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K-Drama

Momento no? Comfort drama!

Capita a tutti di sentirsi giù di morale, di avere quei momenti in cui non si ha voglia di fare nulla se non guardare qualche film o serie che possa rimediare a questa sensazione ed è in serate come queste che vengono in nostro soccorso quei k-drama in grado di coccolarci e avvolgerci con il loro calore.

Mondocoreano ha preparato una lista di 6 k-drama che rientrano perfettamente in questa categoria.

Pronti? Iniziamo!

  1. WHAT’S WRONG WITH SECRETARY KIM

Cosa troverete in questo k-drama? Romanticismo e tante risate!

What’s Wrong With Secretary Kim (김비서가 왜 그럴까) è un k-drama diretto da Park Joon Hwa, andato in onda nel 2018, ed è tratto dall’omonimo romanzo di Jung Hyung Youn che ha ispirato anche un webtoon pubblicato nel 2016: la serie è attualmente disponibile sub ita sulla piattaforma streaming VIKI .

Lee Young Joon (Park Seo-Joon) è il vicepresidente dell’azienda di famiglia Yoomyung Group, è un bell’uomo, carismatico, intelligente ma oltremisura narcisista infatti è consapevole delle sue qualità e dell’effetto che fa alle persone, tuttavia ha non poche difficoltà a relazionarsi con gli altri: al suo fianco, da ben nove anni, vi è la fedelissima segretaria Kim Mi So (Park Min Young) che, a causa del suo lavoro, ha finito per rinunciare ad avere tempo da dedicare a se stessa e a vivere la sua vita, finché un giorno decide di licenziarsi.

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Dobbiamo veramente stare qui a ricordarvi il nostro amore per Park Seo-joon? E vogliamo parlare della bellezza di Park Min Young?

Elemento interessante che farà da filo conduttore nel drama è un evento del passato che ha segnato la vita dei due protagonisti, inserendo in questo calderone anche storie di personaggi secondari, come quello del fratello di Young Joon, lo scrittore Lee Sung Yeon (Lee Tao Hwan) fondamentale per ricostruire nella narrazione gli eventi passati e dare una spinta dinamica al rapporto dei due protagonisti principali.        

L’attrazione tra i due protagonisti viene rappresentata in maniera molto passionale, al contrario di altre produzioni, non escludendo scene molto romantiche: un esempio ne sono i baci tra i protagonisti che sono baci veri e propri, al contrario di altri drama in cui sono accennati o appena evocati con trucchi della fotografia o stop action.

Durante la visione del drama capiamo un aspetto fondamentale della cultura coreana: l’importanza del lavoro e di quanti sacrifici possa fare una persona per poter affermarsi e dare una stabilità alla propria famiglia. Ma fino a che punto si spingono? Sono disposti a rinunciare a tutto?

In definitiva, perché vederlo? Se alla sola presenza del fantastico Park Seo-Joon non vi abbiamo convinti, sappiate che questo è uno dei k-cult che almeno una volta bisogna vedere, quindi perché non approfittare di un momento di tristezza per riempirlo di risate e dolcezza?

2. ROMANCE IS A BONUS BOOK

Cosa imparerete da questo k-drama? La FRIENDZONE si può combattere!

Se siete amanti dei libri e delle storie d’amore, questo è il drama che fa per voi! Romance is a bonus book è una commedia romantica coinvolgente che trovate su NETFLIX, dai toni leggeri ma dai messaggi profondi.

Protagonisti del drama sono Cha Eun-ho (Lee Jong-suk), un giovane scrittore e insegnante, caporedattore di una casa editrice di successo, e Kang Dan-i (Lee Na-young), un’esperta di marketing che fatica a trovare un impiego, dopo essere rimasta fuori dai giochi per crescere la figlia: i due erano molto amici, tuttavia dopo il matrimonio di Dan-i il loro rapporto cambierà ma il destino avrà altri piani per i nostri personaggi.

Dan-i è una donna che, a prima vista, potrebbe sembrare la classica principessa da salvare, tuttavia, è poco propensa a ricoprire questo ruolo: lei vuole salvarsi da sola, perché sa che solo così si sentirà davvero felice e appagata.

Molto interessanti sono anche le storie dei personaggi secondari, come i second-lead, cioè Ji Seo-joon (Wi Ha-joon), grafico apprezzato e richiesto da molte case editrici, interessato a Dan-i, e Song Hae-Rin (Jung Yoo-jin), editor principale per lo sviluppo di vari contenuti all’interno della casa editrice, interessata da tempo al suo sunbae Eun-ho.

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Non vi abbiamo convinti neanche dopo aver visto i nostri “fantastici 4”?

Il messaggio che il drama vuole dare è espresso attraverso le parole dello scrittore Kang, il quale afferma che “una singola persona, come un libro, non cambierà il mondo, ma può essere capace di consolare gli altri e scaldare loro il cuore.

3. RUN ON

Cosa aspettarsi da questo k-drama? Un crescente di colpi di scena, unito ad un’insolita chimica tra due protagonisti atipici!

Run On, drama disponibile su NETFLIX, racconta la storia di Ki Seong Myon (Yim Si-wan), campione della squadra nazionale di atletica leggera, e di Oh Mi-Joo (Shin Se-kyung), traduttrice freelance, che si trovano a intrecciare le loro vite fino ad allora vissute come due rette parallele, impossibili a incontrarsi: come la corsa, anche il drama parte con uno sprint capace di tenere incollati allo schermo!

In questo drama vengono affrontati temi importantissimi quali la comunicazione e la disparità di genere nel mondo del lavoro e il tema principale è la comunicazione, infatti la serie viene definita come «un dramma romantico sull’intreccio di persone che hanno difficoltà a comunicare, anche se parlano la stessa lingua».

Oh Mi Joo e Ki Sun Gyeom si incontrano per caso e la ragazza avverte da subito una forte sensazione e l’incontro, infatti, per Oh Mi Joo, diventa un segno del destino e anche per Ki Sun Gyeom conoscere la ragazza sarà un evento che cambierà il suo modo di vedere le cose e lo porterà a imparare a osservare con attenzione tutto ciò che ha ignorato quando correva.

In questo drama la protagonista femminile emerge tanto, quasi da sovrastare  la personalità del protagonista maschile, invertendo più o meno i ruoli e lasciando che sia lui ad aggrapparsi a lei in un drama che possiamo definire “di crescita“.

La seconda coppia di protagonisti dà un equilibro alla serie, senza il quale il drama non sarebbe risultato lo stesso, rischiando anche (talvolta) di sfociare nella noia: Seo Dan-ah (Choi Soo-young) è la CEO di un’agenzia e, di fatto, è l’unica erede del gruppo Seomyeong ma, in quanto donna, viene esclusa dalla società e dovrà lottare con forza per riconquistare ciò che è suo per diritto di nascita e proprio attraverso il personaggio di Seo Dan-ah viene tratteggiato anche il tema della fatica che le donne fanno per affermarsi nel mondo del lavoro, invece Lee Yeong-hwa (Kang Tae Oh) è uno studente d’arte e appassionato di cinema, un tipo molto brillante e, naturalmente, anche tra questi personaggi scatterà qualcosa.

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In questo k-drama c’è l’imbarazzo della scelta: ci si innamora di più dei protagonisti maschili o delle protagoniste?

Run On ha un tipo di romanticismo a combustione lenta ma comunque molto appassionante.

4. START-UP

Parole chiave? Crescita, cooperazione, amore.

Start-up, disponibile su NETFLIX, si concentra soprattutto sull’importanza che le nuove tecnologie hanno per l’economia della Corea del Sud e ci trasporta in un k-drama sognante che dipinge un mondo capace di raccontare la storia di giovani alla ricerca di se stessi e di un lavoro.

Di cosa parla? Ambientato nella fittizia Silicon Valley della Corea del Sud, chiamata Sandbox, Start-Up racconta la crescita di piccoli imprenditori nel mondo delle startup: Seo Dal-mi (Bae Suzy) è una giovane donna brillante e ambiziosa, una ragazza che ha dovuto affrontare molte difficoltà e il suo personaggio rispecchia la classica Cenerentola che subisce ogni genere di sopruso, perché povera e per nulla raccomandata, a differenza della sorella In-jae (Kang Han-na), adottata da un ricco e potente uomo d’affari.

Idealista e onesta la prima, opportunista e “scorretta” la seconda, entrambe cercano di imporsi nel mondo del business che, specialmente in Corea, è ad appannaggio maschile, infatti Dal-mi sogna di riscattare la memoria del padre, genio delle start-up caduto nel dimenticatoio dopo la sua morte, e diventare la “prima Steve Jobs donna” del suo Paese, sfidando un sistema sciovinista fondato sulla figura del chaebol, ovvero l’erede maschio di un impero aziendale a conduzione familiare, troppo abusato nei drama.

Nam Do-san (Nam Joo-hyuk) è, invece, il fondatore delle Samsan Tech e si rifà allo stereotipo del genio timido ed insicuro: promettente stella della matematica e orgoglio della sua famiglia, ha mollato tutto per dedicarsi a un programma in grado di riconoscere cosa contiene un’immagine grazie all’AI (Intelligenza Artificiale) e, poiché la sua attività non riesce a sfondare, è considerato un “outcast” dalla società locale.

Per una serie di fraintendimenti, Dal-mi crede che il suo amico di penna di quando era piccola, del quale è da tempo innamorata, sia proprio Nam Do-san e Han Ji‑pyeong (Kim Seon Ho), investitore e genio delle start up, è pronto a fare di tutto per portare avanti questa finzione a causa di un “debito” morale da saldare nei confronti della nonna di Dal-Mi.

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Start-Up mostra come tutti abbiano bisogno di una mano nel viaggio verso il successo, infatti Sandbox, incubatore di piccole imprese, vuole aiutare le startup nella loro crescita, selezionando le più promettenti, e mettendo a disposizione i massimi esperti nel settore, per permettere loro di provare cose nuove e anche di fallire senza gravi conseguenze, un po’come cadere sulla sabbia, dove puoi alzarti illeso e pronto a riprovare.

Il drama è consigliato a chi ama le commedie romantiche e cerca una “fiaba moderna”.

5. HOMETOWN CHA-CHA-CHA

Una stimata e rispettata dentista, Yoon Hye Jin (Shin Min-a), perde improvvisamente il proprio lavoro a Seoul e si trova a dover affrontare un nuovo inizio: una serie di eventi fortuiti la porteranno ad aprire una clinica tutta sua a Gongjin, una piccola cittadina sul mare dove ha trascorso momenti indimenticabili della sua infanzia e dove la vita è totalmente diversa dalla frenetica Seoul, infatti qui la piccola comunità vive come un’unica vera e propria famiglia.

Personalità di spicco del paese è Hong Du Sik (Kim Seon Ho), un uomo intelligente e dai numerosissimi talenti, che vive di mille espedienti portando aiuto a chiunque ne abbia bisogno nella cittadina: Yoon Hye Jin sarà costretta ad adattarsi bruscamente a una vita completamente diversa da quella che ha vissuto fino a quel momento, trovandosi anche ad affrontare la curiosità e le interferenze dei suoi nuovi compaesani, ma imparando ad apprezzare il bello delle piccole cose e di una comunità impicciona ma calorosa.

La coppia di protagonisti è senza dubbio il maggiore punto di forza di questo drama: Kim Seon Ho si guadagna finalmente un ruolo da protagonista dopo aver raggiunto una fama incredibile grazie al suo ruolo in Start Up e il suo personaggio cresce con costanza all’interno del drama.

Se potessimo scegliere un nome per questa coppia quale sarebbe? Beh, sicuramente #teamfossette!

I due protagonisti vengono affiancati da un cast ampio e variegato e, come al solito, è facile innamorarsi (anche) del second-lead Ji-Seong hyun (Lee Sang Yi), amico dai tempi dell’università di Hye Jin, diventato un famosissimo regista di varietà che deciderà di girare uno show proprio a Gongjin.

Hometown Cha Cha Cha porta sullo schermo una storia semplice e piena di leggerezza che vi scalderà il cuore, riuscirete facilmente ad affezionarvi a tutti i personaggi della serie, anche quelli più anziani come ad esempio al personaggio ben caratterizzato di Kim Young-ok.

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6. YUMI’s CELLS

Cosa troverete in questo k-drama? Amore, comicità e animazione.

Yumi’s cells, disponibile su Viki, è una commedia romantica e avvincente che ha dato una nuova svolta a situazioni comuni viste spesso in altre serie dello stesso genere.

Il drama è basato sull’omonimo webtoon, scritto da Lee Dong-gun, e la sua particolarità e ben riuscita stanno sicuramente nel suo cast a dir poco eccezionale e nella presenza dell’animazione 3D alternata bene con la live-action, che mantiene sempre viva la narrazione e aggiungendo quel tocco super divertente che vi farà morire dalle risate.

Ma di cosa parla? Viene raccontata la storia di una normale impiegata, Kim Yumi (Kim Go-eun) con particolare attenzione alle sue avventure amorose.

La trama scivola serenamente tra il mondo ordinario di Yumi e la vita nel mondo animato delle sue cellule, infatti il suo cervello ospita un villaggio di cellule (un po’ come nel film Disney Inside Out), che diventano le vere e proprie protagoniste del drama, soprattutto grazie alla comicità delle cellule xxx e della cellula della fame.

Dall’ultima volta in cui Yumi è uscita con un ragazzo sono ormai passati tre anni e, a causa di un’improvvisa rottura, ha deciso che non si sarebbe più innamorata e, di fatti, la sua cellula dell’amore è caduta in coma in seguito allo shock della relazione fallita: di recente, però, un suo collega Choi Woogie (Minho, degli Shinee) ha attirato la sua attenzione e la cellula dell’amore pian piano ha iniziato a risvegliarsi ma la sua eccitazione è destinata a svanire e finisce nel momento in cui scopre il segreto di Woogie.

Tuttavia, prima che possa affrontare quest’ulteriore delusione, Woogie le propone un appuntamento al buio con un suo amico intimo e Yumi, nonostante non sia molto propensa a prendere in considerazione tale proposta, alla fine decide di parteciparvi.

Malgrado un inizio imbarazzante e una prima impressione negativa, al loro primo appuntamento Kim Yumi e Goo Woong (Ahn Bo-hyun) vanno straordinariamente d’accordo: nonostante Woong non abbia alcun senso della moda o dell’umorismo e non parli spesso, è un ragazzo molto schietto, affascinante, gentile e premuroso ma che, soprattutto, conosce tutti i ristoranti migliori della zona (un punto a favore per Yumi e la sua cellula della fame).

Il cancello del cuore di Yumi, che era stato chiuso per tanto tempo dopo la rottura con Ji U-gi (Lee Sang-yi), si apre all’amore nei confronti del nostro protagonista maschile: seppur con qualche battibecco, in particolare ogni volta che la collega di Woong, Sae-yi (Park Ji-hyun) entra in scena, la loro relazione è  “liscia come il burro” ma il diavolo è nei dettagli e, quando la coppia si avvicina rapidamente al punto di crisi, ci rendiamo conto che questi problemi sono sempre esistiti.

Un altro personaggio che fa la sua comparsa nel corso del drama è il collega di Yumi, Yoo Ba-bi/Bobby (Park Jin-young dei GOT7), premuroso e gentile nei confronti della protagonista: ma quale sarà il suo ruolo? Woong riuscirà finalmente a intascare il suo orgoglio oppure entrerà in scena qualcos’altro?

Per la risposta a queste e altre domande, dovremo aspettare il prossimo anno, quando tornerà questo dramma affascinante e di disarmante efficacia.

Qual è il vostro comfort drama del cuore? Avete già visto alcuni di questi k-drama o aggiungerete tutto alla lista di quelli da guardare? Fatecelo sapere nei commenti!

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  

                                                                                                                                                                                                                        

                                                                                                                                                                                                       

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“Mad for each other”: la rivincita dei perdenti

Titolo: Mad for each other (이 구역의 미친 X)

Network: KakaoTV

Episodi: 13

Genere: Commedia

Cast principale: Jung Il-woo, Oh Yeon-seo

Dove guardarlo: Netflix

Voto: 7.5/10

Mad for each other” è un k-drama del 2021 originale Netflix che narra le vicende di Noh Hwi-Oh, interpretato da Jung Il-woo, un detective della divisione “crimini violenti” con problemi a gestire la rabbia, e Lee Min Kyung, interpretata da Oh Yeon-seo, una donna con grandi difficoltà a fidarsi delle persone a causa di alcuni eventi traumatici.

Trama

I due personaggi, per una strana serie di coincidenze e giochi del destino, scopriranno non soltanto di essere vicini di casa ma anche di essere in cura presso la stessa psichiatra: la combinazione tra i due caratteri esplosivi, a tratti insopportabili, dei protagonisti scatenerà l’ilarità sia nei soggetti che gli ruoteranno intorno ma anche allo stesso spettatore, rendendolo partecipe di questa stramba storia.

Sin dalle primissime scene è ben chiaro quale sarà il tenore dell’intero drama, una commistione tra scene ironiche, quasi grottesche e momenti e spunti di riflessione non indifferenti, permettendo però allo spettatore di ambientarsi nei luoghi dove si svolge prevalentemente l’intera serie, cioè il complesso di appartamenti dove abitano i protagonisti, lo studio della psichiatra e la stazione di polizia, in modo tale da consentire a tutti di sentirsi quasi parte integrante di quelli spaccati di vita ed avvenimenti e, inevitabilmente, di fraternizzare con la varietà di soggetti.

Personaggi strambi ma emblematici

La nostra Lee Min Kyung appare dall’inizio come un personaggio alquanto ambiguo, diffidente e timorosa ma col colpo sempre in canna, non si lascia abbindolare dalle parole ed ha un grave problema a relazionarsi con gli altri umani al punto da sognare di scappare in Mongolia proprio a causa della bassa densità di popolazione nel paese.

Iconica in tutti i sensi, sia per gli outfit impeccabili che per le risposte al vetriolo, nasconde purtroppo un doloroso passato fatto d’incomprensioni e delusioni, a partire dalle persone più vicine a lei, che l’hanno obbligata a costruire più di un muro tra il suo cuore e l’esterno, un cuore ormai quasi tramortito, incapace di aprirsi all’altro e ai sentimenti più caldi.

L’unico essere con il quale riesce a colloquiare e a stabilire un rapporto vero è Howi, un cane randagio trovato nei pressi del suo condominio, che diventerà il suo amico più fidato e protettore (“Un cane che abbaia solo agli uomini”, un po’ come a ribadire il suo ruolo di guardiano e aiutante nella guarigione della protagonista).

Nel corso della serie scopriamo alcune importanti caratteristiche che riguardano la protagonista ma anche e soprattutto il suo rapporto conflittuale e controverso con la madre, principale fonte delle sue incertezze e insicurezze.

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Lee Min-kyung in uno dei suoi outfit più classici: baggy clothes e occhiali scuri contro il mondo e contro la paura.

Totalmente opposto è, invece, il rapporto del protagonista maschile con la madre, sua più grande ammiratrice e fedele compagna, che si preoccupa della sorte e del futuro, specie affettivo, del figlio; avendo a cuore solo che egli riesca ad incontrare una persona che riesca a comprenderlo e ad accettarlo, nonostante il suo carattere brusco e talvolta scostante, non saranno poche le volte in cui si recherà presso un’indovina, alla quale chiederà informazioni e spiegazioni circa la natura del figlio e quali siano le sue previsioni per il futuro.

(Consiglio dell’autrice: badate bene a quello che dirà questa indovina, ha un significato molto particolare e offre un assist perfetto per un’analisi più approfondita sul tema!)

Hwi-Oh, bisogna ammetterlo, non è esattamente un uomo facile: è testardo, profondamente determinato e ha più di qualche difficoltà nel relazionarsi con le persone, a maggior ragione con il gentil sesso.

Se queste sue peculiarità sul posto di lavoro, in un primo momento, gli consentiranno di fare carriera e di far crescere l’autorevolezza del suo nome, con il passare del tempo saranno la sua rovina e lo porteranno ad essere allontanato dalla centrale di polizia dove lavora, aprendo, da un lato, la strada verso un nuovo percorso e cognizione di sé, dall’altro lato i contorti selciati che faranno incontrare i due protagonisti.

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Noh Hwi-oh e le sue espressioni facciali sono un “must-have” di questo k-drama.

Non esistono personaggi secondari!

La vera bellezza di questo drama è che l’intera narrazione non ruota esclusivamente intorno ai due personaggi principali ma, anzi, permette a tutti i protagonisti secondari di avere un proprio ruolo, più o meno rilevante, negli sviluppi della vicenda, creando una perfetta coralità che dà un tocco più realistico e frizzante alla serie; sono emblematici gli interventi e gli avvicendamenti che coinvolgono le tre partecipanti della “Women’s association”, una sorta di guardiane home-made che cercano di tutelare e curare il complesso di appartamenti, oppure la giovane lavoratrice part-time Soo Hyun e l’inquilino della Unit 705.

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Soo Hyun (Lee Su-hyun), Lee Min-kyung e Noh Hwi-oh.

I protagonisti di questa serie sono tutti dei perdenti, nessuno di loro fa un lavoro particolarmente rinomato, nessuno è ricchissimo e nessuno è esente da problemi, ansie o preoccupazioni e questo rende la visione molto più piacevole perché lascia che lo spettatore si immedesimi al 100% nei protagonisti, anzi gli consente di trovare un rifugio perché, finalmente, può rivedere ciò che gli accade ogni giorno, non soltanto da un’altra prospettiva, ma anche con un occhio diverso e soprattutto gli dà la possibilità di capire che tutto, anche le cose più gravi e più difficili, possono essere superate, al momento e nel modo corretto, senza avere bisogno d’essere dei super eroi.

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Hwi-oh insegna a Min-kyung l’autodifesa per superare l’ansia e la paranoia sociale.

La realtà nuda e cruda

“Mad for each other” è un drama senza fronzoli: quanto viene descritto e raccontato nella serie è quello che potrebbe succedere o potrebbe essere successo a chiunque e per questo svolge un grande ruolo educativo e quasi di “comfort” per il quale definirlo “comedy-drama” risulterebbe un’eccessiva banalizzazione non a caso, dietro quegli scambi a volte ironici, a volte dolorosi, c’è la sofferenza e la voglia di rivalsa tipica di ogni donna e uomo che può capitare di incontrare lungo la nostra vita e proprio per questo motivo deve essere osservato con un occhio molto più attento, scendendo molto più in profondità nel significato e nel peso delle parole e delle scene.

I k-drama e le malattie mentali

Infine occorre fare un ultimo plauso al ruolo della psichiatra perché, ormai sempre più di recente, si assiste ad una nuova era, nella letteratura e nella cinematografia, che cerca di allontanarsi da quella orrenda demonizzazione, non soltanto artistica ma anche sociale, del ruolo dello psicologo, dello psichiatra e delle malattie mentali trattate sempre come un qualcosa di estremo o, addirittura, quasi leggendario: questo drama ci insegna che chiunque può crollare, può sentirsi crollare, può non riuscire a stare al passo con il resto del gruppo e che quindi è giusto fermarsi, respirare, capire la situazione e ripartire, con i propri tempi e passi, puntando solamente alla propria stabilità e felicità.

Autrice: Bianca Cannarella

Eterna Sagittario, è capitata in questo mondo per sbaglio e non ne è più uscita, riscoprendo se stessa e ciò che la circonda. Un giorno sì e l’altro pure sogna di scappare in Corea: probabilmente lo farà molto presto. Il suo motto preferito è: 시작이 반이다, “l’inizio è la metà”.