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K-Skin Care Korea

Skincare coreana: i 10 step e la Skincare semplificata

Quanti di noi hanno sognato di avere la famosissima “Korean Glass skin”? Mondo Coreano torna a parlare di K-Beauty e, più nello specifico, di un argomento da voi molto richiesto: i 10 step della Skincare coreana.

In un articolo precedente, che potete trovare qui, abbiamo visto da dove deriva questo rituale quasi obbligatorio per i coreani, e quali fondamenti storici si nascondono dietro questo fenomeno ormai riconosciuto a livello mondiale: tutti, infatti, nel mondo del beauty e no, parlano di Skincare Coreana. Ma in cosa consiste effettivamente? 
Senza perderci in chiacchiere ecco qui i 10 step della K-Skincare:

  1. Detergente oleoso
  2. Detergente a base d’acqua
  3. Esfoliante
  4. Tonico
  5. Essence
  6. Siero
  7. Maschera in tessuto
  8. Contorno occhi
  9. Crema idratante
  10. Protezione solare/Crema notte

ATTENZIONE: non tutti e 10 i passaggi sono però obbligatori per mantenere la nostra pelle sana! Quindi, se siete alle prime armi o soltanto un po’ pigri ma volete comunque prendere parte a questo magico rituale, potete soffermarvi sui passaggi fondamentali che sono:

  1. Detersione
  2. Tonico
  3. Siero
  4. Crema idratante
  5. Protezione solare

Prima di spiegare  punto per punto i 10 step della Skincare coreana bisogna aver presente che:

  • Ogni pelle è diversa, bisogna quindi conoscere il proprio tipo di pelle prima di acquistare i prodotti;
  • Solo la costanza produrrà effetti visibili sulla tua pelle;
  • Quando si ha una pelle molto sensibile e danneggiata è sempre importante consultare prima un medico esperto.

Ora possiamo scoprire nel dettaglio i famosissimi 10 step!

1. DETERSIONE OLEOSA

Lo struccante è il primo step di ogni routine, non solo di quella coreana.

In Occidente siamo abituati a struccarci con l’acqua micellare, mentre in Corea, già da tempo, si tende ad optare per un detergente oleoso o un burro stuccante: questo perché svolge un’azione sia struccante che detergente, infatti l’olio aiuta a rimuovere le impurità e a ostruire i pori, quindi a pulire la pelle più in profondità! È anche un ottimo alleato nella rimozione del make-up Waterproof, soprattutto del mascara poiché aiuta a non danneggiare le ciglia!

2. DETERSIONE SCHIUMOSA

Il detergente schiumogeno rimuove dalla pelle lo struccante o gli altri agenti a base liquida che si depositano sulla pelle, come sudore o inquinamento. Il detergente schiumoso è uno degli elementi base e deve essere utilizzato anche all’interno della k-routine semplificata.

3. SCRUB (1-2 volte a settimana)

Il 3º step della Skincare coreana è lo scrub che è il responsabile della rimozione delle cellule morte che si accumulano sulla nostra pelle.

Non va incluso nella routine di tutti i giorni, ma deve essere effettuato una, massimo due volte a settimana, alternando se possibile uno scrub fisico (che, attraverso i granuli, elimina le cellule morte che si trovano sulla superficie della nostra pelle applicando movimenti circolari e dinamici) ad uno scrub chimico (noto anche come enzimatico, è acquoso, simile ad un siero, non contiene granuli e agisce in profondità arrivando a rimuovere le impurità e le cellule morte della pelle che si trovano nell’epidermide luogo in cui lo scrub fisico non agisce).     

I primi tre step sono gli step di rimozione responsabili della pulizia e dell’eliminazione di impurità, mentre dal quarto step iniziano i cosiddetti step di trattamento che, a punto, aiutano a trattare i problemi specifici della pelle e aiutano a riequilibrare la “skin barrier”.

4. TONICO

Il tonico prepara la pelle ad assorbire tutti i prodotti che seguiranno grazie alle sue alla sua azione riparatrice del PH insieme al principio idratante: si assorbe rapidamente e si può applicare con l’aiuto di un dischetto di cotone o picchiettandolo sulla pelle con i polpastrelli.

Un tonico appropriato aiuterà questa già dal primo utilizzo e ne esistono di diversi tipi di che si adattano ad ogni tipo di pelle (esempio sensibile, secca, acneica, grassa…).

5. ESSENCE

È il passaggio intermedio tra tonico e siero: poco conosciuto e quasi per niente utilizzato in Occidente, la formulazione un po’ acquosa al suo interno nasconde un cocktail essenziale per far risplendere la vostra pelle, poiché ha un concentrato di principi attivi essenziali per una pelle che risulti rassodata, illuminata e depigmentata.

È uno degli elementi principali se si vuole fare una k-skincare routine che si rispetti in quanto è il prodotto che assicura maggior apporto di principi attivi al viso.

6. SIERI, BOOSTER o AMPOULE

Il siero (detto anche booster o ampoule, in base al tipo di confezione che lo contiene e che ne determina anche la consistenza), a differenza degli altri prodotti, si occupa di problematiche specifiche legate al tipo di pelle: l’utilizzo del siero, quindi, è personale in base al tipo di problematiche o a tipo di risultato che si vuole raggiungere sulla propria pelle.

Dopo la popolarità a livello mondiale della K-Skincare, il siero è entrato nelle case di quasi tutti gli occidentali, conosciuto per i suoi “effetti miracolosi” o, grazie ai social, come “lo step con il contagocce” da utilizzare quasi a cascata direttamente sul viso.

Fermi tutti, questa è una cosa sbagliatissima! Il siero non va utilizzato direttamente sul viso, ma deve essere applicato sul dorso della mano ed il contagocce non deve toccare la pelle. Deve essere inoltre rilasciato in piccole quantità, 3/4 gocce basteranno per tutto il viso, per essere poi picchettato con i polpastrelli sul volto e non sfregato.

7. MASCHERE IN TESSUTO

La maschera in tessuto è il jolly della K-skin routine! Potete applicarla ogni volta che volete, una volta settimana o, come fanno le donne coreane, una al giorno (questo, probabilmente, perché le maschere in Corea hanno un costo insignificante)!
Una maschera in tessuto ha qualità e benefici infiniti poiché queste contengono moltissime proprietà concentrate, ne esistono un’infinità adatte ad ogni effetto che si vuole ottenere sulla pelle.

8. CONTORNO OCCHI

L’8º step si occupa di una parte fondamentale del nostro viso nonché la più delicata: in questa zona del viso, la nostra pelle può essere fino a cinque volte più delicata rispetto al resto del corpo, ecco perché richiede una cura specifica.
La prevenzione dei segni dell’età e dell’invecchiamento inizia infatti dal contorno occhi: esistono varie tipologie e opzioni per la cura di questa zona come sieri specifici, creme super idratanti o i famosissimi patch occhi che, principalmente, aiutano a sgonfiare le borse sotto gli occhi o contrastare le occhiaie.

ATTENZIONE! Quando si applicano prodotti per il contorno occhi, due sono le cose principali da sapere:

  • Non applicare il prodotto troppo vicino al condotto lacrimale;
  • Il prodotto non va sfregato ma picchiettato mantenendosi nella zona più esterna fino all’arcata sopracciliare.

9.IDRATAZIONE: creme o lozioni

È uno degli step principali alla base di ogni Skincare anche di quelle meno articolate: dona nutrimento alla nostra pelle e serve a proteggere tutti i prodotti applicati in precedenza, quindi agisce come una barriera che, da un lato, ripara e, dall’altro, protegge, aiutando i prodotti utilizzati in precedenza ad assorbirsi rapidamente.

PS: se avete una pelle grassa e quindi pensate che una crema idratante sia troppo, potete optare per una lozione, il risultato è invariato!

10. SPF ( crema solare)

Prima di procedere a creare il nostro make-up, bisogna assolutamente rispettare l’ultimo passaggio della Skincare coreana.

L’ultimo step della routine mattutina è, infatti, il segreto che da sempre accompagna tutte le routine coreane: la protezione solare.

No, non potete assolutamente trascurare questo passaggio: che sia inverno, primavera, estate, autunno, che piova o ci sia il sole, mettete la protezione solare!

La crema deve essere applicata su tutto il viso e il collo (circa tre dita), parti estremamente delicate e maggiormente esposte ai pericolosi raggi UV e UVB.

Scegliete sempre una crema solare per il viso: la crema solare per il corpo non può essere assolutamente utilizzata anche in viso, ciò sarebbe controproducente a causa di texture e attivi diversi che potrebbero risultare pesanti per la pelle del viso e anche il make-up che più tardi andrete ad applicare ne potrebbe risentire.

La frequenza dell’applicazione e la tipologia di SPF dipendono dall’attività che andrete a svolgere, non a caso una delle domande più frequenti sulla crema solare é: ma quante volte bisogna applicarla durante il giorno?

Beh, questo dipende dal fattore di protezione, che è quel numero che si trova in bella vista su qualsiasi flacone di crema solare: il minimo consigliato è un SPF con fattore +15 ma, solitamente, per creme viso lo si trova a 50+. Più è alto il fattore di protezione, più potrete restare senza riapplicare la crema, la quale può essere applicata ogni due ore fino ad un massimo di cinque ore.

SLEEPING MASK (crema notte)

Come potrai intuire dal nome questo passaggio è previsto solo alla sera.

La crema notte ha funzione di maschera ed è conosciuta anche come sleeping pack: si tratta di una maschera dalla consistenza cremosa o gelatinosa che si applica prima di andare a letto e si rimuove appena svegli con dell’acqua tiepida e la sua funzione principale è quella di idratare a fondo la pelle. Un vero sonno di bellezza, insomma!

In questo “appuntamento” Mondo Coreano vi ha parlato approfonditamente dei 10 step della Skincare coreana, della skincare semplificata e di come eseguire ogni step in ordine in modo da non fare confusione!

Nel prossimo appuntamento invece vi parleremo di dove poter acquistare prodotti K-Beauty e K-Skincare!

Dunque stay tuned e, se avete domande di qualsiasi tipo, vi aspettiamo nei commenti: noi, nel frattempo, andiamo a farci una maschera!

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K-Drama K-Interview

#K-interview: Giuvember

Modella, attrice, tiktoker, YouTuber… Giulia, Giuvember su tutti i social, è una ragazza Italiana che vive da tre anni in Corea del Sud e che sempre di più si sta facendo strada nel mondo dell’intrattenimento Coreano.

Grazie alle sue video lezioni di coreano su YouTube e i suoi contenuti virali su TikTok, Giulia ci mostra una parte della Corea di cui tutti sono “affamati”: lingua, cultura ma sopratutto skincare. Attraverso questi video Giulia ci parla anche del suo lavoro e di com’è vivere in Corea.

Dopo un anno passato a Kyoto, Giulia torna in Italia e decide di aprire un account Instagram nel quale mostrare la sua passione per la skincare e recensire i prodotti che essa stessa compra.

Come racconta, ogni volta che ordinava un nuovo prodotto dalla Corea, non vedeva l’ora arrivasse, ma al contrario di ora, prima per acquistare si doveva pagare anche un plus alla dogana per non parlare dei tempi lunghissimi di attesa: quasi da subito, però, la sua pagina Instagram attirò l’attenzione di alcuni Brand Coreani che non esitarono a contattarla inviandole alcune prodotti.

Un anno dopo, uno tra i brand con i quali collaborava le chiese di partecipare come mediatrice alla fiera annuale dell’Artigianato che si tiene a Rho. Da questo momento Giulia diventerà “il volto” del brand su tutti i social; racconta che era lei ad occuparsi di gestire la loro pagina principale sui social, e fare varie dirette per sponsorizzare i prodotti.

Giulia decide quindi di trasferirsi a Seoul per approfondire la sua passione e scoprire tutti i segreti per una Skincare perfetta!

Grazie ai suoi contenuti su Instagram, Giulia viene contattata anche da alcuni fotografi Coreani e, una volta in Corea, decide di “buttarsi” in questa nuova avventura, nonostante il suo sogno fosse quello di fare carriera nell’ambito della cura della pelle.

Ha quindi iniziato la sua carriera lavorativa a Seoul prima come promoter, poi come modella, poi ha ricoperto (e continua a ricoprire) ruoli minori o di comparsa all’interno di K-Drama che tutti noi abbiamo visto e amato (titoli quali “Business Proposal”, “Tweny five-Tweny one” o il recente “Somebody” (etc…) vi dicono qualcosa?), fino al momento in cui ha ottenuto il ruolo di Madison, protagonista del Web-drama RESET, che potete trovare su YouTube sottotitolato da Giulia stessa!

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Giulia che ha trovato il tempo di rispondere alle nostre domande facendoci immergere e scoprire il suo mondo e il suo lavoro!

Chi è Giulia?

Ciao, sono Giulia, sono italiana e ho 29 anni appena compiuti (purtroppo). Sono sempre stata una grande appassionata dell’Oriente, infatti ho studiato e mi sono laureata in giapponese e ho anche vissuto e studiato a Kyoto (Giappone) per un anno.

Dopo un periodo di “crisi”, ho poi deciso di stravolgere completamente la mia vita e venire in Corea, dove attualmente vivo e lavoro.

Come mai hai deciso di trasferirti in Corea?

In realtà ho sempre avuto questa cosa del “voglio andare a vedere la Corea com’è”.

Quando mi sono iscritta all’università ero parecchio indecisa se scegliere giapponese o coreano, ma alla fine mi sono ritrovata a fare giapponese e cinese ㅋㅋㅋ.

Poi il resto è avvenuto tutto un po’ per caso.

Sono da anni una grande appassionata di skincare e cosmetici coreani – mi ricordo quando al liceo (14 anni fa, circa) compravo le maschere e le creme di Tony Moly a forma di mela e pomodoro su EBay con la carta di credito di mio papà e poi dovevo aspettare SECOLI prima di riceverle – e nel 2018, dopo essere tornata dall’esperienza in Giappone, ho deciso, un po’ per gioco un po’ per noia, di aprire un canale su IG dove recensivo prodotti di skincare.

Dopo qualche mese ho iniziato ad essere contattata da brand cosmetici coreani per provare e recensire i loro prodotti e, circa un anno dopo aver aperto il canale, un brand coreano mi ha chiesto aiuto per una fiera che dovevano fare in Italia. Ho stretto amicizia con tutti i dipendenti venuti in Italia per la fiera – uno di loro mi ha persino introdotta ai BTS! – e successivamente sono stata invitata dalla CEO del brand nel loro ufficio a Seoul.

Fast forward di 3 anni e sono ancora qui!

Quali erano inizialmente, appena arrivata in Corea, le tue prospettive e le tue aspirazioni?

Inizialmente ho voluto concentrarmi sullo studio della lingua con la prospettiva di lavorare nel campo della skincare coreana, magari in un’azienda cosmetica – che in realtà mi aveva già proposto un contratto. Poi, però, sia per questioni legate ai visti, sia perché mi erano capitate alcune possibilità di lavorare come modella e MC di alcune live per dei brand di skincare, ho deciso di cercare un’agenzia e iniziare a lavorare attivamente nel mondo dell’entertainment coreano.

La cosa che ami di più della Corea/ dei coreani e quella che odi o che ti infastidisce di più?

Fra le cose che amo davvero tanto della Corea, e che mi mancano quando torno in Italia, ci sono sicuramente il sistema impeccabile di delivery food e l’efficienza dei mezzi pubblici.

Le cose a cui invece faccio più fatica ad abituarmi sono il cibo piccante e le tipiche “bevute sociali” coreane. Per chi non sapesse cosa sono, in pratica per “legare” fra colleghi bisogna andare a bere insieme. Il che significa sfondarsi di soju fino a “morire” in una qualche strada di Gangnam o Sinsa. Io, non bevendo, vivo in uno stato di asocialità ㅋㅋㅋ

Sappiamo che sei appassionata di Skincare, a parer tuo qual è il segreto per una skincare routine perfetta?

In realtà non c’è un segreto o una formula precisa per avere una pelle o una routine perfetta.

Sicuramente la regola d’oro è essere costanti. Il che significa detergere bene il viso mattina e sera, applicare almeno una crema idratante e assolutamente la crema solare durante il giorno.

Quello che sconsiglio invece è comprare un prodotto solo perché Influencer X lo ha consigliato. Essendo stata da quella parte, posso assicurarvi che tante persone consigliano prodotti perché – giustamente – vengono pagati o semplicemente per riceverne altri (se foste un brand di skincare vorreste che i vostri prodotti venissero recensiti da chi fa solo recensioni positive o da chi potrebbe criticare il vostro prodotto?).

Cercate sempre recensioni di più persone prima di comprare qualcosa, oppure trovate qualcuno di cui davvero potete fidarvi e che abbia il vostro stesso tipo di pelle.

Ultimo consiglio è “ascoltate la vostra pelle”, cercate prodotti per il vostro specifico bisogno o tipo di pelle: il miglior prodotto sul mercato potrebbe non adattarsi bene alla vostra pelle! E non dimenticatevi di mangiare sano (non poco, non affamatevi!).

A causa dei ristretti standard di bellezza estetica è difficile diventare modelli in Corea?

Questa è una domanda abbastanza complessa a cui rispondere.

Se è difficile diventare modelli in Corea? No, perchè alla fine per farlo bisogna solo trovare un’agenzia (tante addirittura vendono i visti da modelli…) e si è a posto.

Ciò che è difficile è diventare modelli che davvero riescono a lavorare e sopravvivere grazie a questo lavoro in Corea perché, se è vero che tutti i tipi di corporatura, colore della pelle, capelli, statura possono trovare alcuni casting per loro, non è detto che ci sia sempre richiesta di quello stile particolare.

Per le ragazze lo standard è comunque una corporatura slanciata, pelle con poche imperfezioni, capelli lunghi – meglio se biondi o castano chiaro – e occhi chiari, mentre per i ragazzi fisico tonico e slanciato, statura alta e capelli chiari.

Anche i modelli con carnagioni più scure vengono molto apprezzati.

Per sintetizzare, la domanda più corretta che bisogna porsi è “potrei fare questo lavoro nel mio paese?”. Se la risposta è sí, vale la pena provare, ma sappiate che non sarà semplice. C’è davvero tanta – troppa – competizione.

Se dovessi scegliere tra essere una modella di successo o un’attrice di successo in Corea cosa sceglieresti e perché.

Assolutamente attrice. Non mi piace molto la plasticità richiesta dai coreani per gli shooting fotografici e mi piace poco anche il modo in cui esagerano con photoshop. Ogni volta che un fotografo coreano edita una mia foto, mi pare di essere ET ^^’. Invece recitare lo trovo molto più stimolante e divertente.

Parlando invece del drama uscito di recente del quale ne sei la protagonista, descrivi in 3 parole il personaggio di Madison.

Risoluta, leader, empatica.

Un aneddoto divertente che vuoi condividere e che è avvenuto sul set di Reset?

Sicuramente le riprese dell’episodio 5, durante la scena della festa.

Dovevamo tutti fare una specie di balletto in linea con il nostro personaggio. Io e Heesu (Eric nel drama) siamo negati come lo schifo: quando dovevamo fare il trenino continuavamo a schiacciare i piedi degli altri attori.

Un altro momento che ricordo con piacere è quando abbiamo visto in anteprima le prime bozze degli episodi 1~4. Eravamo tutti imbarazzatissimi a rivederci, specialmente a rivedere i primi due episodi in cui eravamo super impacciati e, per qualche strana ragione, tutti con qualche kilo in più rispetto agli episodi filmati successivamente.

Cosa pensi che Reset voglia insegnare ai ragazzi o a coloro che lo guarderanno?

Reset parla di due tematiche importanti e molto attuali che sono il rapporto dei giovani con la tecnologia, sempre più presente e molte volte essenziale nelle nostre vite, ma allo stesso tempo di quanto a volte essa ci faccia alienare da tutto ciò che è concreto e reale, a partire dai rapporti interpersonali.

Credo che il messaggio che Reset cerchi di dare è che sì, è giusto affidarsi alla tecnologia per risolvere dei problemi o per cercare risposte ad alcune nostre domande, ma che allo stesso tempo questo non possa sostituire i rapporti sociali e umani.

“Reset” infatti è, nel drama, un motore di ricerca soluzioni che, seppur funzionante nella maggior parte dei casi, in altri casi è fuorviante e distruttivo.

Ti ci rivedi in qualche modo in Madison?

Quando ho fatto l’audizione per Madison – la prima vera audizione della mia vita – sapevo che la parte doveva essere mia. Non tanto perché pensavo di avere qualità migliori degli altri, ma perché sentivo che sotto sotto io e lei ci somigliamo molto.

Partiamo dal fatto che sono una boss bitch tanto quanto lei ㅋㅋ, anche io a volte, proprio come Madison, tendo a pensare troppo, farmi prendere dall’ansia e a perdermi in un bicchier d’acqua.

Sempre come lei sono estremamente empatica e cerco sempre, anche a mio rischio, di aiutare e “salvare” tutti.

Con quale attore coreano ti piacerebbe recitare in futuro?

Lee Dohyun. L’ho “conosciuto” tramite Sweet Home, dove ho amato il suo personaggio: secondo me recita benissimo e poi incarna al 100% il mio tipo di canone estetico; inoltre, ho sentito anche che è molto simpatico sul set!

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Quale attore o attrice che hai visto sui set fin ora ti ha colpita di piú?

Colpita positivamente? ㅋㅋ

Ahn Hyo-Seop sul set di “A business proposal” perché è letteralmente inumano. È bellissimo, altissimo, pelle meravigliosa, elegante. La sua controparte femmile secondo me è Suji, che ho incontrato sul set di Anna.

Altro attore – che ho soprannominato “cuore di tenebra” – è Son Seok-Koo. Affascinante, misterioso, occhietti da furetto. Non è altissimo, ma che ce ne importa?

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Per finire un attore che interpreta sempre personaggi cattivi, ma che in realtà è un tenerone è Heo Sung-Tae. È davvero un cucciolone timido e, tra l’altro, è intelligentissimo.

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Il tuo drama preferito?

Tutti i drama di mistero, thriller o sanguinolenti (scusate, ma i romance smielati e lacrimevoli non sono esattamente la mia tipologia di drama preferita…). Come dicevo mi è piaciuto molto Sweet Home e ho amato anche Kingdom (ho un debole per gli zombie coreani!).

Una cosa un po’ più “vintage” è Death Bell, ambientato in una scuola. Ultimamente invece ho iniziato Somebody – drama parecchio cruento… quindi sconsiglio a chi non piace questo genere – e mi sta incuriosendo parecchio.

Un consiglio che devasti a chi anche grazie alla tua storia, vuole intraprendere la carriera di modella o attrice in Corea?

Studiate coreano! È il primo step, davvero. Non potete immaginare quanto sia comodo – per voi e per lo staff sui vari set – parlare e capire al volo le istruzioni date.


Giulia, da come avrete potute leggere durante l’intervista, è un esempio di come spesso la vita sia imprevedibile e di come, attraverso la forza di volontà e la caparbietà, prima o poi si possano raggiungere i propri sogni.

Invitandovi a guardare RESET, e augurando a Giulia di realizzare tutti i suoi sogni, concludiamo questa intervista.

감사합니다 e 화이팅 per tutti i vostri progetti futuri!

Vi aspettiamo con il prossimo appuntamento di #K-interview! Mi raccomando non mancate!

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K-Skin Care Korea

Korean Skin Care: dalle origini fino ad oggi

K-pop e K-drama non sono gli unici ad aver fatto breccia nel cuore di migliaia di fan negli ultimi anni, infatti, la Corea del Sud ha letteralmente conquistato l’Occidente anche grazie ai suoi prodotti di cosmetica all’avanguardia e di qualità. Tutti noi ormai siamo a conoscenza dei famosi 10 step che da anni le donne coreane eseguono con costanza nelle loro beauty routine, ma questo rituale di bellezza com’è nato? Ve lo siete mai chiesti? Scopriamolo insieme!

"La tua Beauty Routine Coreana" - MaisonLoo

I cosmetici comparvero per la prima volta durante l’epoca dei Tre Regni (57 a.C.-668 d.C.), in particolare sotto il Regno di Silla. Tra i primi a farne uso furono proprio i poeti guerrieri Hwarang, noti per le loro gesta e per la loro bellezza (1). I coreani ritenevano che l’aspetto fisico rispecchiasse la loro anima interiore, proprio per questo, hanno da sempre attribuito grande importanza alla cura della persona. 

La dinastia Goryeo (918-1392) vide l’apice della cosmetica del tempo. L’apertura al commercio internazionale favorì l’introduzione di nuovi ingredienti e tecniche nel Paese. I prodotti più popolari comprendevano olio di ricino e chiodi di garofano per conferire morbidezza e profumo ai capelli, fagioli indiani ricchi di saponina utilizzati nei detergenti e olio di albicocche o pesche per donare luminosità alla pelle (2).  

Come oggi, anche nell’antichità una tonalità di pelle chiara era una caratteristica molto apprezzata. Durante la dinastia Joseon (1392-1897) furono molte le tecniche utilizzate per schiarire l’incarnato, in particolare si parla di veri e propri bagni nel ginseng e creme composte di miglio, fiori di pesco e semi di zucca (3).

Il XX secolo vide la comparsa in Corea del primo prodotto cosmetico di massa, ovvero, la Bakgabun, nota anche come Park Powder. Si tratta di una polvere traslucida, che fu però ben presto ritirata dagli scaffali a causa dell’alto contenuto di piombo. Negli anni ‘60 il governo coreano bandì qualsiasi prodotto estero, permettendo così all’industria cosmetica locale di svilupparsi, diventando in futuro una delle più rinomate a livello mondiale (4).

Il punto di forza del K-beauty fu la BB cream, inventata in un primo momento in Germania, e poi perfezionata in Corea (5). Brand quali Sulhwasoo, The Face Shop e Etude House fecero della BB cream un prodotto di punta, arrivando prima negli USA, per poi approdare nel Vecchio Continente. Questo prodotto fu un vero e proprio trampolino di lancio per tutti i cosmetici coreani che ormai sono presenti nelle case degli appassionati di tutto il mondo.

Ma perché proprio la Corea? Cosa rende speciali questi prodotti? Come Hyram (un noto youtuber) ama spesso dire, il segreto dei cosmetici coreani sta negli ingredienti. Bava di lumaca, centella asiatica, propoli, estratto di betulla e molti altri, hanno reso questi prodotti unici nel loro genere. Ricercatezza e qualità hanno fatto sì che la skincare diventasse un vero e proprio pilastro della cultura coreana, rendendo il K-beauty parte integrante della cosiddetta Korean Wave.

A cura di Francesca Demattio

Sitografia:

1.https://aminoapps.com/c/korean-beauty/page/blog/the-history-of koreancosmetics/g0KG_oJbf6uPEMEDbGzNw5zxq3X76nkJXej

2.https://en.wikipedia.org/wiki/Cosmetics_in_Korea

3.https://www.sulwhasoo.com/my/en/experience/magazine/vol94-009.html

4.https://en.wikipedia.org/wiki/Cosmetics_in_Korea

5.https://en.wikipedia.org/wiki/BB_cream