell’intrattenimento coreano nello scoprire quale sia la loro cultura, il loro modo di vivere, le loro tradizioni, che per ora hanno solo scoperto e “vissuto” tramite uno schermo. Non ci resta quindi che aspettare tempi migliori per poter andare a vedere da vicino quello che stiamo scoprendo a 9.011 km di distanza. 

 

A cura di Rachel Sonnino