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“Rookie cops” – Poliziotti alle prime armi

Titolo: Rookie Cops (너와 나의 경찰수업), conosciuto anche come “Poliziotti alle primi armi”

Episodi: 16

Genere: Romance, Life, Youth, Drama.

Cast principale: Kang Daniel, Chae Soo Bin, Lee Shin Young, Cheon Young Min, Park Sung Joon, Kim Woo Seok, Min Do Hee.

Dove guardarlo. Dramacool ; Rama Oriental fan sub

Voto: 8.5/10

La serie, distribuita da Disney+, è composta di 16 episodi e ruota attorno a Wi Seung-hyun (Kang Daniel) e ai suoi altri sette compagni di classe, tra cui Ko Eun-Kang (Chae Soo-bin), matricole della National Police University: Seung-hyun e i suoi compagni, durante il loro percorso universitario, commetteranno molti errori e affronteranno problemi inaspettati per diventare agenti di polizia a tutti gli effetti!

Rookie Cops è un drama fresco e giovanile che racconta di crescita personale, di amicizia, d’amore, integrazione e rivoluzione all’interno del sistema gerarchico di un università a stampo militare, ma anche di molto altro, che scoprirete solo guardando la serie! Il prodotto vi farà venir voglia di divorare le puntate una dopo l’altra ma la vera domanda è: un drama con attori giovanissimi e senza una lunga carriera alle spalle riuscirà a soddisfare le grandi aspettative del pubblico?

Trama e personaggi

Diretto da Kim Byung-soo, noto per aver diretto la serie romantica “Queen & I” e la serie fantasy “The Bride of Habaek“, la nuova serie segue la vita delle matricole della Korean National Police University e il regista ha spiegato che la serie è l’abbinamento perfetto per il servizio di streaming globale, che tende ad avere un target più giovanile.

Rookie Cops parla di  come i ventenni dovrebbero andare avanti durante la loro vita , rifacendosi al tema della crescita. Per i più adulto, la serie offrirà la possibilità di ripercorrere il viale della memoria della propria giovinezza.

Kim Byung-soo

Il drama segna il debutto di Kang Daniel (main dancer e lead rapper dei Wanna One, sciolti nel 2018) come attore protagonista con il ruolo di Wi Seung Hyun, una giovane matricola che inizia il percorso di studi presso l’Università di Polizia Nazionale coreana: il ragazzo, mosso da sentimenti di ammirazione verso il padre, commissario dell’agenzia di polizia Gyeonggi Dongbu, decide di seguire le sue orme scegliendo di diventare poliziotto per combattere il crimine al suo fianco. La produzione lo descrive con un ragazzo innocente ma con una forte integrità e un forte senso di giustizia e questa sua caratteristica emerge in tutta la narrazione, infatti è un ragazzo carismatico e brillante che attira tutti verso di lui e viene quindi descritto con la  tipica personalità ISTJ.

Ndr: in questo K-drama si parla spesso dell’MBTI, quindi, se ve lo siete persi o non vi ricordate più quale sia il vostro, vi consigliamo di andare a leggere il nostro articolo in proposito di test della personalità!

Chae So Bin (Im not a Robot; A Piece of Your Mind) interpreta la protagonista Ko Eun Kang, un personaggio con una natura energica e un grande cuore, che decide di iscriversi alla KNPU per inseguire quello che è un amore non corrisposto, in tal caso viene da chiedersi: il cuore può influenzare questo tipo di scelte?

Ebbene sì, questo è quello che si dice “per amore si è disposti a tutto” ed è proprio grazie a questa decisione che ci viene rivelata fin da subito una delle caratteristiche principale di questo personaggio: l’essere decisa, e il voler portare a termine gli incarichi a qualunque costo! Proprio per questa sua caratteristica, invece di piangere per il suo cuore spezzato, non si abbatte e si apre a cose nuove e a conoscere nuove persone.

Gli autori la descrivono come una tipica ESFP: Ko Eun Kang  è desiderosa di imparare e non si guarda indietro quando corre verso i suoi sogni.

Tuttavia, mentre si gode la vita frenetica e dinamica da matricola all’interno del Campus, si trova faccia a faccia con il suo opposto polare, Wi Seung Hyun, con il quale dopo vari avvenimenti andrà subito d’accordo.

Ko Eun Kang condivide un dormitorio con Shin A Ri (Cheon Young Min), Gi Han Na (Park Yoo Na) e Woo Ju Young (Min Do Hee).

Lee Shin Young (Crash Landing on You) interpreterà Kim Tak,il ragazzo di campagna”, un ex atleta nazionale di judo che diventa una matricola all’università di polizia: Kim Tak è un ragazzo che è stato costretto a diventare uomo troppo presto, a seguito della perdita prima dei genitori e poi del fratello maggiore – anch’egli studente alla KNPU – e, proprio in ragione di questi traumatici eventi, è sempre stato abituato a stare solo ma Wi Seung Hyun diventa quasi da subito il suo unico vero amico con il quale, non a caso, condividerà la stanza all’interno del dormitorio.

Insomma, Kim Tak è proprio un ISFP, come ci suggerisce il poster della serie!

Park Yoo Na (True Beauty, Hotel del Luna) avrà il ruolo di Ki Han Na, una matricola impeccabile nello studio che non si lascia mai andare, non ha mai tempo per lo svago, per niente socievole e con l’unico obiettivo di studiare: il suo personaggio aggiungerà un livello di tensione a causa dei conflitti che derivano dalla sua natura individualistica, natura che si scontra con la cultura centrata sul team dell’università.

È, in qualche modo, simile a Kim Tak, probabilmente per il suo background, infatti anche lei è stata costretta a crescere troppo in fretta e a badare a cose di cui una ragazzina non dovrebbe occuparsi, in particolare a fare da madre a una madre che, in realtà, è più adolescente della figlia stessa.

Bullizzata e derisa da tutti fino alle superiori, decide di allontanarsi dai compagni di corso prima che qualcuno si avvicini troppo e quindi scopra il suo passato, ciò denota la poca fiducia che prova nei confronti delle altre persone.

Nel poster viene descritta come individualista ed energetica, è la studentessa più intelligente dell’università, le piace molto il suo tempo da sola e, per queste sue caratteristiche, è una ISTP.

Park Sung Joon sarà Yoo Dae Il (Run on), un super fan dei drama a tema poliziesco ed è grazie questa sua passione che deciderà di iscriversi alla KNPU, sognando di diventare come uno dei protagonisti che tanto ammira, proprio per questo per la maggior parte del tempo tiene in mano un walkie-talkie: fa amicizia facilmente, è divertente, ingenuo, testardo e permaloso ma ha anche un gran cuore e cerca di aiutare sempre le persone che ama, facendo di tutto per strappare un sorriso quando le cose non vanno come ci si aspetta. Queste caratteristiche fanno di lui un ENFP!

Min Dohee sarà Woo Joo Young (Clean whit passion for now), una studentessa diplomata in un liceo scientifico che sogna di diventare un tecnico di scienze forensi, proprio per questo motivo la sua più grande abilità riguarda il campo tecnologico ed informatico: è sempre indaffarata vicino ad un computer, apparecchi acustici o fotografici, non le sfugge mai nulla ed è una ragazza molto intuitiva. È una studentessa dallo spirito libero che ha una grande curiosità ed è proprio questo che fa di lei una INFJ

Kim Woo Seok (Military Prosecutor Doberman) interpreterà la matricola Seo Beom Joo, un ragazzo semplice, diligente, molto attento e pianificatore ma, dietro questo rigore, nasconde una straordinaria bravura per la danza che verrà rivelata durante il festival dell’università: quindi, sebbene sia un uomo da manuale, ha un talento nascosto che lascia tutti a bocca aperta. È un personaggio che, a primo impatto, può quasi sparire accanto alle personalità esuberanti del resto del gruppo ma, nel corso della narrazione, dimostrerà di avere carattere e, nel poster rilasciato, i produttori lo descrivono come un ESTJ.

Cheon Young Min (The Devil Judge) sarà la matricola Shin Ah Ri, vanitosa, la classica ragazza di città, nella foto del poster viene ritratta con in mano uno specchio, per mostrare quanto ci tenga all’aspetto.

Al contrario degli altri personaggi, lei ha comportamenti talvolta infantili, spesso non riesce ad assumersi la responsabilità delle sue azioni per paura di conseguenze future, è permalosa, testarda ed egoista ma anche furba, sa quel che vuole e sa come ottenerlo: nel corso della narrazione il suo personaggio cambierà e maturerà molto, o meglio, si scopriranno i lati nascosti del suo carattere, infatti è una ragazza molto sensibile, premurosa e attenta alle persone che ama.

Nel poster viene anche descritta come una volpe e un bambina adulta e, sebbene abbia un viso carino e innocente, ha ancora dei dubbi su se stessa, il che la rende una INFP.

Protagonista indiscussa della serie è l’ambiente in cui si svolge la storia, cioè l’università di polizia, caratterizzata da rapporti gerarchici severi quanto quelli militari, un luogo in cui gli atti contro l’individualità e i diritti umani sono dati per scontati “per una causa più grande”: tuttavia, i nostri personaggi si ribelleranno alla disumanità e alla violenza della Cheongram Education (formazione per matricole), che rappresenta un primo ostacolo da affrontare all’intero del campus.

Il drama descrive in modo coinvolgente il processo in cui i protagonisti all’interno del Campus infrangono le usanze, trovano i propri sogni, affrontano costantemente sfide e imparano i valori di amicizia, amore, cooperazione e fiducia: proprio per questo i due protagonisti, Kang e Chae, definiscono Rookie Cops una storia di formazione positiva e piena di speranza.

“Anche se può sembrare un dramma poliziesco, la serie parla di studenti dell’accademia, quindi mentre alcuni dei suoi temi sono seri, è anche uno spettacolo molto giocoso e delizioso con un po’ di sollievo comico per il pubblico.”

In cosa è diverso da altri K-drama?

La vita del campus è messa particolarmente in luce in Rookie Cops e, grazie al background originale, ci sono delle piccolezze che permettono a questo drama di differenziarsi da altre serie del genere “Youth”: gli eventi si svolgono in ambienti unici nel loro genere, fanno vedere allo spettatore come si svolge la vita all’interno del campus poliziesco mostrando esercitazioni fisiche e lezioni di scienze forense, giurisprudenza, criminologia e tanto altro.

Dopo aver raggiunto il punto di svolta, Rookie Cops svelerà la “morte dello studente universitario dell’accademia di polizia”, vi ricordate, quando abbiamo presentato il personaggio di Kim Tak, abbiamo detto che questi aveva deciso di iscriversi alla KNPU per seguire le orme del defunto fratello, anch’egli studente presso la stessa università! Ma cos’era successo?

Il caso, avvenuto dieci anni prima della narrazione, aveva coinvolto il fratello maggiore di Tak, Kim Hyun Soo (Kwang Si Yang), il padre di Seung Hyun Wi Ki Yong (Son Chang Min), il mentore di Han Na Kang Nam Gi (Kang Nam Gi) e il professor Cha Yoo Gon e, per molto tempo, era rimasto sepolto nelle memorie dei soli presenti, tuttavia, una notte, il caso riemerge a causa di un incidente avvenuto nel club in cui  le matricole sono andate per divertirsi nel fine settimana di concedo: questo avvenimento creerà varie incomprensioni, vicende drammatiche e momenti indimenticabili che aiuteranno gli studenti nella loro crescita e nel loro percorso di studi, dovranno mettere in campo per superare questo ostacolo, qualità proprie e conoscenze apprese durante l’anno scolastico.    

La storia e gli eventi avanzano quindi ad un livello imprevedibile, trasmettendo emozioni ed esperienze speciali allo spettatore, permettendogli così di immedesimarsi nelle vicende degli otto “rumorosi ed eccentrici” ragazzi.

Opinioni finali

La narrazione di questo K-Drama non è dissimile da quella di altre commedie romantiche, tuttavia, pone una prospettiva seria su di esso, nascondendo, però, molta suspense: nel complesso, basandovi già sulla visione i primi episodi, potete intuire che si tratterà di un drama fantastico e con molti colpi di scena e, guardandolo, non potrete che affezionarti ai ragazzi della stanza 304 ma anche alle ragazze che mostrano da subito un legame saldo che si rafforzerà nel corso degli episodi.

Rookie Cops è un drama positivo che fa venir voglia di maturare e migliorare insieme ai protagonisti, fa emergere il senso di giustizia che è in ognuno di noi: oltre a ciò, è un drama emozionante, che indaga nelle storie d’amore adolescenziali, nelle preoccupazioni e nei sogni dei personaggi; inoltre, ricordate che si tratta di un prodotto Disney e il suo stampo è più che evidente ma, forse, è proprio grazie a questo che il drama risulta poco banale e molto coinvolgente.

Altro segno riconoscibile in casa Disney è la morale che si cela dietro tutto il K-drama ma anche dietro ogni singolo episodio, da cui ognuno di noi può trarne una riflessione propria ma che, in generale, viene riassunta brevemente nella frase che chiude i  16 episodi:          

“Non sappiamo ancora che tipo di persone siamo, ma sappiamo una cosa per certo: siamo persone migliori di ieri e diventeremo ancora migliori domani.

Ora ci dirigiamo verso il futuro, che sembra impossibile da raggiungere…tenendoci per mano per sostenerci a vicenda.

Non importa quanto sarà difficile il nostro viaggio… Se tu ed io staremo insieme.

Tocca a noi! non fermiamoci! Andiamo!”                                          

Piccola curiosità: la K-pop star Kang Daniel ha dato un ulteriore contributo alla serie cantando una delle OST del drama, “Hush Hush“, feat. Miyavi!

Cosa ne pensate di questa serie? Voi l’avete vista? Qual è il vostro personaggio preferito? Il vostro MBTI a quale personaggio è più affine? Fatecelo sapere lasciando un commento!

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K-Drama Recensioni

“SNOWDROP”: l’amore che sboccia nelle avversità

Nome : Snowdrop (설강화)

Anno: 18 dicembre 2021-30 gennaio 2022

Genere: Romance, commedia noir, melodramma, storical.

Episodi: 16

Cast principale: Jung Hae-in, Jisoo, Yoo In-na, Jang Seung-jo, Yoon Se-ah, Kim Hye-yoon, Jung Yoo-jin.

Casa di produzione: Drama House, JTBC Studios

Dove vederlo: Disney+ Italia (da quest’estate), Dramacool

Un successo nato tra le proteste

ll drama storico della JTBC Snowdrop è diventato una patata bollente suscitando infuocate reazioni da parte di tutti i versanti politici e queste critiche e proteste erano già nate all’inizio della sua produzione, in un anno che ha visto molti drama vittime di cancellazioni, modifiche e boicottaggi per ragioni culturali e politiche: in questo caso, lo spinoso dibattito verte su fino a che punto possa spingersi la finzione di una storia, specialmente quando si sta trattando un periodo storico delicato come la democratizzazione della Corea. Quali erano i motivi delle proteste?

Snowdrop è ambientato a Seoul nel 1987, quando la Corea era nel pieno delle proteste per la democratizzazione contro la dittatura militare e vede come protagonisti Jisoo, del gruppo femminile k-pop BLACKPINK, che interpreta la studentessa universitaria sudcoreana Young Ro mentre l’attore Jung Hae In interpreta Soo Ho, una spia nordcoreana che viene scambiata per uno studente in lotta per la democrazia: sebbene il protagonista non partecipi ad alcuna protesta, molti spettatori hanno trovato intrinsecamente problematica la premessa di una spia nordcoreana nascosta tra gli studenti universitari.

Inoltre, il regime all’epoca giustificava la sua brutale repressione contro i manifestanti pro democrazia col pretesto di dare la caccia alle spie nordcoreane o ai simpatizzanti del comunismo, dunque i critici di Snowdrop hanno espresso preoccupazione per il fatto che tale rappresentazione potesse giustificare il modo in cui il regime ha arrestato attivisti con false accuse di spionaggio per poi torturarli o addirittura ucciderli: non a caso, ogni episodio di Snowdrop inizia con un disclaimer che annuncia che ogni personaggio, organizzazione ed evento della serie è completamente fittizio, tuttavia, gli spettatori hanno sottolineato numerose somiglianze specifiche tra il drama e gli eventi storici realmente accaduti.

Tutti i personaggi e gli eventi rappresentati in questo drama sono frutto di finzione.

Le controversie su Snowdrop sono esagerate?

E’ difficile per noi occidentali farci un’idea precisa su eventi che ci sono così poco famigliari, questo periodo storico piuttosto recente è un tasto sensibile per la Corea e soprattutto per la generazione che l’ha vissuta in prima persona e, seppur non sia la prima volta che fatti storici vengono romanticizzati da un drama (Crash landing on you), evidentemente in questo caso la questione è più delicata: infatti, non solo i critici della serie hanno fatto sentire la loro voce ma anche molte persone hanno dichiarato che le proteste erano esagerate e non del tutto corrette; c’è da dire, però, al di là dell’opinione pro o contro il drama in questione, è comunque molto difficile prendere posizioni nette su quanto accaduto, considerata la complessità degli eventi storici.

A causa della popolarità globale degli attori principali Jisoo e Jung, la controversia si è diffusa immediatamente in tutto il mondo e la protesta ha ricevuto una copertura mediatica internazionale, accendendo un dibattito anche tra gli spettatori stranieri.

Una petizione e un’ingiunzione per cancellare la serie

Nel marzo del 2021 è apparsa una petizione sul sito web della Blue House che chiedeva la cancellazione dello show raccogliendo ben oltre 350.000 firme online in una settimana e, contestualmente, diversi sponsor in seguito alle proteste si sono ritirati dal drama: inoltre, un gruppo civico chiamato The Declaration of Global Citizen in Korea ha presentato un’ingiunzione contro la JTBC il 22 dicembre, per imporre l’interruzione della messa in onda ma la Corte distrettuale occidentale di Seoul si è pronunciata a favore della JTBC e le ha dato il via libera per continuare a trasmetterlo anche perché, vista la premessa che il protagonista maschile sia una spia nordcoreana, qualsiasi cambiamento significativo alla storia sarebbe stato praticamente impossibile da apportare.

Come mai già a marzo si chiedeva la cancellazione del drama?

Stando a quanto gira per in rete, pare che il copione del drama sia trapelato online generando critiche sulla trama a proposito di spie nordcoreane infiltrate nei movimenti studenteschi e al fatto che i nomi dei personaggi richiamino dei veri attivisti dell’epoca e venne segnalato che il drama pareva fosse ispirato dalle note scritte da un prigioniero politico in un campo di prigione in Nord Corea, e questo potrebbe aver influito sul diffondersi delle speculazioni sulla trama e sulla polemica: di fronte all’aggravarsi della situazione, l’emittente JTBC è stata costretta a rilasciare un comunicato in merito.

Contesto storico

Snowdrop non ha nulla a che fare con il movimento di democratizzazione del 18 maggio 1980, così come non ha nulla a che fare con la Rivolta democratica (o Rivolta di giugno) del 10 giugno 1987, dal momento che si diceva che le elezioni presidenziali si sarebbero svolte il 16 dicembre e che le elezioni presidenziali fossero “a meno di 20 giorni di distanza”: Snowdrop è ambientato a novembre 1987, le elezioni presidenziali erano il 16 dicembre e  mancavano solo 20 giorni a queste, quindi il background di Snowdrop è novembre 1987.

JTBC ha dichiarato ufficialmente che Snowdrop non si occupa del movimento pro-democratizzazione, lo sfondo storico sul quale si erge il drama sono le elezioni presidenziali del 1987, come accennato in precedenza, ed è una storia di fantasia secondo cui il governo militare sudcoreano e l’ANSP (Agenzia per la pianificazione della sicurezza nazionale) collaborano con il governo della dittatura nordcoreana per pianificare le elezioni presidenziali.

Trama

Prodotto dal regista Jo Hyun-tak e dello scrittore Yoo Hyun-mi (Sky Castle ),Snowdrop è il primo drama coreano ad approdare sulla piattaforma di streaming di Disney+.

Kim Jisoo delle BLACKPINK è affiancata da Jung Hae In in questo drama storico che racconta la storia d’amore di due studenti universitari in una Corea del Sud del 1987, un anno drammatico in cui un movimenti e proteste di massa a favore della democrazia scuotono politicamente il paese, portando a nuove elezioni e alla fine della dittatura. 

Eun Yeong-ro (Jisoo), figlia del Ministero della Pianificazione della Sicurezza Nazionale (Ministero della Segretezza) e studentessa della Hosoo Women’s University,  si innamora del Lim Soo-ho (Jung Hae-in), apparentemente uno studente laureato in economia a Berlino (ricorda alla gente l’incidente di Dongbaekrim, aka incidente di Berlino Est, dove studenti internazionali e coreani che vivevano in Germania venivano bollati come spie) pacato ed enigmatico, ma che in realtà è una spia nordcoreana infiltrata in Corea del Sud a seguito di una missione e, a dargli la caccia, ci sono gli agenti dell’ANSP Jang Han-na (Jung Yoo-jin) e Lee Kang-moo (Jang Seung-jo), che faranno di tutto per catturarlo.

Yeong-ro e Soo-ho si incontrano per la prima volta durante un appuntamento al buio organizzato da altri studenti, ed il loro incontro si trasforma immediatamente in un amore a prima vista.

Dopo il primo incontro i due si rivedono in un negozio di dischi ma, non sarà l’ultima occasione di incrociarsi perché i due sono destinati ad incontrarsi nuovamente quando la missione di Soo-ho prende una svolta inaspettata.

Il protagonista, per una serie di eventi, entra di nascosto all’interno dormitorio femminile e viene curato dalle ragazze della stanza207, inclusa Eun Young-ro che fa di tutto per tenerlo nascosto alla direttrice Pi Seung-hee e all’ ANSP che gli da la caccia.

La situazione all’interno del dormitorio si farà sempre più tesa fino ad quando il protagonista non sarà costretto a rivelare la sua identità, il che porterà tutto il dormitorio ad essere preso in ostaggio da Soo-ho e dalla sua squadra nord coreana.

                                                                                

Tra vari patti e accordi stipulati da spie nord coreane, ANSP e rappresentanti del governo, quale sarà il destino dei ragazzi usati come pedine su una scacchiera per arrivare alle elezioni?

Personaggi e menzioni speciali

Considerando che questo è il suo debutto come attrice in un ruolo da protagonista, Jisoo delle BLACKPINK dimostra sicuramente il suo carisma: dall’essere una matricola del college innamorata a una giovane donna devastata e spaventata dall’essere tradita e tenuta in ostaggio dall’uomo che ama, la gamma di Jisoo qui è encomiabile.

Merita una menzione speciale anche Kim Hye-yoon (Extraordinary You, Sky Castle) per il ruolo dell’avida Gye Boon-ok, infatti Boon-ok non è una brava persona e, ogni volta che appare sullo schermo, ci riempie di rabbia irrazionale: interpretazione 10+!

FUN FACT: L’attore Jung Hae-in ha detto di essere molto affezionato al drama perché è stato girato per molto tempo , “dal freddo inverno alla primavera fino alla calda estate”. Forse è per questo che è così divertente guardare il dietro le quinte di Snowdrop?

Sad fact: una perdita che ha spiazzato tutti.

Durante la messa in onda del drama, purtroppo la Landscape Entertainment, agenzia che si occupava di rappresentare l’attrice Kim Mi-soo, ha diffuso un comunicato per annunciarne ai fan la morte (la cui causa non è stata ancora rivelata): la giovane aveva solo 29 anni e, in Snowdrop, interpretava l’attivista Yeo Jungmin e nel corso della sua carriera aveva recitato anche nella serie Hellbound, disponibile su Netflix, ma anche nelle pellicole Memories e Kyungmi’s World.

Al momento della sua morte, Kim stava girando un altro k-drama, Kiss Six Sense, le cui riprese sono state al momento interrotte, e seppur svolgesse un ruolo secondario in Snowdrop, al momento della sua scomparsa, la produzione era già terminata, consegnando ai fan l’ultima interpretazione dell’attrice.

Un “moderno” Romeo e Giulietta

Oh Romeo, Romeo, perché sei tu Romeo? Rinnega tuo padre, e rifiuta il tuo nome! O, se non lo vuoi, tienilo pure e giura di amarmi, ed io non sarò più una Capuleti.

[Giulietta: atto II, scena II]

L‘amore condannato tra Yeong-ro e Soo-ho sembra irrealistico e incoerente, infatti quella che inizia come una relazione eseguita in fretta – un paio di appuntamenti e alcuni appuntamenti nascosti in una soffitta – diventa più disordinata durante il corso degli episodi, principalmente a causa di una dinamica malsana che non solo somiglia spesso alla sindrome di Stoccolma (riguarda vittime di un sequestro, le quali, in maniera apparentemente paradossale, cominciano a nutrire sentimenti positivi verso il proprio aguzzino che possono andare dalla solidarietà all’innamoramento), ma mette anche visibilmente in pericolo altri personaggi nella storia.

Queste gioie violente hanno fini violente.
Muoiono nel loro trionfo, come la polvere da sparo e il fuoco,
che si consumano al primo bacio

William Shakespeare

Un nome, una garanzia?

Il nome originale della protagonista femminile non era quello poi passato alla storia, infatti inizialmente avrebbe dovuto chiamarsi Eun Young Cho, tuttavia, quando sono emerse critiche sul fatto che prendesse il nome da Cheon Young Cho, la martire patriottica del movimento, sopravvissuta a interrogatori e torture presso la famigerata Agenzia di polizia nazionale di Namyeong-dong, che era nota per ospitare la “camera di tortura più perfettamente nascosta” dell’epoca, ed eroina del libro ” Young Cho Unni “, i produttori hanno deciso di cambiare il nome alla protagonista del drama.

Tuttavia, questa vicenda lascia un sapore sgradevole alle spalle perché, in effetti, il marito di Cheon Young Cho, Jung Moon Hwa, all’epoca era classificato tra i primi 3 geni di SNU e giornalista del movimento, fu incastrato per essere una “spia nordcoreana e cospiratore del governo” morì giovane dopo essere stato torturato.    

Il personaggio più “problematico”, però, è rappresentato da Gye Boon Ok (Kim Hye Yoon) perché il suo nome ricorda Suzy Kim, alias Kim Ok Boon, vittima di un tentato rapimento: nella storia reale, Kim Ok Boon fu uccisa da suo marito nel 1987 e, subito dopo, suo marito e l’ANSP fabbricarono delle prove per bollarla come una spia nordcoreana, il che di conseguenza portò alla persecuzione della sua famiglia.

Nel drama, la sorella di Gye Boon Ok viene presa di mira dall’ANSP come spia, ricordandoci ulteriormente il caso Suzy Kim, eppure questo personaggio è solo rappresentato come qualcuno che crede a ogni parola che dicono gli agenti ANSP ed è attratta dal denunciare chiunque sia sospettoso solo per soldi grazie ai quali potrà salvare la sua famiglia; inoltre, Gye Boon Ok appare come una ragazza gelosa delle altre studentesse, in quanto non può vivere la vita che vuole e molti critici, in questa rappresentazione, vi hanno trovato della malizia oltre che cattivo gusto.  

                                                                                                                     Anche la descrizione degli agenti ANSP è controversa: l’ANSP fu criticata per varie violazioni dei diritti umani contro cittadini innocenti, testimoniate dalle vittime dei loro crimini che esistono ancora, ed è facile intravedere la loro crudeltà e crimini in opere che hanno ricevuto recensioni entusiastiche per aver interpretato correttamente gli anni ’80 della Corea, inclusi i film “1987: Quando arriva il giorno“, “18 maggio” e il dramma “Youth of May”: eppure, in Snowdrop, sono ritratti esattamente l’opposto di come è mostrato in altri media.

                                                                                           Lee Kang Moo (Jang Seung Jo), l’agente ANSP che insegue il “vero cattivo” perché stanco di tutte le manipolazioni che stanno avvenendo nell’organizzazione, osserva il giusto protocollo anche quando indaga sui dormitori e cerca in ogni modo, del corso della storia, di proteggere persone e studenti innocenti: questo fa sembrare che, all’interno dell’organizzazione, ci fossero effettivamente “persone decenti“.

Ancora peggio, Eun Chang Soo ( Heo Joon Ho ), il direttore dell’ANSP, è descritto con parole come “docile” e “mite” e gli viene fatta dire la frase: “Non sai che dobbiamo proteggere la vita delle persone piuttosto che quella dei nostri colleghi?” ai propri subordinati: proprio con il fatto che il dramma mostra costantemente l’esatto opposto di ciò che la storia racconta, non può sfuggire alle critiche.

E le OST?

Il 9 febbraio, Jisoo durante una diretta ha sorpreso i fan quando ha rivelato che le era stato chiesto di cantare l’OST “Friend” per Snowdrop, tuttavia, Jisoo  ha spiegato di aver rifiutato l’offerta perché pensava che se avesse cantato l’OST per il drama, avrebbe distratto gli spettatori che non sarebbero stati in grado di concentrarsi sulla sua interpretazione della protagonista Young-ro e per tale motivo il regista ha rispettato la sua opinione: ma i fan erano dispiaciuti nel sentire che Jisoo, così facendo, ha perso la sua prima opportunità di cantare una OST di un drama;  tuttavia, sono stati comunque d’accordo sul fatto che questa fosse la decisione giusta da prendere.

Conclusioni

Se volete vedere un drama con un lieto fine Snowdrop NON fa per voi! Anche se l’ultima scena che ci viene mostrata può rappresentare un finale alternativo, il drama non ha un lieto fine: non mancano al suo interno scene che cercano di strapparti un sorriso e sdrammatizzare le vicende, o personaggi che nonostante tutto faranno divertire, ma è anche vero che in ogni episodio versare almeno “una lacrima” è d’obbligo.

Tra triangoli amorosi, storie d’amore impossibili, tradimenti, enigmi da scoprire con i personaggi nel corso della narrazione e tanto altro, Snowdrop merita di essere visto, in quanto in mezzo ad una bufera di critiche è riuscito comunque a restare in piedi e ad essere un prodotto ben riuscito. 

Cosa ne pensate di tutto questo retroscena? Avete intenzione di vederlo? Se l’avete già visto, vi è piaciuto? Come vi è sembrata Jisoo nel suo debutto da attrice? Fatecelo sapere nei commenti!

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K-Drama

Momento no? Comfort drama!

Capita a tutti di sentirsi giù di morale, di avere quei momenti in cui non si ha voglia di fare nulla se non guardare qualche film o serie che possa rimediare a questa sensazione ed è in serate come queste che vengono in nostro soccorso quei k-drama in grado di coccolarci e avvolgerci con il loro calore.

Mondocoreano ha preparato una lista di 6 k-drama che rientrano perfettamente in questa categoria.

Pronti? Iniziamo!

  1. WHAT’S WRONG WITH SECRETARY KIM

Cosa troverete in questo k-drama? Romanticismo e tante risate!

What’s Wrong With Secretary Kim (김비서가 왜 그럴까) è un k-drama diretto da Park Joon Hwa, andato in onda nel 2018, ed è tratto dall’omonimo romanzo di Jung Hyung Youn che ha ispirato anche un webtoon pubblicato nel 2016: la serie è attualmente disponibile sub ita sulla piattaforma streaming VIKI .

Lee Young Joon (Park Seo-Joon) è il vicepresidente dell’azienda di famiglia Yoomyung Group, è un bell’uomo, carismatico, intelligente ma oltremisura narcisista infatti è consapevole delle sue qualità e dell’effetto che fa alle persone, tuttavia ha non poche difficoltà a relazionarsi con gli altri: al suo fianco, da ben nove anni, vi è la fedelissima segretaria Kim Mi So (Park Min Young) che, a causa del suo lavoro, ha finito per rinunciare ad avere tempo da dedicare a se stessa e a vivere la sua vita, finché un giorno decide di licenziarsi.

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Dobbiamo veramente stare qui a ricordarvi il nostro amore per Park Seo-joon? E vogliamo parlare della bellezza di Park Min Young?

Elemento interessante che farà da filo conduttore nel drama è un evento del passato che ha segnato la vita dei due protagonisti, inserendo in questo calderone anche storie di personaggi secondari, come quello del fratello di Young Joon, lo scrittore Lee Sung Yeon (Lee Tao Hwan) fondamentale per ricostruire nella narrazione gli eventi passati e dare una spinta dinamica al rapporto dei due protagonisti principali.        

L’attrazione tra i due protagonisti viene rappresentata in maniera molto passionale, al contrario di altre produzioni, non escludendo scene molto romantiche: un esempio ne sono i baci tra i protagonisti che sono baci veri e propri, al contrario di altri drama in cui sono accennati o appena evocati con trucchi della fotografia o stop action.

Durante la visione del drama capiamo un aspetto fondamentale della cultura coreana: l’importanza del lavoro e di quanti sacrifici possa fare una persona per poter affermarsi e dare una stabilità alla propria famiglia. Ma fino a che punto si spingono? Sono disposti a rinunciare a tutto?

In definitiva, perché vederlo? Se alla sola presenza del fantastico Park Seo-Joon non vi abbiamo convinti, sappiate che questo è uno dei k-cult che almeno una volta bisogna vedere, quindi perché non approfittare di un momento di tristezza per riempirlo di risate e dolcezza?

2. ROMANCE IS A BONUS BOOK

Cosa imparerete da questo k-drama? La FRIENDZONE si può combattere!

Se siete amanti dei libri e delle storie d’amore, questo è il drama che fa per voi! Romance is a bonus book è una commedia romantica coinvolgente che trovate su NETFLIX, dai toni leggeri ma dai messaggi profondi.

Protagonisti del drama sono Cha Eun-ho (Lee Jong-suk), un giovane scrittore e insegnante, caporedattore di una casa editrice di successo, e Kang Dan-i (Lee Na-young), un’esperta di marketing che fatica a trovare un impiego, dopo essere rimasta fuori dai giochi per crescere la figlia: i due erano molto amici, tuttavia dopo il matrimonio di Dan-i il loro rapporto cambierà ma il destino avrà altri piani per i nostri personaggi.

Dan-i è una donna che, a prima vista, potrebbe sembrare la classica principessa da salvare, tuttavia, è poco propensa a ricoprire questo ruolo: lei vuole salvarsi da sola, perché sa che solo così si sentirà davvero felice e appagata.

Molto interessanti sono anche le storie dei personaggi secondari, come i second-lead, cioè Ji Seo-joon (Wi Ha-joon), grafico apprezzato e richiesto da molte case editrici, interessato a Dan-i, e Song Hae-Rin (Jung Yoo-jin), editor principale per lo sviluppo di vari contenuti all’interno della casa editrice, interessata da tempo al suo sunbae Eun-ho.

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Non vi abbiamo convinti neanche dopo aver visto i nostri “fantastici 4”?

Il messaggio che il drama vuole dare è espresso attraverso le parole dello scrittore Kang, il quale afferma che “una singola persona, come un libro, non cambierà il mondo, ma può essere capace di consolare gli altri e scaldare loro il cuore.

3. RUN ON

Cosa aspettarsi da questo k-drama? Un crescente di colpi di scena, unito ad un’insolita chimica tra due protagonisti atipici!

Run On, drama disponibile su NETFLIX, racconta la storia di Ki Seong Myon (Yim Si-wan), campione della squadra nazionale di atletica leggera, e di Oh Mi-Joo (Shin Se-kyung), traduttrice freelance, che si trovano a intrecciare le loro vite fino ad allora vissute come due rette parallele, impossibili a incontrarsi: come la corsa, anche il drama parte con uno sprint capace di tenere incollati allo schermo!

In questo drama vengono affrontati temi importantissimi quali la comunicazione e la disparità di genere nel mondo del lavoro e il tema principale è la comunicazione, infatti la serie viene definita come «un dramma romantico sull’intreccio di persone che hanno difficoltà a comunicare, anche se parlano la stessa lingua».

Oh Mi Joo e Ki Sun Gyeom si incontrano per caso e la ragazza avverte da subito una forte sensazione e l’incontro, infatti, per Oh Mi Joo, diventa un segno del destino e anche per Ki Sun Gyeom conoscere la ragazza sarà un evento che cambierà il suo modo di vedere le cose e lo porterà a imparare a osservare con attenzione tutto ciò che ha ignorato quando correva.

In questo drama la protagonista femminile emerge tanto, quasi da sovrastare  la personalità del protagonista maschile, invertendo più o meno i ruoli e lasciando che sia lui ad aggrapparsi a lei in un drama che possiamo definire “di crescita“.

La seconda coppia di protagonisti dà un equilibro alla serie, senza il quale il drama non sarebbe risultato lo stesso, rischiando anche (talvolta) di sfociare nella noia: Seo Dan-ah (Choi Soo-young) è la CEO di un’agenzia e, di fatto, è l’unica erede del gruppo Seomyeong ma, in quanto donna, viene esclusa dalla società e dovrà lottare con forza per riconquistare ciò che è suo per diritto di nascita e proprio attraverso il personaggio di Seo Dan-ah viene tratteggiato anche il tema della fatica che le donne fanno per affermarsi nel mondo del lavoro, invece Lee Yeong-hwa (Kang Tae Oh) è uno studente d’arte e appassionato di cinema, un tipo molto brillante e, naturalmente, anche tra questi personaggi scatterà qualcosa.

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In questo k-drama c’è l’imbarazzo della scelta: ci si innamora di più dei protagonisti maschili o delle protagoniste?

Run On ha un tipo di romanticismo a combustione lenta ma comunque molto appassionante.

4. START-UP

Parole chiave? Crescita, cooperazione, amore.

Start-up, disponibile su NETFLIX, si concentra soprattutto sull’importanza che le nuove tecnologie hanno per l’economia della Corea del Sud e ci trasporta in un k-drama sognante che dipinge un mondo capace di raccontare la storia di giovani alla ricerca di se stessi e di un lavoro.

Di cosa parla? Ambientato nella fittizia Silicon Valley della Corea del Sud, chiamata Sandbox, Start-Up racconta la crescita di piccoli imprenditori nel mondo delle startup: Seo Dal-mi (Bae Suzy) è una giovane donna brillante e ambiziosa, una ragazza che ha dovuto affrontare molte difficoltà e il suo personaggio rispecchia la classica Cenerentola che subisce ogni genere di sopruso, perché povera e per nulla raccomandata, a differenza della sorella In-jae (Kang Han-na), adottata da un ricco e potente uomo d’affari.

Idealista e onesta la prima, opportunista e “scorretta” la seconda, entrambe cercano di imporsi nel mondo del business che, specialmente in Corea, è ad appannaggio maschile, infatti Dal-mi sogna di riscattare la memoria del padre, genio delle start-up caduto nel dimenticatoio dopo la sua morte, e diventare la “prima Steve Jobs donna” del suo Paese, sfidando un sistema sciovinista fondato sulla figura del chaebol, ovvero l’erede maschio di un impero aziendale a conduzione familiare, troppo abusato nei drama.

Nam Do-san (Nam Joo-hyuk) è, invece, il fondatore delle Samsan Tech e si rifà allo stereotipo del genio timido ed insicuro: promettente stella della matematica e orgoglio della sua famiglia, ha mollato tutto per dedicarsi a un programma in grado di riconoscere cosa contiene un’immagine grazie all’AI (Intelligenza Artificiale) e, poiché la sua attività non riesce a sfondare, è considerato un “outcast” dalla società locale.

Per una serie di fraintendimenti, Dal-mi crede che il suo amico di penna di quando era piccola, del quale è da tempo innamorata, sia proprio Nam Do-san e Han Ji‑pyeong (Kim Seon Ho), investitore e genio delle start up, è pronto a fare di tutto per portare avanti questa finzione a causa di un “debito” morale da saldare nei confronti della nonna di Dal-Mi.

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Start-Up mostra come tutti abbiano bisogno di una mano nel viaggio verso il successo, infatti Sandbox, incubatore di piccole imprese, vuole aiutare le startup nella loro crescita, selezionando le più promettenti, e mettendo a disposizione i massimi esperti nel settore, per permettere loro di provare cose nuove e anche di fallire senza gravi conseguenze, un po’come cadere sulla sabbia, dove puoi alzarti illeso e pronto a riprovare.

Il drama è consigliato a chi ama le commedie romantiche e cerca una “fiaba moderna”.

5. HOMETOWN CHA-CHA-CHA

Una stimata e rispettata dentista, Yoon Hye Jin (Shin Min-a), perde improvvisamente il proprio lavoro a Seoul e si trova a dover affrontare un nuovo inizio: una serie di eventi fortuiti la porteranno ad aprire una clinica tutta sua a Gongjin, una piccola cittadina sul mare dove ha trascorso momenti indimenticabili della sua infanzia e dove la vita è totalmente diversa dalla frenetica Seoul, infatti qui la piccola comunità vive come un’unica vera e propria famiglia.

Personalità di spicco del paese è Hong Du Sik (Kim Seon Ho), un uomo intelligente e dai numerosissimi talenti, che vive di mille espedienti portando aiuto a chiunque ne abbia bisogno nella cittadina: Yoon Hye Jin sarà costretta ad adattarsi bruscamente a una vita completamente diversa da quella che ha vissuto fino a quel momento, trovandosi anche ad affrontare la curiosità e le interferenze dei suoi nuovi compaesani, ma imparando ad apprezzare il bello delle piccole cose e di una comunità impicciona ma calorosa.

La coppia di protagonisti è senza dubbio il maggiore punto di forza di questo drama: Kim Seon Ho si guadagna finalmente un ruolo da protagonista dopo aver raggiunto una fama incredibile grazie al suo ruolo in Start Up e il suo personaggio cresce con costanza all’interno del drama.

Se potessimo scegliere un nome per questa coppia quale sarebbe? Beh, sicuramente #teamfossette!

I due protagonisti vengono affiancati da un cast ampio e variegato e, come al solito, è facile innamorarsi (anche) del second-lead Ji-Seong hyun (Lee Sang Yi), amico dai tempi dell’università di Hye Jin, diventato un famosissimo regista di varietà che deciderà di girare uno show proprio a Gongjin.

Hometown Cha Cha Cha porta sullo schermo una storia semplice e piena di leggerezza che vi scalderà il cuore, riuscirete facilmente ad affezionarvi a tutti i personaggi della serie, anche quelli più anziani come ad esempio al personaggio ben caratterizzato di Kim Young-ok.

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6. YUMI’s CELLS

Cosa troverete in questo k-drama? Amore, comicità e animazione.

Yumi’s cells, disponibile su Viki, è una commedia romantica e avvincente che ha dato una nuova svolta a situazioni comuni viste spesso in altre serie dello stesso genere.

Il drama è basato sull’omonimo webtoon, scritto da Lee Dong-gun, e la sua particolarità e ben riuscita stanno sicuramente nel suo cast a dir poco eccezionale e nella presenza dell’animazione 3D alternata bene con la live-action, che mantiene sempre viva la narrazione e aggiungendo quel tocco super divertente che vi farà morire dalle risate.

Ma di cosa parla? Viene raccontata la storia di una normale impiegata, Kim Yumi (Kim Go-eun) con particolare attenzione alle sue avventure amorose.

La trama scivola serenamente tra il mondo ordinario di Yumi e la vita nel mondo animato delle sue cellule, infatti il suo cervello ospita un villaggio di cellule (un po’ come nel film Disney Inside Out), che diventano le vere e proprie protagoniste del drama, soprattutto grazie alla comicità delle cellule xxx e della cellula della fame.

Dall’ultima volta in cui Yumi è uscita con un ragazzo sono ormai passati tre anni e, a causa di un’improvvisa rottura, ha deciso che non si sarebbe più innamorata e, di fatti, la sua cellula dell’amore è caduta in coma in seguito allo shock della relazione fallita: di recente, però, un suo collega Choi Woogie (Minho, degli Shinee) ha attirato la sua attenzione e la cellula dell’amore pian piano ha iniziato a risvegliarsi ma la sua eccitazione è destinata a svanire e finisce nel momento in cui scopre il segreto di Woogie.

Tuttavia, prima che possa affrontare quest’ulteriore delusione, Woogie le propone un appuntamento al buio con un suo amico intimo e Yumi, nonostante non sia molto propensa a prendere in considerazione tale proposta, alla fine decide di parteciparvi.

Malgrado un inizio imbarazzante e una prima impressione negativa, al loro primo appuntamento Kim Yumi e Goo Woong (Ahn Bo-hyun) vanno straordinariamente d’accordo: nonostante Woong non abbia alcun senso della moda o dell’umorismo e non parli spesso, è un ragazzo molto schietto, affascinante, gentile e premuroso ma che, soprattutto, conosce tutti i ristoranti migliori della zona (un punto a favore per Yumi e la sua cellula della fame).

Il cancello del cuore di Yumi, che era stato chiuso per tanto tempo dopo la rottura con Ji U-gi (Lee Sang-yi), si apre all’amore nei confronti del nostro protagonista maschile: seppur con qualche battibecco, in particolare ogni volta che la collega di Woong, Sae-yi (Park Ji-hyun) entra in scena, la loro relazione è  “liscia come il burro” ma il diavolo è nei dettagli e, quando la coppia si avvicina rapidamente al punto di crisi, ci rendiamo conto che questi problemi sono sempre esistiti.

Un altro personaggio che fa la sua comparsa nel corso del drama è il collega di Yumi, Yoo Ba-bi/Bobby (Park Jin-young dei GOT7), premuroso e gentile nei confronti della protagonista: ma quale sarà il suo ruolo? Woong riuscirà finalmente a intascare il suo orgoglio oppure entrerà in scena qualcos’altro?

Per la risposta a queste e altre domande, dovremo aspettare il prossimo anno, quando tornerà questo dramma affascinante e di disarmante efficacia.

Qual è il vostro comfort drama del cuore? Avete già visto alcuni di questi k-drama o aggiungerete tutto alla lista di quelli da guardare? Fatecelo sapere nei commenti!

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  

                                                                                                                                                                                                                        

                                                                                                                                                                                                       

Categorie
K-Drama

“Mad for each other”: la rivincita dei perdenti

Titolo: Mad for each other (이 구역의 미친 X)

Network: KakaoTV

Episodi: 13

Genere: Commedia

Cast principale: Jung Il-woo, Oh Yeon-seo

Dove guardarlo: Netflix

Voto: 7.5/10

Mad for each other” è un k-drama del 2021 originale Netflix che narra le vicende di Noh Hwi-Oh, interpretato da Jung Il-woo, un detective della divisione “crimini violenti” con problemi a gestire la rabbia, e Lee Min Kyung, interpretata da Oh Yeon-seo, una donna con grandi difficoltà a fidarsi delle persone a causa di alcuni eventi traumatici.

Trama

I due personaggi, per una strana serie di coincidenze e giochi del destino, scopriranno non soltanto di essere vicini di casa ma anche di essere in cura presso la stessa psichiatra: la combinazione tra i due caratteri esplosivi, a tratti insopportabili, dei protagonisti scatenerà l’ilarità sia nei soggetti che gli ruoteranno intorno ma anche allo stesso spettatore, rendendolo partecipe di questa stramba storia.

Sin dalle primissime scene è ben chiaro quale sarà il tenore dell’intero drama, una commistione tra scene ironiche, quasi grottesche e momenti e spunti di riflessione non indifferenti, permettendo però allo spettatore di ambientarsi nei luoghi dove si svolge prevalentemente l’intera serie, cioè il complesso di appartamenti dove abitano i protagonisti, lo studio della psichiatra e la stazione di polizia, in modo tale da consentire a tutti di sentirsi quasi parte integrante di quelli spaccati di vita ed avvenimenti e, inevitabilmente, di fraternizzare con la varietà di soggetti.

Personaggi strambi ma emblematici

La nostra Lee Min Kyung appare dall’inizio come un personaggio alquanto ambiguo, diffidente e timorosa ma col colpo sempre in canna, non si lascia abbindolare dalle parole ed ha un grave problema a relazionarsi con gli altri umani al punto da sognare di scappare in Mongolia proprio a causa della bassa densità di popolazione nel paese.

Iconica in tutti i sensi, sia per gli outfit impeccabili che per le risposte al vetriolo, nasconde purtroppo un doloroso passato fatto d’incomprensioni e delusioni, a partire dalle persone più vicine a lei, che l’hanno obbligata a costruire più di un muro tra il suo cuore e l’esterno, un cuore ormai quasi tramortito, incapace di aprirsi all’altro e ai sentimenti più caldi.

L’unico essere con il quale riesce a colloquiare e a stabilire un rapporto vero è Howi, un cane randagio trovato nei pressi del suo condominio, che diventerà il suo amico più fidato e protettore (“Un cane che abbaia solo agli uomini”, un po’ come a ribadire il suo ruolo di guardiano e aiutante nella guarigione della protagonista).

Nel corso della serie scopriamo alcune importanti caratteristiche che riguardano la protagonista ma anche e soprattutto il suo rapporto conflittuale e controverso con la madre, principale fonte delle sue incertezze e insicurezze.

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Lee Min-kyung in uno dei suoi outfit più classici: baggy clothes e occhiali scuri contro il mondo e contro la paura.

Totalmente opposto è, invece, il rapporto del protagonista maschile con la madre, sua più grande ammiratrice e fedele compagna, che si preoccupa della sorte e del futuro, specie affettivo, del figlio; avendo a cuore solo che egli riesca ad incontrare una persona che riesca a comprenderlo e ad accettarlo, nonostante il suo carattere brusco e talvolta scostante, non saranno poche le volte in cui si recherà presso un’indovina, alla quale chiederà informazioni e spiegazioni circa la natura del figlio e quali siano le sue previsioni per il futuro.

(Consiglio dell’autrice: badate bene a quello che dirà questa indovina, ha un significato molto particolare e offre un assist perfetto per un’analisi più approfondita sul tema!)

Hwi-Oh, bisogna ammetterlo, non è esattamente un uomo facile: è testardo, profondamente determinato e ha più di qualche difficoltà nel relazionarsi con le persone, a maggior ragione con il gentil sesso.

Se queste sue peculiarità sul posto di lavoro, in un primo momento, gli consentiranno di fare carriera e di far crescere l’autorevolezza del suo nome, con il passare del tempo saranno la sua rovina e lo porteranno ad essere allontanato dalla centrale di polizia dove lavora, aprendo, da un lato, la strada verso un nuovo percorso e cognizione di sé, dall’altro lato i contorti selciati che faranno incontrare i due protagonisti.

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Noh Hwi-oh e le sue espressioni facciali sono un “must-have” di questo k-drama.

Non esistono personaggi secondari!

La vera bellezza di questo drama è che l’intera narrazione non ruota esclusivamente intorno ai due personaggi principali ma, anzi, permette a tutti i protagonisti secondari di avere un proprio ruolo, più o meno rilevante, negli sviluppi della vicenda, creando una perfetta coralità che dà un tocco più realistico e frizzante alla serie; sono emblematici gli interventi e gli avvicendamenti che coinvolgono le tre partecipanti della “Women’s association”, una sorta di guardiane home-made che cercano di tutelare e curare il complesso di appartamenti, oppure la giovane lavoratrice part-time Soo Hyun e l’inquilino della Unit 705.

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Soo Hyun (Lee Su-hyun), Lee Min-kyung e Noh Hwi-oh.

I protagonisti di questa serie sono tutti dei perdenti, nessuno di loro fa un lavoro particolarmente rinomato, nessuno è ricchissimo e nessuno è esente da problemi, ansie o preoccupazioni e questo rende la visione molto più piacevole perché lascia che lo spettatore si immedesimi al 100% nei protagonisti, anzi gli consente di trovare un rifugio perché, finalmente, può rivedere ciò che gli accade ogni giorno, non soltanto da un’altra prospettiva, ma anche con un occhio diverso e soprattutto gli dà la possibilità di capire che tutto, anche le cose più gravi e più difficili, possono essere superate, al momento e nel modo corretto, senza avere bisogno d’essere dei super eroi.

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Hwi-oh insegna a Min-kyung l’autodifesa per superare l’ansia e la paranoia sociale.

La realtà nuda e cruda

“Mad for each other” è un drama senza fronzoli: quanto viene descritto e raccontato nella serie è quello che potrebbe succedere o potrebbe essere successo a chiunque e per questo svolge un grande ruolo educativo e quasi di “comfort” per il quale definirlo “comedy-drama” risulterebbe un’eccessiva banalizzazione non a caso, dietro quegli scambi a volte ironici, a volte dolorosi, c’è la sofferenza e la voglia di rivalsa tipica di ogni donna e uomo che può capitare di incontrare lungo la nostra vita e proprio per questo motivo deve essere osservato con un occhio molto più attento, scendendo molto più in profondità nel significato e nel peso delle parole e delle scene.

I k-drama e le malattie mentali

Infine occorre fare un ultimo plauso al ruolo della psichiatra perché, ormai sempre più di recente, si assiste ad una nuova era, nella letteratura e nella cinematografia, che cerca di allontanarsi da quella orrenda demonizzazione, non soltanto artistica ma anche sociale, del ruolo dello psicologo, dello psichiatra e delle malattie mentali trattate sempre come un qualcosa di estremo o, addirittura, quasi leggendario: questo drama ci insegna che chiunque può crollare, può sentirsi crollare, può non riuscire a stare al passo con il resto del gruppo e che quindi è giusto fermarsi, respirare, capire la situazione e ripartire, con i propri tempi e passi, puntando solamente alla propria stabilità e felicità.

Autrice: Bianca Cannarella

Eterna Sagittario, è capitata in questo mondo per sbaglio e non ne è più uscita, riscoprendo se stessa e ciò che la circonda. Un giorno sì e l’altro pure sogna di scappare in Corea: probabilmente lo farà molto presto. Il suo motto preferito è: 시작이 반이다, “l’inizio è la metà”.