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#BTS: it’s comeback time!

ARMY di Mondo coreano: a rapporto!

Svegliatevi dal letargo, rispolverate le vostre Army bomb, recuperate gli ultimi episodi di BANGTAN BOMB, andate a ripassare i fanchant. Perché?

Perché, finalmente, il 10 Giugno, dopo più di 500 giorni dall’uscita di BE, avremo un nuovo comeback dei BTS: annunciato durante l’ultimo giorno del mini-tour di 4 date a Las Vegas, il 4 Maggio con uno streaming totalmente inaspettato, è stato rivelato il nome ufficiale del prossimo album, PROOF.

PROOF, da quello che appare dai due teaser resi pubblici (e che potete reperire sul canale Youtube BANGTAN TV) e dall’ultima dichiarazione rilasciata proprio dalla BigHit, è un album antologico che porta alla riscoperta di alcune delle vecchie canzoni del gruppo con l’aggiunta di cinque brani inediti.

Cosa sappiamo di questo nuovo album?

Il filo rosso che lega questo nuovo album è la celebrazione dei nove anni di carriera del gruppo, dei loro sforzi e sacrifici ma anche l’inizio di una nuova era.

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Il programma previsto per gli ARMY per scoprire, pezzo dopo pezzo, quello che ci riserba questo nuovo album è stato molto fitto: siete riuscit* a sopravvivere?

Abbiamo subito numerosi attacchi, tra le tracce scelte, i nuovi titoli, per non parlare delle concept photo (ndr: l’autrice di questo articolo non si è ancora ripresa dal ritorno dell’acconciatura da emo di Jungkook) e del trailer del video di Yet to come: insomma, è stato un mese pesante… molto pesante. Proviamo a fare un recap delle tracce?

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In questo CD troviamo esclusivamente brani cantati dall’intero gruppo, compresa la grandissima collaborazione con Halsey per Boy with Luv, e il titolo della prima nuova canzone, Yet to come (The most beautiful moment): sorpresa delle sorprese è l’inserimento di Born Singer, brano molto amato dai fan e dal gruppo stesso, che però era una cover (o meglio, sfruttava l’instrumental di un brano di J Cole, Born sinner) fatta dal gruppo nel lontano 2013 e cantata l’ultima volta nel 2017 durante uno degli ultimi appuntamenti del tour.

In questo secondo CD, invece, troviamo sia solo che sub-unit/group songs, mentre la title-track è proprio una delle novità, intitolata RUN, BTS (Dallyeora Bangtan): a quanto pare, ogni membro del gruppo ha scelto un singolo del proprio repertorio e un brano di gruppo/sub-unit, spiegando la propria decisione in una serie di short video chiamati “Proof of inspiration“.

FUN FACT: se notate, i brani dei singoli membri sono messi nell’ordine seguito dal fanchant, alternati da una canzone dell’intero gruppo! Non ci credete? Guardate bene: RUN BTS – Persona (Kim Namjoon) – Stay (OT7) – Moon (Kim Seokjin) – Jamais Vu (OT7) – Trivia: Seesaw (Min Yoongi) … Dobbiamo continuare?

Purtroppo le tracce presenti in questo album saranno disponibili solamente su CD e non sulle piattaforme streaming, tranne For Youth, una delle novità previste per questo album insieme alla traccia 02, Young love, e la 04, Quotation mark.

Da quanto rilasciato alla stampa, questo terzo CD, a differenza degli altri due che, invece, ripercorrono la carriera del gruppo e mostrano le loro diverse sfumature, sembrerebbe proprio essere dedicato agli ARMY, all’amore verso di loro e al rapporto che, indissolubilmente, li lega da ormai nove anni.

Ma, a proposito di ere, siete sicuri di ricordarle tutte? Se la risposta è negativa, Mondo coreano è qui per voi!

PS. Per questioni logistiche, prenderemo in considerazione solamente la discografia coreana ma consigliamo comunque a tutti di ascoltare anche la discografia giapponese che contiene alcune perle firmate Bangtan Sonyeondan.

School trilogy (2013-2014)

La “school trilogy” è la prima vera era che segna l’inizio del percorso dei Tannies, a partire dal loro debutto con il brano No more dream.

Questa trilogia è composta dagli album:

2 Cool 4 Skool, pubblicato il 12 giugno 2013

O!RUL8,2?, pubblicato l’11 settembre 2013

Skool luv affair, pubblicato il 12 febbraio 2014

Il leitmotiv di tutti e tre gli album, oltre alla musica hip hop e l’ambiente scolastico, è una forte critica nei confronti della società opprimente nella quale gli adolescenti d’oggi si trovano a vivere, schiacciati dalle aspettative e dalle pressioni di genitori e insegnanti e costretti ad abbandonare i propri sogni per seguire quelli altrui.

Dark & Wild (2014-2015)

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Questo album è stato rilasciato il 19 agosto 2014 ed è da molti considerato come un periodo (o album) di transizione perché iniziamo ad assistere ad un cambiamento, non solo stilistico e di genere, ma anche nelle tematiche perché dall’ambiente scolastico si passa alle relazioni sociali generalmente intese, nello specifico i sentimenti amorosi, prevalentemente adolescenziali, e quanto possa esservi correlato.

Una delle tracce di questo album, War of hormone, seppur sia tra le più amate dai fan, ha messo in grandi difficoltà il gruppo e l’agenzia, criticata per il testo e per un’eccessiva oggettivizzazione delle donne: questo porterà la BigHit a scusarsi pubblicamente e avviare un processo di revisione dei testi più attenta.

Personally, I received a lot of criticism regardin misogyny in 2015 and 2016, which led me to get my lyrics reviewed by a women’s studies professor. That experience, in turn, was an opportunity for me to self-reflect and question whether I’d been insensitive to gender equality. I want to do the best I can to take interest in the topic, learn and make improvements. That’s my perspective now.
RM (Kim Namjoon) to ABC News in 2021

Personalmente, ho ricevuto molte critiche in merito alla misoginia intorno al 2015/2016, [ciò] mi ha portato a far rivedere i miei testi da un docente di studi femminili. Questa esperienza, col senno del poi, è stata un’opportunità per me per fare autocritica e chiedermi se non fossi insensibile in merito alla questione di genere. Voglio fare il mio meglio per interessarmi alla questione, imparare e migliorare. Questo è il mio obiettivo.
RM (Kim Namjoon) a ABC News nel 2021

Hwa-yang-yeon-hwa (2015-2016)

Questa era è caratterizzata dalla serie di mini-album intitolati The most beautiful moment in life (o 화양연화, hwa-yang-yeon-hwa).

Si compone di tre album:

HYYH pt.1, pubblicato il 29 Aprile 2015

HYYH pt.2, pubblicato il 30 Novembre 2015

HYYH: Young Forever, pubblicato il 2 maggio 2016

The most beautiful moment in life segna il passaggio dall’adolescenza all’età adulta e si concentra in buona parte sulla paura di crescere ma anche sul voler realizzare i propri sogni ed è ispirato ad una conversazione realmente avvenuta tra Bang PD e Suga, durante la quale quest’ultimo avrebbe affermato di non voler ancora diventare adulto per continuare ad inseguire i propri sogni di ragazzino.

Inoltre, è possibile osservare anche un cambiamento nello stile, assistendo ad un progressivo passaggio dal genere hip hop al più classico pop-rock.

Wings e You never walk alone (2016-2017)

Rilasciato il 10 ottobre 2016, rappresenta la trasformazione più matura dei BTS, in quanto unisce temi vicini alla giovinezza – già affrontati negli album precedenti – ma anche la tentazione e le difficoltà: ispirato prevalentemente al romanzo Demian di Hermann Hesse, non sono rari i riferimenti al confronto tra il bene e il male e la filosofia jungiana.

A Wings seguirà l’album You Never Walk Alone, rilasciato il 13 febbraio 2017, che consiste in una continuazione proprio di Wings, infatti contiene molti brani del precedente album insieme a qualche brano nuovo: fiore all’occhiello di questo YNWA è il brano Spring Day, al quale è tristemente collegato il tragico evento che ha coinvolto il traghetto Sewol nel 2014.

Love yourself trilogy (2017-2018)

Anche in questo caso ci troviamo davanti ad una serie di album tutti intitolati Love yourself.

Gli album in questione sono:

Love Yourself: Her, pubblicato il 18 settembre 2017

Love Yourself: Tear, pubblicato il 18 marzo 2018

Love Yourself: Answer, pubblicato il 24 agosto 2018

Her è il primo disco della trilogia e rappresenta la gioia e la bellezza dell’innamoramento, mentre Tear affronta il dolore e la sofferenza dovuti alla separazione ma, soprattutto, la consapevolezza di potersi trovare davanti un amore non corrisposto: l’ultimo album, Answer, rappresenta un po’ la conclusione del percorso di crescita e cambiamento iniziato con HYYH.

Se il filo conduttore dei primi due EP è l’amore verso gli altri e la ricerca disperata di attenzioni e risposte dagli altri, Answer, proprio come suggerisce il titolo, dà un consiglio fondamentale agli ascoltatori, cioè quanto sia necessario amare se stessi prima di cercare l’amore negli altri.

Questa costruzione non è affatto casuale e, come abbiamo avuto modo di vedere molte volte nei contenuti proposti dai BTS, si fa un grande riferimento a quella che è la tradizione letteraria cinese, coreana e giapponese, infatti Love Yourself è impostato secondo il Kishotenketsu (起承転結), un termine giapponese che indica proprio l’impostazione della narrazione e della retorica tradizionale asiatica.

Tra il primo e il secondo album della serie Love Yourself verrà pubblicato il 4 aprile 2018 anche l’album giapponese, Face Yourself, al cui interno troviamo, tra le varie versioni in lingua giapponese delle canzoni presenti in Her, anche il brano Don’t leave me che, seppur non abbia un suo video musicale, ha riscosso molto successo tra gli Army.

Map of the soul (2019-2020)

La serie Map of the soul consiste in una serie di tre album, due in lingua coreana e uno in lingua giapponese, nello specifico:

Map of the soul: Persona, pubblicato il 12 aprile 2019

Map of the soul: 7, pubblicato il 12 febbraio 2020

Map of the soul: The Journey, pubblicato il 14 luglio 2020

L’intera serie coglie ispirazione dal libro di psicologia analitica di Murray Stein, incentrato sulle teorie dello psicanalista Jung, e si concentra sul percorso che hanno dovuto affrontare, come individui, come giovani e come gruppo, per arrivare al successo che stanno ricevendo negli ultimi anni.

BE (2020-2021)

Be è l’ultimo album del gruppo, rilasciato il 20 novembre 2020, e in base a quanto dichiarato durante la conferenza stampa dalla stessa agenzia, in questo album i BTS si aprono, esternando le loro sensazioni e timori, specie in seguito alla pandemia e il terrore dei giovani membri di non riuscire a rimanere in contatto con i propri fan: in particolar modo il brano Life goes on cerca di riassumere in note e parole queste sensazioni e la loro ricerca di sicurezza e certezza.

Butter (2021)

Per quanto non possa essere considerato un vero e proprio album, questo EP contiene gli ultimi due brani dei BTS, Butter (uscito nel maggio 2021) e Permission to dance (uscito nel luglio 2021), brani che li hanno consacrati ulteriormente nell’olimpo della musica internazionale, portando anche alla vittoria di numerosi premi.

Che ve ne pare di questo concept? Siete pront* per il grande ritorno dei Tannies?

Sappiate, però, che le sorprese non finiscono qui! Eh no, perché saprete bene che gli Army sono conosciuti tra tutti i fandom per essere tra i più generos* che esistano e, anche noi di Mondo coreano, non abbiamo saputo resistere a questo richiamo. Siete curiosi di sapere cosa abbiamo preparato per voi? Cliccate il pulsante qui sotto e non dimenticate di commentare!

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Mascolinità tossica vs K-pop – Parte 2

Parte 2

Benvenuti ad un nuovo episodio di “Mascolinità tossica vs Kpop”!

In questo secondo appuntamento attenzioneremo più da vicino la questione analizzando alcune delle novità che stanno stravolgendo la scena musicale e artistica in generale.

Sappiamo bene che oltre alla bellezza interiore, anche l’occhio vuole la sua parte e, in effetti, siamo spettatori attivi, anche inconsapevolmente, della costruzione di nuovi beauty standard e mode: occorre, però, fare una premessa perché ancora assistiamo, per fortuna non più inermi, ad una discriminazione vera e propria, sin dalla più tenera età, di tutti coloro che non rientrano negli schemi classici che sono stati portati avanti fino ad ora, pensiamo alla delicatezza dei tratti del volto, talvolta additati come non sufficientemente virili, di Felix (Lee Felix (이필릭스)) degli Stray Kids.

Lee Felix (이필릭스) – STRAY KIDS

Con il passare del tempo, ma soprattutto grazie all’avanzata prorompente delle nuove generazioni, si è generato un grandioso cambiamento, indirizzato verso una maggiore apertura mentale e libertà d’essere che punta non soltanto a scardinare, in primis, le donne dal ruolo impostogli dalla società per molto tempo (anche in campo artistico) ma anche gli stessi uomini dalle catene di questa mascolinità forzata, in favore di un più
ampio respiro e possibilità, per chiunque, di identificarsi e trovare un proprio ruolo soltanto sulla base dei propri interessi, gusti e obiettivi.

Come è noto, però, non per forza le rivoluzioni devono nascere da grandi eventi, anzi spesso e volentieri basta proprio un piccolo focolaio per far sì che le fiamme si propaghino e, in effetti, anche in questo caso ci si può rendere conto dell’enorme ruolo che stanno svolgendo e stanno acquisendo i social stessi, ora veicolo di messaggi e d’insegnamenti, e la moda. Perché la moda?

Perché la moda, come qualunque forma artistica, ha come suo scopo quello di influenzare gli altri e di “imporre” tendenze ad un sempre più vasto parterre d’utenti e, a dirla tutta, è proprio il campo della moda il primo ad essere stato investito da quest’ondata di cambiamento perché è il mezzo più immediato per veicolare un messaggio, infatti non sono pochi i marchi, di lusso o meno, che si stanno muovendo in questo senso, proponendo dei capi d’abbigliamento e accessori più inclusivi e “gender-free”.

Louis Vuitton x BTS

Gli artisti sono anche loro antenne di trasmissione e di propagazione di messaggi e stili e proprio in queste situazioni il loro intervento e presa di posizione diventano essenziali per una più rapida diffusione di nuovi ideali.

Cosa c’entra questo con la mascolinità?

C’entra perché sempre più uomini, anche nel mondo del kpop, stanno abbandonando la vecchia strada che li relegava ad uno specifico ruolo per abbracciare una vita molto più libera ed indipendente, anche nel vestiario, infatti ultimamente sono sempre di più gli artisti che indossano orecchini, smalto sulle unghie, gonne, crop top (pensiamo al giovane San del gruppo ATEEZ che recentemente ha sfoggiato con grande fierezza dei crop top durante alcune esibizioni e video, scardinando quel pregiudizio che legava questo capo d’abbigliamento alle sole donne) ma anche che ricorrono all’utilizzo del make-up.

San (Choi San (최산)), ATEEZ – Firework stage
Taeyang (Yoo Tae Yang (유태양)), SF9

Per quel che riguarda il make-up non possiamo non menzionare le tante campagne pubblicitarie e collaborazioni che vedono protagonisti gruppi esclusivamente maschili, per esempio i MONSTA X, il cantante KAI degli EXO oppure gli Stray Kids, pratica che sta diventando sempre più usuale, abbattendo il tabù sul rapporto tra gli uomini e il trucco.

MONSTA X x Urban Decay
KAI (Kim Jong In (김종인)), EXO – Kai x Bobby Brown

Esiste una “femminilità tossica”?

È anche questo un fenomeno che merita di essere attenzionato perché impone alcuni diktat a tutte le donne, cui si trovano ulteriormente sottomesse e sottoposte, ad esempio pensiamo all’assioma “delicatezza o sensibilità = donna” oppure pensiamo all’idea per la quale le donne devono essere sempre posate e educate mentre gli uomini sono “autorizzati” a non esserlo, rispondendo al solito e reiterato “boys will be boys”: perché siamo arrivati a questo punto? Perché una donna non dovrebbe essere forte ma una gentile donzella pronta ad essere salvata?

Concludendo questa disamina sulla società moderna in transizione, ci si rende presto conto che il fenomeno della mascolinità tossica e dei conseguenti rimedi è molto più vasto di quello che si possa pensare, perché in quanto avvenimento sociologico, inevitabilmente investe tutti gli ambiti che riguardano la socialità e ne va a determinare dinamiche e metodi che poi andranno ad incidere sulla vita di tutti gli individui.

Se questi sono i presupposti, è sperabile che nel giro di qualche anno la situazione verrà sostanzialmente ribaltata, aprendo un nuovo paragrafo della storia nel quale ognuno diventerà protagonista della propria vita senza alcuna restrizione ma vivendo appieno la propria esistenza: certo, la strada è ancora lunga e non sono pochi i castelli da abbattere e le nuove strade da costruire per distruggere gli stereotipi di una società conservatrice ma, forse, con l’aiuto e la consapevolezza di tutti, un passo per volta sarà possibile abbandonare questo percorso per affrontarne uno nuovo con un occhio e mente diversa.

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Mascolinità tossica vs K-pop – Parte 1

Parte 1

Cosa si intende per mascolinità tossica?

Quando parliamo di “mascolinità tossica” ci riferiamo ai comportamenti generati dalla società che descrivono il ruolo di genere mascolino come “violento, non emotivo” e, spesso, viene anche definita come “mascolinità obbligata”.

Questo genere di manifestazioni è dovuto principalmente a pregiudizi antiquati in base ai quali l’uomo, rivendicando la sua parte “animale” prevale sugli altri soggetti della società, imponendo la propria autorità a suon di voce grossa e violenza.

Questo atteggiamento trova ancora ampie rappresentazioni, non soltanto nei confronti delle donne, ma colpisce, anche duramente, tutti quegli uomini che non rientrano in questo schema: tutto ciò trova un grosso raffronto anche in altre sfere della vita sociale, ad esempio lo stesso mondo dell’arte trasuda di questi retaggi, pensiamo al classico stereotipo in base al quale soltanto le donne possono praticare la danza classica oppure soltanto gli uomini possono entrare nel mondo della musica rap.

La società attuale e i doppi standard

Perché sono quelli che meglio descrivono questi doppi standard, infatti è chiaro che ancora si confina tutto ciò che è considerato “delicato” ad una sfera prettamente femminile, come se gli uomini non fossero in grado di provare quel genere di emozioni ma soprattutto come se fosse una vergogna mostrarsi più sensibili.

Purtroppo ambienti come il mondo dell’hip hop, del rap, della trap non sono esclusi da questo discorso, probabilmente perché la loro origine proviene dalla strada e, automaticamente, li si è sempre ricollegati ad un contesto più da duro, anzi da duri, da persone “forgiate e cresciute” dalla e per la strada e, dunque, se ne deduce che una giovane donna non possa essere in grado di avere a che fare con questo stile di vita; certo, oggi non è la stessa cosa di 20 anni fa, sempre più donne si avvicinano alla scena pop e rap ma non possiamo dimenticare, a causa di questi progressi, quanto sia stato difficile anche per una stella come Nicki Minaj imporsi nella scena musicale americana e non.

Neanche gli artisti k-pop, o meglio, neanche il panorama musicale coreano è esente da colpe, infatti soltanto recentemente ha iniziato ad aprirsi ad una maggiore varietà, per esempio gli stessi BTS, ora artisti acclamati a livello internazionale, hanno subito (e subiscono ancora) delle forti ripercussioni e prese in giro per il proprio modo di fare musica ma anche e soprattutto per il modo di vestire e per il trucco.

Nel novembre del 2013, durante una convention di musica hip hop, alcuni esponenti della scena hanno deriso i membri RM e Suga definendoli “ragazzine” soltanto perché si era preferito fargli indossare della matita nera negli occhi (nonostante ciò fosse totalmente in linea con lo stile del gruppo ai tempi, perché ci riferiamo al loro debutto, quindi il periodo dell’album “2 Cool 4 Skool” o del brano “No more dream” che prevedeva un look più dark e ribelle, un po’ alla Avril Lavigne ai tempi di “Sk8ter boi”) e quindi per questa piccolezza, senza alcuna valutazione o correlazione con le loro competenze, non erano degni di appartenere e rappresentare la scena rap (uno dei relatori disse “you are on the right path but strayed away”, come a dirgli che sì, le potenzialità c’erano ma che erano impiegate nel modo peggiore e che, quindi, sarebbe stato un sogno molto breve).

Promotional photo di No more dream – BTS (2013)

La cosa più interessante di tutta la vicenda, al di là dell’infelicità del collegamento tra make-up e “l’impossibilità d’essere rapper”, è la scelta terminologica che fa rabbrividire perché vennero adoperati i concetti di “cose da femmina”, “femminuccia”, “fare cose da ragazze” con una connotazione assolutamente dispregiativa, come se essere donne sia quasi uno svantaggio di partenza, un disonore e ciò che rattrista maggiormente è che, ad affermare ciò, soltanto 8 anni fa, erano soggetti che “lavorano con le parole”, soggetti che conoscono bene il significato e il peso delle parole adoperate, sanno quanto una scelta possa far male o andare più in profondità rispetto ad un’altra: l’obiettivo era quello di ferire l’orgoglio dei due giovani artisti, in qualità di rappresentanti del gruppo, paragonandoli a delle ragazzine, incapaci di sopravvivere in quel mondo. Non è, forse, questo un esempio lampante di mascolinità tossica all’azione?

Il classico uomo, forte della propria posizione, che tenta di stabilire l’ordine delle cose e di rimettere al suo posto chi cerca di scampare alle gerarchie imposte dalla società.

Siamo tutti vittime, indistintamente

Pensare, o illudersi, ancora che la sfera emotiva sia solamente una “questione femminile” equivale a nascondersi dietro ad un dito e far sentire inadeguati tutti coloro che non rispecchiano la forma standard dell’uomo forte che non si lascia abbattere da niente e che non fa trapelare alcuna insicurezza: questo non soltanto è dannifico ma anche pericoloso perché negare la validità e il valore di quelle sensazioni non fa altro che ingigantirle e renderle dei mostri contro i quali sarà difficile combattere.

Gli uomini, al pari delle donne e di qualsiasi essere, devono essere autorizzati ad esprimersi liberamente e devono andare contro l’ideale di questa società patriarcale perché le seconde vittime sono proprio loro, è la
loro intimità, la loro sicurezza e stabilità mentale: se dovessimo riassumere il tutto in uno slogan, probabilmente sarebbe “liberi di piangere”, piangere di gioia, dal dolore, dalla frustrazione o dalle risate, non importa di che genere siano le lacrime, l’importante è tirarle fuori e dargli un peso.

Per concludere questo primo, speriamo interessante, episodio di “Mascolinità tossica vs Kpop”, vi consigliamo la visione di questo video che rappresenta appieno l’importanza del cambiamento al quale stiamo assistendo.

Autrice: Bianca Cannarella

Eterna Sagittario, è capitata in questo mondo per sbaglio e non ne è più uscita, riscoprendo se stessa e ciò che la circonda. Un giorno sì e l’altro pure sogna di scappare in Corea: probabilmente lo farà molto presto. Il suo motto preferito è: 시작이 반이다, “l’inizio è la metà”.